Premier, ministri, leader e vip. A Cortina un ingorgo di potenti che non si vedeva dagli anni 80

Da Conte a Renzi passando per La Russa, Santanché e Fini. Fiorello, Malagò, i Benetton e i Barilla: sulle Dolomiti è di nuovo tutto esaurito

(di Giampaolo Visetti – repubblica.it) – CORTINA D’AMPEZZO – Supercar parcheggiate in terza fila e inghiottite dentro ingorghi paralizzati. Anziani compressi nelle giacche a vento rosse dei maestri di sci e signore con micro-cani e Moon-Boot che arrancano lungo un Corso Italia senza un centimetro di neve. Influencer liceali impegnati a filmare la propria tintarella sotto il sole primaverile che riscalda i rifugi e i tavolini dei caffè. A Cortina d’Ampezzo, dopo la serrata del Covid e gli anni del basso profilo da Seconda Repubblica, è tornato anche il compiaciuto potere nazionale, con il corteo che fedelmente lo accompagna. “Finalmente – esulta il sindaco Gianluca Lorenzi – rivedo i vecchi tempi del tutto esaurito. Tra Natale e Capodanno mezzo governo, leader politici, gotha dell’economia e star tivù sono ritornati nella città-simbolo delle Dolomiti. Alle feste in ville, hotel e après-ski l’atmosfera ricorda l’epoca d’oro degli anni Ottanta. L’effetto Olimpiadi 2026 si sente già: nei prossimi giorni spero di incontrare anche Giorgia Meloni“. In effetti, alla migrazione di istituzioni romane e alta borghesia capitolina verso il Cadore, ora manca solo la premier. “Doveva essere già qui – conferma una delle regine dei dopo-cena cortinesi – come l’anno scorso. Il marito Andrea Giambruno sta insegnando a sciare alla figlia Ginevra. Non fosse per la morte di Ratzinger e gli imminenti funerali, Giorgia sarebbe sulla neve”. 

La leader della destra italiana, dopo il Natale 2022 in una casa in affitto, è data tra Tofane e Cristallo per qualche giorno di vacanze in albergo con la famiglia. Dopo l’attacco di Renzi a Conte, colpevole di alloggiare in una suite del Savoia, albergo con lo stesso numero di stelle del suo neo-proletario movimento, i colonnelli meloniani prevengono così altri veleni. “Conte soggiorna dove vuole – dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto – e dove può permettersi di farlo: attaccarlo per il soggiorno a Cortina è demagogia di infimo livello”. Il problema è che all’hotel De la Poste in questi giorni si sono affacciati lo stesso Renzi, ospite da amici, e la fedelissima ex ministra Maria Elena Boschi, attenti a non incrociare i campioni di una destra folgorata dalla Grande Bellezza della “Montagna Incantata”. “Tra Meloni, Conte e Renzi – scherza Gherardo Manaigo, icona storica dell’accoglienza cortinese – potremmo organizzare un vertice tra gli ultimi premier. Anche Draghi, in passato, per riposarsi è salito qui”. Nel rimpianto dei cinepanettoni la “perla delle Dolomiti” si consola così con la realtà di un nuovo potere immune all’antico moralismo, che spingeva Giulio Andreotti nella clausura conventuale delle Orsoline. Onnipresente la ministra del Turismo Daniela Santanché, pronta ad ospitare Meloni nella sua ambitissima villa. Con lei anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, veterano delle vacanze di Natale a Cortina, attento a non mancare l’aperitivo con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, corteggiatissimo ospite di una “Montagna di Libri” per la presentazione della sua ultima fatica. Oggi qui sarà il turno del governatore veneto Luca Zaia, promotore della sua seconda autobiografia, e per la destra di sci e di governo sarà un’impresa tapparsi le orecchie al rinnovato diktat pro-autonomia. 

“Di politica non parlo – dice il presidente degli albergatori Stefano Pirro – ma la verità è che Cortina sta ritrovando il suo livello internazionale”. Un auspicio, complice il dollaro forte e gli oligarchi russi in castigo causa Putin, perché queste Feste del caro-skipass finora sono autarchicamente tricolore. Nella conca anche il sottosegretario Vittorio Sgarbi, la ministra Elisabetta Casellati, che ha riaperto il suo appartamento in centro, il presidente del Coni Giovanni Malagò, l’ex leader di An Gianfranco Fini e Stefania Craxi, la truppa dei deputati e senatori di centrodestra devoti alle pomeridiane discese dal Faloria. Le stesse che alla vigilia di Tangentopoli hanno visto protagonisti, tra i tanti, Gianni De Michelis, Francesco De Lorenzo e Duilio Poggiolini, pure notoriamente allergici alla discrezione.

