
(Tommaso Merlo) – Città travolte dalla furia della corrente. Massacri e montagne di cadaveri. Ci stiamo autodistruggendo mentre la politica investe in armamenti invece che in ambiente e il tutto nell’indifferenza generale. Sono anni che il pianeta ci sta dicendo che sta male. Il clima è la sua lingua e le catastrofi naturali i sintomi di un malessere profondo causato da noi esseri umani. La scienza non ha dubbi, la politica sì. Perché la scienza si basa sui dati, la politica su opinioni e convenienze poltronistiche. La politica non vede oltre alle prossime elezioni ed evita scelte impopolari mentre l’ambiente richiede visioni decennali e che i cittadini vedano oltre il proprio orticello. Bombe d’acqua, tornadi, temperature invivibili. Per frenare l’autodistruzione servono politiche drastiche, lungimiranti ma anche che colpiscono il cuore della deriva economica e sociale del nostro tempo. Dovremmo produrre e consumare di meno e meglio, contraddicendo un modello capitalista espressione del nostro bulimico ego che ci sprona a produrre e consumare sempre di più in vista di una falsa felicità tutta materiale. Il mondo è la manifestazione di quello che abbiamo dentro e per cambiarlo è dentro che dobbiamo intervenire. Sarebbe ora di smetterla di farsi prendere in giro. La politica vigente è conservatrice prima di tutto di se stessa e spregiudicata al punto di speculare sugli istinti peggiori. Le svolte nascono nelle piazze, non nei palazzi. Dal basso, non dall’alto. È storia. Prima cambia l’uomo, poi il mondo. Anche l’indifferenza verso gli altri e il pianeta nasce dalla pandemia egoistica. Da vite vissute da protagonisti assoluti del proprio film mentale a base di cose da accumulare, piaceri da soddisfare e palchi su cui esibirsi. Da vite vissute come se fossimo immortali e non di fugace passaggio sul pianeta e come se morti noi morissero tutti. Ed eccoci qua, col pianeta ridotto ad una discarica anche morale e che grida attraverso il clima il suo dolore, con cittadini che con schermi e sostanze scappano da una vita deludente e con una politica che investe in armamenti invece che in ambiente e consapevolezza. La guerra è un’altra modalità con cui ci stiamo autodistruggendo. Solo che invece di distruggere il pianeta, ci distruggiamo tra noi esseri umani. Prima ci mettiamo in testa che punti di vista e credenze corrispondono alla verità assoluta, poi ci dividiamo in fazioni e alziamo muri, poi ci convinciamo della necessità di prevalere, poi ci illudiamo che la violenza serva a tale scopo e a quel punto guerreggiamo. Anche qui, per uscire dalla spirale autodistruttiva bisognerebbe guardarsi allo specchio invece che puntare il dito da qualche parte perché il mondo è la manifestazione di quello che abbiamo dentro e la guerra la manifestazione della rabbia, dell’odio e della scarsa consapevolezza di se stessi e della vita. Con la politica che specula sulle paure, allarga i fossati ed aizza i cittadini per soddisfare i sogni di gloria dei reggenti e quelli di profitto dell’industria della morte. Per fermare la spirale non ci sono scorciatoie e tutto dipende da noi. Dal nostro piccolo mondo, dalle scelte che compiamo ogni giorno, dalla sapienza che impariamo ad ogni passo, dal piccolo contributo che offriamo a ciò che ci circonda. Diventando individui che crescendo vedono più lontano ed in profondità. Cominciano a dare invece che prendere e cooperare invece che competere. Individui che unendosi danno vita ad una nuova società civile che unendosi da vita ad una nuova politica che unendosi da vita ad un nuovo mondo. Il segreto è crescere e poi unirsi per il bene comune. Il segreto è vivere vite più autentiche e sensate in cui meno è sinonimo di meglio e in cui non si inseguono né pifferai né chimere materiali ma la propria evoluzione. Una vita in cui gli altri tornato ad esseri umani come noi e dove si riscopre che la pace interiore è la vera felicità. Una pace che è gratis e mai ottenuta a scapito degli altri. Ed è a quel punto che daremo vita ad una politica sensibile e intelligente che ci salverà dall’autodistruzione e costruirà un mondo migliore.
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Sta censura automatica da algoritmi ha rotto.
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Condivido, aggiungendo che alla politica nulla frega dei cittadini, tranne quando devono chiedere il voto. I disastri ambientali ci sono sempre stati, oppure vogliamo dimenticare l’alluvione di Firenze (1966), quella di Genova – la più devastante – del 1970 (43 morti), etc. etc.? Ecco, Genova, capoluogo della regione dove risiedo, è l’esempio classico. 1970 (quindi 54 anni fa!) alluvione rovinosa, cui sono seguite nel 1992, 1993, 2010, 2011, 2014. Prima? Ci furono nel 1945, nel 1953 e 1968. Nell’arco temporale (mai termine fu più azzeccato) di 80 anni nove alluvioni, danni, morti, devastazione. Sono cambiati sindaci, partiti, giunte regionali, governi e cos’è stato fatto per mettere in sicurezza il territorio? Cemento, 🤑, cemento, 🤑, ancora cemento e, perché no, un’investimento colossale per un’inutile ponte 🌉🌉. Perché, meglio ricordarlo, “pecunia non olet”💸💸, al contrario dei deceduti… E le risate degli imprenditori – che ben conosco animo e IBAN di molti politici/amministratori – dopo la tragedia dell’Aquila, risuonano sempre beffarde.
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#HASTATOLAPOLITICA!
Quando ci si vergogna di propagandare la cretinata del #SONTUTTIUGUALI!, allora si usa un più ipocrita #HASTATOLAPOLITICA!.
Tanto i fessi mica si accorgono che è esattamente la stessa cosa: propaganda pro astensione.
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Un Trentennio di B. ha distrutto le Istituzioni. Ascoltiamo almeno Noi il Se. Scarpinato già Proc.Gen. di Palermo, visto che il commissione antimafia la Pres. Colosimo si rifiuta di ascoltarlo
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Al Tg1 in onda il servizio sul maltempo, ma sparisce il riferimento dell’intervistato sul cambiamento climatico. Lui: “Pazzesco”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/29/tg1-servizio-sul-maltempo-sparisce-il-riferimento-del-climatologo-sul-cambiamento-climatico/7673357/
#HASTATOLAPOLITICA!
#SONTUTTIUGUALI!
Una volta si usava dare le responsabilità a persone, partiti e leggi fatte da questi.
Oggi invece va di moda #HASTATOLAPOLITICA!
Il qualunquismo è invincibile.
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secondo me Stellantis sta investendo sul cambiamento climatico e
John Elkann non è andato in Parlamento perche hanno trovato il modo per farci cambiare l’automobile a tutti
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pare voglian fabbricare le idrovetture, tipo idrovolanti, non sol su strada marcianti ma capaci di non affondare e a galla restare pur innanzi a un diluvio universale, avendo tra sottoscocca e gomme tanti galleggianti all’occorrenza pronti da rapidamente gonfiare, tipo airbag…non è una gag, l’inventore si chiama Magog ed un suo avo l’ha ispirato…in Stellantis lo faranno beato?
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Di Battista, la Russia sta vincendo ma i nostri media e politici fischiettano.
Il disastro di Valencia, cronaca di Matteo Rubboli:
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