Conte: “Agenda Draghi insidiosa per salute democrazia”

L’agenda Draghi “come metodo se diventasse la regola sarebbe insidiosa per la democrazia non prevedendo dialettica e confronto. E’ un’agenda incomprensibile che non auspico per la salute della democrazia”. Lo dice il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte intervenendo ai microfoni di radio Cusano campus ed aggiunge: “Noi riteniamo che la politica con la P maiuscola, con una visione del Paese debba riappropriarsi di questo spazio pubblico con scelte responsabili”.

Verso il governo Draghi da parte del Movimento 5 stelle c’è stato “un atteggiamento di leale collaborazione, costruttivo fin dall’inizio. Responsabilmente il M5s non ha voltato le spalle al paese dando a Draghi un consenso condizionato. Si possono accettare dei compromessi in una formula di larghe intese nell’interesse del paese, concedendo degli spazi”, ricorda Conte che rivela: “Adesso possiamo dirlo forte, per noi è stato difficilissimo il passaggio riforma Cartabia, ma ci siamo battuti e abbiamo sfiorato una crisi di governo perché l’Esecutivo non ci ascoltava”. Anche dopo due tre mesi di conflitto in Ucraina “il Governo non voleva passare in Parlamento. Lì per mettere un riferimento ad un più ampio coinvolgimento del Parlamento abbiamo sfiorato una prova di forza terribile per quanto riguarda l’atteggiamento del governo e della Farnesina insieme”. “Anche quando abbiamo presentato i 9 punti – prosegue Conte – era un confronto che abbiamo chiesto, eravamo disponibili a discuterne. Ma non c’è stata disponibilità di Draghi a farlo”.

Secondo il presidente del Movimento 5, “i cittadini italiani sono molto preoccupati per il caro bollette ed una inflazione che ha toccato anche il costo dei generi di prima necessità. Iniziano a rendersi conto dei cambiamenti climatici, quest’anno la siccità. Inizia a diffondersi la consapevolezza dell’impoverimento di questo pianeta” e della necessita si una grande visione sulla sostenibilità ambientale. E aggiunge: “Sono delusi da decisioni non prese da questa politica. Sia da studioso che da professionista non mi sono mai nascosto alle difficoltà”. Pur non avendo mai avuto “esperienze precedenti di governo”, “sono prevalse le ragioni di potere sbloccare una situazione che era in stallo in una prospettiva fortemente riformatrice per il Paese”.Verso il governo Draghi da parte del Movimento 5 stelle c’è stato “un atteggiamento di leale collaborazione, costruttivo fin dall’inizio. Responsabilmente il M5s non ha voltato le spalle al paese dando a Draghi un consenso condizionato. Si possono accettare dei compromessi in una formula di larghe intese nell’interesse del paese, concedendo degli spazi”.

Secondo Conte sul caro energia “siamo in ritardo, le misure andavano adottate 6 mesi fa. Oggi stiamo sollecitando perché il governo prima di andar via si batta per l’Energy recovery fund e anche adotti misure per recuperare 9mld della trattazione extra profitti”. “Noi avevamo anche chiesto che la trattazione fosse estesa ad altri settori, come il comparto assicurativo e farmaceutico dove si sono accumulate speculazioni”, sottolinea. Sulla tassa extra profitti, “ho anche domandato al Mef di produrre la lista di coloro che hanno versato e di chi non ha versato. Così che il paese sappia in un momento di difficoltà chi sta ottemperando agli obblighi di legge e chi no. La norma è stata scritta male. Ma la stanno riscrivendo. E possiamo dire che anche il governo dei migliori può sbagliare a scrivere le norme”.

Conte che ha poi definito il non accordo con il Pd non tanto un “ritorno alle origini del M5s” quanto “un percorso di coerenza con i nostri principi e valori. Anche in una maggioranza estesa e eterogenea abbiamo sempre avuto come bussola e continuato a seguire un programma riformatore, necessario per l’Italia e di cui siamo impegnati con nostri elettori”. “I vertici del Pd hanno dato una prova di grande cinismo che i loro elettori giudicheranno perché hanno deciso cinicamente di gettare al mare un’esperienza di governo importante per abbracciare una velleitaria esperienza politica con Di Maio, