Ma mi faccia il piacere

(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Il semiasse. “Svolta Ue sui migranti. Asse Meloni-Macron” (Giornale, 9.11). Uahahahahah. La stratega. “Allora non era vero quel che diceva il superesperto conteso da tutti i programmi tv, il perfettamente sicuro professor Orsini… ‘Si prospetta un bagno di sangue, intendono fare un massacro, intendono combattere per mantenere Kherson’… Vedrai che la prossima volta si corregge, […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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31 replies

  1. Ma mi faccia il piacere

    (Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Il semiasse. “Svolta Ue sui migranti. Asse Meloni-Macron” (Giornale, 9.11). Uahahahahah.

    La stratega. “Allora non era vero quel che diceva il superesperto conteso da tutti i programmi tv, il perfettamente sicuro professor Orsini… ‘Si prospetta un bagno di sangue, intendono fare un massacro, intendono combattere per mantenere Kherson’… Vedrai che la prossima volta si corregge, oppure non lo invitano più, perché che esperto sei se le analisi e le previsioni le sbagli tutte” (Concita de Gregorio, Repubblica, 13.11). “Ucraina, ‘centomila tra morti e feriti per parte’. Radiografia della guerra più sanguinosa. Il generale Milley, capo di Stato maggiore Usa, offre le cifre secondo gli americani: 600 uccisi al fronte al giorno. Quarantamila i civili deceduti. Un conflitto con molti più lutti della Bosnia e dell’Afghanistan” (Repubblica, 11). Ah beh solo 240 mila morti in otto mesi e mezzo, che sarà mai.

    Quando c’era Lui. “I migranti vanno aiutati in Africa, come fece Berlusconi” (Licia Ronzulli, capo dei senatori FI, Giornale, 13.11). Con la nipote di Mubarak.

    La Ripubblica. “Conte è sempre stato… l’Agilulfo di Calvino, che non era un cavaliere ma una lucida armatura vuota” (Francesco Merlo, Repubblica, 12.4). “Come l’Agilulfo di Calvino, (Conte) sa di non essere un cavaliere ma una ludica armatura vuota” (Salvatore Merlo, Foglio, 13.11). Zio e nipote: paghi due, prendi uno.

    Sincere democratiche/1. “Letizia Moratti, i pregiudizi della sinistra… Guarda caso la sinistra lombarda fa solo adesso il congresso per scegliere il suo rappresentante, che potrebbe essere il solito compromesso, un grillopidiessino di giovanile insipienza, meglio trans…” (Natalia Aspesi, Repubblica, 8.11). O peggio, Dio non voglia, un culattone.

    Sincere democratiche/2. “Un blocco di potere si serve di quel gentiluomo di Letta perché la sinistra si occupi di trans e gabinetti” (Natalia Aspesi, Venerdì di Repubblica, 11.11). Trans e gabinetti: e come le viene, compagna Aspesi, questa simpatica associazione di idee?

    Il vice-Papa. “Le parole sbagliate del Papa sulla guerra. Parlare di ‘mercenari’ e non di stato aggressore alimenta inutili ambiguità” (Foglio, 11.11). Che aspetta questo Bergoglio a prendersi come ghostwriter il ragionier Cerasa?

    Povere bestie. “Riuscirò a riformare il codice penale firmato da Mussolini in senso liberale con la pena proporzionata al crimine secondo la Costituzione: lo giuro sulla testa dei miei gatti Rufus e Romeo” (Carlo Nordio, ministro FdI della Giustizia, Repubblica, 5.11). Con 6 anni di galera per un rave party, ha cominciato bene.

    La presidente. “Galeazzo Bignami è un caro amico, una delle persone più intelligenti che esistano, un fervido difensore dei principi democratici. Al suo addio al celibato i suoi amici lo hanno vestito forzatamente, come si fa in quelle occasioni, da nazista. Una situazione goliardica. Io una volta a carnevale mi sono vestito da Minnie” (Giovanni Donzelli, presidente dei deputati FdI, L’aria che tira, La7, 2.11). E Fontana che dice?

