Milano, 19 dic. (askanews) – Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha postato una foto di ieri sera, quando ha “incontrato i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella mia residenza ufficiale. Abbiamo discusso di come rafforzare urgentemente il supporto militare ed economico per l’Ucraina”. In particolare al vertice in serata hanno partecipato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la presidente del Consiglio Giorg

(Tommaso Merlo) – Se investissimo nella pace le stesse risorse che investiamo nella guerra, salveremmo l’umanitĆ  invece di rischiare l’autodistruzione nucleare. Non utopia, ma una scelta. Investire nella pace significa investire nella nostra crescita personale, perchĆ© più evolviamo come persone più abbandoniamo la guerra in maniera naturale. La pace ĆØ una conseguenza della consapevolezza di noi stessi e della vita. Più abbiamo una visione profonda ed ampia del mistero della nostra esistenza e delle vicende del mondo, più la guerra appare nella sua follia autodistruttiva e si fa di tutto per evitarla. Vale per la nostra vita privata come in quella pubblica. I contrasti sono inevitabili, ma la persona consapevole fa di tutto per prevenirli e li gestisce in maniera intelligente e quindi pacifica. Nessuna utopia, la pace si sceglie, si costruisce ogni giorno ed ĆØ più faticosa della guerra. PerchĆ© richiede pazienza, ascolto, ragionamento, altruismo, lungimiranza e tenere a bada il proprio ego. La guerra ĆØ invece uno sfogo egoistico contro un nemico considerato la causa dei nostri mali, ĆØ l’illusione che prevalendo su quel nemico tutto si risolverĆ . Ma la guerra non risolve i problemi ma ne crea di nuovi e non ha mai veri vincitori. PerchĆ© l’odio logora chi lo prova e la violenza prima o poi si ritorce contro chi la compie. L’unico modo che gli esseri umani hanno per trovare soluzioni ĆØ discuterne. Vale tra persone come tra paesi. Eppure l’umanitĆ  non riesce a vincere la guerra contro la guerra e questo perchĆ© le sue radici sono dentro di noi. Prima le persone danno importanza vitale a cose che non ne hanno, poi vi si attaccano con le unghie e poi guerreggiano per difenderle o conquistarle. Nella storia europea milioni di persone sono morte per difendere reggenti e bandiere e confini e ideologie che oggi non significano più nulla. Milioni e milioni di vite buttate via per colpa delle ambizioni egoistiche di qualche potente o per credenze ed opinioni spacciate come veritĆ  assolute o per minacce e nemici immaginari. Follia autodistruttiva. Non vi sono ragioni al mondo per sprecare il proprio unico e fugace passaggio sul pianeta, non vi sono ragioni al mondo per uccidere altri esseri umani. Lo hanno scolpito sulla roccia i profeti dell’antichitĆ , insegnamenti ignorati da millenni come tutti quelli che contrastano coi sempiterni deliri egoistici. Dopo secoli di guerre inutili, almeno in Europa pensavamo di avere conquistato la pace ed invece i politicanti stanno facendo di tutto per trascinarci verso una pericolosa escalation tra stampa guerrafondaia e indifferenza generale. I più apriranno gli occhi quando i loro figli o nipoti verranno chiamati alle armi e sarĆ  troppo tardi per fermare la macchina della guerra. A quel punto non gli resterĆ  che pregare che tornino sani e salvi. PerchĆ© la guerra alla fine ĆØ questo, poveri cristi che escono di casa per ammazzare altri poveri cristi e spesso non tornano più indietro. Diventano lapidi di pietra che col tempo nessuno legge più. Le deleterie guerre private perlomeno le combatte chi le scatena, quelle pubbliche vengono invece decise dai reggenti a qualche cena di gala e a morire in trincea ci vanno i poveri cristi. ƈ sempre stato cosƬ. Il compito dei reggenti ĆØ trovare scuse come qualche imminente minaccia o questione di principio, ĆØ alimentare la paura in modo da spacciare la guerra come indispensabile, ĆØ dirottate soldi pubblici per produrre armi e poi godersi lo spettacolo seduti ad una tavola imbandita sperando nella vittoria. ƈ sempre stato cosƬ. Una deriva particolarmente grave in un Europa che ha vissuto ben due conflitti mondiali con decine di milioni di morti e stava vivendo il più lungo periodo di pace della sua storia. Dopo secoli a scannarci a vicenda abbiamo capito che uniti siamo tutti più ricchi e sicuri. Eppure i politicanti che oggi bazzicano in quel di Bruxelles sembrano esserselo scordato e stanno facendo di tutto per trascinarci verso una pericolosa escalation. ChissĆ  quanti di loro si rendono conto della responsabilitĆ  storica di tale pericolosa retromarcia e quanti invece sono vittime del conformismo guerrafondaio che aleggia nei palazzi o agiscono per mere convenienze di carriera. ChissĆ  quanti di loro si rendono conto di mettere a rischio la vita delle generazioni future e lo stesso progetto continentale che ĆØ fondato sulla pace. Non capiscono che se investissimo nella pace le stesse risorse che investiamo nella guerra, salveremmo l’umanitĆ  invece di rischiare l’autodistruzione nucleare. Non capiscono che la pace ĆØ una scelta sempre più obbligata. Tutta colpa della loro scarsa consapevolezza. Più evolviamo come persone e come paesi infatti, più ripudiamo la follia della guerra. Una strada che dobbiamo riprendere prima che sia troppo tardi.