
(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – “Scusi, lei spaccia?”. Ricordate Salvini, nei panni dello sceriffo di strada in trance da campagna elettorale permanente, mentre citofonava al presunto pusher tunisino alla periferia di Bologna? Ecco, fareste bene a scordarvelo. Con la riforma dell’arresto differito, previo avviso cinque giorni prima della richiesta della misura restrittiva, il destinatario del provvedimento potrà consultare e conoscere gli atti di indagine, compresi i nomi dei testimoni e delle persone che lo accusano. Così, d’ora in avanti, è più probabile che a citofonare a casa di chi lo ha chiamato in causa, sia l’indagato per minacciarlo e spingerlo a cambiare versione. Sarebbe una barzelletta se le cronache non avessero già documentato casi simili realmente accaduti. Ma ignorati, evidentemente dal ministro Nordio, che proprio ieri è tornato a difendere a spada tratta il provvedimento in Parlamento.
Proprio nel giorno in cui il Senato licenziava il ddl Zanettin. Un’altra norma parimenti indifendibile, che limita a 45 giorni le intercettazioni, azionando una vera e propria mannaia sulle indagini aperte in tutta Italia (leggi articolo a pagina 7). Come ha detto il procuratore aggiunto, Francesco Pinto, giusto per dare un’idea della posta in gioco, “in 45 giorni non avremmo mai potuto sviluppare un’indagine come quella condotta a Genova (su Giovanni Toti & Co, ndr) negli ultimi anni. La nuova norma delineata nel ddl Zanettin rischia di trasformare le intercettazioni in armi spuntate e vanificare completamente importanti indagini su gravi fenomeni criminali”. Intanto è slittato alla prossima settimana il parere (e quindi il via libera definitivo) delle commissioni Giustizia di Camera e Senato sul decreto legislativo “bavaglio” che, con la scusa di rafforzare la presunzione di innocenza, vieta la pubblicazione delle ordinanze cautelari, cioè di un atto processuale pubblico. Motivo: le destre vogliono, prima di licenziare il provvedimento, inasprire le sanzioni (pecuniarie) per i giornalisti (e i giornali) che violeranno il divieto. Pensavamo che il mondo al contrario fosse quello di Vannacci. Ma anche la Giustizia di Nordio & Co non scherza.
Il vomito🤮
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La procura all’indagato: buongiorno scusi il disturbo quando ha voglia e tempo passi da noi che il sig. Pinco Pallo del quale le lasciamo gli estremi, che abita qui davanti e ha i bambini all’asilo qui dietro, ci ha detto che lei è un criminale. Ci faccia sapere con comodo. Con i migliori saluti anche dal ministro della legalità e dal nostro irreprensibile primo ministro.
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Esattamente!!! 🤮
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Ma questi si rendono conto o no che queste riforme distruggono ogni concetto di giustizia?
E il bello è che Churchill Nordio è stato pure PM.
Come avrebbe lavorato con questa riforma?
Pur di difendere i TOTI di turno sono capaci di lasciare a piede libero pure i delinquenti, anzi no: chi manifesta fermando il traffico lo mandano in galera, quelli sì che sono pericolosi.
Maledetti.
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