    Compagna Letizia. “Il Pd sia pragmatico, uniamo i riformisti” (Letizia Moratti, Repubblica, 7.11). Più che altro i trasformisti.

    Moratti 2 la vendetta. “Lascio Forza Italia, Silvio mi aveva promesso un posto” (Valentina Aprea, ex deputata FI e aspirante sottosegretaria all’Istruzione, 2.11). Dopo la Moratti, un’altra eroina del centrosinistra per Calenda, Renzi e mezzo Pd: candidata in Lombardia subito.

    Doppia convenienza. “Gratteri al Dap? Nordio non potrà mai accettare” (Tiziana Maiolo, Riformista, 8.11). Magari, così se ne va e prendiamo due piccioni con una fava.

    Il titolo della settimana/1. “Recovery, governo in ritardo” (Stampa, 13.11). Inteso come governo Draghi, peccato averlo scoperto solo ora.

    Il titolo della settimana/2. “Gli italiani temono di più lo sporco del fascismo” (Libero, 13.11). Che poi sono sinonimi.

    Il titolo della settimana/3. “Usa, sovranismo al tramonto” (Maurizio Molinari, Repubblica, 13.11). Questo titolo non mi è nuovo.

    Il titolo della settimana/4. “Il trionfo di D’Amato: ‘È lui il candidato che unisce il Pd’” (Repubblica, 11.11). Quindi nel Lazio si è già votato.

    Il titolo della settimana/5. “Nasce il Conte Marx, per lui la sinistra è il golfino esistenzialista francese che portava ieri all’Auditorium con Bettini” (Salvatore Merlo, Foglio, 12.11). Dalla pochette a tre punte al lupetto dolcevita: finalmente una critica nel merito.

    Il titolo della settimana/6. “Morto il vicegovernatore russo di Kherson: è giallo” (Giornale, 10.11). Un’epatite?

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    • La signora segnala che a Kherson il massacro non c’è stato. In effetti i russi si sono ritirati sull’altra sponda.
      In compenso, Orsini ha sempre affermato che il numero di vittime totali sarebbe stato spaventoso, accompagnato dallo sventramento dell’Ucraina. Ma la signora questo non lo tiene in conto, a lei basta cogliere in fallo Orsini su un singolo episodio tattico, sia pur rilevante.

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    • La Concita ha finalmente scoperto che Orsini non è un generale. Non solo, ma che non ha alcun collegamento diretto con il Cremlino e soprattutto nella sua cantina non ha una radio ricetrasmittente per dialogare amabilmente con i capi dell’armata russa schierata sul campo. Ma che razza di putiniano di ferro è se non ha legami diretti con il comandante dei soldati russi che stavano a Kherson?? Infatti lui prevedeva solo lo sventramento dell’Ucraina e un’ecatombe di umani su ambedue i fronti con i civili in mezzo. Praticamente una catastrofe generale peraltro non ancora finita. E scusate se è poco per un esperto di geopolitica militare. Quando la Concita ne avrà avuto contezza, avrà dimostrato di sapere leggere gli articoli di Orsini.
      Intanto però la soldatessa Concita De Gregorio giura che se si continuano a inviare armi… si arriverà presto alla pace. Su questo non ha dubbi (questo è il dramma di questo paese, specie di molti giornalisti: non sapere un caxxo e discettare su come si conduce una guerra). Faccio un’ipotesi da profano: metti che Putin abbia l’intenzione di lanciare i micidiali missili iperbarici che viaggiano quasi rasenti il suolo senza poter essere intercettati dai radar, e fare piazza pulita di tutto, possibilmente dopo aver deciso il ritiro dei soldati russi da quella zona per salvarli. Al che la severa Concita, col musino stretto a cul di gallina e il sopracciglio alzato, accuserà Orsini di non averci avvisati sul giorno e l’ora dell’attacco in quanto versione militaresca del mago Otelma.

