Benzina, inflazione, caro-bollette. Il 52% degl’italiani boccia Meloni

Solo il 26% promuove le mosse anti-crisi, mentre cala il gradimento del governo. Gli esperti: “Il caro-vita preoccupa”. La maggioranza degli italiani boccia il governo Meloni su benzina, inflazione e bollette. Con numeri in vistoso peggioramento rispetto […]

(DI LORENZO GIARELLI – Il Fatto Quotidiano) – La maggioranza degli italiani boccia il governo Meloni su benzina, inflazione e bollette. Con numeri in vistoso peggioramento rispetto a due mesi fa. Le difficoltà di questi giorni – il balletto sulle accise, con conseguenti scontri in maggioranza – hanno i primi effetti anche nei sondaggi.

A mettere nero su bianco lo scarso gradimento delle ultime decisioni di Giorgia Meloni è Alessandra Ghisleri con una ricerca uscita sulla Stampa. Secondo lo studio, il 52,3 per cento degli intervistati “boccia il governo rispetto al contenimento di inflazione, carovita, caro-bollette e caro-benzina”. A metà novembre, questo dato era fermo al 28 per cento. Tradotto: in meno di due mesi è quasi raddoppiato, salendo di 24 punti. Soltanto il 26 per cento oggi “promuove” le politiche del governo su quei temi (era il 30 per cento a novembre), mentre il 21 per cento “non sa o non risponde”.

Ghisleri collega questi numeri a un analogo peggioramento dei consensi del governo. La percentuale di gradimento nei confronti della premier, infatti, scende dal 39,9 di dicembre al 38,5 attuale (-1,4), mentre l’esecutivo passa da un 39,2 per cento dello scorso mese al 36,7 di oggi (-2,5).

Altri istituti di sondaggi stanno raccogliendo dati sugli stessi temi. Pietro Vento, direttore di Demopolis, rivela come “i principali timori espressi dagli italiani in queste prima due settimane del 2023” corrispondano a quelli per cui, nella ricerca di Ghisleri, gli italiani bocciano il governo. “Oltre l’80 per cento indica al primo posto tra le preoccupazioni l’aumento dei costi della spesa alimentare – spiega Vento al Fatto – a causa del quale molte famiglie faticano a arrivare a fine mese. Il 75 per cento evidenzia il costo, spesso insostenibile, delle bollette e della benzina”. Secondo Vento, nelle prossime settimane “si capirà meglio quanto la questione benzina possa incidere”, ma un dato è certo: “Alcune misure prese dal governo in manovre sono state apprezzate, penso alla riduzione del cuneo fiscale, altre sono state molto divisive, come la rottamazione delle cartelle. Ma parliamo quasi sempre di temi settoriali, che accontentano o scontentano soprattutto certe categorie. Quando si tratta di bollette e benzina, invece, parliamo di temi molto pratici e quotidiani con cui tutti hanno a che fare”.

Nicola Piepoli, decano dei sondaggisti, invita a guardare lontano: “Qualche risposta sulle tendenze la avremo con le regionali di febbraio. Dobbiamo verificare che un calo di due o tre punti non sia un’oscillazione fisiologica, una sorta di stop and go dopo una ripida salita”. Però Piepoli riflette sul fenomeno alla base dello spostamento di consenso: “Spesso l’opinione fonda sé sessa sull’opinione. Significa che se io vedo delle interpretazioni oscillanti intorno al governo, magari oscillo anche io. C’è una sorta di effetto traino, che è lo stesso che ha permesso a Fratelli d’Italia di salire così tanto”.

A fare chiarezza su questo aspetto è anche Giacomo Spaini, statistico e presidente dell’istituto Izi: “In questi casi, prima si registra una reazione su temi specifici, come la benzina; poi, se il dato si sedimenta, allora influisce sul gradimento del governo e dei leader; infine, più in là nel tempo, se ne possono vedere gli effetti sulle percentuali dei partiti”. Spaini nota una differenza tra il governo Meloni e i suoi predecessori: “Generalmente il gradimento dei governi si alzava molto durante le prime settimane di incarico. Con Meloni, invece, le percentuali sono rimaste piuttosto stabili fin dal 25 settembre, anche perché per un periodo ha schivato i dossier più controversi, cercando la via dell’equilibrismo. Adesso, con il caso benzina, il malumore può portare a contraccolpi di immagine”. Non solo: “Molte persone non seguono tutti i giorni la politica, dunque serve tempo perché si accorgano di alcuni provvedimenti. Sul reddito di cittadinanza, per esempio, Meloni ha deciso una stretta per dare risposte agli imprenditori, ma il tema esploderà davvero tra sei mesi, quando l’assegno sarà tolto a centinaia di migliaia di percettori”.

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6 replies

  1. Una riflessione. Preso per buono il dato del 52% ciò significa che il 48% approva l’operato di questo governo. Se poi mettiamo che nel 52% ci sono circa l’80% di astenuti alle ultime elezioni vuol dire che la stragrande maggioranza (dei votanti) è contento di questo governo

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  2. 2 riflessioni :26 per cento oggi “promuove” le politiche del governo su quei temi (era il 30 per cento a novembre): sono quelli che l’hanno votata convintamente
    Mentre il 21 per cento “non sa o non risponde”perché sono i turlupinati che l’hanno votata per la prima volta e adesso si vergognano (come nel periodo del Berlusconi… Alla fine sembrava che non ci fosse nessuno ad averlo votato)

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  3. Il dato che colpisce è che tra coloro che bocciano l’Esecutivo si riscontrano anche il 15% degli elettori della Lega, l’11,8% di quelli di Fratelli d’Italia e ben un sostenitore su 3 per Forza Italia. Questo dato diventa importante alla luce della comunicazione istituzionale, perché quando gli ostacoli, gli affanni di governo e le incomprensioni con gli alleati cominciano a sommarsi allora anche il consenso dei partiti ne risente.

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  4. “Nicola Piepoli, decano dei sondaggisti, invita a guardare lontano: “Qualche risposta sulle tendenze la avremo con le regionali di febbraio.”
    E grazie al cavolo.
    Dopo il voto le tendenze saranno chiare anche alla gallina nell’aia.

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  5. Se fosse solola benzina… Il problema maggiore è quando si fa la spesa (aumenti di granlunga superiori all’inflazione istat) e quando arrivano le bollette.

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