(Giuseppe Di Maio) – Conte e il suo Movimento hanno fatto finta di abbracciare il PD di Schlein, e stanno ancora battendosi sull’idea di campo giusto, contrapposto ai campi accozzaglie che non fanno bene né alla sinistra né alle logiche frontiste. Stanno facendo finta di non sentire l’apparato mediatico del PD che li punzecchia con le solite domande oziose su Calenda e il suo innominabile sodale. D’altronde la necessità di un’alleanza è colpa proprio del PD e della sua legge elettorale per fermare il M5S, altrimenti, se non ci fosse stato il premio di coalizione e lo scontro nei collegi uninominali, ognuno sarebbe potuto andare per conto proprio e decidere a spoglio ultimato con chi allearsi. E invece, tra poco passerà come una colpa del Movimento se il centrosinistra non riesce a battere le destre.

Come al solito al PD e all’informazione serva sfugge il bue mentre ne cercano le briglie. Calenda e Renzi, che passano per la parte liberale della sinistra, non esisterebbero se non fossero ancipiti, se non stessero a cavalcioni tra governo e opposizione. E sfugge anche il fatto che la parte democratico-sociale rappresentata dal PD sia in realtà più ambigua dei cosiddetti centrini, dilaniata al suo interno da due vocazioni estranee e confliggenti. La sinistra socialisteggiante, che è confinata nell’area estrema e nel M5S, è quella riconosciuta dal nemico, ed è l’unica che fa opposizione integrale alla destra. Ma io di destra ne conosco una sola, quella che trucca la lotta di classe e che garantisce i vantaggi ingiustamente conseguiti. Perciò dobbiamo tutt’al più dividerla in reazionaria (FdI e Lega) e conservatrice (FI, centrini e PD); la sinistra invece non può che essere radicale, come lo sono SI e il Movimento.

Ciò detto, è bene ricordare che questa vicenda tanto pubblicizzata è storia già fatta; il campo largo una volta si chiamava Ulivo, e conosciamo l’esito dell’incompatibilità tra Bertinotti e Mastella. Sappiamo, cioè, che le accozzaglie non sono un esercito, che l’interesse del centro non è stravincere sulla destra, ma essere indispensabile per la vittoria e per la tenuta di una futura maggioranza. La slealtà è la cifra di Renzi e di Calenda e Conte dovrà parlare chiaro, come quando dal palco accusò Azione di votare con la destra. Dovrà dire che il campo Ulivo si è risolto con un tradimento, che quando si fanno le alleanze si dismettono le strategie egemoniche, poiché, se proprio volessimo dirla tutta, il primo nemico del M5S è proprio il Pd di cui il Movimento aspira a rimuovere la classe dirigente. Altrimenti, che la destra reazionaria governi in eterno. Fino a che gli italiani non ne avranno abbastanza.