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  2. Mi pare che queste notizie siano plasticamente riprodotte da un episodio di qualche settimana fa, successo nel Ferrarese e che ha avuto ampi spazi sui media locali e Carlino – QN.
    Un ciclista, pedalando in una zona golenale, ha denunciato di essere stato inseguito per centinaia di metri da due lupi famelici e di essersi salvato per miracolo. Ovviamente, data la zona ed il fatto che i lupi non avessero raggiunto il ciclista in mountain bike ( non penso fosse Pogacar) su un terreno sconnesso, faceva venire ai “pensanti” più di un dubbio ed una quasi certezza: saranno stati due cani. Giornalisti, blogger e twittanti invece un minimo dubbio non l’ hanno mai avuto: tutti a esprimersi nei con fronti della pericolosità o meno dei lupi e sulla necessità di decimarli. Ovviamente ci si è subito divisi in “destra” e “sinistra” con gli immancabili insulti e odio assai poco represso.

    In conclusione, mobilitate guardie forestali e quant’ altro nella pericolosa caccia , i due lupi si sono ovviamente dimostrati due cani, sanissimi e mansueti, lasciati liberi non si sa da chi e subito portati in canile ( poveracci). La notizia, ovviamente è stata data di soppiatto, senza clamore, e si è aggiunto, pare parziale scusante per l’ abbaglio, che però erano due cani lupo “cecoslovacchi”(?) . Quindi più cattivi?

    Insomma, come era ovvio nessun lupo da quelle parti, e meno che mai affamato di ciclisti. Ma anche questo episodio, anzichè suscitare il dubbio, ha scatenato il solito odio e le solite divisioni. Come ogni cosa ormai in questo disgraziato periodo.
    Ogni razionalità è silenziata, ogni distinguo represso: ogni pretesto è buono per innescare una odiosa propaganda.
    E tutto questo non preoccupa alcuno, anzi: è tutto grasso che cola per chi ormai ci ha triturato il cervello. Destra o sinistra vinceranno sempre.

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  3. SUPERBONUS-Viviana Vivarelli

    Chiunque abbia un rudimento anche minimo di economia sa benissimo che ci sono due tipi di debito, uno attivo e uno passivo.
    Per riportare tutto ad una economia famigliare, un buon padre di famiglia sa che può mettere i suoi soldi in due modi: uno produttivo e uno improduttivo.
    Il primo si chiama INVESTIMENTO, il secondo si chiama SPRECO.
    La stessa cosa avviene per il Capo di uno Stato, che ha un tot di ricchezza a disposizione, ottenuta tramite le tasse e deve usarla per il fabbisogno dello Stato (sanità, scuola, trasporti, opere pubbliche ecc.) e può ottenere un avanzo primario tra entrate e uscite (l’Italia è l’unico Stato europeo che  oggi ha un avanzo primario). A questo punto, può disperdere l’avanzo primario in regali agli amici o ai clienti, mancette, tangenti, spese morte o metterlo a favore solo di pochi clienti, opere pubbliche inutili (come ha fatto Draghi che ha sperperato a pioggia i soldi in mancette ai giornalisti, ai sindaci, ai parlamentari, alle scuole private, alle armi….come hanno fatto quasi tutti i Governi italiani al punto da mangiarsi l’avanzo primario o da fare addirittura dei debiti, oppure può fare investimenti produttivi che gli rendano più di quanto investa (come aveva cominciato a fare Conte).
    Il primo caso si chiama spreco. Il secondo si chiama investimento.
    Il primo è il NEOLIBERISMO, che favorisce i più ricchi e le multinazionali, impoverendo i più miseri e privatizzando lo Stato. E contro di esso c’è invece il SISTEMA KEYNESIANO, che favorisce la massa dei cittadini, razionalizzando le spese dello Stato (vedi per es. riduzione del numero dei parlamentari o accorpamento del Piccoli Comuni o velocizzazione delle cause giudiziarie) e investendo in opere e leggi che aiutano i poveri ad uscire dalla miseria, aumentano i posti di lavoro, alzano i salari, migliorano sanità e scuola, curano l’ambiente, migliorano il Paese.
    Inutile dire che l’economia di Draghi si chiama neoliberismo e taglia sui salari, sullo stato sociale, sull’aiuto ai più poveri, sulla sanità, sulla scuola… mentre apre alla riduzione delle tasse ai più ricchi, alla privatizzazione dei beni e servizi pubblici, alla svendita del Paese, alla protezione dei criminali più ricchi ecc.

