
(di Marcello Veneziani) – Non so cosa s’aspettava Ernesto Galli della Loggia dai primi otto mesi di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Ma nel suo editoriale di ieri sul Corriere della sera, c’è un titolo che riflette l’opinione e l’aspettativa di gran parte degli elettori di centro-destra: “La destra e la svolta che non c’è”. E’ l’impressione di tanti, in segno di amarezza o di attesa. Ma poi quando vai a vedere cosa avrebbe dovuto fare la Meloni, non comprendi dall’editoriale cosa le si rimprovera in concreto per imprimere una svolta storica e dimostrare di voler guidare una nazione e non solo un partito. Mantenendo indeterminata l’aspettativa delusa, si raccoglie un vago consenso sul titolo e sul tema; ma senza precisarlo, poi si perde nel nulla. Se dobbiamo riferirci alle svolte promesse quando Fratelli d’Italia era all’opposizione, quelle svolte probabilmente non piacerebbero al Corriere della sera, perché avrebbero determinato un “cambio di passo” rispetto al governo Draghi e all’Establishment, rispetto a cui la Meloni era all’opposizione, e una svolta a destra in molti campi, anche a livello di alleanze internazionali.
I temi caldi che la Meloni si è trovata ad affrontare sono innanzitutto la guerra in Ucraina, dove ha preso una posizione netta, in perfetta continuità col governo precedente; una posizione gradita al quotidiano di via Solferino e nettamente atlantica, oltre che allineata con l’Unione Europea. Poi, la linea economica di Draghi, su cui si notano alcune frenate e qualche incertezza, ma non mi pare di intravedere svolte.
Sui temi civili, famiglia e diritti, c’è stata qualche enunciazione di principio, si sa perlomeno che non verrà favorita la “deriva” progressista, anche se si annuncia ben poco. Qualche scampato pericolo, ma non svolte importanti. In tema di identità nazionale, che è poi il discorso che allo storico Galli della Loggia sta più a cuore, i passi finora sono stati per così dire oratori, a volte comiziali; la patria non è solo l’uso della parola patria o l’esibizione delle frecce tricolori.
Mi è parsa bella, pur confinata nell’ambito simbolico, la missione della Amerigo Vespucci nel mondo, portatrice d’italianità. Ma un ripensamento culturale e civile dell’identità, a partire dalla scuola e dai luoghi cruciali della cultura e del servizio pubblico, le grandi istituzioni culturali, in chiave nazionale e conservatrice, non c’è o non c’è ancora; a parte i benemeriti, piccoli passi del ministro della cultura Gennaro Sangiuliano nei territori di sua competenza.
Un passo significativo invece la Meloni lo ha fatto sul piano europeo, lavorando alla possibilità di un’alleanza popolari-conservatori (e altri) rispetto a quella odierna popolari-socialisti (e molti altri). Ma a parte la questione Le Pen, è molto realistico ma poco esaltante pensare che il segno di questa svolta sia…ancora Ursula van Der Leyen alla guida dell’UE, col voto conservatore anziché socialista.
All’osservazione di Galli della Loggia, che pure in linea generica può essere condivisa, muovo tre obiezioni. La prima è che la Meloni, come ho scritto da prima che vincesse le elezioni e che andasse al governo, può fare ben poco, e se facesse dei passi da svolta, probabilmente non starebbe lì, anzi non ci sarebbe nemmeno arrivata. Poi ciascuno trarrà la conseguenza che vuole: qualcuno si protesterà deluso e griderà al tradimento, qualche altro si dirà realista e concluderà meglio poco che niente, nessun’alternativa migliore si vedeva e si vede all’orizzonte. Avranno entrambi dal loro punto di vista ragione, gli scontenti che si accontentano e gli scontenti incontentabili.
La seconda osservazione è più radicale. Lo storico ha in mente svolte storiche rispetto a un andazzo ormai diffuso e radicato, e una dominazione ancora perdurante, benché vuota di contenuti e di qualità. Ma quando mai ha visto in Italia svolte storiche, se ne ricorda qualcuna negli ultimi decenni? Neanche Berlusconi, nonostante gli annunci suoi e gli strepiti altrui, cambiò l’Italia o impresse una vera svolta. Renzi un po’ ci provò, ma non ci riuscì. Non parliamo dei vari premier di sinistra, dei tecnici, e dei grillini. E pretendiamo che la piccola fiammiferaia Giorgia, outsider rispetto ai poteri, debuttante già abbastanza sicura di sé, esordiente di carattere, possa davvero cambiare la storia del nostro Paese e il suo trend, peraltro omogeneo ai suoi macro-riferimenti euro-americani? Troppo. Per trovare una mezza svolta storica dovremmo risalire a Bettino Craxi; dico mezza perché da un verso ci fu continuità politica, morale e culturale col passato e dall’altro continuò a crescere il debito pubblico (e il costo corrotto della politica). Ma Craxi fu l’ultimo statista che impresse l’avvio di una svolta, poi fermatasi per le note ragioni e per la scarsa forza elettorale del suo partito.
Dove vede oggi Galli della Loggia leadership all’altezza, con una visione, un’idea del futuro? Io non le vedo in giro, men che meno all’opposizione; e non le vedo nemmeno negli altri paesi europei. Il nanismo della politica, scrivevo giorni fa, è vistoso e deprimente. Sono convinto che Ernesto sia d’accordo con me su questo.
