L’eredità di Draghi: Cingolani consigliere per l’energia a Chigi. Aiuterà “gratis” Pichetto Fratin all’Ambiente, ma riprenderà a lavorare per Leonardo. E da ministro ha lasciato soltanto macerie. Non sembrano essergli bastati gli ultimi 17 mesi sulla breccia, per così dire. […]

(DI PATRIZIA DE RUBERTIS – Il Fatto Quotidiano) – Non sembrano essergli bastati gli ultimi 17 mesi sulla breccia, per così dire. L’ormai ex ministro-scienziato della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, dopo aver lasciato la sua agenda incompleta, e nonostante lo abbia smentito, continuerà a indossare i panni del tecnico-politico. Sarà il collante tra il governo di Mario Draghi e quello di Giorgia Meloni, diventando l’uomo ombra del suo successore Gilberto Pichetto Fratin nel rinominato ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Cingolani ricoprirà il ruolo di “advisor per l’energia” per Palazzo Chigi. A deciderlo proprio la neo premier in accordo con l’ex Bce che le lascia così in eredità lo scienziato e tutto il pacchetto della sua strategica energetica traballante. La leader di Fratelli d’Italia stima Cingolani – era stata la sua prima scelta come ministro – e, in un momento così complicato, ha pensato che conoscere i dossier rappresenti un vantaggio, almeno per sfangare l’inverno. “Sarò consigliere di Meloni in materia energetica. C’è da finire tutto il lavoro sul rigassificatore e sul tetto al prezzo del gas, che è stato sì approvato, ma ora bisogna lavorare su termini e condizioni. Ora lavorerò gratuitamente con il mio successore”, ha spiegato Cingolani. L’ex ministro, dopo questi mesi di aspettativa tornerà a lavorare in Leonardo, l’azienda che si occupa di difesa e sicurezza e lavora nel settore dell’aerospazio. Non propriamente un caso di conflitto d’interessi: Leonardo non è vigilato o regolato dal ministero di Pichetto, ma da quello dell’Economia. E, ricoprendo l’incarico a titolo gratuito, non scatta l’incompatibilità come consigliere di Chigi.