Ma mi faccia il piacere

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ma magari. “Sulle intercettazioni mi batterò fino alle dimissioni” (Carlo Nordio, FdI, ministro della Giustizia, 7.11). La minaccia ricorda quella di Renzi di lasciare la politica in caso di sconfitta al referendum: più che spaventare, fa ben sperare. Gliele canta chiare. “Mazzette dal Qatar, Gentiloni: ‘Se corruzione confermata sarebbe gravissimo. Giusto aprire un dibattito’” (ilfattoquotidiano.it, […]

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25 replies

  1. Ma mi faccia il piacere

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ma magari. “Sulle intercettazioni mi batterò fino alle dimissioni” (Carlo Nordio, FdI, ministro della Giustizia, 7.11). La minaccia ricorda quella di Renzi di lasciare la politica in caso di sconfitta al referendum: più che spaventare, fa ben sperare.

    Gliele canta chiare. “Mazzette dal Qatar, Gentiloni: ‘Se corruzione confermata sarebbe gravissimo. Giusto aprire un dibattito’” (ilfattoquotidiano.it, 11.12). Ammazza che grinta.

    Matteo il Battista. “Il nuovo nome del partito potrebbe essere PaDeL” (Matteo Lepore, sindaco Pd di Bologna, Un giorno da pecora, Rai Radio 1, 30.11). Non sarà meglio Tressette? O Bocce? O Minigolf?

    Furbi, loro. “Kiev colpisce di nuovo in Russia. E gli Usa prendono le distanze” (Giornale, 7.12). Riempiono gli ucraini di armi, poi s’incazzano se quelli le usano.

    Il deterrente. “‘C’è la Meloni, non partiamo più’. I dubbi degli africani in attesa di imbarcarsi” (Libero, 2.12). “Le Ong ricominciano a caricare migranti. E attaccano la Marina” (Libero, 6.12). Ma come, c’è la Meloni e partono lo stesso?

    Giornalismo 2.0. “Conte in golfino a collo alto che abbraccia gli emarginati a Scampia. Conte travestito da esistenzialista francese in mezzo ai disoccupati di Torino… Bastava andare in giro per l’Italia indossando – come a Carnevale – il vecchio golfino del professor Sartre… Indossa quel golfino a collo alto che è diventato la sua divisa da Café de Flore, da scapigliato di sinistra… Ma quanti ne ha, di questi golfini? Glieli ha comprati Casalino? Chissà… Sotto forma di Madonna pellegrina ma in golfino a collo alto… Visita i tossicodipendenti di Rogoredo col dolcevita addosso…” (Salvatore Merlo, Foglio, 7.12). “Indossa il dolcevita scuro, la divisa da capopopolo dei derelitti che ha segnalato dal primo istante il cambio di copione: via l’Himalaya della pochette dal taschino della giacca, costume da premier, dentro il maglioncino a collo alto che fa subito cinema francese, per i palati fini, antidoto della nonna alla crisi energetica per tutti gli altri: copriti che fa freddo” (Concita de Gregorio, Repubblica, 10.12). Ma farvi curare da uno bravo?

    Ha stato Conte. “Conte è divorato dal rancore e dal desiderio di vendetta, ha mollato la pochette e ha imbracciato il mitra… È una persona falsa e pericolosa, quel ‘ci vuole la morte per Giorgia Meloni e per sua figlia’ non ha il suo timbro di voce ma porta le sue impronte digitali” (Alessandro Sallusti, Libero, 8.12). Lo portano via.

    La vera opposizione. “Il gioco allo sfascio che fa male al Paese”, “Questo governo, per chi ha scelto nei suoi confronti la strada della ‘opposizione fortissima’ (copyright di Conte…), deve solo cadere. Prima possibile” (Alessandro Campi, Messaggero, 7.12). Strano: negli altri Paesi le opposizioni i governi li tengono su il più lungo possibile.

