Inviato speciale, l’Ue svela l’aiuto di Draghi a Di Maio

Scelta in accordo tra stati, conferma anche Tajani. Se Luigi Di Maio è candidato alla carica di “Inviato Ue nei Paesi del Golfo”, dove rappresenterà l’Unione anche in materia di prezzi di petrolio e gas, deve essere stato il governo italiano a candidarlo. Forse lo stesso ministro degli Esteri, cioè lui […]

(DI SALVATORE CANNAVÒ – Il Fatto Quotidiano) – Se Luigi Di Maio è candidato alla carica di “Inviato Ue nei Paesi del Golfo”, dove rappresenterà l’Unione anche in materia di prezzi di petrolio e gas, deve essere stato il governo italiano a candidarlo. Forse lo stesso ministro degli Esteri, cioè lui stesso, altro che candidatura “tecnica” come ha cercato di sostenere.

Che a muoversi per la sua nomina sia stato anche Mario Draghi è circostanza che viene sussurrata ovunque, ma che non trova conferma diretta. Però ieri è avvenuto un fatto nuovo: fonti della Commissione europea, infatti, hanno confidato all’AdnKronos che quando si decide di mandare un rappresentante speciale Ue per una regione “l’Alto Rappresentante per la politica estera (Josep Borrell in questo caso, ndr) indirizza una lettera al Comitato politico e di sicurezza (in cui ci sono ambasciatori degli Stati membri) invitando questi a presentare candidati idonei”. Pertanto, l’eventuale candidatura a Inviato speciale dell’ex ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è stata decisa dal governo italiano. “La pratica consolidata – continua la fonte – è quella di avere discussioni preliminari con gli Stati membri nel Comitato politico e di sicurezza nel contesto del nuovo ruolo di rappresentante speciale. Qui, tra l’altro, si tratta anche di una nuova posizione”.

Chi conosce i dossier sa che in Europa questo tipo di competizioni non sono aperte a bandi pubblici, ma vengono negoziate a livello di Stati membri e poi con il via libera della Commissione. Si prenda ad esempio il caso di Emanuela Del Re, ex viceministra M5S poi nominata Inviata speciale Ue per il Sahel. La nomina risale al 21 giugno 2021, ma già il 3 giugno l’agenzia Ansa comunicava che “la nomina è stata proposta dall’Italia”.

Ad avanzarla, all’epoca, fu il ministro Di Maio che, a quanto pare, ha avanzato per se medesimo la nuova candidatura, con il buon sostegno di Mario Draghi.

È quanto ammette apertamente, del resto, lo stesso ministro Tajani, secondo cui Di Maio “è stato indicato dal precedente governo”.

Il centrodestra è però incerto se dare battaglia o se invece prendere atto di una decisione che ormai è presa. Agganciandosi all’indiscrezione di agenzia, ad esempio, il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri di Forza Italia sostiene che “nella nota attribuita a fonti Ue sull’eventuale incarico di Di Maio come Inviato speciale si rileva che le proposte provengono dai governi. Mi auguro che il governo Meloni chiarisca che non può essere certamente in questa fase, con un nuovo governo, Di Maio a essere designato dall’Italia”.

La Lega si spinge a presentare l’immancabile interrogazione parlamentare per chiedere apertamente che l’Italia si opponga alla nomina. Ma il ministro Tajani ha lasciato intendere che la decisione su Di Maio non spetta al governo in carica, ma all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell. Che, grazie a Mario Draghi, sembrerebbe aver già deciso.

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22 replies

  1. È proprio vero che chi è entrato a far parte della Casta, facendo il voltagabbana, non mollerà l’osso finché avrà un alito di respiro. O, molto più volgarmente, gli str…. restano sempre a galla

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  2. Giggino ‘a cartelletta entra di diritto nella hit parade dei conflitti di interesse degli ultimi trent’anni.

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  3. Considero offensivo per l’Italia e per l’UE che un personaggio sonoramente bocciato alle elezioni venga nominato a un posto del genere.

