Impegni e sorrisi, ma nulla in Senato è ciò che sembra

(Fabrizio Roncone – corriere.it) – Nessuna voglia di cincischiare, vi perderete tutta la prima parte del racconto (il magnifico discorso d’apertura di Liliana Segre, tigì e talk in diretta tivù, la grande caccia con lingue struscianti al senatore Giovanbattista Fazzolari, l’uomo dei dossier riservati di Fratelli d’Italia, il magnifico, bramato, già adorato gestore del potere che verrà). Adesso, seguitemi. Quasi mezzogiorno. Una luce grigiastra che filtra dai finestroni del salone Garibaldi, il transatlantico di Palazzo Madama. Una voce febbrile: Forza Italia non voterà per Ignazio La Russa.

Il Cavaliere ha spezzato l’accordo raggiunto con Giorgia Meloni sul nuovo presidente del Senato. Il Cavaliere chiede ancora, chiede altro. Soprattutto – raccontano – continua a chiedere che a Licia Ronzulli venga dato un ministero importante. Dov’è la Ronzulli? Eccola laggiù. Tesissima, magrissima, elegantissima. Senatrice, è lei il problema? Risponde con un’occhiata ustionante: girate al largo, sparite. Le sinapsi dei cronisti sfrigolano dentro calcoli complessi, la matematica è un altro mestiere: comunque sembra di intuire che, senza le schede dei forzisti, la candidatura di La Russa sarebbe più che in bilico, crollerebbe. Confusione diffusa, pessimismo.

Stefania Craxi: «È tutto per aria». Il leghista Claudio Durigon: “Situazione complessa” (quando sentono la sua voce, due portaborse, che stavano ancora elogiando il discorso della Segre, cambiano discorso; Durigon, da sultano pontino della Lega, e amico fraterno di Salvini, è quello che propose di dedicare un parco di Latina ad Arnaldo Mussolini, fratello minore di Benito Mussolini, nonostante il parco fosse già intitolato a Falcone e Borsellino). Continuate a seguirmi. Perché nel corridoio dei Busti è appena comparso un deputato di FdI: Andrea Delmastro Delle Vedove. Curioso: ma non dovrebbe essere a Montecitorio? È un avvocato biellese di successo, un tipo veloce, 45 anni, simpatico, fedelissimo di Giorgia, detto Satanello (carattere fumantino: nel 2004, all’ultimo congresso di Azione Giovani, arrivò su una sedia a rotelle e, pur avendo una gamba ingessata, non esitò ad avventarsi su un camerata che aveva osato contraddirlo).

Ora dice: «Parlo, ma a un patto: niente nome né cognome. Promesso?». Promesso. «Allora, è semplice: questi di FI possono anche decidere di non votare per Ignazio, però devono sapere che non sono gli unici centristi in Parlamento…». Lei sta dicendo che c’è chi sta già sostituendo i voti berlusconiani? «Io le ho già detto molto, credo». Sulla Moleskine: interessante indizio di Satanello. Così lo sguardo va su quelli di Azione-Italia Viva. Tutti dentro una sospetta tranquillità. Raffaella Paita festeggia la fresca nomina a capogruppo, il leggendario Francesco Bonifazi fa il piacione con una bionda. Poi arriva Matteo Renzi (in palla, piacevole). E racconta due cose. La prima: il virologo Andrea Crisanti, nuovo senatore del Pd, entrato nel catafalco, avrebbe «infilato la scheda in una fessura, invece che nell’urna. Così, nel panico, tutti i commessi si sono messi a cercare questa fessura nella dark room…». Poi parla del voto in corso: «Guardi, è e-sclu-so che noi si possa votare per La Russa».

Renzi, lo giura? «Certo! Lo giuro!». Renzi, lei è furbo e spregiudicato. «Ho giurato, non basta? Anzi, posso anche aggiungerle una considerazione…». Continui. «Beh, se questo governo dovesse partire male, zoppicando, cosa che ovviamente io auspico, e andare avanti così, un po’ malconcio… io ho motivo di credere che, non so, magari tra sei mesi, qualcuno di Forza Italia, vedendo il partito indebolirsi dentro una coalizione debole, possa venire a bussare proprio da noi». (Carlo Calenda, intanto, nervosissimo, è già sceso tre volte a fumare giù nel cortile). Che succede? La Russa – nell’emiciclo maltrattato (puro eufemismo) da Berlusconi – viene eletto con 116 voti. I calcoli precisi li leggerete in un’altra pagina. Però, insomma: ci sono stati 17 franchi tiratori (definizione obsoleta, ma resta la più efficace). Torniamo da Renzi. Allora? «Allora che?» – risponde lui mettendo su lo sguardo che conoscete (pieno di astuzia, ironia, presunzione). Aveva anche giurato. «Scusi: se avessi fatto una roba del genere, la rivendicherei con orgoglio, no?». Calenda, che non sembra avere il controllo della scena: «C’è, evidentemente, un’opposizione che dispone d’un po’ di voti per spaccare la maggioranza. Ma quei voti non sono i nostri. Non avremmo mai potuto votare un nostalgico del fascismo».

Cominciano, con strepitosa perfidia, a girare subito battute così: «Ha fatto tutto Renzi, senza dire niente a Calenda». «Poi per La Russa avranno votato anche Cateno De Luca, le autonomie, magari qualche senatore a vita e un paio di grillini…». «Il resto dei voti, Renzi è andato a prenderli tra i dem di Base Riformista, che sono rimasti renziani nell’animo». Vanno a chiedere un parere a Dario Franceschini: ma si volta tipo pit bull a cui hanno messo un dito nel naso. Bruno Vespa – che da grande cronista è venuto a buttarsi nel mischione – dice basito: «Mai visto niente di simile». La Russa ha finito il suo discorso di insediamento. Aiutano il Cavaliere ad alzarsi e, passo passo, esce dall’aula. «Nessuno smacco. Però era giusto dare un segnale: non si possono mettere veti. Certo… la Ronzulli non sarà più ministro». Un giornalista spagnolo vuol sapere in che anno la Ronzulli smise di fare l’infermiera. Dalla sala stampa: «Ragazzi: la notizia è che FI starebbe valutando di andare da sola alle consultazioni». Qualcuno ha visto Matteo Renzi uscire da Palazzo Madama con le mani in tasca, fischiettando.

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3 replies

  1. Insomma, probabilmente, sono stati quelli del PD come i famosi 101 di Prodi, non si sapranno mai i nomi ma sono capaci di tutto, tipo benedire la scissione del Movimento mentre si stava in alleanza. Quelli del Movimento no, manovra troppo ardita e strategica per Conte, non sarebbero stati nemmeno capaci di orchestrarlo. Di sicuro abbiamo delle serpi a fare gli interessi del paese, una vasca di squali, per questo stiamo messi come stiamo messi, che te ne puoi aspettare

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  2. “Quelli del Movimento no, manovra troppo ardita e strategica per Conte, non sarebbero stati nemmeno capaci di orchestrarlo”

    Anche perché sfugge la ragione per cui avrebbero dovuto orchestrarlo, ragione che hanno altri e che tra poco sarà chiara.

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  3. Mamma mia quante seghe mentali stamattina, il tutto per un qualcosa che la settimana prossima sarà già dimenticato.Duro scrivere qualcosa nel merito, fare giornalismo di inchiesta. Sui retroscena e sulle telenovelas tutti bravi i giornalisti.

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