    Nel 1929 l’America si trovò in bancarotta. Si era prodotto più di quanto il mercato riusciva ad assorbire e il sistema andò in crisi, le azioni crollarono, si ebbero fallimenti a catena, i miliardari si buttavano dai grattacieli. A fine ottobre 1920, il famoso ‘giovedì nero’, la Borsa crollò e con essa crollò gran parte dell’economia statunitense ed europea. In pochi mesi gli Stati uniti furono ridotti in miseria. Crollò tutto: produzione, occupazione, redditi, salari.. e la crisi americana investì anche l’Europa, producendo quella massa di disoccupati il cui malessere generò anche il fascismo e il nazismo.
    Fu la GRANDE DEPRESSIONE.
    Gli effetti furono devastanti con un calo generalizzato della domanda e della produzione; il commercio internazionale diminuì considerevolmente e con esso i redditi dei lavoratori, il reddito fiscale, i prezzi e i profitti; le maggiori città di tutto il mondo furono duramente colpite, in special modo quelle che basavano la loro economia sull’industria pesante; il settore edilizio subì un brusco arresto in molti paesi; le aree agricole e rurali soffrirono considerevolmente in conseguenza di un crollo dei prezzi fra il 40% e il 60 %.
    Ma a quel tempo gli Stati Uniti avevano un grande Presidente, Delano ROOSEVELT (non il rimbambito di adesso, servo sciocco della multinazionali e delle banche), il quale fece un gigantesco piano di investimenti produttivi (con un debito mostruoso ma di tipo produttivo) per rimettere in moto l’economia del Paese. L’enorme piano di ripresa si chiamò NEW DEAL (nuovo corso) e fu illuminato da un grande economista, KEYNES, il quale capiva perfettamente la differenza tra spreco e investimento.
    Il programma keynesiano era l’opposto del NEOLIBERISMO come era stato praticato fino allora e che voleva piena libertà del mercato e interventi zero dello Stato. Al contrario, Roosevelt mise regole di contenimento al capitalismo, alla Borsa e alle banche, distinguendo in banche famigliari e banche di lucro,  e si impegnò in una serie enorme di spese pubbliche per dare occupazione e rimettere in moto l’economia. Aumentò i salari, tutelò i poveri, distribuì sussidi, abbassò i tassi di credito delle banche, creò regole più rigide per le banche stesse, tagliò le indennità dei parlamentari e diede il via a una serie grandiosa di opere pubbliche per modernizzare l’America e creare occupazione e aiuti ai più poveri.
    Ovviamente tutto questo costò moltissimo ma Roosevelt spiegò chiaramente che c’erano due bilanci separati, uno normale che doveva essere in pareggio e uno ‘di emergenza’ che era un investimento per sconfiggere la depressione.Roosevelt fece un programma per assumere i giovani disoccupati per riabilitare il territorio americano (boschi, strade, ferrovie..) con un salario abbastanza alto per cui potessero mandare soldi a casa., Diede lavoro a 3 milioni di giovani, costruì più di 800 parchi nazionali e piantò quasi tre milioni di alberi, stanziò 500 milioni di dollari in sussidi. Occupò con lavori ben pagati 4 milioni di persone, costruì 255.000 miglia di strade, 40.000 scuole, 12 milioni di metri di rete fognaria, 3.700 campi da gioco e quasi 1.000 aeroporti.

