Financial Times: la marea di scioperi del Regno Unito è l’effetto della compressione dei salari

I lavoratori al centro della peggiore ondata di scioperi nel Regno Unito da svariati decenni vengono dai settori in cui i salari sono diminuiti di più nell’ultimo periodo. Lo dimostra un’analisi dei dati del mercato del lavoro britannico del Financial Times

(DI ALAN SMITH, DELPHINE STRAUSS E KEITH FRAY – ilfattoquotidiano.it) – Dopo mesi di scontro furioso tra governo e i sindacati, il primo ministro Rishi Sunak ha chiesto “un dialogo onesto e adulto su quello che è conveniente per il Paese” in materia di retribuzioni nel settore pubblico. La sua idea è che le pretese di infermieri, medici, insegnanti e lavoratori delle ferrovie siano esagerate.

Un’analisi del Financial Times sui dati ufficiali mostra chiaramente, però, che molti di questi lavoratori hanno già subito negli ultimi anni significativi tagli alle retribuzioni in termini reali, a causa delle politiche di austerità del governo o dei grandi shock strutturali che hanno colpito settori come quello ferroviario, delle consegne postali e dell’istruzione superiore. I macchinisti, che appartengono al settore privato, avevano livelli salariali competitivi fino a tempi relativamente recenti, ma anche la loro retribuzione si è stabilizzata.

A questi tagli si aggiungono le offerte di retribuzione del settore pubblico per il 2022-2023, inferiori alle attuali medie del settore privato, mentre la Gran Bretagna sta soffrendo per la crisi del costo della vita. Di conseguenza, molti lavoratori sembrano destinati a rimanere indietro rispetto ai loro colleghi di altre economie ricche.

I cali più pesanti riguardano i salari dei lavoratori con redditi relativamente alti. I medici per esempio hanno visto la loro retribuzione media ridursi di quasi il 25% in termini reali tra il 2011 e il 2020, e i più giovani stanno valutando potenziali azioni di sciopero. I docenti universitari hanno subito una riduzione del 17,5% della retribuzione media, a causa dell’espansione del settore dell’istruzione superiore e dei tagli sui finanziamenti.

I macchinisti di treno storicamente guadagnano molto di più della media nazionale e fino a qualche anno fa se la sono cavata relativamente bene: tra il 2011 e il 2022 i loro salari sono aumentati mediamente del 7,65%. All’inizio della pandemia però hanno cominciato a perdere terreno, dopo che con i lockdown è iniziato una riduzione duratura del numero di pendolari, a cui si è aggiunto il progetto di ristrutturazione delle ferrovie britanniche, che minaccia la sicurezza del posto e delle condizioni di lavoro di molti dipendenti.

Non se la passa bene neanche chi ha un lavoro a basso reddito per il settore pubblico Regno Unito, tanto peggio se vive a Londra o in altre zone ad alto costo della vita. La retribuzione degli infermieri è diminuita del 7,76% in termini reali tra il 2011 e il 2020 (prima dell’ultimo shock inflazionistico), mentre quella dei professori di scuola secondaria è scesa del 5,1% in termini reali nello stesso periodo.

I grafici di questo articolo non indicano esattamente le retribuzioni riconosciute da ogni singolo datore di lavoro del settore pubblico o privato nel periodo, ma rappresentano una variazione della retribuzione media di queste professioni, compresi i dipendenti del settore pubblico e privato e rifletteranno i cambiamenti nella struttura della forza lavoro, nonché gli accordi retributivi per il personale esistente.

Quando ha annunciato un bonus agli stipendi, a luglio scorso, il governo britannico ha affermato che i livelli per i lavoratori coperti dagli organismi di revisione delle retribuzioni del settore pubblico – tra cui gli insegnanti e la maggior parte del personale del servizio sanitario nazionale (Nhs) – erano simili a quelli del settore privato. Questa affermazione è ormai superata: i dati ufficiali mostrano che la crescita media delle retribuzioni nel settore privato, esclusi i bonus, è stata del 6,9% nei tre mesi fino a ottobre, mentre nel pubblico solo del 2,7%. La Banca d’Inghilterra ritiene che la crescita dei salari in tutta l’economia si sia stabilizzata intorno al 5-7%.

Nel frattempo, l’inflazione sta superando i guadagni per quasi tutte le categorie di reddito, l’aumento dei prezzi al consumo è del 10,7% all’anno. In confronto, l’aumento forfettario di 1.400 sterline per i lavoratori del Nhs in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord equivale a un aumento medio del 4% in tutto il servizio sanitario per il 2022-23, con un’inclinazione verso i lavoratori meno pagati. Quelli della fascia retributiva più bassa guadagnano infatti un aumento del 9,3%, mentre le retribuzioni di infermieri e ostetriche senior aumentano solo del 4%.

I sindacati dei sanitari chiedono aumenti superiori, anche se alcune sigle di settore hanno accettato l’offerta del governo scozzese (non generalizzato a Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, quindi) di un aumento salariale del 7,5%.
I sindacati degli insegnanti hanno assunto una posizione simile e chiedono un “aumento salariale superiore all’inflazione, completamente finanziato”, senza citare una cifra specifica.

Anche gli incrementi retributivi degli insegnanti in Inghilterra nel 2022-23 sono orientati verso le fasce più basse: gli insegnanti neoqualificati al di fuori di Londra riceveranno un aumento dell’8,9%, mentre il personale esperto nella fascia più alta riceverà il 5%. La polizia penitenziaria ha ottenuto un aumento del 4%, le forze armate hanno ricevuto il 3,75% e gli alti funzionari pubblici il 2%.

Nel settore ferroviario, l’ultima offerta di Network Rail di un aumento salariale del 9% in due anni, legato a grandi cambiamenti nelle pratiche di lavoro, è stata accettata da due sindacati, Tssa e Unite, ma respinta da un altro, Rmt, che ha indetto uno sciopero. Il Rail Delivery Group, che rappresenta le società di gestione dei treni, ha offerto un aumento dell’8% in due anni. L’Rmt ha rifiutato ma l’Aslef, il sindacato dei macchinisti lo ha preso in considerazione dopo un iniziale scetticismo.
In teoria i sindacati dei ferroviari prendono l’inflazione come parametro di riferimento per un accordo salariale accettabile, anche se nella pratica l’Aslef ha siglato una serie di accordi con altri operatori ferroviari che superano l’offerta dell’RDG, ma non il tasso di inflazione.

I sindacati del settore pubblico sottolineano che le argomentazioni del governo a favore di un contenimento delle retribuzioni in presenza di alti tassi di inflazione sarebbero più convincenti se non arrivassero dopo un decennio di tagli reali a termine. “Se negli ultimi 10 anni i salari in termini reali fossero aumentati, oggi avremmo avuto un rapporto molto diverso con il governo”, ha dichiarato Paul Nowak, segretario generale del Trades Union Congress. “La nostra crisi del costo della vita, la nostra crisi salariale non è iniziata da un anno, ma da 10, 11, 12 anni. Questa è la realtà”.

Fonte: FT.com

© 2023 The Financial Times Ltd

Traduzione di Riccardo Antoniucci

Categorie:Cronaca, Mondo, Politica

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2 replies

  1. Quindi siccome l’UK non costruisce più quasi niente ma fa quasi esclusivamente pirateria finanziaria, adesso danno la colpa a Putin e alla guerra, e mandano miliardi di aiuti all’Ucraina, altro stato fallito e oramai distrutto fino alle fondamenta.

    Ma quand’é che l’umanità è stata ridotta così male come intelligenza? Può essere colpa solo del piombo tetraetil della benzina?

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