Non solo politici però. Il grande ritorno del potere romano a Cortina, staccata da Madonna di Campiglio e Ponte di Legno quando a guidare era la Lega salviniana, segna la riapertura alpina anche delle grandi residenze di economia e finanza nel Nordest: dai Benetton ai Barilla, dai Marzotto ai Brion, da Riello agli eredi Del Vecchio, da Mario Moretti Polegato a Renzo Rosso, impegnati a investire in immobili e hotel in vista dei Giochi. “Crisi e incertezza pesano – dice la direttrice dello storico reparto casa della Cooperativa – ma almeno la destra liquida l’ipocrisia della vergogna pubblica di spendere. I regali si fanno e se qualcuno storce il naso si ride”. A proposito di spettacolo: tra le Dolomiti a corto di neve i compaesani adottivi Fiorello e Albanese, che in piazza Roma incrociano gli habitué Enrico Mentana e Bruno Vespa. Cortina riproietta il suo film: il potere passa, il suo dolomitico resort no.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

10 replies

  1. Solo che sul vostro fogliaccio ormai fascistoide e sul gemello degli Elkann c’è finito solo Conte, siete feccia. Le vendite vanno maluccio eh? Mi fate uno schifo indescrivibile

    Piace a 4 people

  2. Lo stato della informazione italiana è talmente drammatico da sconfinare nel grottesco. Poiché i 5* non rubano e Conte è popolare, i giornali devono trovare un modo per rendere piatto il panorama: Conte è uguale agli altri perché va a Cortina. Ecco lo stigma forzato che riescono a trovare questi emeriti falliti !

    Piace a 1 persona

  3. Mi pare che dato l’affollamento nel luogo non certo più bello delle nostre Dolomiti ( per quanto riguarda il paese, almeno…) si sarebbe notato di più chi fosse andato…altrove. E ci avrebbe fatto migliore figura, chiunque fosse.

    "Mi piace"

  4. Trovatemene uno/a solo/a tra quelli citati/e che si trovano o andranno a fare vacanza a Cortina che non siano contrari al reddito di cittadinanza. Loro a godersi la vita con i soldi degli italiani che pagano le imposte. Gli altri a penare per mettere qualcosa nel piatto a casa propria. Ah già il mio è populismo, meglio non parlarne nell’articolo.

    Piace a 1 persona

  5. È chiara l evidenza di salvare i ladri d italia con residenze fisse a Cortina , tutti soldi rubati ai contribuenti , gente qualunque che non si potrebbe nemmeno permettere un caffè se solo fossero imprenditori e non prenditori ! Ma Conte è fuori dal giro di questa marmaglia e se anche volesse trascorrere le feste a casa di amici sarebbe comunque tacciato come un paria alla corte dei ladroni di stato !che vergogna , la gogna mediatica di questi scribacchini che hanno sempre messo i 5 stelle al centro delle loro denuncie , fatta fuori la Raggi adesso è il tempo di Conte che non è nemmeno un dipendente dello stato ! Bravi scagnozzi del potere , cosa non si fa e si scrive per la pagnotta!

    Piace a 1 persona

    • Conte è un dipendente dello Stato, essendo in Parlamento.
      Ma non è questo il problema, è chiaro che i soldi non gli mancano e fa bene a spenderli come gli pare: chissenefrega.
      Il problema è che Cortina è da tempo il simbolo dei Vip più danarosi e ” esclusivi” del nostro Paese, dei Compagnucci della parrocchietta col portafogli stracolmo e , spesso, qualche… sospetto di illegalità ( e non tutti fans del Reddito, immagino).
      Con tutti i bei posti che ci sono sulle Dolomiti, scegliere proprio sotto Natale un ” simbolo” del genere da parte di qualcuno che è ( deve essere, data la sua posizione) tanto attento a come si muove, non ho ben capito che messaggio voglia trasmettere: sono dalla parte dei ” poveri” ma in fondo uno di voi?
      Mah.
      Quello che è certo è che, purtroppo, qualsivoglia cosa faccia Conte è buona e giusta da parte dei suoi fans.
      A me sembra un messaggio un po’ equivoco, ma si sa, l’etichetta è quella che conta. A ” destra” come a ” sinistra”.

      Piace a 1 persona