    Modestamente lo nacqui/1. “Il silenzio degli idioti del putinismo potrebbe essere già un regalo mica male” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 8.12). Noi ci accontenteremmo del silenzio degli idioti, punto.

    Modestamente lo nacqui/2. “La stupidità è viva e lotta insieme a noi” (Beppe Severgnini, Corriere della sera, 11.12). Plurale maiestatis?

    The Economist. “Più è basso il tetto al contante, più si rischia l’evasione. Perché siccome io i contanti posso averli per mille ragioni, magari tenevo dei contanti in casa, magari un amico mi ha restituito un prestito che gli avevo fatto… Se non li posso spendere, tenderò a farlo in nero. Per cui più fai salire il tetto al contante, meno favorisci l’evasione” (Giorgia Meloni, FdI, presidente del Consiglio, 4.12). Premio Nobel per l’Economia, subito.

    Facciamoci riconoscere. “Sgarbi attacca il sovrintendente della Scala, Meyer: ‘È straniero’” (Stampa, 8.12). Invece lui purtroppo è italiano.

    Parlar chiaro. “E ancora il giro borderline con la violenza politica, la micidiale vicenda giudiziaria che coinvolge Adriano Sofri…” (Antonio Dipollina, Repubblica, 5.12). È il loro modo di chiamare l’assassinio del commissario Luigi Calabresi per mano di un commando di Lotta Continua.

    L’esperta. “Dovevano eliminare le correnti per rilanciare il Pd, invece vedo che si vuole eliminare il Pd per preservare le correnti” (Marianna Madia, deputata Pd, 8.12). Vuole abolirle perché le ha già girate tutte.

    Il titolo della settimana/1. “Alla Scala l’Italia di Mattarella” (Repubblica, 8.12). Lui era sul palco reale e l’Italia fuori.

    Il titolo della settimana/2. “La mafia uccide solo d’estate L’antimafia inganna tutto l’anno” (Renato Farina, Libero, 6.12). Allora molto meglio la mafia.

    I titoli della settimana/3.
    “Viva Rai2, il mattino ha il Fiore in bocca” (Stampa, pag. 27, 6.12). “Il mattino ha il Fiore in bocca” (Stampa, pag. 30, 6.12). Ammazza che fantasia.

    Il titolo della settimana/4. “‘Assoluzione inappellabile? Non si può. Giorgia ha paura di Travaglio e di Md… Meloni è letteralmente terrorizzata da Marco Travaglio…’” (Riformista, 6.12). Uahahahahahah.

    Il titolo della settimana/5. “Marx e Freud ‘papà’ dell’ideologia trans” (Libero, 9.12). Altri due froci.

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  2. Quelli di Rep si lamentano per il calo di copie vendute.

    Hanno lì la signora Concita che con.. l’esperienza maturat..a

    Ah no, l’Unità è un giornale schiattato

    Bah, sarà un caso..

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  3. I suddetti “giornalai” mai oserebbero, per vergogna, pronunciare in tivù le frasi minuziosamente trascritte da Travaglio. Le scrivono perché convinti che saranno in pochi a comprare il loro giornale, e forse ancora meno quelli che leggerebbero i loro meditati pensierini da bar dello sport. E pensare che i loro sostanziosi stipendi spesso derivano dalle sovvenzioni statali.

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    • ‘E’ molto difficile far capire qualcosa a qualcuno quando il suo stipendio dipende dal non capirlo.’

