Rai, la telefonata del premier albanese al dirigente meloniano: Rama contesta a Corsini l’inchiesta di Report sul patto migranti. Il primo ministro protesta per il servizio sul ruolo di Agaci, segretario della sua presidenza del Consiglio, nella firma dell’intesa tra Roma e Tirana. La replica di Ranucci: “Confermato il nostro racconto”

Edi Rama stringe la mano a Giorgia Meloni

(di Antonio Fraschilla – repubblica.it) – ROMA – Un intervento diretto del premier albanese Edi Rama sul dirigente Rai Paolo Corsini. Una telefonata singolare: il capo di un governo straniero che chiama il responsabile dei programmi della televisione pubblica italiana. Un colloquio, definito dal primo ministro albanese “cordiale”, con il direttore della fascia informazione della tv di Stato, per chiedere spazio di replica dopo la puntata di Report andata in onda domenica scorsa e che ha messo nel mirino l’accordo sui migranti tra Italia e Albania voluto dal governo Meloni. Perché, secondo quanto ricostruito dal giornalista Giorgio Mottola, un uomo chiave dell’intesa è il segretario della presidenza del consiglio albanese, Engjell Agaci, in passato avvocato di alcuni narcotrafficanti albanese in Italia.

“E’ la calunnia più scandalosa sull’Albania”, ha detto Rama. In un commento per Shqiptarja.com, uno dei più importanti portali di informazione albanesi, Rama sottolinea che “un’emittente pagata con le tasse degli italiani si è resa protagonista di un vergognoso episodio di diffamazione nei confronti dell’Albania, così come accadeva negli anni in cui gli albanesi apparivano sui media italiani solo come assassini, trafficanti, prostitute e ladri, e l’Albania veniva presentata come la culla della criminalità in Europa”.

Nel suo reportage il giornalista Mottola – il quale sostiene che i costi per i due centri sarebbero già fuori controllo e che, a fronte dei 650 milioni di euro inizialmente preventivati per 5 anni, la spesa complessiva potrebbe superare la soglia di un miliardo di euro – ha raccontato il ruolo del governo albanese, la famiglia del primo ministro Rama e di uno dei suoi più stretti collaboratori, Agaci, segretario generale del Consiglio dei ministri. Agaci, che fino al 2013, quando ha assunto l’incarico governativo, era titolare di uno studio legale a Roma, secondo Rama “è stato etichettato come il legale di fiducia di numerosi trafficanti albanesi di droga, che poi venivano riportati in Albania, dove avrebbero scontato pene inferiori a quelle comminate in Italia”.

Il premier albanese sostiene che la versione di Agaci non è stata tenuta in considerazione dagli autori del programma. Al segretario generale della presidenza del Consiglio albanese, spiega Rama, sono state inviate alcune domande dal giornalista di Report, il quale poi “non ha pubblicato nessuna delle risposte inviategli per iscritto”. E ha fatto sapere che “nei confronti di Report sarà presentata querela”.

Ma il primo ministro albanese non si accontenta. E decide di rivolgersi direttamente a Corsini, dirigente della tv pubblica al centro della bufera in questi giorni per la censura allo scrittore Antonio Scurati e già raggiunto nelle ore della polemica, secondo alcune ricostruzioni de La Stampa non smentite, da telefonate della premier italiana Giorgia Meloni. Anche Rama chiama il direttore degli Approfondimenti Rai, dirigente di area meloniana.

Repubblica aveva dato conto già nella giornata di lunedì di un contatto tra Rama e Corsini: “Solo un messaggio con il quale chiedevo di avere un confronto”. Poi martedì lo stesso Rama conferma di aver avuto con il dirigente della tv pubblica italiana “una conversazione del tutto tranquilla”, facendogli presente le sue ragioni. Rama si aspetta una replica, anche con una intervista. E attende risposte da Corsini in merito. Ma il direttore di Report, Sigfrido Ranucci, replica: “Agaci, segretario generale del Consiglio dei ministri e stretto collaboratore del premier Edi Rama, ha confermato quello che abbiamo detto nei fatti. Nella mail di risposta di Agaci, a cui avevamo chiesto conto di alcuni fatti, lui ha confermato di essere stato il legale di alcuni narcotrafficanti e di aver contribuito, da quando è diventato consulente giuridico di Rama, alla realizzazione del protocollo. Del resto la versione che è stato utilizzato per una consulenza l’ha data il generale Lisi direttamente ai nostri microfoni. Tutto quello che abbiamo detto è sulle carte ed è da fonte documentale”, conclude Ranucci, annunciando che “domenica Report tornerà sulla vicenda dei migranti”.