    In scala ovviamente minore, il Superbonus di Giuseppe Conte ha seguito una linea keynesiana. Il Superbonus non è un debito morto, come ritiene quella zucca vuota della Meloni che di economia non capisce un tubo.
    E’ un investimento produttivo che, a fronte di 38 miliardi di spesa, ha prodotto  124,8 miliardi: oltre tre volte tanto! Con la bellezza di 634mila nuovi posti di lavoro nel settore delle costruzioni! E un aumento di 6,7 punti del PIL.
    Per cui, mentre tutti i neoliberisti Paesi europei stanno andando male, l’Italia con Conte è stato l’unico Paese che ha avuto un aumento del Prodotto Interno Lordo e con Conte tutto questo sarebbe aumentato.Conte aveva in mente tutta un’altra serie di investimenti o di Superbonus per allargare ancora di più questa ripresa.
    Ma Draghi, che è neoliberista e dunque antikeynesiano e cura l’interesse delle banche americane e delle multinazionali americane più di quanto curi l’interesse degli Italiani, ha boicottato 12 volte il Superbonus cercando di bloccare i crediti bancari.
    Il Pd, stupidamente, ha seguito la stessa Agenda Draghi. E le elezioni sono state vinte da una incapace come la Meloni che, oltre a farcire il suo Governo di raccomandati, arnesi da museo degli orrori e pregiudicati, non sa una pippa di economia, ha ereditato mezzo Governo Draghi, e al Ministero dell’Economia ha messo un iperliberista della Bocconi come Giorgetti, quello che voleva eliminare addirittura il medico di base (altro che aiutare i poveri!) e ora sta stroncando il reddito minimo quando l’Italia conta già 12 milioni di poveri che andranno solo aumentando.
    Dunque il programma neoliberista della Meloni ora sarà di eliminare il reddito minimo, di stroncare lo stato sociale, investendo in regali e impunità ai soci, di far arricchire i più ricchi gravando di nuove spese (come si è fatto con le bollette) le famiglie e le aziende, di tagliare o eliminare il Superbonus e di fare opere inutili come il Ponte di Messina molto desiderate dalle tre mafie, mentre il resto del Paese va a ramengo per l’incuria del territorio.
    Sono scelte. Ma voi da quale parte state?

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    • Noi eravamo, siamo e saremo sempre dalla parte del Cittadino….: il Cittadino sempre al centro della Politica……per cui mi sembra piu’ che scontato l’ aver ripetuto, nelle urne in anni, il nostro voto al M5S….!!!

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    • “Chiunque abbia un rudimento anche minimo di economia sa benissimo che ci sono due tipi di debito, uno attivo e uno passivo.”

