Da bambino (più o meno a metà del secolo scorso) quando andavo in gita in auto con i miei ero attratto (come tutti i bambini in gita) dai cartelloni pubblicitari che addobbavano le strade. Non posso dimenticarne uno, coloratissimo, che pubblicizzava la “Radiolitina , gustosissima acqua radioattiva […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – “Al Pd serve Moratti. Sostenerla in Lombardia non è solo conveniente. Sarebbe anche una mossa davvero socialdemocratica”.
Michele Salvati sul “Foglio”

Da bambino (più o meno a metà del secolo scorso) quando andavo in gita in auto con i miei ero attratto (come tutti i bambini in gita) dai cartelloni pubblicitari che addobbavano le strade. Non posso dimenticarne uno, coloratissimo, che pubblicizzava la “Radiolitina , gustosissima acqua radioattiva da tavola” (giuro). Indelebile nella mia memoria resta l’immagine di un tizio barbuto in tunica bianca che emergeva, giustamente festoso, da quella che s’intuiva essere una tomba. Un Lazzaro, insomma, come infatti sembrava chiarire lo slogan: “Alzati e cammina”. Con grande rispetto per l’autorevole economista, politologo, professore universitario e già deputato dei Ds, Michele Salvati (e per i bravi colleghi del “Foglio”) il titolo sulla “mossa davvero socialdemocratica”, che deriverebbe dal sostegno del Nazareno a Letizia Moratti, mi ha ricordato qualcosa. Sì, quella antica e “gustosissima” acqua radioattiva con la bizzarra associazione di idee con l’odierno Lazzaro miracolato (dalla Moratti non dalla Radiolitina), che poi sarebbe il Pd. Non mi azzardo a commentare il contenuto di un articolo piuttosto lungo e complesso ma su quel titolo così conturbante mi permetto di avanzare un paio di ipotesi. La prima (abbastanza fantasiosa lo ammetto) riguarda l’autore del saggio: ovvero Salvati, tra i primi a teorizzare in maniera compiuta la necessità di un partito democratico in Italia. Il quale decide di sopprimere la sua creatura, come spesso accade (nei film horror) agli artefici geniali delusi dalla inadeguatezza dello loro invenzioni. E, dunque, che il Pd ingurgiti pure la candidatura Moratti alla Regione Lombardia, con tutte le politiche radioattive di destra che essa comporta, e la si faccia finita. La seconda ipotesi (quella che preferisco) prevede che l’ipotesi Moratti rappresenti il classico cavallo di Troia onde scalare dall’interno il fragile partito e trasformarlo, attraverso una rapida mutazione antropologica, da forza del centrosinistra (poca) a forza del centro moderato (molto). Così facendo (sempre nei miei arzigogoli) il Pd, magari provvisto di un nome diverso, potrebbe dotarsi di un leader adeguato alla bisogna: determinato, pugnace, aggressivo quanto basta. Modello Meloni per capirci. A questo punto sono stato illuminato come da un flashback che mi ha riportato indietro al cartellone. Mi è sembrato che quel personaggio di bianco vestito potesse non essere Lazzaro, bensì proprio colui che lo aveva sottratto al sonno eterno intimando l’alzati e cammina! Infatti, ora che meglio lo metto a fuoco, quel Nazareno aveva le fattezze di Carlo Calenda .