
(Stefano Rossi) – In Calabria, a Crotone, un poliziotto è stato linciato per aver svolto il suo dovere di bravo servitore dello Stato.
Stato che, al momento, non si è degnato di esprimere solidarietà ai massimi livelli.
Sul Corriere della Sera, Carlo Macrì, scrive: “Nonostante fosse in borghese, ha deciso di fermarli per un controllo”
Ieri mattina, un certo Carlo Macrì, non ricordo in quale canale tv fossi collegato, sosteneva che il poliziotto faceva bene ad attendere i rinforzi dei colleghi in divisa invece di intervenire da solo, aggiungendo, che sono ben noti i problemi di quei luoghi.
Cioè, il problema non sono i criminali che linciano un poliziotto e tentano di ucciderlo ma il rappresentante dello Stato che ha fatto il suo dovere in borghese.
A Isola di Capo Rizzuto, il vice ispettore, aveva notato un’auto tamponare alcune vetture parcheggiate e, naturalmente, l’occupante, anziché fermarsi stava fuggendo.
Ha inseguito l’auto fino a Crotone, sceso dall’auto si è qualificato, cercava di svolgere il suo dovere quando, parenti e amici di chi aveva provocato l’incidente, tale Francesco Chimirri, hanno cominciato a menarlo.
Circondato, menato pesantemente, il poliziotto è stato costretto ad usare la pistola e sparare al Chimirri.
Nonostante l’uso della pistola, nonostante la ferita mortale, gli altri criminali hanno continuato a menare al poliziotto fino a farlo cadere in terra e disarmarlo.
Il figlio di Chimirri ha preso l’arma e provato a sparare sul poliziotto esanime.
Per fortuna, le pistole ogni tanto si inceppano e, questa volta, si è inceppata.
Sull’asfalto sono rimasti alcuni denti del povero vice ispettore.
Mi indigna sapere che ci sono ancora persone che scrivono “Poliziotto fuori servizio” o “in borghese” come fosse una colpa o un problema per i cittadini.
Scrivono “il figlio della vittima”, cioè, questo tale Chimirri, non il povero vice ispettore.
Qui, di vittima, ce n’è una sola. Gli altri, che per sfuggire alle loro responsabilità, linciano e tentano di uccidere un poliziotto, non possono passare per vittime.
Poi, come fosse un vanto, si soffermano sui “meriti” del morto (“tiktoker molto seguito”, con tanto di numero dei suoi follower). Una follia!
Gli appartenenti alle forze dell’ordine sono sempre in servizio, sulle 24 ore, anche se fuori servizio.
“… a differenza di altri corpi (polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, ecc.) i cui appartenenti operano su tutto il territorio nazionale e sono sempre in servizio” così, tra le tante, Cassazione Penale, Sez. I, sentenza n. 8281 del 22 luglio 1995).
In divisa, in borghese, in o fuori servizio, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, hanno l’obbligo di intervenire in caso di reato.
I bacarozzi che hanno linciato il poliziotto sono dei criminali che meritano di finire in galera.
Rimane ancora il silenzio di molti politici che, in casi analoghi, si affrettano a dichiarazioni accorate e lunghe.
Se il poliziotto fosse stato un immigrato, forse, ne avremmo lette tante di queste dichiarazioni.
Nella foto, si vede come il povero poliziotto viene preso a calci in testa.
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Mi dispiace solo che non li abbia colpiti tutti a questi sub-umani.
Peccato che Walker Texas Ranger nel mondo reale non esiste, sennò sarebbero tutti al reparto di ortopedia se non peggio.
E per me già stare su Tik Tok è da degenerati mentali.
C’é persino una che fa la prova del calippo (giuro e in quel senso che immaginate) e che gira l’Italia, assieme ad un’amica che però è rimasta incinta.
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