Recensioni indipendenti: Il metodo Piombino, l’Italia oltre la legge (documentario)

(Federico Mels Colloredo – lindipendente.online) – Un docu-reportage di 60 minuti diretto da Max Civili sulle proteste contro il rigassificatore di Piombino. Un caso che sta diventando sempre più un caso politico nazionale complicato, che ha trasformato la piccola cittadina costiera toscana, in una sorta di linea rossa che ha diviso la politica locale e nazionale. L’opera racconta le vicende che hanno portato all’approvazione del rigassificatore e la lotta dei cittadini che si oppongono alla sua realizzazione, avendo il pregio di andare oltre la questione prettamente locale. Nonostante la breve durata, infatti, il documentario pone interessanti questioni sulla democrazia e sulla tendenza sempre più marcata delle istituzioni a sacrificarne i principi in nome dell’emergenza del momento.

La nave rigassificatore Golar Tundra, acquistata dalla Snam per 330 milioni di euro. È lunga 293 metri, larga 47 e ha una capacità di stoccaggio di circa 170 mila metri cubi di gas naturale liquefatto (GNL), pari a circa 5 miliardi di metri cubi di gas, considerato il 6,5% del fabbisogno nazionale. Con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle forniture russe si sta moltiplicando quella dalle più costose fonti statunitensi. Oltre all’installazione della Golar Tundra, sarà realizzato un metanodotto sotterraneo lungo più di 8 chilometri, che collegherà la nave stessa alla rete nazionale del gas in un’area che attende da tempo la bonifica ambientale. Il reportage affronta il processo accelerato con il quale le istituzioni hanno approvato l’opera che si insedierà nel piccolo porto cittadino. Una procedura alla quale i cittadini continuano ad opporsi sottolineando potenziali rischi di sicurezza e ambientali, non presi del tutto in considerazione visto che l’opera non è stata sottoposta a procedure di valutazione di impatto ambientale.

Il timore per molti è che alla luce dell’articolo 32 del decreto aiuti bis dello scorso agosto, se passasse l’operazione Piombino, con lo stesso metodo si potranno in futuro realizzare altri progetti senza il coinvolgimento delle popolazioni, anzi contro di queste. Un breve documentario che ha il pregio di andare oltre la questione locale e fare riflettere su un problema più ampio, chiedendosi se in Italia vige ancora uno stato di diritto, che rispetta ancora la Costituzione e considera la democrazia come un diritto reale non calpestabile sotto i colpi di ogni emergenza.

Il 25 ottobre scorso il presidente della Regione Toscana nominato commissario straordinario per il rigassificatore di Piombino, Eugenio Giani, ha firmato l’autorizzazione definitiva all’installazione nel porto della città toscana, che dovrebbe diventare operativo entro la primavera del 2023, dove la nave rimarrà ormeggiata per 3 anni. Successivamente nell’area di 20 km sarà individuata una zona in cui stabilire la nave per altri 22 anni. In risposta il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, contrario all’infrastruttura, ha fatto ricorso al Tar. Mentre la cittadinanza continua a battersi senza arrendersi. Il documentario è visibile in formato integrale gratuitamente su YouTube.

2 replies

  1. Ricordiamo che il “pacifista” Calenda ha proposto di mandare l’esercito a Piombino per imporre il rigassificatore a qualsiasi costo

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  2. Ricordiamo che il “rosso” Bonaccini ha chiuso, con l’ altrettanto “rosso” sindaco di Ravenna, l’ accordo del rigassificatore in un territorio già ridotto a discarica dal grande insediamento di industrie chimiche che da sempre ospita per non parlare delle “isole di acciaio” all’ orizzonte ( che a quanto pare si moltiplicheranno) e delle foci di inqinatissimi fiumi (PO, Reno, Lamone…)
    Proteste dei cittadini assolutamente silenziate dalla stampa e dalla politica: i decisori non sono mica “di destra”! Sono i “buooni” che come sempre si sono dimostrati “responsabili”, e si sono subito accordati con chi di dovere, costituendo “un esempio”…
    Ma come sono fortunati i Ravennati… ad avere chi, a detta dei media, “governa bene”…

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