Accise sulla benzina, rave e Pos: Giorgia Meloni e la retromarcia su Roma

(Susanna Turco – espresso.repubblica.it) – Sorpresa del nuovo anno. Si urlava al pericolo fascista, si va verso la deriva democristianoide. Si paventava il decisionismo, si naviga nell’indecisionismo. Invece dell’estremismo, è il cerchiobottismo che impera. Si temeva una nuova marcia su Roma, siamo invece al governo della retromarcia: dal decreto sui Rave alle accise sulla benzina, passando per pensioni, Pos e tentazioni di norme per l’«estinzione dei reati fiscali», insomma condoni. Perfino il famoso spoil system si sta rivelando, per citare Guido Crosetto, un «machete» sì, ma avvolgente: per un dirigente sostituito ce ne è uno che invece viene confermato, e anche questa è una impronta. Forse aveva ragione Giorgia Meloni quando in campagna elettorale ripeteva che nulla ci sarebbe stato da temere circa il suo avvento al potere: nulla o, per meglio dire, da temere c’era semmai altro.

Tra una settimana il governo compie i suoi cento giorni. E bisogna tornare a prima del voto, al tempo in cui Fratelli d’Italia era all’opposizione, per ascoltare una Giorgia Meloni che fa proclami. In questi cento giorni infatti la potente voce di Meloni si è fatta sussurro, sibilo, nenia. È scesa di tono, come alla conferenza stampa di fine anno. Stremata, e contenuta. Niente più proclami. La premier ha diradato le conferenze stampa e intensificato i cosiddetti video del taccuino, dove racconta sui social quel che vuole, senza il fastidio delle domande. […]

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5 replies

  1. il governo Meloni sarà inefficiente e finanche dannoso (benché, finora, il danno maggiore sia quello di aver confermato riforme e linee politiche del governo Draghi: vedi alla voce Cartabia ad es.), ma perché questi giornalai tromboni non fanno almeno un po’ di autocritica? se “Si urlava al pericolo fascista, si va verso la deriva democristianoide”, vuol dire che tutti quei co*ioni dementi pexxi di cacca che ci hanno stramazzato i cosiddetti per mesi con l’allarme fascismo stavano semplicemente dando aria alla bocca, che non c’è e non c’è mai stato un pericolo per la democrazia, solo il pericolo di ritrovarci con altri inetti al governo, che però non è un pericolo legato al colore politico, visto che anche il governo dei Migliori, un bel “tutti dentro” con partiti di tutti gli schieramenti, ha prodotto errori e orrori. quindi sarebbe stato il caso di evitare di chiamare tutti alle armi contro una nuova marcia su Roma, che non si vede, e fare informazione seria e non becera. ma di chi stiamo parlando? dei giornalastri italiani, quindi niente. scherzavo.

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    • C’era qualcuno che diceva che il problema non era la deriva fascista e tutte quelle bolinate, ma l’avere un governo di veri incompetenti il cui unico scopo era compiacere i loro _sponsor_, per usare una buona parola. Giuseppe Conte.

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  2. La premier ha diradato le conferenze stampa e intensificato i cosiddetti video del taccuino, dove racconta sui social quel che vuole, senza il fastidio delle domande.

    […]

    Ma questi imbecilli di “Espresso-Repubblica” ci prendono in giro?! È così da sempre! Altro che “social”! Sui giornaloni e certamente in TV nessuno fa più domande a nessuno sulle cose importanti, sulle questioni dubbie (ma se qualcuno lo facesse, è sempre pronto il conduttore a dirigere il rumore di fondo dove vuole il suo padrone di turno, appoggiato dalla sempre pronta cricca della claque a comando. Uno per tutti, tra le cose più vergognose mai viste, il programma di Floris al martedì su La7)!! Ormai va di moda il sistema inventato col “Governo dei Migliori” per il quale alle dirigenze non si chiede di render conto più di nulla delle cose che contano! Altrimenti esisterebbe il famigerato “giornalismo anglosassone” che è poi quello di cui questo dannato paese avrebbe più bisogno!
    Ma andate AFC!

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