La sinistra ha tre anime: la fusione è impossibile

L’avvento del primo governo di destra nella storia repubblicana ha riacceso la discussione sulla validità della dicotomia destra-sinistra. Il fatto è che non solo queste due categorie esistono, ma che già da molto tempo ci sono più destre e più sinistre […]

(DI DOMENICO DE MASI – Il Fatto Quotidiano) – L’avvento del primo governo di destra nella storia repubblicana ha riacceso la discussione sulla validità della dicotomia destra-sinistra. Il fatto è che non solo queste due categorie esistono, ma che già da molto tempo ci sono più destre e più sinistre. Era l’8 maggio 1789 quando, per facilitare la conta dei votanti su due proposte rivali – una avanzata da Mirabeau per il Terzo Stato, l’altra da Maluet per i monarchici – l’Assemblea costituente francese fu invitata a suddividersi: quelli che preferivano la mozione di Mirabeau si sarebbero raccolti a sinistra e quelli che concordavano con Malouet sarebbero passati a destra. Durante i tre anni successivi in entrambe le parti iniziarono quelle scissioni che non sarebbero cessate mai più: la “estremità sinistra della parte sinistra” se ne andò per i fatti suoi e altrettanto fece a destra la “estremità della parte destra”. In pochi anni si manifestarono tutti i trasformismi possibili: la sinistra si scisse dall’estrema sinistra e si alleò con la destra; la destra si svuotò e andò a gonfiare il centro; si formano tre sinistre e poi tre destre.

Questo gioco politico di scissioni, alleanze e fusioni è continuato fino ai giorni nostri. Nel 1948, alle prime elezioni politiche dell’Italia repubblicana, erano in gara tre sinistre (il Partito comunista di Togliatti, il Partito socialista di Nenni, l’Unità socialista di Saragat) che insieme ottennero il 38% dei voti, e tre destre (Il Partito nazionale monarchico di Covelli, il Movimento sociale italiano di Almirante e il Blocco nazionale di Roberto Lucifero d’Aprigliano) che insieme ottennero il 9% dei voti. Oggi, 74 anni dopo, i rapporti di forza si sono invertiti e le elezioni sono state vinte da tre partiti di destra (FI, Lega e FdI) che hanno messo insieme il 43% dei voti lasciando la sinistra a leccarsi le ferite e a cercare una condivisa delimitazione del suo perimetro.

Oggi la sinistra è tentata dall’interclassismo, dubita che esistano ancora le classi sociali, ripudia i concetti di rivoluzione e di lotta di classe, si destreggia tra sottili sfumature come socialdemocrazia, socialismo democratico, liberaldemocrazia, socialismo liberale, socialismo libertario, liberalsocialismo, liberismo sociale, socioliberismo, liberismo di sinistra, liberismo progressista, cristianesimo sociale, alleanza socialdemocratica, anarco-comunismo, geolibertarismo, anarchismo collettivista, terza via, e altro ancora. La storia della sinistra, dunque, esclude che il suo popolo possa marciare unito e certifica lo smacco di qualsiasi sforzo tentato finora per mettere insieme le sue anime. Che sono almeno tre, tutte presenti nell’attuale scenario della politica italiana.

Vi è l’anima di coloro che si rapportano tenacemente alle origini del movimento proletario, ne ripassano devotamente la letteratura, ne rispettano lo spirito in modo ortodosso e ne applicano i metodi in modo radicale. Il limite di questi “compagni” sta nell’inclinazione a frammentarsi in sottogruppi, ma De Magistris è riuscito miracolosamente a convogliarne tre o quattro in Unione popolare e non è escluso che riesca ad attrarne altri ancora. Comunque, con la sua tenace ricerca di autenticità, questa parte della sinistra svolge un utile ruolo di elaborazione teorica e di vigilanza creando un baluardo contro eventuali sbandamenti verso posizioni neoliberiste.

La seconda anima della sinistra è di coloro che aderiscono istintivamente ai suoi principi, ai suoi obiettivi e alle sue azioni senza però un’adeguata competenza circa la storia, il paradigma e l’organizzazione di ciò che va inteso come “sinistra”. I 5 Stelle sono portatori di quest’anima che però ha bisogno di verbo per farsi carne. Di questo gruppo farebbero parte anche “La Sinistra” e “Articolo uno” se, a ridosso delle elezioni, non si fossero spostati nel gruppo seguente.

In fine vi è una terza anima della sinistra, che già Marx ed Engels descrissero nel Manifesto. Essa appartiene a una frazione della classe dominante che diserta e si schiera blandamente con la classe dominata, magari solo parlandone appassionatamente nei salotti ma comunque votando per i partiti di sinistra e prestandosi volentieri a rappresentarli in Parlamento. Il Pd è portatore di questa terza anima.

