Voto italiani all’estero: nessuna garanzia che le schede non vengano manipolate

(Francesco Erspamer) – Poiché lavoro negli Stati Uniti e sono iscritto all’AIRE, ho già votato. Per posta, senza alcuna garanzia che le mie schede non vengano manipolate e men che meno che altri elettori della mia fantomatica circoscrizione estera non le abbiano mostrate, dopo aver espresso la loro preferenza, a qualcuno a cui debbono un favore o non gliele abbiano addirittura cedute. In breve, considero il voto agli italiani all’estero una truffa; anche a prescindere dalla concreta possibilità di brogli e dall’assenza di una comunità di appartenenza (la mia circoscrizione comprende l’intera America del Nord e del Centro), mi pare assurdo che chi abbia scelto di vivere altrove e lì abbia i suoi interessi, abbia la possibilità di influenzare le scelte di chi è restato in Italia. Almeno andrebbero esclusi coloro che abbiano la doppia cittadinanza.

Come vedete dalle schede, la scelta è molto limitata; a parte l’improponibile MAIE (una specie di lista civica senza alcuna località di riferimento), ci sono solo i tre carrozzoni liberisti approvati dai media e dalle multinazionali (finta destra, finta sinistra e finto terzo polo) più il M5S.

Inevitabile che votassi M5S; non in quanto male minore bensì quale unica alternativa all’americanizzazione integrale del paese. Naturalmente non dimentico che ha sostenuto Draghi, che ha fatto da spalla al Pd, che a lungo ha avuto fra i suoi dirigenti un personaggio come Di Maio e tanti imbecilli e incompetenti, che è ancora condizionato da Grillo e dal grillismo. Per cui avrei preferito votare altro. Meloni, per esempio. Se fosse davvero una conservatrice, una nazionalista, una tradizionalista, una cattolica, una xenofoba, in una singola parola una fascista (non nel senso storico ma in quello ormai attribuito a chiunque non cavalchi le magnifiche sorte e progressive indicate dai piddini americani), l’avrei votata. Peccato che non lo sia, neanche lontanamente. Parecchi milioni degli italiani che la porteranno a Palazzo Chigi resteranno delusi: scopriranno presto che vuole la stessa Italia che vogliono Letta, Berlusconi, Renzi e Calenda, Draghi, Salvini, Di Maio, nonché i cespuglietti radical e liberal: individualista, consumista, edonista, appiattita sul presente e sulle pulsioni immediate (facilmente indotte dalla pubblicità e dalle celebrity).

Non resta che sperare in Conte; non perché possa fare molto e neppure qualcosa: solo per prepararci al meglio per l’occasione che, inattesa, si presenterà. Non sarà un pranzo di gala, piuttosto una brutale resa dei conti e prevarrà chi si farà trovare pronto, determinato, temprato dalle difficoltà affrontate e dalle sconfitte subìte. Ho votato M5S non per portarlo al governo: non c’è alcuna speranza, i liberisti dominano le coscienze degli italiani. Ho votato M5S perché possa nascere un’opposizione; sono trent’anni che in Italia manca e mi paiono troppi, un’intera generazione è cresciuta senza sapere cosa sia. È bene che imparino che opposizione significa sacrifici, disagi, delusioni; se fosse facile non ci sarebbe bisogno di averla.

13 replies

  1. Premesso che stavolta *non* voterò M5S, ci rendiamo conto di quanto è campato per aria lo stereotipo (si potrebbe definire addirittura “brillante”*) dell’incompetenza dei parlamentari M5S?

    Non che non ce ne siano, di incompetenti, e ne conosco anche tra quelli ignoti ai più, tipo il calabrese Paolo Parentela, ma dov’è tutta questa competenza nelle altre forze politiche? Presso gli altri va bene o la diamo per scontata?

    ___________________
    * “Si definisce stereotipo brillante l’uso di parole, o frasi, così intimamente associate a idee, o credenze comunemente accettate, da essere di per sé stesse convincenti, senza che vi sia bisogno dell’apporto dell’informazione, ovvero che si accettano senza sottoporle a un processo ragionativo” (Solange Manfredi, PSYOPS).

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  2. Sul voto degli italiani all’estero ha ragione. La penso esattamennte come lei: è una truffa che vs abolita! Oltretutto le schede si posso moltiplicare con una fotocopiatrice e le buste farle stampare: non ci sono timbri dello Stato. (p. s. Vivo all’estero, sono iscritto all'”AIRE e non voto da 25 anni).

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    • @antonnovelas
      Con una fotocopiatrice? Dove si trova lo stesso tipo di carta? Capisco che purtroppo manchino i timbri e le firme, ma da lì a dire che basta fotocopiarle ce ne passa!

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  3. Caro Espaimer sono stata mio malgrado presente alla effettiva distruzione dei voti a Napoli! Un amico tassista mi ha detto che per accompagnarmi all albergo dove risiedevo per lavoro, doveva sbarazzararsi strada facendo delle schede elettorali che aveva nel bagagliaio 5 sacchi neri ! Abbandonati in mare dove crescono le cozze ! Uno non ci crede finché non lo vede ! Chissa chi ordinava queste serrate elettorali , al tempo c era in ballo Palazzo san Giacomo e tutti i capi dei gradevoli uil cgl e compagnie belle ! Tutti i sindacati rubano soldi ! Mandateli casa ! Vi rubano soldi da anni e si aumentantono gli stipendi e ci uccidono la vita! Si fanno solo mantenere senza neanche divertirci. Anzi vivono e speculano delle nostre disgrazie ! Tutti a casa ! Anche la cretina a Parigi !mandate a casa tuttii coglionom rai! Non valgono lo stipendio di un pompiere! E soprattutto mandate a casal.inutile Mannoni come il.coglione della notte ! Possiamo dire che anche basta ! Mandateli a casa ! Mannoni e l idiota della notte! Anche basta ! Non è che dobbiamosopportarli avita!

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    • La Troika c’è già, ma come al solito a nostra insaputa.
      Noi siamo un “grande Paese”, il più bello del mondo, con la Sanità migliore, la Scuola migliore, il Migliore e di gran lunga i più buoni ed altruisti.
      Poveretti tutti gli altri, egoisti i e sovranisti.

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