      John Swinton (1829-1901) è stato il redattore capo del New York Times. Queste sono le parole da lui pronunciate nel lontanissimo 1880.
      “In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste, lo sapete voi e lo so pure io. Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti.
      Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattrore la mia occupazione sarebbe liquidata.
      Il lavoro del giornalista è quello dì distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente?
      Noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali“
      John Swinton – 1880 (dal sito di Marco Tosatti)

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      • @ SM Sparviero
        A onor del vero c’è però da dire che la stampa americana è gestita perlopiù da editori puri, mentre i ns proprietari di giornali sono industriali operanti principalmente in altri settori produttivi ben lontani dall’editoria. Cosa vuol dire questo?? Semplicemente che le notizie sono addomesticate a favore degli interessi di costoro. Per esempio Angelucci è il boss delle cliniche private (foraggiate dallo Stato) in Lombardia ma è anche proprietario di Libero il cui direttore Sallusti è al suo servizio quando tratta questioni di privatizzazione dei servizi pubblici. Negli Usa invece i padroni dei quotidiani sono editori indipendenti che mirano a vendere più copie possibile anche ricorrendo a scoop sensazionali (tipo scandali individuali) anti establishment. Hanno però un limite: mai mettere in dubbio la stabilità del Sistema socio-economico-militare. Se mettono il naso in questo ambito, potrebbero persino finire sotto un metro di terra fresca come usa dire Tex Willer. Emblematico è il caso Assange.

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      • Repubblica ha rappresentato storicamente il quotidiano di riferimento della Sinistra, prima e dopo la Bolognina. La svolta “progressista” neoliberale degli ex comunisti è stata preparata e coltivata accuratamente dal giornale diretto da Scalfari. Poi, dopo il fallimento de L’Unità, è rimasto l’unico quotidiano letto, studiato e metabolizzato dai dirigenti Pds-Ds-Pd con elettorato al seguito. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti. IL DECLINO DELLA SINISTRA. Quando si percorre quella strada, inevitabilmente lo sbocco è scontato: la deriva moderata filo-capitalista d’accatto.
        Il direttore Giannini, esponente di punta di Stampubblica, regolarmente ospitato dalla Gruber, mai una volta ha speso una parola di apprezzamento per Conte. Mentre al Divino Draghi ha sempre elargito inchini e salamelecchi fino alla nausea (dei telespettatori). Questo porta l’essere un dipendente di casa Agnelli. Progressista sì, ma sempre a favore del re di Prussia, come si diceva una volta. E Molinari?… Meglio stendergli sopra un velo pietoso. Ha ragione la redazione a protestare. Repubblica non ha più neanche la parvenza di “progressismo”. Adesso mostra il suo vero volto ultramoderato, senza più quella maschera. I funambolismi riorganizzativi non fermeranno il declino.

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  4. Vorrei ricordare che Zio Tibia/Sallusti è stato condannato per DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA e non è stato messo a cuccia solo perché Napo Orso Capo ha commutato la condanna in una contravvenzione.

    Ma Sallusti è stato pur sempre condannato e non capisco per quale ragione diriga a tutt’oggi un giornale da cui continua a diffamare e calunniare i nemici del padrone. O meglio, lo capisco anche troppo bene. L’Ordine dei giornalisti ovviamente non vede e sente niente.

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    • SM, in realtà non capisco perché Conte non lo voglia querelare, o forse lo capisco troppo bene, in nulla vuole assomigliare al Bomba. Ed ha ragione.

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      • sono di diverso avviso…… io una querela gliela farei: è gravissima l’ affermazione….!! Travaglio non scenderebbe mai a questi livelli di “infimo giornalismo”….ragiono per assurdo…ma se l’ avesse scritto lui….cosa sarebbe successo….??? Minimo anche l’ Ordine avrebbe detto la sua…..!! Ci vuole una querela….con una “pesantissima” richiesta di risarcimento da devolvere poi in beneficenza…!!! Sallusti…VERGOGNATI….!!!

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    • X Sparviero
      Spiace dirlo, ma in quella occasione il ns Travaglio, in un impeto di generosità, invocò il perdono (poi concesso) di Re Giorgio. Il quale, quando si trattava di difendere i vip non si è mai tirato in dietro, da ex comunista pentito al punto da trasformarsi in paladino del capitalismo d’accatto nostrano.
      Fa bene Conte a non voler ricorrere alla querela facile contro i cialtroni di stampa e Parlamento. La sua signorilità che lo distingue dalla massa di politicanti da strapazzo tipo il Bomba & Affini, lo fa ergere un metro al di sopra di costoro.