Infine, la più bonaria, più facile, più evidente attenuante: la Meloni governa da meno di nove mesi, troppo poco, per giunta investita – ma succede spesso – da eventi, calamità, questioni urgenti e pressioni internazionali terribili. Datele tempo, almeno, prima di tracciare bilanci; o meglio, trasformate queste diagnosi in prognosi, con esortazioni e incoraggiamenti per il futuro. Poi, se devo essere sincero, come purtroppo mi scappa di essere fino alla spietatezza, prevedo che col tempo le cose non cambieranno; ci saranno altre urgenze, altre pressioni, altri ricatti (benché lei sia, come disse a Berlusconi, non ricattabile). E alcuni difetti strutturali, i limiti evidenti di molti esponenti del governo e la modestia delle classi dirigenti, non solo a destra, renderanno davvero ardua l’impresa.
Intanto, attacchiamoci al futuro, sperando di essere smentiti. E che abbia invece ragione Keynes: “L’inevitabile non accade mai, l’inatteso sempre”. Volesse il cielo.
La Verità
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Certo, come uomo di destra, e nemmeno troppo moderato, quanto avvenuto negli anni 2018-2021 con i governi Conte, non lo definirà mai una svolta, semmai una esecrabile deviazione dal quieto vivere di lasciare che comandino i capi bastone di sempre. Ma quella fu una vera svolta, con un contratto di governo per obiettivi chiari e non fumosi e che soprattutto rispetto a quel che si era promesso agli elettori non deviò nulla.
E se la terribile epidemia ed il perenne sabotaggio del vecchio establishment non permise che venisse rispettato al 100%, è senz’altro vero che si trattò di un nuovo modo di fare politica, cioè rispettare il mandato ricevuto dai cittadini, se necessario anche alleandosi con il demonio.
E fare bene per tutti i cittadini e non solo per i parassiti e gli approfittatori che pullulano in questo paese miserabile non era concepibile per certa gente, che come Veneziani invoca gattopardescamente svolte in cui tutto cambi perché nulla cambi
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“qualcuno si protesterà deluso e griderà al tradimento, qualche altro si dirà realista e concluderà meglio poco che niente, nessun’alternativa migliore si vedeva e si vede all’orizzonte”
Ma “meglio poco che niente” in che senso?
Pure PEGGIO di così vorrebbe, questo?
Che orrore questi destronzi, che non hanno visto “svolte” nella lotta alle disuguaglianze e al malaffare dei governi “grillini”… e vedono invece il “meglio poco che niente” giustificando, per il poco tempo, questo governo di cialtroni, restauratori dei peggiori privilegi, del dare ai ricchi togliendo ai poveri, del peggior becerume elevato ad egemonia culturale… giù dritti nelle fogne.
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Ammazza, quindi gli elettori di destra hanno votato Lady Aspen Meloni per ottenere cosa? Tante chiacchiere “patriottiche” e tradimenti?
Perlomeno il tanto vituperato M5S qualcosina a casa l’ha portata, i patridioti nulla di nulla.
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In genere trovo gli articoli di Veneziani interessanti. Ma questo non si può leggere! Che ci si aspettava dalla Meloni? Otto mesi sono pochi per giudicare? La burina e i suoi compari stanno dando uno spettacolo rivoltante. Tutte le promesse tradite. Gli elettori trattati da scemi e quindi raggirati a suon di chiacchiere roboanti. Un clan di assatanati del potere che si difendono a suon di leggi ad personam perché io so io e voi nun siete un c.. Il popolo sempre più povero e i parlamentari sempre più ricchi. Genuflessione totale alle politiche Nato e alla guerra al solo scopo di rimanere al potere Sanità taglieggiata per spendere allegramente in armi e bombe. Familismo da vergogna . Mangiatoia pubblica. Potrei continuare all’infinito …..E Veneziani mi dice di pazientare e comprendere? Lo spirito di parte acceca anche quelli che si ritenevano intellettualmente rispettabili.
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Non concordo (non che da “La Verità” m’aspettassi risultati diversi, ma insomma…):
I vituperati “grillini” ci han provato, e alla grandissima! Si son sbattuti con una forza immensa, ma – lo dico e ripeto da anni, ormai – han trovato tutti contro, e dicansi TUTTI! Destra, ovviamente, e Sinistra (stra-ovviamente, essendo Destra da almeno venticinque anni!). Gornaloni e soprattutto TV, hanno dato ceffoni a tutti i governi Conte. Al primo perché era “di destra”, al secondo poiché “di sinistra” e insomma, li han sistemati ben bene, dimostrando semmai che le cose non siano di Destra o di Sinistra, ma ‘buone’ o ‘cattive’ e fine!
Poi, grazie agli artifici del genio di Bin Rignan sull’Arabia, è arrivato “il Migliore” che è diventato il padreterno, mentre Conte e soci se la son presi in quel posto, anche grazie a quel pazzo di Grillo che ha detto cose lunari pur di salvare il figliolo con la patta dei pantaloni troppo aperta. Poi, ovviamente, i governi Conte han fatto errori anche gravi, soprattutto sul piano strategico (tipo, per il loro concetto di “purezza”, sottovalutare l’importanza di disporre di una rete televisiva a copertura nazionale che li sostenesse, ma vabbè), ed è andata (male) com’è andata.
Spero solo che a quel fenomeno di La Russa, succeda altrettanto, col figlio dalle voglie incontrollate: una bella caduta del governo per colpa di uno che ha il padre che si lucida il busto del dvce tutto giulivo e manco se ne vergogna, come minimo si merita l’estinzione. Ma temo che invece questo governikkio di incapaci beceri e buzzurri – essenzialmente faşcĩsti e mafiȏśi – continuerà l’opera di distruzione innescata ormai da “nove mesi”.
Siamo veramente sempre più nella m3rd4… 😦
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