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    • Chissà, invece, come stavano messi gli altri candidati ? Ne abbiamo gia visti di coglioni in Europa , tutta gente senza arte ne parte ! Certo che aldila del merito! qui si raccoglie la meglio spazzatura d Europa ! Questo vale per Di Maio il tradimento? Chissa nel frattempo imparerà 5 lingue e sarà sicuramente meglio di Gozi !forse

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    • Se non tutti i sessanta, alcuni sicuramente. Avrà a disposizione uno staff di cui faranno parte sicuramente coloro che si son dati da fare per convincere sessanta imbecilli afomare il gruppo “insieme per il futuro” (di giggino),.

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    • Piccolini i COGLNI!!!
      Un’inchiappettata fantastica😆
      Almeno un lato positivo c’è, quindi…spero che i 60 traditori si sentiranno, ora, delle grandi m3rde sfigate.
      Ma anche per Giggino arriverà la Nemesi, prima o poi… vedrete🦉🦇🐍

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      • Mi chiedo se Giggino sarà all’altezza del compito di procacciatore di petrolio per conto dell’Ue. Immagino che andrà in giro per il Golfo Persico con una valigetta contenente un vecchio lume a petrolio trovato al mercato delle pulci. Per evitare le truffe, prima di proporre accordi commerciali, verificherà la qualità del prodotto usandolo per accendere il lume. Non sia mai che gli rifilino della robaccia. Col tempo diventerà capace di usare i popastrelli di tre dita per saggiare la viscosità del prodotto cosi come fa il mio benzinaio quando mi avverte che bisogna cambiare l’olio della macchina. Insomma, bisogna aspettare che il ragazzo si faccia le ossa, anzi le dita.
        Nella contrattazione con Letta di posti al parlamento, e soprattutto nell’ottenere i voti necessari per l’elezione non si può dire che abbia brillato. Speriamo che con gli idrocarburi gli vada meglio. Ma la carriola nel cortile del padre, l’avrà finalmente spostata?? Chissà.
        Come farà a sdebitarsi nei confronti di Draghi dopo questo prestigioso posto di lavoro che gli ha trovato?? A casa sua terrà sempre acceso un lumino davati alla foto incorniciata dell’ex amato premier.
        Ps. Certo che se finisce la guerra e si ristabiliscono i rapporti commerciale con Putin… cosa farà Giggino?? Secondo me tifa contro il negoziato di pace.

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  4. Secondo me quando si è fatto il voletto in pizzeria stava celebrando proprio quello, basta guardargli la faccia. Se riuscite a trovargliela, beninteso.

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  5. L’unione europea nominando ggiggino ha scelto in base a criteri meritocratici adottati in Italia dopo la nomina di meloni a presidenta della consiglia di un fascistone presidente del senato di un talebano alla camera di tajani agli esteri di lollobrigida all’ agricoltura della Santanchè al turismo di Salvini alle infrastrutture di Crosetto alla difesa hanno pensato di far cosa gradita alla nazione mettendo in un ruolo importante un magnatartine .Non ho nominato il ministro degli interni per pudore ma nella lista dei competenti ci sta’ bene anche lui.Vai ggiggino fatti onore e a chi lo denigra dico magnat’v o’ limone 🍋.Povera italia

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  6. Evidentemente il tradimento paga…in questa società.
    Tutti ladri e delinquenti che governano un massa di pecore da tosare ogni giorno.
    Questa è democrazia ?E’ meritocrazia?
    No ! E’ il furbo che frega il fesso!

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  7. La domanda è: perché Draghi avrebbe aiutato Di Maio? Per amicizia? Perché convinto delle sue capacità? O perché c’era un accordo sotto banco? Io ti aiuto a salire al Colle e a toglierti dai piedi Conte, ma in cambio …

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  8. I grandi o piccoli ruffiani da sempre sono stati premiati dalle lobby della finanza, vedi il Bischero di Rignano, il Pariolino, il Cervo Verde, non ultimo il Pulcinella, naturalmente a costo zero, ” e io pago” diceva Totò.

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