Ddl Calderoli-Autonomie: la secessione dei ricchi è pure peggio del previsto

Il testo. La legge quadro che disciplina le singole intese tra Stato e territori: regali al Nord, trattative dirette, Parlamento al palo. Come annunciato dall’autore, il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata è stato depositato a Palazzo Chigi: ora il ministro degli Affari regionali […]

(DI MARCO PALOMBI – Il Fatto Quotidiano) – Come annunciato dall’autore, il ddl Calderoli sull’autonomia differenziata è stato depositato a Palazzo Chigi: ora il ministro degli Affari regionali inizierà a fare pressioni per portarlo in Consiglio dei ministri. D’altronde Luca Zaia, che è il co-autore di questa legge, aveva chiarito la scorsa settimana che “senza autonomia” la Lega nazionale “non ha più ragione di esistere”: e così, per evitare che la Lega dei ministeri fosse bombardata da quella dei territori, la legge quadro che farà da cornice alle singole intese Stato-Regioni si è materializzata. Il problema è che il ddl – che Il Fatto ha potuto visionare – è quasi peggio delle previsioni: intese pattizie, “eterne” e di difficile correzione, Parlamento trattato da passacarte, un Fondo perequativo senza un euro in più per le aree svantaggiate. Per non chiamarla “secessione dei ricchi” bisogna fare una certa fatica.

Intanto la procedura, che definiremo “o comunque una volta decorso il termine di 30 giorni” perché si tratta di un iter di corsa, alla bersagliera. Il prequel è in manovra. Una commissione governativa definirà entro 12 mesi i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) che la Costituzione come riformata nel 2001 prevede siano rispettati su tutto il territorio nazionale: una volta definiti vengono emanati via Dpcm e via Dpcm si stabilisce anche quali funzioni non prevedono i Lep, il Parlamento neanche ci mette bocca. Intanto, Meloni permettendo, la legge quadro va alle Camere, che devono approvarla: se lo fanno in questa modalità sarà l’ultima volta che parlano. Dopo, infatti, le singole intese sulle 23 materie citate dal Titolo V, robetta tipo la scuola, vengono contrattate tra governo e giunte regionali, che possono o anche no tener conto del parere di Conferenza Unificata e Commissione parlamentare per le questioni regionali. E il Parlamento? Approva “ai sensi dell’art. 116 terzo comma della Costituzione”. Cioè, nelle intenzioni di Calderoli e Zaia, dice sì o no a maggioranza qualificata senza poter fare emendamenti.

Poi c’è il capolavoro. Se ci sono in ballo i Lep, si legge, il trasferimento di funzioni, fondi e personale può essere fatto solo dopo la loro definizione, per il resto si può procedere appena approvata la legge quadro. La definizione, però, non è la loro attuazione e nemmeno il loro finanziamento, ma Calderoli ha fretta: e infatti “fino alla determinazione dei costi e fabbisogni standard” si usa la spesa storica (pudicamente definita “fissa e ricorrente”), che com’è noto favorisce il Nord. Il punto è spostare subito personale e soldi, cioè stabilire lungo il 2023 quanti schei potrà tenersi Zaia per lasciare tranquillo Salvini nella sua seconda prova da ministro. Ci pensa il Tesoro a deciderlo? Macché: una commissione paritetica Stato-Regione deciderà quanta compartecipazione al gettito o riserva di aliquota toccherà al Doge e ai suoi simili, come si fa nei trattati fiscali con gli Stati stranieri…

Queste intese, si dirà, comunque prima o poi scadono. In realtà possono avere una durata, dice il ddl Calderoli, quindi anche non averla e nell’intesa si deve stabilire i casi in cui le parti possano chiederne la cessazione: anche se c’è una scadenza, però, per evitare il rinnovo automatico serve “l’iniziativa congiunta” di Stato e Regione. Le verifiche sul funzionamento del nuovo sistema poi sono una barzelletta: Palazzo Chigi può “disporre verifiche su specifici profili” e poi basta perché non ha il potere di correggere alcunché. Almeno sui soldi, dirà il lettore, ci saranno controlli: certo, li fa la commissione paritetica Stato-Regione.

Infine ci sarebbe il problema del “fondo perequativo senza vincoli di destinazione” previsto dalla Costituzione per i territori più poveri. Ecco, la legge Calderoli non lo prevede: dice che bisogna fare un fondo unico coi soldi che lo Stato già oggi stanzia per le Regioni in varie forme, dunque senza un euro in più, e peraltro “salvaguardando gli specifici vincoli di destinazione” (il che sarebbe incostituzionale). Infine parla di “procedure” per un uso “più razionale, efficace ed efficiente delle risorse” (tipico linguaggio da tagli di spesa). Questo è il progetto che serve alla Lega per tenere insieme le sue due anime e questo progetto può passare solo se il Parlamento deciderà di fare il passacarte e non il legislatore.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

10 replies

  1. Calderoli è l’esatta dimostrazione della banalità (apparente) del male assoluto.

    Ha avuto dei problemi di salute, questo farabutto, ma purtroppo è guarito. Adesso li farà avere a milioni di italiani del centro-Sud, continuando a distruggere l’unità nazionale per i bauscia leghisti, che tra l’altro, sono ridotti a 4 gatti in competizione con Renzi e Calenda.

