
(DI MASSIMO FINI – ilfattoquotidiano.it) – Una decina di giorni fa le quotazioni della New York Community Bank sono crollate del 40%. Collasso preceduto da quelli della favolosa Silicon Valley (che non è più tanto favolosa, le persone se la svignano perché troppo cara), della Silvergate Bank e della Signature Bank. Il meccanismo è sempre lo stesso: le banche fanno mutui usurari ai cittadini, che ne hanno bisogno per pagare l’affitto, comprare un’auto (non un’utilitaria, s’intende, ma le spaventose ‘portaerei’ che nel dopoguerra tanto scandalizzavano e indignavano Dino Buzzati) o pagare le tasse universitarie (in continuo aumento perché negli Usa, a differenza poniamo di Cuba, l’istruzione e la salute non sono gratuite) e a un certo punto non sono più in grado di onorare questi debiti. Diciamo il meccanismo Lehman Brothers che tutti ricordiamo, perché si riversò sui Paesi europei, Italia compresa. Il collasso di New York Community, Silicon Valley, Silvergate e Signature non sarebbe in sé inquietante, in fondo si tratta di banche di piccole o medie dimensioni, se non si inserisse nel colossale debito americano che ammonta a 34 mila miliardi ed è destinato ad aumentare ancora. Il governo Usa ha cercato di limitare il proprio debito pubblico, un tentativo inane perché le norme dell’economia, ce lo dicono gli stessi specialisti yankee, sono come le leggi di natura che nessun decreto può fermare. L’indebitamento Usa con l’estero è vicino agli 8 mila miliardi (800 con la Cina), ma ci sono poi Paesi, europei e non solo, indebitati con gli Usa. Tutti sono indebitati con tutti creando una massa non di moneta, che è già un’illusione, ma creditoria-debitoria enorme, che si proietta verso un futuro così lontano, iperboreo, da essere di fatto inesistente. Prima o poi, più prima che poi, questo falso, cioè scambiare il sistema finanziario-creditizio per beni economici materiali (l’“economia reale”), ci collasserà addosso. Ma gli americani continuano imperterriti. Per loro è molto facile ripianare i debiti delle proprie imprese con 391 miliardi, smantellando così la concorrenza europea.
È bene ricordare che le due grandi crisi finanziarie dell’ultimo secolo (Wall Street 1929, Lehman Brothers 2008) vengono dall’America. Ma mentre la crisi di Wall Street del ’29 poté essere in qualche modo tamponata dai Paesi europei (ricorderò in proposito la creazione dell’Iri, Istituto di Ricostruzione Industriale, da parte di Mussolini e altre misure di contenimento) perché il mondo era meno globalizzato e ogni Paese occidentale poteva agire per sé e solo per sé, adesso la globalizzazione, scusate la ripetizione, è globale. A un Wto del 1998 Bill Clinton affermò che la globalizzazione non era un fatto politico ma economico, e Fidel Castro disse: “Opporsi alla globalizzazione è come opporsi alla legge di gravità”. Questo è vero se noi mettiamo al centro dei nostri interessi l’Economia e le sue gemelle, la Tecnologia e la Pubblicità (la vera protagonista, quest’ultima, dell’intero sistema). Tutto deve conformarsi alle esigenze di questa sinistra Trimurti. Ma lo stesso accadrebbe se noi mettessimo al centro uno spillo, tutto dovrebbe conformarsi allo spillo. Invece sarebbe bene, io credo, rimettere al centro del sistema l’uomo e lasciare all’Economia e alla Tecnologia la parte marginale che avevano prima della Rivoluzione industriale. Nel Medioevo, pur con tutti i suoi limiti e a volte anche orrori (la Santa Inquisizione per esempio), al centro della vita c’era l’uomo.
Vedo la sera Sky Tg 24 Economia. Vi intervengono famosi economisti, grandi finanzieri, politici impegnati nel settore in una sarabanda di teorie, tesi, ipotesi, congetture di cui lo spettatore, nonostante la bravura del conduttore Andrea Bignami, non capisce nulla. Una cosa però la comprende: che questi qui, e non solo loro, stanno disquisendo con una spada di Damocle sulla testa che prima o poi farà il suo dovere. Deus dementat quos vult perdere o, per dirla in modo più leggero con Gaber: “Stiamo diventando tutti coglioni”.
