Massimo Gramellini – corriere.it) – La consigliera del Pd milanese Monica Romano ha scritto che chi riprende le borseggiatrici sulla metropolitana e ne diffonde in rete le immagini non dà prova di senso civico, ma incita alla violenza. Il tribunale dell’internet, subito riunitosi in seduta plenaria, l’ha ovviamente condannata ai livori forzati. Invece secondo me la Romano non ha del tutto torto, anche se ha ragione soltanto a metà. Ha ragione quando dice che mettere le ladruncole alla gogna non contribuisce a farle arrestare, ma a titillare i peggiori impulsi dei potenziali giustizieri. Però ha torto quando si dimentica di aggiungere che i cittadini fanno benissimo a riprendere chi ruba sui mezzi pubblici. Purché le immagini vengano consegnate alle forze dell’ordine, anziché essere date in pasto ai social.

Questo concetto Monica Romano lo ha precisato in seguito, intervistata dal Corriere. Ma nel suo scritto non se ne trova traccia (anzi, vi si dice che i passeggeri perbene devono invitare gli altri a spegnere le fotocamere…). Intendiamoci, molti l’avrebbero lapidata lo stesso, eppure quel mancato riferimento all’enorme differenza esistente tra il filmare e il postare ha stupito anche me. Critichiamo sempre gli indifferenti e poi, appena qualcuno si mobilita per smascherare un sopruso, lo trattiamo come se ne fosse lui l’autore? Da un politico mi aspetto che chieda ai cittadini di collaborare in modo attivo e non violento con la Legge, non di voltarsi dall’altra parte per paura di sembrare vendicativi.