Oggi i partiti che incarnano queste tre anime si scrutano a vicenda e ognuno teme di perdere la propria autenticità se si unisce agli altri. Ma forse è preferibile che questa unione, destinata fatalmente a sfaldarsi, non avvenga, che ciascuno dei tre partiti si impegni a perfezionare la propria specifica identità, si liberi dei furbastri e marci separatamente, senza complessi di colpa, consapevole della sua dignitosa utilità politica, ma pronto a colpire insieme agli altri due quando, a suo tempo, vi saranno nuove elezioni.

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13 replies

  1. Mah…
    L’ala sinistra riunita in Unione Popolare di De Magistris è quella che si rapporta “tenacemente alle origini del movimento proletario, ne ripassano devotamente la letteratura, ne rispettano lo spirito in modo ortodosso e ne applicano i metodi in modo radicale”?
    Col cachemire sulle spalle?
    Ma per favore.
    Li dentro ci cavi solo ipocrisia e lotte intestine per micropoteri con somma che non supera mai l’1-2% dell’elettorato.

    Quella del PD guerrafondaio si è già qualificata e squalificata da sola negando un ruolo pacificatore all’Italia e negando i dettami della nostra Costituzione.

    La Sinistra che vuol rappresentare il M5s la vedremo all’opera.
    Siamo qui a vedere.

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    • Concordo invece con De Masi. La sinistra di De Magistris è necessaria perché rappresenta la teoria e la filosofia della sinistra, un faro per chi poi vuole applicarla in forme di governo (PD o M5S). Almeno noi di sinistra non dobbiamo vergognarci dei nostri valori teorici.

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    • Non capisco perché parli di ipocrisia e di cachemire. Forse ti confondi col PD. La sinistra teorica, anche se al 1%, è necessaria perché indica la guida da non perdere per chi voglia definirsi di sinistra. D’altra parte Melenchon è venuto in Italia ad appoggiare De Magistris, non Letta o Conte. Io vedo De Magistris come sinistra teorica e Conte come sinistra di governo. Però finisce qua. È il PD che non serve più alla sinistra, ma solo a spostare l’asse politico a destra

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      • È vero che mèlenchon è venuto da de Magistris(d’altronde venne 4 anni fa a sostenere potere al popolo,ha questo amore per i piccoli partitini comunisti)però è anche vero che lo spazio politico che lui occupa in Francia,ovvero il primo partito tra precari,giovani,disoccupati e operai,qui in Italia è occupato dai cinque stelle non da unione popolare,e la stessa cosa che ha fatto mèlenchon,ovvero spolpare il partito socialista,qui in Italia la sta facendo conte non de Magistris,perché se guardiamo tutti i sondaggi post-voto i voti in uscita dal partito democratico corrispondono perfettamente con quelli in entrata a conte,quindi credo spetti a lui il titolo di mèlenchon italiano

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      • Ovvio che Melenchon sia venuto in Italia a sostenere De Magistris e non Conte, poiché, proprio come De Magistris, è leader di un conglomerato di partiti ancora fermo alla fase adolescenziale; non ha mai avuto l’opportunità di governare se non militando nel Partito Socialista, il PD francese.
        Se mai ne avrà l’occasione, dovrà rimangiarsi un bel po’ di cose, a iniziare dall’uscita dalla NATO o all’accoglienza indiscriminata.

        Personalmente, da socialista navigato, preferisco di gran lunga la sinistra concreta di Conte alla sinistra massimalista, irrealistica e rosé di Melanchon\De Magistris.

