MUOS: il TAR dichiara illegale il sistema satellitare USA in Sicilia

(Valeria Casolaro – lindipendente.online) – La base MUOS italiana di Niscemi non doveva essere costruita: così ha decretato il Tar di Palermo, pronunciandosi in merito a un ricorso presentato dal Comune di Niscemi. L’impianto di difesa statunitense, la cui costruzione è già stata ultimata, è stato infatti realizzato all’interno di un’area protetta senza che fossero rispettate le norme edilizie e senza che fossero stati ascoltati tutti i pareri nel corso della conferenza dei servizi che diede il via libera ai lavori.

Il ricorso è stato presentato contro il ministero della Difesa e gli assessorati che parteciparono alla conferenza la quale, secondo i giudici amministrativi, non avrebbe potuto essere conclusa “dando per acquisito a tale data il silenzio assenso del Comune“, il quale aveva chiesto del tempo per potersi pronunciare sulla questione. Il MUOS (Mobile User Objective System) è un gigantesco impianto gestito dal Dipartimento della Difesa statunitense che integra forze navali, aeree e terrestri degli Stati Uniti nel mondo, di fondamentale importanza per lo svolgersi di missioni che utilizzino droni. Il sistema, concepito dall’amministrazione di George W. Bush nel 2004, consta di quattro basi terrestri, delle quali una è stata costruita nella Sughereta di Niscemi (Caltanissetta, a circa 80 km da Sigonella), all’interno della quale vi sono specie vegetali protette e vi nidificano diverse specie di uccelli. Le restanti basi MUOS sono divise tra Australia, stato della Virgina (USA) e Hawaii.

Il Comitato No MUOS, il quale da oltre un decennio lotta contro l’opera sostenendone l’illegittimità, ha dichiarato come “Questa sentenza, per quanto inefficace nella sua sostanza, a meno che il Comune di Niscemi non richieda la demolizione delle opere costruite, ci dice una cosa chiara: all’interno della riserva, e della base NRTF-MUOS degli Stati Uniti d’America, sussistono opere abusive dichiarate illegittime da una sentenza del Tar e non è poi tanto vero che si possa far ricorso al regime derogatorio delle norme ordinarie in casi come questi”.

Nel frattempo, tuttavia, il tribunale di Gela ha emesso 17 condanne a 2 anni di reclusione per altrettanti attivisti del movimento (tra i quali alcuni minorenni all’epoca dei fatti) per quanto accaduto nel corso di una manifestazione svoltasi il 1° marzo 2014. In questa data il corteo, composto da oltre 5 mila persone provenienti da tutta Italia, “violava le prescrizioni della questura per attraversare quel pezzo di territorio da troppo tempo ormai sottratto per gli interessi militari USA” scrive il Comitato in una nota. I manifestanti deviarono infatti dal percorso concordato con la Questura attraverso la Sughereta e riuscirono a forzare il cordone di agenti in tenuta antisommossa per raggiungere il cancello n.4 del MUOS, dal quale sono visibili le tre antenne.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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3 replies

  1. ora immagino che venga smantellata, ma con un fiorino potrà esser sanata. A beh siccome all’interno della quale vi sono specie vegetali protette e vi nidificano diverse specie di uccelli, potremo sloggiarli, ma trovare un altra scusa, no? Tipo invasione di zerbini. Una tale posizione dominante sul mediterraneo non gliela toglie nessuno. Adesso a pappa fatta, il tar palermitano fa questa sortita, alla buon ora. Dei bradipi siculi. Putin siamo stati invasi, dacci le armi per cacciarli ‘sti yankee. Pagheranno le utenze, oppure anche quelle sono a nostro carico. Qualche croce, inginocchiatoio qua e là, rimediano, pantalone è ai vostri piedi, cheffamo, chicaghiamo sopra? Conto su stormi di uccelli, prima di venir arrostiti, schermino la rf emessa/ricevuta dalle parabole.

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  2. Illegale: e quindi?
    Almeno risparmiamoci i soldi di questi inutili e tardivi ” tribunali”, che arrivano giusto in tempo quando tutto si è già concluso.
    Oltre il danno anche la beffa: un finto sussulto di legalità che non intorda più alcuno.

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