Paola Taverna: “Nel Lazio i dem fanno solo una finta, Calenda li tiene al guinzaglio…”

“Il Nazareno non ha mai voluto trattare, non ho ricevuto neppure una telefonata”

(DI LUCA DE CAROLIS – ilfattoquotidiano.it) – Nel Lazio che aveva una giunta giallorosa tra Pd e 5Stelle sembrava finita male, e invece sta finendo peggio. Tanto che Paola Taverna pensa già alla campagna elettorale del M5S: “Abbiamo un’ottima candidata come Donatella Bianchi e un ottimo programma che sta venendo ultimato in queste ore: sui territori a fare campagna ci sarò anche io”.

Dal Pd vi accusano di aver fatto saltare accordo “con il pretesto dell’inceneritore di Roma”. E anche un intellettuale che non vi è certo ostile come Domenico De Masi sul Manifesto ha detto che “non ci sono ragioni per regalare il Lazio alle destre”.

Parlano i fatti. L’appello dei giorni scorsi di alcuni intellettuali ci trovava d’accordo, perché auspicava il maggior dialogo possibile tra le forze che condividessero un progetto per la Regione, a partire dalla transizione ecologica e da una gestione dei rifiuti che non passasse per l’incenerimento. Abbiamo sempre chiesto un confronto a tutti i partiti su questo, ma per tutta risposta Carlo Calenda ha imposto un candidato governatore, senza incontrare rimostranze da parte del Pd. Anzi, i dem hanno scelto Calenda e Renzi, che spesso e volentieri in Parlamento votano in contrapposizione al Movimento e in linea con il governo Meloni.

Se il Pd riaprisse una discussione sull’inceneritore, sareste disponibili a parlarne?

Ad oggi l’unico pseudo-tentativo è arrivato da D’Amato, che ha parlato di un ipotetico ticket con Bianchi. Ma Calenda ha reagito tirando subito il guinzaglio al suo candidato, mentre il Pd non ha detto nulla sul merito. Mi sembra evidente che si tratti di un’apertura fasulla, di un calcolo per non rimanere con il cerino in mano e per mascherare le loro responsabilità rispetto a un’alleanza con Calenda e Renzi che può solo aiutare le destre a vincere.

Perché il Pd sarebbe ancora così sensibile a Renzi e Calenda?

La ragione credo sia la confusione che in questa fase c’è nei dem, alle prese con il congresso. In Lombardia con il Pd abbiamo costruito una coalizione di stampo progressista, mentre nel Lazio i dem sono andati con Italia Viva e Azione, che sono devote al neo-liberismo e hanno idee lontane da quelle degli elettori progressisti e democratici.

Anche alcuni 5Stelle laziali, a cominciare dagli eletti in Regione, volevano l’accordo. E tra loro c’è malumore.

In questi giorni stiamo lavorando sul programma con Bianchi e gli eletti in Regione. L’ambizione di avanzare una proposta ampiamente condivisa era nella volontà anche dei consiglieri e assessori regionali uscenti, che hanno fatto un ottimo lavoro. Ma il Pd ha respinto ogni trattativa, mandando in fumo quanto di buono fatto finora alla Pisana.

C’è chi dice che sia stata innanzitutto lei a spingere per il no del M5S.

Ho letto ricostruzioni di questo tipo. Posso dirle che ho seguito da vicino il lavoro di Giuseppe Conte per le Regionali. E per la partita del Lazio non ho mai ricevuto neppure una telefonata da parte del Pd.

Può confermare che Bianchi sarà sostenuta da una lista del M5S e da un’altra formata da nomi di Sinistra italiana e di Coordinamento 2050?

Sì, andremo alle elezioni con un fronte progressista, composto dal M5S e da altre forze che si riconoscono nella lotta alle diseguaglianze sociali e nella transizione ecologica.

Nel Pd litigano sulle primarie on line. C’è chi teme che il partito venga snaturato adoperando uno strumento tipico del M5S.

La democrazia diretta – da noi sperimentata assieme al Pd in Sicilia per le scorse Regionali – è uno strumento importante di condivisione e confronto con la base. Non vorrei che nel Pd venisse adoperato a uso e abuso delle correnti: spero che ci sia la massima trasparenza possibile.

3 replies

  1. Alla domanda che Roma passerà della dx, cara Taverna c’era pure da puntualizzare ..: perchè a livello nazionale non è successa la stessa cosa?

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  2. Questa non riesco proprio a digerirla. E’ la gemella della Lombardi.
    Aperturista e contenta dell’alleanza incestuosa in Lombardia, come se il PD lombardo, e anche quello nazionale, non fossero devoti al neoliberismo.
    Fico, Taverna e altre “anime belle” intorno a Conte sono un freno alla crescita del Movimento. Bisogna liberarsene se si vuole ambire a sfondare il tetto del 20%.

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  3. Perché il PD non sostiene Donatella Bianchi.
    Perché si parla sempre che il M5stelle debba sostenere candidati del PD e mai il contrario

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