I danni di Ballando con le Stelle alla credibilità dell’informazione

Come dimostra l’ultimo esempio di Luisella Costamagna, lo show di Milly Carlucci è una tentazione irresistibile anche per il giornalismo. Che preferisce perdere affidabilità in cambio di qualche lustrino

(di Beatrice Dondi – espresso.repubblica.it) – Non toccare, ti dicono quando sei piccolo, non toccare che ti sporchi, che ti bruci, che ti ferisci. Non toccare, fidati e basta. Poi tu ovviamente tocchi e va a finire male. D’altronde non sei ancora adulto, e il rischio è il tuo mestiere, anche se a fondo perduto. Ma quando diventi grande le cose in teoria cambiano. Tranne che in televisione. Appena la sirena canticchia in troppi si precipitano a toccarla, e anche se qualcuno aveva ben raccontato quanto potesse andare male, si fa finta di credere che possa finire bene. L’esempio principe è quello del giornalismo, mestiere antico e onorevole, che è caduto malamente nel calderone del varietà con risultati spesso dubbi.

Siamo praticamente circondati dall’informazione gigiona, sguaiata, artefatta, e talmente affamata di toni circensi che quei pochi lavoratori rimasti integri bisognerebbe conservarli come dei panda in via di estinzione, proteggerli in teche protette e volergli anche un po’ bene. Invece il travaso continua, e mentre i talk cercano di sopravvivere con gag di risulta puntando sull’equilibrismo dello show, lo show implacabile pesca tra i talk, giocando ai vasi comunicanti con risultati di gusto ai limiti del dubbio.

Giampiero Mughini si era già perso per strada, Michele Cucuzza si è palesato in mutande tra i grandi fratelli, Cecchi Paone ha sbucciato cocchi sull’Isola prima di entrare anche lui nella Casa, di Brosio inutile dire oltre e via così, di male in peggio. Così mentre infuriano morbide polemiche sulla papabile presenza di Enrico Montesano, dovrebbe fare assai più rumore la strana scelta di Luisella Costamagna, il cui nome sarebbe nella lista dei partecipanti di “Ballando con le stelle”, che come ogni anno di questo periodo viene guardata con la stessa circospezione delle carte in una mano di poker in cantina per misurare l’entità del danno.

E puntualmente si perde. Giornalista di razza, autrice, scrittrice, prima con Michele Santoro, poi dritta per la sua strada sino al recente Agorà da cui è stata salutata con imbarazzante leggerezza, Costamagna secondo le indiscrezioni firmate Dagospia potrebbe scendere nella pista di Milly Carlucci a passo di rumba, come un’Iva Zanicchi qualsiasi, sedotta dal rumore di un tipo di fama di cui non dovrebbe sentire il bisogno. E soprattutto incurante del fatto che tra un lustrino, un sorriso e una canzone, il mondo dell’informazione perderebbe un altro granello di credibilità, in cambio del gusto basico provato al tocco di quella lucina rossa.

Categorie:Cronaca, Interno, Media

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6 replies

  1. Secondo beatrice dondi (espresso -rep)
    è ballando sotto le stelle che viene infangata la professione del giornalista.
    È a causa del paso doble che l’Italia si trova infognata nella classifica RSF.

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  2. Diciamo che, partigiani come sono (tutti, nessuno escluso) l’ “affudabilità l’ hanno persa da un pezzo. Quindi tanto vale impinguare ulteriormente il portafogli, tanto tra “opinioniste/i” veline e opinioniste/i” giornaliste/i o politici, ormai il pubblico non nota più la differenza.

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  3. I “Giancattivi” quando saltava fuori una stronzata , chiedevano : ” e chi l’ha detto?”
    Risposta degli stessi : ” I Dondi !!!! ”
    Ora a distanza di anni ho capito chi fossero “I Dondi”.

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    • Fino a Montesano uno potrebbe dire: questa (Dondi) per dire che i giornalisti sono caduti malamente nel calderone del varietà con risultati spesso dubbi, deve fare un articolo di varietà se non proprio di gossip, visto che da quel momento in poi usa solo condizionali? Quindi fino a quando non avrà la certezza che Luisella Costamagna sarà tra i partecipanti a ballando con le stelle, perchè non si riposa invece di spargere “veleno” gratuito?

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  4. Guarda caso da quando la Costamagna ci è andata giù pesante con Calenda……
    Ps:pesante per modo di dire, a parte ricordare la sua incoerenza con Renzi, gli ha chiesto con insistenza se lui avesse sentito Draghi prima di dire che fosse il loro candidato premier senza ottenere alcuna risposta.
    Domande che dovrebbero essere fatte tutti i giorni e da tutti i giornalisti

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