    Almeno quando la lega aveva tanti voti si poteva fare, adesso questi ladri da 30 anni in parlamento non sono più nessuno e nonostante questo, hanno il chiaro obiettivo di distruggere lo stato italiano per il tornaconto dei loro mandanti.

    e la Melona che dice? Dove è l’orgoglio patrio di fronte ad una schifosa riforma del genere? Mattarella, dove è il difensore della carta costituzionale? La stampa perennemente contro Giuseppi e Raggi? Niente da eccepire???

    "Mi piace"

  2. Stanno “Scassando” la Costituzione per creare uno Stato federale e Presidenziale.
    Le regioni andranno assumendo il ruolo di Stati dell’Unione, con ancora maggiore potere, innanzitutto legislativo, prevedendo la prevalenza sulle leggi nazionali, su materie finora considerate perlomeno paritarie nei casi di conflitti di attribuzione.
    È una proposta EVERSIVA che ha come risultato finale lo sbriciolamento dell’Unità NAZIONALE.
    Alla faccia dei Sovranari tutti di un pezzo.
    Un potere assoluto dei governatori che rafforzeranno il loro ruolo di ras, di boss criminali dediti alla corruzione, all’arricchimento personale, alla collusione con la criminalità organizzata.
    Gli esempi più vergognosi di criminalità politica sono emersi dalle Regioni, da Nord, Formigoni, Galan, Cota, al Centro, Del Turco, Marini, la giunta Polverini infiltrata da mafia Capitale, al Sud di Scopelliti, Cuffaro, la giunta Lombardo, quella di Solinas per gli infiniti sprechi e le voglie di cementificare.
    Si muoveranno all’interno di una cornice nazionale criminogena, per effetto delle paventate riforme della Giustizia proposte da questi filo mafiosi, che ne amplificheranno gli effetti tramite regolamenti e leggi PEGGIORATIVE cucite sull’esigenza dei propri territori.
    Le mafie che legiferano, a questo siamo giunti nell’indifferenza della popolazione e grazie al soccorso parlamentare di personaggi spregiudicati come gli italo viscidi.
    Saranno demandate ad organizzazioni Private la gestione di funzioni essenziali come la Sanità e l’Istruzione, verranno rafforzate le competenze in tema di sicurezza delle polizie locali e nascerà una nuova Magistratura non più autonoma ma nominata dal potere politico, o influenzata da esso se eletta dal “popolo”, per eliminarne l’imparzialità e piegarla al potere mafioso.
    Sembra una realtà distopica di libro di fantascienza ma è tremendamente reale.

    Piace a 2 people

    • La Costituzione, ormai non più la più bella del mondo, l’hanno scassata prima i tuoi amichetti con la Pandeminchi4 e la guerra ucraina: SC3MO!

      "Mi piace"

      • Al mangiaratti che si pone con tutta la farsesca sacralità del mago Otelma di Infosannio spiego che, oltre all’economia e di numeri in generale, pure di Diritto capisce sega. Io NON HO AMICI, ne idoli retrogradi e cavernicoli che abbiano la pretesa di annunciarmi il sorgere del sole domani dopo il probabile tramonto odierno.
        Io parto dal presupposto che con l’avvento della lega merd secessionista e la copertura del mafioso pregiudicato sia cominciato il vero picconamento, quello pensato e messo in atto scientificamente, partendo dalla devolution.
        Tu che sei un antiscientifico continui a negare la pandemia, nonostante i numeri sulla mortalità certificati da ISTAT e ISS ti smentiscano. Ma vivendo in un universo parallelo fatto di etereee stxonzate non te ne accorgi e ti limiyi a ripugnarli.

        "Mi piace"

  3. Grazie alla “ghigliottina” …ne vedremo delle belle strada facendo…nessuna discussione in Parlamento ..organizzazione passacarte..e nessuna valutazione e rispetto del voto dei cittadini tutti!
    Io sono giorgia ….la figlia di benito!

    "Mi piace"

  4. Quando a Roma c’erano i vespasiani i seguaci di Giussano se pulivano er culo con li sassi del po’ .Da residente del Lazio l’autonomia calderoli e zaia se la possono mettere dove meglii gli piace.

    "Mi piace"