      Mi permetto di fare una precisazione. Dal punto di vista strettamente contabile, lo scopo di qualsiasi investimento dovrebbe essere quello di far circolare il più a lungo che sia consentito il denaro, possibilmente dopo aver stazionato per breve tempo nelle tasche dei bisognosi. Questi infatti, su pressione delle necessità proprie, spendono in fretta il denaro che in ogni caso tutti gli Stati sono obbligati a investire. Tranne quando i ministri se lo intascano (chiamasi peculato), ma in questo caso si tratterebbe della banda Bassotti con Pietro Gambadilegno alla carica di premier. Cosa fanno i bisognosi del denaro? Sicuramente lo spendono in beni (si spera di produzione nazionale) le cui aziende produttrici ne aumenterebbero la creazione magari assumendo nuovo personale i cui stipendi verrebbero a loro volta spesi allo stesso modo. Chiamasi domanda aggregata. Da questo punto di vista gli effetti sarebbero gli stessi per ogni spesa dello Stato direttamente o indirettamente produttiva. Qual è la differenza? Questa: se i denari vanno a finire nelle tasche dei grandi industriali e/o multinazionali, questi, nonostante le promesse contrarie, lo spenderebbero di solito per acquistare NON beni ma titoli finanziari che non comporterebbero aumento del Pil (chiamasi rendita parassitaria). Infatti non penso che Lorsignori tutti gli anni comprino yacht, macchine di lusso e altri beni voluttuari tipo carrettate giornaliere di caviale, aragoste e champagne come farebbe Fantozzi. Quindi è meglio che i soldi siano usati, persino tramite aumento di basse pensioni e sussidi ai meno abbienti, per incrementare la produzione nazionale con allegata forza lavoro vecchia o nuova che sia. Se invece lo Stato investe in opere pubbliche necessarie, da una parte garantirebbe l’elargizione di stipendi ai vecchi e nuovi assunti allo stesso modo delle aziende appaltatrici che a loro volta userebbero una parte dei profitti per reinvestirli MA perlopiù in economia finanziaria parassitaria. Se invece a fare i lavori fossero ditte statali, i proventi verrebbero TUTTI reinvestiti in altre opere pubbliche necessarie, anziché finire nelle banche a incoraggiare il banchetto finanziario parassitario. Una volta c’era l’IRI formato da aziende statali, ma dai tempi del panfilo Britannia in poi Draghi intraprese la loro svendita ai privati privando lo Stato della possibilità di pianificare saggiamente il sano sviluppo produttivo del paese sulla base della esigenze dei cittadini.
      Il ritorno a Keynes va bene, ma con la garanzia che a gestire gli investimenti siano in gran parte aziende statali. Insomma, si tratta di ritornare all’economia mista statale-privata, con una netta divisione tra banche d’affari (i cui clienti verrebbero adeguatamente tassati) e banche commerciali di utilità popolare. Questo tipo di progetto è proprio quello vigente in Cina che garantisce aumenti del Pil a livelli percentuali di due cifre all’anno, con la moltiplicazione di occupati e il raddoppio degli stipendi nel giro di 20 anni.
      ECONOMIA MISTA! Né tutta privata né tutta pubblica. In pratica fifty-fifty. Quella pubblica deve però avere mezzi e strumenti per orientare quella privata.

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  4. Imbarazzante leggere la prima frase…debito attivo e debito passivo…ma si può?
    Viviana, i debiti – di qualsiasi tipo – in un conto economico sono solo ed esclusivamente delle passività.

    Anche sull’avanzo primario tanta confusione…troppa…

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  5. Infatti. E dopo un mare di imprecisioni ( eufemismo) , il massimo è un il ” Voi da quale parte state?”. Puzza di stella gialla sulla giacchetta.

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  6. Che poi, al di là della rilevanza dell’avanzo primario – se non messo in un contesto assieme agli interessi sul debito lascia il tempo che trova – dire che l’Italia è il solo stato europeo a realizzarlo è falso. Disinformazione bella e buona.

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  7. però dire “c’è un debito buono e un debito cattivo” è da applausi a scena aperta, da candidare al premio nobel dell’economia per l’autore.
    Viviana ha usato una terminologia semplicistica, non è una contabile/ragioniera, ma qui abbiamo dei dottori-commercialisti-fiscalisti-revisori contabili, che non spiegano perchè è sbagliato il senso delle argomentazioni di Viviana, ma loro sono “a prescindere”
    e secondo un termine che possano capire “Bastian contrario”

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    • Adriano58, non è che ci possiamo mettere a fare su questo forum paginate e paginate di spiegazioni di economia…le premesse dello scritto di Viviana contengono inesattezze che vanno ben oltre la “terminologia semplicistica” che te bonariamente le concedi.

      Comunque già che ci siamo, proviamo a sfatare il mito dell’avanzo primario (che l’Italia, con l’eccezione di un paio di anni lo ha almeno da 30 anni….visti i conti disastrati già questo dovrebbe far capire che è un parametro che macro-economicamente non ha nessun significato particolare).

      Per definizione, l’avanzo primario è pari alla differenza tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi. Non tiene quindi conto di una spesa – quella per interessi, appunto – che è “abbastanza” derimente perché di fatto è una spesa assimilabile a tutte le altre tipo pensioni, detrazioni fiscali, bonus,, sussidi, etc.

      Sono il tasso di crescita del PIL ed il costo del debito pubblico che definiscono il “fato” di uno stato.
      Con crescita del PIL adeguata e/o basso debito pubblico (e quindi del suo costo), uno stato si può pure permettere un avanzo primario negativo. Anzi, se fosse positivo, si parlerebbe di austerità non necessaria.

