
(DI M. TRAV. – ilfattoquotidiano.it) – Caro direttore, dopo la nostra giornata milanese centrata sulla parola Pace, ho letto le critiche rivolte al Pd da Alessandro Orsini e Andrea Scanzi e non trovo giusto scansarle. L’accusa si concentra su tre punti. Il primo, una subalternità a quell’atlantismo che annovera l’Occidente tra i “buoni” e gli altri, a turno, nel girone dei peggiori. Il secondo sarebbe il rifiuto della complessità col corredo di incoerenze e opportunismi. L’ultimo punto, la denigrazione di qualsiasi argomento critico verso i primi due.
In tutta onestà, trovo in ciascuno di questi giudizi un fondo di verità. Nel senso che ognuno – parlo almeno per me – si misura con buchi, vuoti, contraddizioni troppe volte dissimulati dietro certezze fuori sincrono rispetto agli eventi. Per capirci, sull’invasione russa dell’Ucraina non ho mutato opinione. La ritengo una violazione della sovranità di un Paese e rimango convinto del diritto di quel popolo a esercitare con ogni mezzo, e col nostro aiuto, la propria difesa. Detto ciò, l’escalation aveva alle spalle un decennio di guerra consumata nell’indifferenza dell’Europa? La risposta è sì, come onesto è riconoscere la doppia morale di un Occidente che sui diritti umani ha spesso agito inseguendo i propri interessi anziché Carte e Trattati ossequiati in tempo di pace e ignorati nei contesti scomodi. Ttutto ciò ha una radice nel tempo? Anche questo è assurdo negarlo.
Mesi fa, Limes indicava il più grave errore delle amministrazioni americane negli ultimi trent’anni: avere ignorato il consiglio di Augusto morente a Tiberio, “Non estendere i confini dell’impero” consapevole dei pericoli che colonizzare popoli distanti avrebbe comportato per la tenuta dell’impero stesso. Quel timore l’Occidente lo ha ignorato, preferendo travestire una teoria economica da dottrina universale nell’idea che un mercato unico avrebbe generato pane, pace e libertà. Non era così. A quel punto la Storia è andata contromano e l’Occidente, offuscati i suoi stessi valori, si è trovato sfidato dal resto del mondo. Da ultimo, dopo l’orrendo pogrom di Hamas del 7 ottobre, la stessa complessità troppe volte sacrificata ha reso impraticabile o quasi la critica al governo d’Israele per le sue colpe pregresse e l’uccisione indiscriminata di migliaia di civili palestinesi.
Ma vengo al nodo che sentivo di porvi. Riconosciute le responsabilità dell’Occidente, cosa sarebbe stato della nazione ucraina se all’indomani di un’invasione armata quel governo e parte della comunità internazionale avessero preso atto dello squilibrio di forze lasciando spazio a una “mediazione” che con ogni probabilità avrebbe consegnato al Cremlino una vittoria sul campo? Intendo vittoria anche sotto il profilo calpestato della sovranità di uno Stato indipendente. Il nostro Parlamento quegli aiuti ha deliberato con il voto delle forze, Pd compreso, che li giudicavano essenziali a evitare una resa del Paese aggredito. Su questo abbiamo posizioni diverse. Ma l’Unione europea siamo noi. Insomma, siamo anche noi, e l’unirsi alla linea condivisa da Parigi e Berlino era anche il modo per affermare che un’Europa esiste e si muove a presidio dei valori che l’hanno costituita dopo le tragedie dell’altro secolo. Lo abbiamo sempre fatto? La risposta una volta di più è uno schietto no. Le doppie morali hanno albergato anche nella magnificata casa europea e oggi lo si vede in un’Europa divisa e di fatto irrilevante sulla scena. Ma può essere questa la ragione per non tentare il recupero di quella coerenza che in altri momenti non è stata capace di esprimere?
A proposito di certezze scolpite, porsi sul punto la domanda, insomma coltivare il dubbio, non vi sembra giusto? A Milano, in qualche modo e misura, quell’interrogativo abbiamo provato a declinarlo ed è stato il valore di una pluralità di voci chiamate a riflettere sulla parola Pace. Non la volontà di sbianchettare un passato che abbiamo condiviso, ma il tentativo di interrare un seme in una pianura lasciata inaridire troppo a lungo.
Caro Cuperlo, se i vertici del Pd si fossero posti le sue domande e i suoi dubbi, il centrosinistra avrebbe evitato tanti errori ed emorragie di voti. Noi, per rispondere alla sua domanda, non siamo mai stati così protervi da spiegare al mondo cosa deve fare: ci saremmo accontentati che l’Italia rispettasse l’art. 11 della Costituzione e continuasse, come sempre in 75 anni di Repubblica, a non armare Paesi non alleati in guerra (l’Ucraina era già dal 2014 armata fino ai denti da Usa e Gran Bretagna, che avrebbero continuato vieppiù ad armarla dal 2022). E, invece, diventasse punto di riferimento nell’Ue per il negoziato. Quel negoziato che ora, dopo 500mila morti mandati al macello in controffensive fallimentari e progetti di sconfitta russa velleitari, si dovrà fare per forza. Ma con un’Ucraina molto più debole e una Russia molto più forte di 21 mesi fa.
discutere col PD è inutile, anche quando sembra che usino il buon senso della ragione, cercano di manipolare le vicende, è il riflesso di Pavlov, è più forte di ogni evenienza.