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  5. Fossi in Fiorello, non sarei rimasto affatto contento del duplice accostamento pirandelliano che gli ha dedicato LA STAMPA (con riferimento al dramma dello scrittore siciliano “L’uomo dal fiore in bocca”). Nonostante quel quotidiano sia storicamente noto col dispregiativo di “LA BUSIARDA”, per scrupolo, io una biopsia me la farei…

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    • Ora ho capito a che si riferiva quel titolo (quasi non guardò la TV, film di Prime a parte)! Complimenti per l’accostamento culturale. Quasi sicuramente, il titolista neppure conosce il dramma di Pirandello e la sfiga involontaria lanciata sul programma

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  6. “Siccome io i contanti posso averli per mille ragioni” deve essere stata pure la linea di difesa di Eva Kaili per le borse piene di banconote trovate nel suo appartamento dalla polizia belga.

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    • @Frencou che scrive:
      “Siccome io i contanti posso averli per mille ragioni” deve essere stata pure la linea di difesa di Eva Kaili per le borse piene di banconote trovate nel suo appartamento dalla polizia belga.

      Beh Frencou, una scusa di questo tipo: “siccome io i contanti posso averli per mille ragioni” detta da una ragazza che sembra una modella non non penso sia la miglior strategia difensiva:
      si sa come le persone e quante male…lingue (ops… direbbe Crozzs-Red Ronnie) ci siano…
      Forse conviene andare in questura e… “vuotare il sacco” (…ehm… intendo dire che deve confessare…l’altro sacco spero glielo abbiano sequestrato…)

      ps.: che poi… dovrebbe andare in questura oppure… c’e’ gia’?

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  7. Conte divorato dal rancore?? Ma non credo che sia il tipo da querele, vendette o altre bassezze. È un gran signore e appartiene piuttosto alla categoria dantesca dei ‘non ti curar di lor, ma guarda e passa.’

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    • @Marina…..comportarsi con educazione…signorilita’…avere buon gusto…con certi “personaggetti” di tale levatura, come il sopraccitato Sallusti, siano giornalisti (g..rigorosamente minuscola), politici (p=alla “g”) od opinionisti televisivi per tali gravissime affermazioni non serve a nulla “porgere l’ altra guancia”…il Presidente Conte dovrebbe agire, questa volta, in modo totalmente diverso: andare da un Magistrato !!!!!

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  8. Quando si dice cane non mangia cane… Se Travaglio viene continuamente azzannato dai cani che vorrebbero mangiarselo vuol dire che non lo riconoscono come uno di loro. Dunque, lunga vita al ” mostro di origine divina che dalla bocca orrende vampe di foco vomita intervistato dalla Lilly”….(parafrasando l’Iliade)

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  9. “Scrivete, scrivete pure se volete, tutti i trattati teologici del mondo, ma non sarete voi, né Calvino, né Lutero a giocare questa partita. …Quello che intendo è che i giochi sono fatti…..il potere, il potere, per questo si scannano…. Lutero e Calvino sono soltanto pedine, se non facessero comodo ai potenti, non sarebbero nessuno! ” Pietro Perna 1545 in riferimento al Concilio, dove ” non saranno le questioni dottrinali a segnare i destini, ma la politica” cioè il potere. Dal libro Q di Luther Blissett.
    Ora sostituite alle questioni dottrinali, almeno di rilievo storico ,per il tempo, la misera propaganda dottrinale attuale, degli scribacchini, che mentono sapendo di mentire, neppure inconsapevoli pedine del potere, ma proprio servi di infimo livello culturale, su cui è sufficiente l’ oblio di un giorno, per dimenticare, tanta l’ insipienza ed inutilità delle parole!

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