      In Italia purtroppo l’avanzo primario positivo da 30 anni a questa parte non è mai stato in grado di aiutare il sistema in alcuna maniera (anzi…tasse alte ed spese/investimenti pubblici bassi per averlo tale…), perché crescite di PIL asfittiche non hanno mai coperto gli enormi costi del debito crescente.

      E…no, Draghi, (e tutti i PdC precedenti), non ha usato l’avanzo primario per regalie varie…non si parla qui degli spiccioli rimasti a fondo cassa al bar alla fine della giornata quando si chiude il bandone…

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      • Non credi che ci siano precise responsabilità politiche in questo, ovvero ad esempio aver per decenni sottoscritto a nome dello Stato e VOLONTARIAMENTE titoli tossici ad alto contenuto di derivati speculativi? Da parte dei cosiddetti “competenti” (Prodi-Giudi-Draghi-Ciampi-Monti ecc.), che assieme alla svendita ed allo smantellamento dei tesori produttivi dello Stato ed alla negoziazione folle sull’Euro ci hanno fatto passare dall’essere la 4^ potenza economica mondiale con un bassissimo debito pubblico fino alla situazione attuale?!? Al netto di questi, quale sarebbe ora la situazione della economia reale (e sociale) di questo Paese?

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      • Neanch’io sono economista ma continui a non spiegare, a parte le imprecisioni terministiche, dove farebbe acqua il discorso di Viviana. Il 6.5% di PIL l’Italia non lo faceva da un bel po’ di anni ed è stato ottenuto in buona parte grazie al Superbonus. Questi sono fatti.

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      • Discorso complesso Frankie e francamente andare a ritroso a puntare il dito e’ esercizio che lascia il tempo che trova e non mi appassiona. Credo sia piu’ costruttivo trovare la maniera di fare bene da qui in poi piuttosto che lamentarsi di quello che avrebbe potuto/dovuto essere.

        Al di la’ degli sbagli – che ci sono stati – e delle valutazioni errate sul ritorno di certi strumenti speculativi – che ci sono stati ma d’altra parte nessuno ha la palla di vetro quando specula=high risk/reward ratio – non e’ mai stato facile trovare acquirenti del nostro debito, (e come biasimarli?), a condizioni vantaggiose (per noi).

        Atre dinamiche globali hanno fatto scivolare l’Italia da 4a economia mondiale a esima, non solo i cattivi affari chiusi dai vari governi che si sono succeduti.

        Non mi risulta che il debito pubblico italiano sia stato “basso” negli ultimi 40 anni; ha iniziato a crescere intorno al 1965, ha toccato il numero “magico” del 60% del PIL nel 1981, e’ sceso negli anni 90 fino alla crisi del 2008, (scendendo pero’ dal 120% al 100% in 20 anni quindi piu’ che sceso, tenuto a bada perche stava esplodendo di nuovo), e poi e’ risalito inesorabilmente. E sale tuttora.

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      • La questione è dirimente.
        Nel 1980 il rapporto debito/PIL era al 55%, nel 1990 al 100% (grazie in gran parte alle politiche “socialiste” di quell’altro “competente” di Amato, braccio destro di Craxi), e poi non si è più arrestato.
        I responsabili politici poi guardacaso sono diventati tutti dirigenti e consulenti di banche d’affari e colossi finanziari il cui unico modus operandi è il turbo-capitalismo predatorio in giro per il mondo.
        Anche negli anni “80 e “90 c’era tantissimo “nero”, c’era si viaggiava tranquillamente con borse piene di contanti, anche e molto più di oggi.
        Benissimo colpire gli evasori, con norme severissime che vorrei vedere chi avrà mai il coraggio, oltre che il mandato popolare per attuare, ma il messaggio che passa in questo miserabile Paese è che se il tuo amministratore di condominio omette 100 Euro sul rendiconto annuale, può (giustamente) essere cacciato a calci nel sedere, chi invece VOLUTAMENTE depreda la finanza pubblica a fini di lucro delle multinazionali estere o per proprio tornaconto elettorale (perchè l’incapacità a quei livelli non è un’opzione), non solo non si fa neanche un giorno di servizi sociali (solo B. ne ha fatto qualcuno), ma in certi casi è diventato anche Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, Presidente del CSM, Presidente della BCE.