Tutti i governi sono in debito con i privati.I privati banche ,lobby hanno accumulato nei loro forzieri il sudore degli operai e contadini che hanno sfruttato e con quel sudore fanno gli usurai
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Chissà perché non sono sorpreso,
Quello che invece mi sorprende è che molti italiani, per giunta intelligenti, non abbiano ancora capito che il nostro nemico non è la Russia, il nostro vero nemico è lo zio Sam tramite il suo braccio armato, la NATO, uno zio Sam assetato di sangue e soprattutto denaro, uno zio Sam che ci sta trattando come si tratta un branco di pecore, ci ammansisce e nello stesso tempo ci tiene sotto stretta osservazione da un branco di cani mentre ci tosa, ci prende gli agnelli, ci munge il latte financo condurci al macello felici e contenti tramite MSM distribuito da TV radio e carta stampate che ci magnificano quanto lo zio Sam ci ami e ci difende.
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Ed ecco l’ubriacone che si fa ingroppare dai cani uscirsene con la solita tiritera Filo Putin. Sei un disco incagliato, noioso, con l’aggravante di non capire mai una minkia di niente.
Il problema del mondo è dell’Europa in particolare è la DESTRA dittatoriale, con la sua propaganda insufflata dalla Russia.
Da ogni crisi finanziaria l’america ne esce con le ossa rotte e spesso condiziona indirettamente il resto del mondo, ma….
Dopo la crisi innescato dal fallimento della Lehman Brother la BCE decise di regolare e mettere in sicurezza il sistema bancario europeo.
In questi 15 anni alcune banche regionali sono fallite, in Italia BPVicenza, Veneto Banca, Etruria, CariFerrara etc.
Alle restanti è stato imposto di fare pulizia nei propri bilanci liberando si dei crediti inesigibili, cedendoli a società di recupero credito ad un valore medio del 10% di quello nominale.
Ciò ha prodotto perdite di bilancio miliardari e è ricorso al mercato per spaventosi aumenti di capitale, richiesti si vecchi azionisti e al mercato.
Il secondo passaggio è consistito nel creare riserve OBBLIGATORIE di capitale da depositare presso la stessa BCE, per un 15% del totale attivi.
Periodicamente la Banca centrale Europea, attraverso la propria Vigilanza, sottopone le banche europee agli stress test, valutandone la capacità di far fronte ad improvvise fughe di capitali come repentino e diffuse richieste di svuotamento conti da parte della clientela.
Oggi le banche europee sopravvissute risultano molto più patrimonializzate rispetto a quelle federali degli USA, tralasciando i colossi come JP Morgan, Morgan Stanley, Citigroup, Bank of America e Wells Fargo che sono Stati nello Stato.
Si, gli americani potrebbero essere una minaccia perché basano l’economia sui consumi e sugli armamenti, principalmente missili, satelliti, portaerei e aviazione militare.
Ma in Europa questo non accade.
Le scemenze della fasciocoatta sugli extra profitti bancari sono irrealizzabili, perché sul sistema governa la BCE è non gli stati e perché negli anni passati hanno subito perdite che hanno dilapidato il patrimonio degli azionisti.
Dal 2020 ad oggi l’azione Unicredit è salita da 8 a 32 euro, con un utile record nel 2023 di 8 miliardi.
Ma nel 2010 l’azione era arrivata a valere 230 euro. Gli azionisti hanno visto raso al suolo i propri risparmi, specie i fondi stranieri, perché la banca ha fatto 3 aumenti di capitali che ogni volta diluivano il valore dell’azione, l’ultimo tra liquidità e cessioni per circa 20 miliardi.
Chi troverebbe corretto chiedere soldi agli azionisti per gli Utili dopo decenni di perdite?
I fascisti e i propagandisti filo ruZZi che li sostengono.
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Di certo Fini non è un ottimista e neanche io. Ma tuttavia tenendo conto proprio della guerra in Ucraina e dei risvolti che essa ha avuto con l’allargamento dei Brics , credo che anche ai mali della globalizzazione vi sia rimedio almeno in parte. Intendo dire che se si creano due aree distinte economiche anche se interconnesse tra di loro,se una va in crisi l’ altra ha possibilità di limitare i danni.
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Grazie Massimo, avanti
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