I rischi dei bassi tassi di natalità

“Il crollo della popolazione dovuto ai bassi tassi di natalità è un rischio molto più grande per la civiltà rispetto al riscaldamento globale”, ha scritto Musk su Twitter quest’estate. “Segna queste parole.” Ma ha ragione?


(Di Giuseppe Filipponi) – Il tasso di fertilità globale è diminuito della metà dal 1960. Nei paesi responsabili dell’85% del prodotto interno lordo mondiale – Stati Uniti, Germania, Giappone, persino Cina e India – le nascite sono scese al di sotto del “tasso di sostituzione”, il che significa che, a meno che compensato dall’immigrazione, la popolazione comincerà a diminuire man mano che vengono a mancare le generazioni più anziane.

Le Nazioni Unite calcolano che la popolazione mondiale raggiungerà il picco nel 2084, prima di iniziare a diminuire entro la fine del secolo.

In un mondo in cui le economie sono progettate attorno alla crescita e i sistemi sociali dipendono dai giovani che sostengono i vecchi, i pensatori lungimiranti iniziano a chiedersi cosa verrà dopo.
Nel 1968, il professore della Stanford University Paul Ehrlich e la moglie Anne Ehrlich pubblicarono “The Population Bomb”, un libro che prevedeva la carestia globale che avrebbe portato alla morte di centinaia di milioni di persone entro decenni. Niente di tutto ciò è avvento.

Man mano che la preoccupazione di avere troppe bocche da sfamare è svanita, ne è sorta una opposta: troppo poche persone per lavorare.

Questa è una preoccupazione particolarmente ovvia in Cina, che infamemente ha implementato una politica del figlio unico nel 1980 per affrontare le proiezioni di crescita esponenziale della popolazione. La sua attuale popolazione di 1,4 miliardi rimane la più grande del mondo.

Ma rendendosi conto della traiettoria di invecchiamento della sua società, nel 2016 la Cina ha eliminato la politica e ha anche limitato le pensioni e i programmi sociali per gli anziani.

Molte altre nazioni stanno o presto dovranno affrontare sfide simili. Per mantenere una popolazione stabile senza immigrazione, una nazione deve raggiungere un tasso di fertilità di 2,1 figli per donna, affermano gli esperti. Ma il tasso di fertilità è solo 1,7 in Cina e Brasile, 1,5 in tutta l’Unione Europea e 0,8 in Corea del Sud, il più basso di qualsiasi altro paese, secondo la Banca Mondiale. Il tasso è di 1,6 negli Stati Uniti, dove la popolazione è ancora in aumento solo a causa della maggiore durata della vita e dell’immigrazione, che si prevede supererà le nascite naturali entro il 2030.

A livello globale, sono principalmente le nazioni africane come la Nigeria, dove il tasso di fertilità è 5,2, che stanno contribuendo alla crescita della popolazione. Ma con lo sviluppo di queste nazioni, alcuni esperti prevedono che anche i tassi di fertilità in Africa diminuiranno, contribuendo alla possibilità di un calo della popolazione globale senza precedenti.
Non c’è mai stato niente di simile.

Alcuni esperti stanno suonando campanelli d’allarme su cosa potrebbe significare per le società.

4 replies

  1. Musk cominciasse a pagare le tasse, così magari esisterà pure un pò di stato sociale, visto che non è aggratis.

    Quanto al resto:

    ” Ma il tasso di fertilità è solo 1,7 in Cina e Brasile, 1,5 in tutta l’Unione Europea e 0,8 in Corea del Sud, il più basso di qualsiasi altro paese, secondo la Banca Mondiale. Il tasso è di 1,6 negli Stati Uniti, dove la popolazione è ancora in aumento solo a causa della maggiore durata della vita e dell’immigrazione, che si prevede supererà le nascite naturali entro il 2030.”

    Ricordo che la Cina ancora ai tempi della Corea era a 500 mln di abitanti. E che la Nigeria, ADESSO, è già, e malgrado l’emigrazione massiccia da circa 30 anni a questa parte, popolata quanto TUTTA l’Africa nel 1950.

    Serve aggiungere altro? Sì, che raddoppieranno entro il 2050, e nel 2010 potrebbero essere giunti a circa 700 mln di abitanti. Ditemi voi se è possibile una roba del genere. E il Niger ha oltre 7 figli/donna, il più alto livello del mondo attuale.

    Musk, poi, perché si preoccupa? Ha in animo di fare robot da 20.000 dollari, ci penseranno loro a fare i lavori che gli umani non vogliono più fare.

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  2. Da quanto abbiamo visto anche di recente, non mi fiderei troppo degli “esperti”…

    Comunque credo di avere già scritto altrove che in Nuova Zelanda sono solo cinque milioni e stanno da dio: Paradiso Terrestre, welfare eccellente, modernità al top. E non hanno alcuna intenzione di “crescere”: accoglienza azero.
    Qui siamo in un Paese piccolo, prevalentemente montuoso, con le città che, ovviamente, si concentrano nelle poche pianure: l’ unica un po’ estesa, la Padana, è il territorio più inquinato d’ Europa. Non siamo nè la Francia nè la Germania, piatte e senza catene montuose a dividerle a metà.
    Ma a questo non pensa alcuno: siamo sempre troppo pochi per i padroni : di schiavi ( pardon, lavoratori/consumatori) è meglio averne in abbondanza. E se fanno la fame è meglio: costeranno meno…

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