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  8. “Sono il tasso di crescita del PIL ed il costo del debito pubblico che definiscono il “fato” di uno stato.”
    appunto!!
    osservare il PIL e il debito pubblico degli ultimi 30 anni e le varie misure adottate per farvi fronte
    e farsi qualche domanda su “circolo vizioso e virtuoso”

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    • Appunto. La nota dolente, per tornare all’avanzo primario, e’ data dall’evasione fiscale endemica nel paese.
      Se si evadesse di meno, il saldo primario, (entrate fiscali – spesa pubblica) sarebbe tale da permettere politiche espansive e/o diminuzione del carico fiscale e/o riduzione del debito, (uno stato responsabile interverrebbe in tutti i 3 parametri chiaramente).

      I dati per il 2022 indicano un costo del debito italiano intorno ai 65 miliardi di euro, (piu’ di Francia e Spagna messe assieme).
      I dati sull’evasione italiana indicano una cifra tra gli 80 e i 100 miliardi di euro annui. Tutti gli anni.
      I conti sono presto fatti.

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  9. “I conti sono presto fatti”
    vedere provvedimenti quali
    spazzacorrotti, bonus 110%. cashback istantaneo ecc..
    contro gli attuali es.: inalzamento limite al contante, riforma Catarbia, blocco reale 110%, aiuti SOLO alle imprese, e… è solo l’inizio.
    Sarà un miscuglio tra Monti, Draghi e Renzi con una spolverata di populismo di bandiera spiccio…ottimo per finire in recessione profonda.

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    • Io non discuto neanche di misure di questo governo o il(i) precedente(i).
      L’eliminazione – a tutti i livelli – dell’evasione fiscale e’ il provvedimento piu’ effettivo di tutti.

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      • Se le entrate fiscali quadruplicassero, i Proci al governo quintuplicherebbero i regali ai loro padroni (chiunque li corrompa o ricatti o minacci), e l’avanzo primario diminuirebbe ancora.
        Se butti acqua in uno scolapasta, non si riempie mai.

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  10. @fabriziocastellana

    Quindi che si fa? Un “uomo forte” ma di “sinistra”?
    Direi che ci hanno già provato con alcuni Migliori, ma non è andata benissimo…
    Mi faccia sapere se ha qualche soluzione che non sia l’ “eroe” al comando (Conte o chi per lui). Potrebbe essere il migliore del Mondo ma non va mai a finire bene… La Storia (tutta ) insegna…

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    • Carolina mi hai frainteso. Quando parlo di “governo” non intendo quello attuale, non faccio nessunadifferenza fra destra e sinistra, ma uno qualsiasi espresso da questa casta marcia, purtoppo compreso anche M5S se guardiamo come è finito (anche se ora, fuori dal governo, promette sfracelli, perchè le promesse di politico sono anche peggio di quelle di marinaio).
      Soluzioni? Non è per niente semplice visto che la situazione peggiora da sempre.
      L’unica speranza è che riprenda vita la democrazia, che ora è praticamente clinicamente morta.
      Perchè questo succeda direi che un prerequisito fondamentale sia la libera informazione, solo che se la sono comprata (tv e giornali) e non la mollano di sicuro.
      Spero che internet, permettendo di raggiungere moltissime persone (i social principali sono sotto controllo, ma proprio per questo decadono e lasciano il campo a altri social non ancora controllati) senza dover affrontare enormi costi di entrata, possa invertire il processo e reindirizzarci verso la democrazia. Questo sito è un esempio.
      Altre possibili soluzioni non ne vedo.

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