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  2. PROFEZIA-Viviana Vivarelli
    Che le destre o le sinistre siano una o tre o enne, ormai è ininfluente. La divisione tra destra e sinistra è fallita.
    Sono nata alla fine della 2° guerra mondiale, prima di Nagasaki.
    Ho cavalcato il miracolo italiano quando ricostruzione e sviluppo ispiravano tutti e l’Occidente si rialzava dalle rovine della guerra.
    Ho superato i terrori della bomba durante la Guerra Fredda.
    Ho gioito degli stop alla proliferazione atomica e della perestroika di Gorbaciov.
    Ho visto allargarsi nel mondo le menzogne neoliberiste, le grandi multinazionali, gli organismi economici planetari che ancor oggi dettano ordini ai Governi e li piegano alle ricette della debitocrazia, che riduce in rovina gli Stati e li obbliga a svendere beni e diritti, a distruggere il welfare, a prostituire il lavoro. Che racconta loro che i debiti si pagano facendo altri debiti, ma questo nel privato si chiama USURA, e nel pubblico COLONIALISMO. Nessuno è mai uscito dai debiti facendo altri debiti. Fare altri debiti significa solo diventare più schiavi.
    Ho visto sorgere di contrappasso un nuovo pensiero che non era né marxismo né mercatismo e non era basato sul lucro o sul PIL, ma universalizzava tutto il mondo partendo da una democrazia dal basso. Ho visto i dubbi e le crisi e le speranze che si accompagnano a una nascita nuova.
    Ho visto gli attentati alle Torri e il barbaro regime bushiano, la democrazia esportata con la guerra e l’indebitamento che cresceva e cresceva, ho assistito al fallimento del sistema di mercato, imposto dal capitalismo statunitense per un nuovo “colonialismo da sistema”, che spezza le reni ai popoli, non con le bombe, ma con le Borse, le Banche e le Agenzie di Rating.
    Ho visto un nemico molto più subdolo di Al Qaeda, molto più feroce degli eserciti mercenari o degli ordigni nucleari, che atterrava gli Stati non col napalm o l’uranio impoverito, ma attraverso le perversione di un sistema bancario e borsistico intoccabile e considerato come sacro, fatto di derivati, sub prime, vendite allo scoperto, tassi di interesse usurai, speculazioni senza controllo, paradisi fiscali.. con l’arroganza di non sottostare a nessun freno o limite, sopra ogni senso di giustizia e di sopportazione.
    Ho contato l’inanità degli interminabili e vacui G8, sempre dei soliti pochi pagliacci, mentre il 3° Mondo cominciava a divorare il 1°, e i Ministri andavano a prendere ordini dal Fondo Monetario e dalla Banca Mondiale, o da quelle Europea che era la sua filiale, come un grande Moloch che avrebbe digerito tutto, anche la nostra libertà di vivere.
    Ho visto acutizzarsi i poteri politici delle Chiese, che quanto più si gonfiavano di potenza terrena, tanto più si svuotavano di spiritualità e di umanità e infierivano su donne e bambini.
    Oggi vedo fallire i dinosauri del Capitale, quelli che si muovevano nel mondo come Imperatori: gli Stati uniti, il Giappone, l’Inghilterra, l’Europa…schiantati dalle loro stesse armi come terroristi a cui deflagra la bomba in mano.
    Eppure stentano ancora a riconoscere i segni della fine. Come lebbrosi le cui piaghe sono plateali agli occhi di tutti, continuano a credersi immortali nell’accanimento di un sistema economico che era in agonia 30 anni fa e che oggi mostra solo segni terminali.
    Ma ancora lo zombi avanza, ancora i suoi funesti guardiani credono di poterlo usare per dominare la Terra, finché il decrepito Frankenstein non li atterrerà definitivamente.
    L’Utopia Imperialista del Grande Capitale Internazionale è fallita, il Neoliberismo è fallito, l’atroce Pil è fallito, il mito della Crescita continua è fallito, rischiamo la terza guerra mondiale e la distruzione del pianeta, i partiti sono ridotti alle spoglie di sé stessi e sono solo comitati di affari i cui slogan plagiano solo gli idioti, persino il clima ci è contrario, tutti sembra andare a a rotoli eppure il Male non si arrende.
    Negli anni tardi della mia vita sono destinata ad assistere a questa scomposta agonia, la morte tremenda di un malato che non muore, di un sistema marcio e fatiscente che non si arrende all’evidenza della sua fine e la cui agonia diventa sempre più evidente e insanabile. Siamo agli ultimi sussulti di un mondo sempre più perfido che sembra non finire mai ma sono solo gli ultimi colpi di coda del drago che finirà col distruggere sé stesso.
    E allo stesso tempo l’ineluttabilità di questa fine riempie il Mondo di speranza. Un’Era Nuova sta per nascere sulle macerie di un mondo morto e irrecuperabile. E si chiama Nuova Democrazia. E che io la veda o no, non importa. Essa splenderà sul mondo , anzi essa ha già cominciato a sorgere. E se tu vuoi, puoi farne parte.

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  3. La sinistra si è sempre cannibalizzata a vicenda, ci sono quelli che si sentono più radicali e “sinistri” degli altri, un esempio lo è stato Bertinotti, salvo poi trovare la sua famiglia in “Comunione e liberazione” ed è tutto dire…
    I distinguo ed i personalismi tra i sinistrorsi la fanno da padrone, ed è questo che confonde l’elettorato che dice :-Sono tutti uguali- e non va a votare più.
    Il PD ha conosciuto il suo più basso livello con il bomba, che è stato lo squartatore di quel partito e continua a sabotare gli altri partiti con la sua malvagia e cinica duttilità, di mina vagante.
    Un essere abietto, che tuttavia viene votato dai compari di merende, cinici come lui…
    A tutt’oggi forse la così detta sinistra, viene meglio interpretata dai 5S, perchè ha una certa attenzione a quel ceto medio che è l’agnello sacrificale di questo momento storico, ma che spesso, vuoi per poca cultura e per il lavaggio del cervello sistemico dei media, non si riconosce sotto quell’ombrello, forse quando dovrà stringere ancora di più la cintola verrà incontro al movimento… Se si aspetta troppo, questo paese non lo si potrà più salvare nemmeno con la respirazione bocca a bocca, perchè lo sbaglio originario è stato il cedere la nostra sovranità all’Europa e con quello ci siamo incaprettati alla grande.