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Mentre leggevo mi prudevano già le mani (per digitare); ma poi, ciò che di impulso avevo in mente di postare, l’ho trovato nella parte finale (scritta da MT): constatare a posteriori che esiste una doppia morale, atteggiamento geopolitico che sboccia dal fideismo atlantista, significa conteggi di cataste di morti.
Che sarà mai! 🤷🏻♂️
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Cuperlo è famoso per emergere, come testuggine in perenne letargo, solo a debacle avvenuta. L’ultimo ricordo che ho risale alla sua candidatura ad aspirante segretario PD, “perché la casa brucia” disse.
Ecco, adesso torni in letargo.
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Ogni volta che un Cuperlo parla, una Meloni aumenta di un 5% il gradimento…
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Cuperlo è tra i “meno peggio” del PD ma è il contenitore che puzza di pesce marcio e ammorba qualunque contenuto. Ne consegue che non trovi credibile nessuno abbia quel distintivo. Il “marchio” PD è una doppia lettera scarlatta infamata e infamante per opera di chi liberamente ha scelto di tatuarsela.
Ormai tale è la considerazione che nel gioco della torre, al quesito “chi butti giù” tra Meloni o uno dei suoi e uno qualunque del PD la mia risposta è o “abbatto la torre” o “si scannino fra di loro”. Sono 2 facce pessime della stessa medaglia FALSA.
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“… ho letto le critiche rivolte al Pd da Alessandro Orsini e Andrea Scanzi e non trovo giusto scansarle”.
Ho sempre ritenuto Cuperlo una stimabilissima persona. Ma solo il fatto di doversi preoccupare di “scansare” le critiche di Scanzi, al punto da mettersi a scrivere un papello al direttore del Fatto, spiega molto della totale irrilevanza che ha sempre avuto e che continuerà ad avere.
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Il patetico Cuperlo è la dimostrazione di quanto la politica, oggi, non sia più credibile.
Suppongo abbia capito tutto della guerra in Ucraina, ma non può dire quel che pensa e deve adattare il suoi pensieri alle linee guida del suo partito altrimenti non avrebbe più un posto dove andare a fare l’uovo.
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Parlando di cose serie – quindi non di Cuperlo e del suo risveglio nel mondo reale – mi viene fatto di pensare a una proposta (doppia) di mobilitazione: a quando il referendum per abolire il Jobs Act e ripristinare l’art.18 dello Statuto dei lavoratori??
La Schlein era uscita dal Pd proprio all’indomani di quella legge renziana. Ne deduco che potrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere d’accordo col referendum. Ma ci dev’essere però qualcuno che glielo proponga. Pensavo a Conte (chi se no?). Mi e vi chiedo se sia una proposta troppo estremista oppuramente piena di buon senso. In attesa… cordiali saluti.
PS
E’ ancora valido il detto – dopo il rifiuto del salario minimo del governo – A BRIGANTE… UN BRIGANTE E MEZZO! ANZI, DUE!!!
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Egregio Gae il ripristino dell’art.18 avrebbe, forse, maggior senso se si facessero tornare in Italia le produzioni finite all’estero e che impegnavano tanti operai. È l’intero sistema che è divenuto finanziario e non più legato alle imprese economiche. Proviamo a proporre di ” congelare” e/o chiudere le Borse per qualche anno. Ecco la RIVOLUZIONE !
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Se l’indignazione che la gente prova per la morte di Giulia fosse la stessa per ogni caduto in una guerra INUTILE come quelle dei giorni nostri, il PD e tutti quelli che hanno remato a favore, non avrebbero più nessuna possibilità di diluire con colpevole ritardo le loro responsabilità. Purtroppo seguiamo gli eventi come pecore e l’indignazione è anch’essa pilotata da un indegno esercito di giornalai prezzolati.
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Parlo della battitore libero con un passato ex pc, ex Pds, ex PD eccetera eccetera:Cuperlo dimostra di essere un ottimo studioso che non ha mai capito che la politica è prassi.detto questo, Cuperlo ha 1000 volte ragione quando rinfaccia al fatto quotidiano una totale confusione sulla fase iniziale del conflitto in Ucraina.che senso ha come dice Marco travaglio, l’Italia non doveva inviare armi; gli altri avrebbero anche potuto ( insomma i 500.000 morti sarebbero stato meno morti?). Che Putin avesse intenzione di fare un solo boccone dell’Ucraina era di un’evidenza cristallina! All’inizio si doveva assolutamente fermare il progetto di Putin ed inviare armi.subito dopo però, una volta capito che Putin non aveva la forza di fare un solo un boccone dell’Ucraina, bisognava subito aprire una trattativa e risolvere la crisi del Don Bass.questa volta quello intellettualmente non onesto è travaglio non Cuperlo. Adesso verrò accusato di lesa maestà per aver criticato travaglio, ma qualcuno deve pur farlo no?
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Don Bass sarà sicuro un errore di battitura, ma è esilarante.
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Un po’ hai ragione 😂😂 il senso però, giusto o sbagliato, dovrebbe essere chiaro!
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