LA MOGLIE DI JULIAN – “Solo i paletti legali sono un argine all’intelligence dunque ridurli è un errore”

DI STEFANIA MAURIZI – ilfattoquotidiano.it) – Conduce da anni una battaglia senza tregua per liberare il marito. Stella Assange, moglie e consulente legale di Julian Assange, domani sarà a Roma per una serata speciale sul fondatore di WikiLeaks al Cinema Farnese, organizzata dall’attrice Laura Morante e dalla produttrice Elda Ferri (presenti, fra gli altri, Riccardo Iacona, Clara Lopez Rubio, Armando Spataro e Marco Travaglio). Dopo aver pubblicato 700 mila documenti segreti del governo Usa sulle guerre in Afghanistan e in Iraq, i cablo della diplomazia americana e le schede dei detenuti di Guantanamo, il fondatore di WikiLeaks non ha più conosciuto la libertà. L’ha persa a dicembre 2010 e rischia di non riacquistarla mai più se gli Usa riusciranno a estradarlo in America e chiuderlo per sempre in una prigione di massima sicurezza. Assange si trova ancora nel carcere più duro del Regno Unito: quello di Belmarsh, a Londra, in attesa che le autorità inglesi decidano sul suo appello contro l’estradizione, già ordinata dal governo britannico. È incarcerato a Belmarsh da quasi 5 anni, dopo averne passati quasi 9 tra arresti domiciliari e detenzione arbitraria nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra. L’evento di Morante e Ferri arriva proprio nelle settimane in cui a Bruxelles si discute una legge europea sulla libertà di stampa che, tra le altre cose, protegga i giornalisti dalla sorveglianza degli Stati e dei loro apparati, perché se le fonti giornalistiche non hanno la ragionevole certezza di rimanere confidenziali, nessuno parlerà più con i giornalisti. Ma, come il Fatto può rivelare insieme a tre consorzi per il giornalismo investigativo, l’Italia e altri sei Paesi europei puntano a mantenere saldamente nelle mani dello Stato la capacità di spiare i giornalisti. Ne parliamo con Stella Assange.
A Bruxelles si discute della nuova legge sui media e 7 Paesi vogliono permettere ai governi di spiare i giornalisti per questioni di sicurezza nazionale. Suo marito, lei e il vostro primo figlio siete stati spiati, filmati, registrati quando Julian si trovava confinato nell’ambasciata, prima del suo arresto. In che modo l’essere spiati ha impattato su Assange e WikiLeaks?
Le capacità dei servizi d’intelligence sono praticamente illimitate. Questo fatto condiziona qualsiasi cosa facciamo, quando siamo consapevoli del livello a cui siamo esposti al loro spionaggio. È per questo motivo che quando sono rimasta incinta, non l’ho detto a Julian a voce (per non essere registrata, ndr), gliel’ho scritto su un pezzo di carta, volevo che quel momento rimanesse profondamente privato. Gli unici limiti ai poteri dei servizi d’intelligence e ai loro agenti sono legali: per questo motivo le corti devono poter contare su quei limiti legali che non vanno ridotti.
In che misura la serata organizzata da Morante e Ferri aiuta Julian Assange?
È cruciale, vista l’urgenza della situazione in cui si trova Julian. Io ho la certezza che la liberazione di Julian dipenda dal fatto che l’opinione pubblica capisca cosa sta succedendo nel suo caso. E il fatto che personalità, come Laura Morante ed Elda Ferri, mettano tutta la loro influenza nel cercare di far capire ai cittadini che cosa è in gioco, è importante e necessario.
La scorsa settimana lei era in Italia per ritirare la cittadinanza onoraria assegnata dal Comune di Reggio Emilia a suo marito. In quell’occasione, ha raccontato che la cella di due metri per tre nel carcere di Belmarsh in cui lui è rinchiuso è così piena di libri che le autorità della prigione gli hanno chiesto di rinunciare ad alcuni libri oppure a certi oggetti. Assange ha rinunciato al letto e ha scelto di dormire su un tappetino da yoga. Come riesce a mantenere la sua sanità mentale e fisica?
Le condizioni fisiche di Julian sono estremamente difficili: è isolato e rinchiuso in una cella senza alcuna comodità. La cosa più importante per la sua sopravvivenza è il suo legame con il mondo esterno e, poiché non ha alcuna libertà, le uniche cose che gli rimangono sono quelle poche ore d’aria, una o due visite alla settimana, la possibilità di fare telefonate e di leggere libri. Sono queste cose la sua finestra sulla realtà al di fuori della cella.
Lei combatte da anni per liberare Julian Assange, l’ha dovuto sposare in prigione, i vostri bambini non l’hanno mai conosciuto da uomo libero. Come spiegherà ai vostri figli che il padre non sarà a casa per Natale e non c’è mai stato per oltre un decennio?
Mi chiedono quando Julian verrà a casa. Io dico loro che tornerà, ma non sappiamo quando. Loro capiscono che ci sono molte persone in tutto il mondo che vogliono vederci riuniti e che la nostra famiglia gode di enorme sostegno e affetto.
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Canaglie !
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