I FANTASMI DELLA DESTRA – Scontro. La commissione non lo convoca: “Nessun precedente”. Lui chiama Santalucia per abbassare i toni. Conte: “È eversivo”

(DI GIACOMO SALVINI – ilfattoquotidiano.it) – A due giorni dall’intervista al Corriere della Sera in cui denunciava un complotto dei magistratura per far cadere il governo, il ministro della Difesa Guido Crosetto deve battere in ritirata. Non è ancora chiaro dove potrà andare a fare le sue rivelazioni annunciate a mezzo stampa e poi sui social. Aveva chiesto di essere audito in commissione Antimafia o al Copasir, le due sedi dove si possono secretare le sedute, ma ieri è stato respinto dalla prima presieduta dalla meloniana Chiara Colosimo. In serata, inoltre, Crosetto viene sconfessato addirittura dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio: “Non c’è nessun attacco ai magistrati”. Il ministro della Difesa, insomma, è sempre più isolato. Tant’è che ieri ha abbassato i toni con i magistrati chiamando il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia.
Crosetto è a New York, ma da Roma le notizie sono negative. All’ora di pranzo si riunisce l’ufficio di presidenza della commissione Antimafia che, su richiesta del Pd, deve decidere se convocare Crosetto. Il senatore Walter Verini tira fuori la questione, ma il primo a opporsi è il deputato di Forza Italia, Pietro Pittalis, secondo cui non c’è alcun motivo per sentire un ministro che ha fatto dichiarazioni apparentemente non inerenti all’antimafia. La presidente della commissione Colosimo, fedelissima di Meloni, nella sua veste istituzionale non vede motivi per convocarlo e alla fine concorda la decisione anche con il Pd. Al termine della riunione, un comunicato della commissione Antimafia fa sapere che la richiesta dei dem non può essere “ricondotta ai compiti che la legge istitutiva attribuisce alla Commissione antimafia”. Poi aggiunge: “Vista la pubblica disponibilità del ministro Guido Crosetto a riferire, è utile che possa farlo nelle sedi parlamentari più idonee”. L’idea è quella di non creare un precedente, altrimenti chiunque voglia riferire cose segrete potrà chiedere audizioni. Insomma, l’invito è quello di andare a riferire in Parlamento perché le dichiarazioni del ministro non hanno niente a che fare con i temi antimafia. Anche il Copasir non lo convocherà perché non ci sarebbero profili legati alla sicurezza nazionale nelle parole del ministro.
Quindi che farà il ministro? Probabilmente a questo punto, dopo le interrogazioni delle opposizioni, riferirà in Parlamento a dicembre quando è previsto un question time. Ma non è chiaro cosa potrà dire pubblicamente visto che aveva chiesto a più riprese un’audizione segreta. Ieri però il ministro, politicamente ormai isolato, ha provato ad abbassare i toni rispetto ai giorni scorsi: ha telefonato al presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia per dirgli che nelle sue dichiarazioni si riferiva ad alcune espressioni di giudici di Area e Magistratura Democratica che gli erano state riferite. Inoltre Crosetto ha chiesto a Santalucia di incontrarsi al suo rientro in Italia per parlare della vicenda e chiarirsi. A New York il ministro della Difesa ha voluto fare un passo indietro: “Avendo parlato io di riunioni pubbliche fatte da associazioni – ha detto – mi pare che ci sia poco da denunciare”. E ancora: “Se vogliono che vada in Parlamento, ci vado: per rispetto istituzionale preferisco farlo in alcune commissioni tipo la commissione antimafia o il Copasir, decidano loro quale ritengono migliore”. Tant’è che in serata, da Bruno Vespa, il ministro Nordio lo sconfessa: “Non temo un attacco della magistratura e non lo teme neanche Crosetto – ha spiegato – Ha interpretato un sentimento diffuso dopo il caso Palamara”. Anche il leader del M5S Giuseppe Conte attacca il ministro: “Il rischio di eversione aleggia sul governo e non sulle toghe: su Banca d’Italia, Anac, Corte dei Conti e magistratura il governo è intollerante al controllo”. Nel frattempo FI rilancia sui test psico-attitudinali per i pm spinti da Mantovano e saltati lunedì in Cdm e su intercettazioni e custodia cautelare: ha presentato diversi emendamenti al ddl Nordio in Senato.
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Allora se “Avendo parlato io di riunioni pubbliche fatte da associazioni mi pare che ci sia poco da denunciare” perché andare a discutere dove si può secretare le audizioni? Fallo in pubblico no?
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Crosetto:
Ritiratevi, dimostratevi uomini e domani Roma rinascerà più bella e più superba che pria…
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