
(ANSA) – NAPOLI, 09 NOV – Una vicenda incredibile, quella della bidella-pendolare di Napoli Giuseppina ‘Giusy’ Giugliano, che ogni giorno, a suo dire, percorreva in treno l’Italia per andare a lavorare a Milano. Alla solidarietà iniziale era subentrata la diffidenza, dopo la scoperta che quei viaggi non erano stati in realtà così frequenti e che la giovane aveva usufruito di un lungo periodo di malattia. In ogni caso, la vita da pendolare di lunga tratta ormai per Giusy è finita.
È stata assegnata provvisoriamente ad una scuola di Caivano, alle porte di Napoli, e lei – come scrive su Facebook a commento di un articolo di Fanpage, che pubblica la notizia – è “felicissima”. La vicenda di Giuseppina esplose sui media all’inizio dell’anno e mezza Italia solidarizzò con questa giovane costretta a fare su e giù da Napoli a Milano quasi ogni giorno: alla fine era più conveniente che prendere una stanza in affitto e vivere a Milano, aveva spiegato.
In realtà, gli accertamenti svolti sia dai giornalisti che da molti utenti dei social, dimostrarono che le cose non stavano proprio così: risultò, tra l’altro, che la presenza di Giuseppina nella scuola milanese non era così assidua e che, soprattutto, da molti mesi era assente perchè malata.
Circostanza che la stessa giovane ha confermato, attribuendola tra l’altro proprio alla sua vita così disagiata e stressante. Sta di fatto, però, che il pendolarismo ora è finito. O, meglio, adesso è ridotto ai venti chilometri che separano Napoli da Caivano, dove la collaboratrice scolastica è stata assegnata in via provvisoria all’Istituto superiore ‘Morano’, lo stesso dove la scorsa estate la premier Meloni incontrò docenti e studenti. La stessa giovane bidella, sul suo profilo Facebook indica come luogo del suo lavoro attuale l’istituto del Parco Verde di Caivano, mentre quello precedente è il liceo artistico Umberto Boccioni di Milano. (ANSA).
L’autore sembra deluso che la collaboratrice scolastica ATA non sia ancora a Milano ma a 20km da dove vive. Lo scandalo invece, non è la sua presunta malattia, ma il fatto che sia stata costretta ad accettare un posto a Milano per poter avere un reddito per vivere.
Ansa fai sch!fo
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Vedremo quanto si ammalerà
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