Call center esteri e numeri schermati: così il telemarketing continua a colpire gli italiani

Ventimila segnalazioni nonostante l’iscrizione al nuovo registro delle opposizioni. Le sanzioni finora inefficaci, serve un impegno di tutta la filiera a usare solo operatori in linea con le norme. La speranza del 2023 è il codice di condotta

(di Alessandro Longo – repubblica.it) – Quasi 20 mila persone. Sono gli italiani che “ci hanno segnalato di essere contattati dal telemarketing nonostante la loro iscrizione al nuovo registro delle opposizioni, partito ad agosto”, spiega a Repubblica Guido Scorza, membro del collegio del Garante Privacy. Di questi, ben 14mila solo nell’ultimo mese, grazie al nuovo modulo che il Garante Privacy ha messo sul web per semplificare la segnalazione del possibile illecito.

I numeri descrivono il fastidio degli italiani, ma anche le loro speranze tradite: il nuovo registro non sta funzionando come auspicato. Resta utile, ma è uno scudo troppo piccolo contro la grande massa di call center che chiama senza rispettare le regole né la volontà dell’utente di non essere disturbato.

Il registro delle opposizioni a questo serve: a raccogliere la richiesta degli utenti di non ricevere telefonate pubblicitarie ai loro numeri di telefono (fissi o mobili). L’iscrizione al registro rende le chiamate telemarketing illecite, anche perché cancella tutti i consensi dati dagli utenti (anche involontariamente) a riceverle.

Iscriversi è molto facile e gratis (uno dei modi è chiamare l’800 957 766 dalle utenze fisse che si vuole inserire in registro e lo 06 42986411 per i cellulari). Peccato che tanti call center abbiano deciso di ignorare la norma. Sono posti spesso fuori dall’UE e difficilmente rintracciabili, poiché usano anche tecnologie per camuffare il numero chiamante; ecco perché non sono scoraggiati dalle sanzioni del Garante Privacy, previste per chi viola le norme e che pure sarebbero ingenti, pari a qualche milione di euro.

Chiamano per poi vendere il contratto a un operatore (telefonico, energia, gas…) o altra azienda. Oppure sono call center in sub-fornitura, ossia lavorano per altri call center più grossi per raggiungere un certo obiettivo di vendita.

Da varie indagini del Garante Privacy negli ultimi anni è emerso che tutti i principali operatori, di tutte le utenze, prima o poi hanno ceduto alla tentazione di accettare contratti sottoscritti in modo illecito, chiudendo di fatto un occhio sul rispetto delle regole da parte dei call center. L’illecito è a volte più grave: il call center arriva a estorcere un contratto all’utente con l’inganno, ad esempio tacendo alcuni costi o attivando servizi non voluti.

Il Garante ha sanzionato gli operatori (oltre che ai call center identificabili) per queste pratiche, per 130milioni di euro negli ultimi tre anni.

All’altro capo del telefono ci possono essere anche truffatori totali, come quelli che cercano di vendere servizi di investimento in azioni o criptovalute e poi si intascano il denaro depositato dall’utente (come emerso da operazioni della polizia postale, quest’anno, su call center posti in Albania).

Il Garante Privacy ha più volte riconosciuto di non avere risorse adeguate a indagare su tutti gli illeciti, tanto che impiega circa due anni per arrivare alla sanzione (come dichiarato a Repubblica in un’intervista di ottobre). Tuttavia, “dato che è un mercato a bassa marginalità, credo che le sanzioni alla fine riusciranno a scoraggiare queste pratiche da parte di operatori e call center”, dice Scorza.

“L’altra speranza è il codice di condotta in arrivo“, aggiunge. È un documento che tutti i principali operatori, call center e committenti di telemarketing si apprestano a firmare. Si impegnano così a non utilizzare call center che non rispettano le norme privacy e di settore. Si istituisce anche un monitoraggio sistematico sulla filiera, per assicurarsi che ogni contratto abbia un’origine lecita.

A quanto risulta, il codice è un po’ in ritardo: ci lavorano da sei mesi, doveva essere pronto per fine 2022 ma ora arriverà a gennaio (salvo ulteriori rinvii). Ci sono speranze insomma che nel 2023 la situazione migliorerà, ma una soluzione totale al problema non è ancora all’orizzonte.

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2 replies

  1. Basterebbe multare le compagnie (di gas o elettricita’) che usufruirebbero del contratto.

    ti chiamano in nome dell’ENEL (o come si chiama ora?) la multa la prende ENEL,

    ti chiamano per una carta di credito? la multa la paga MASTERCARD o la banca che emette la carta.

    cosi’ anche loro sarebbero interessati a fare smettere le telefonate.
    ovvio che con le criptovalute non si puo’ fare

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  2. Spesso sarebbe sufficiente non rispondere a numeri sconosciuti ! Ma a volte incorri nell errore di non rispondere alla clinica ( che ha centinaia di numeri telefonici che non hai registrato) e perdere la chiamata per un urgente intervento prenotato da mesi .. può succedere , a noi è successo!

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