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    • Il problema del M5S è che finora l’indirizzo politico è stato determinato dai suoi capi. Oggi Conte è persona stimata e avvocato del popolo,difensore delle cause della sinistra ma non è detto che il suo successore non sia di stampo diverso. L’unicità della sinistra-sinistra è quella di avere la rotta ferma indipendentemente da chi stia al timone (tra l’atro reputo De Magistris uno dei peggiori timonieri mai avuti). Non bisogna confondere i radicali chic del PD, che si vantano dell’accoglienza agli immigrati o della cannabis libera, per potersi proclamare di sinistra, dai radicali chic di Rifondazione Comunista, che magari avevano il cachemire e la servitù, ma almeno proclamavano pace, patrimoniale ai ricchi, lotta grandi evasori, 35 ore nelle fabbriche, cioè difendevano i veri valori

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      • Probabilmente te li sei persi gli attacchi di De magistris\Unione Popolare a Conte per, testuali parole, aver bloccato in mare dei poveretti africani.
        Unione Popolare è radical chic tanto quanto il PD. Voglio vederlo De Magistris andare in periferia e chiedere voti a operai, disoccupati, lavoratori sottopagati, ecc. dicendo che vanno spalancate le porte dell’Italia all’intera Africa.
        Ricordo anche che De Magistris candidò Mimmo Lucano.

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  4. AL PEGGIO NON C’È MAI FINE-Beppe d’Elia
    Finalmente se ne va. Il peggiore presidente del Consiglio della Repubblica. Il miglior rappresentante del capitale finanziario e dell’imperialismo guerrafondaio. Arrivato con una sorta di golpe per far fuori Conte nel quale gli Usa erano i mandanti e Renzi e Mattarella gli esecutori. Arrivato con una clack mediatica mai vista, rivoltante ma sapientemente organizzata. Quegli stessi media che con la stessa vomitevole unanimità avevano massacrato Giuseppe Conte. Gli Usa preparavano la guerra e avevano bisogno in Italia non di un primo ministro, ma di un santone totalmente allineato agli ordini dei padroni e osannato dalla pletora di giornalisti e commentatori belanti. Draghi ha preso il timone in piena tregua della fiscalità europea, con il grosso del lavoro relativo alla pandemia già fatto da Conte. Doveva, come disse, dare e non prendere. Non è riuscito a fare nessuna delle due cose. Anzi, è riuscito a dare a chi non aveva nessun bisogno di avere ulteriormente, e a togliere a chi era in difficoltà. L’apoteosi del neoliberismo più ripugnante. La sua riforma delle aliquote IRPEF rappresenta un caso di scuola della ingiustizia. Progressività affondata, con il risultato di dare 200 euro al mese a chi guadagna 20.000 euro al mese, e 4 euro al mese ad un pensionato al minimo.Lascia un paese in uno stato peggiore di come l’aveva trovato. Un paese allo sbando, con differenze sociali sempre meno colmabili, con sempre maggiori sofferenze. Un paese con una sanità al collasso, con stipendi da fame, con disabili lasciati a loro stessi, con una povertà dilagante. Lascia il paese al punto di esplodere, in guerra (non dichiarata) contro la Russia, dove aumentano solo spese militari e extraprofitti, senza nessuna capacità/volontà (alla faccia del migliore economista che avevamo!) nemmeno di contrastare la speculazione finanziaria sull’energia, un paese sommerso in una profonda crisi economica e sociale, a un passo dal default. Draghi dovrebbe vergognarsi. Meriterebbe la galera per alto tradimento. E’ questo il nuovo fascismo, che ha portato al governo i reduci di Salò con la complicità della pseudosinistra delle banche e delle armi

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  5. A sinistra o a destra c’è il “portafoglio”,,, che ha sostituito le ideologie.
    Il Parlamento è diventato per tutti il BANCOMAT.
    Sono tutti d’accordo si rivedono nei salotti bene,alla buvette,alle cene signorili ed eleganti.
    Sanno tutto di tutti e a noi poveri mortali ci fanno vedere una “commedia” già vista.
    Mi auguro solo che la novità e la diversità sia rappresentata dal Movimento e da Conte.
    Mi darebbe fastidio la sola presenza di un Cinquestelle in tali consessi .

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  6. 3? Un milione e quattrocentomila trentacinque la fascia che va dai ventenni ai trentenni, spalmata da una media di ventisette anni sul suolo patrio o paese. Quello dei fatti i cazzi tuoi, dacci legalmente e in modo connaturato il modo di guadagnarci i nostri soldi sani, come buoni, e tela!

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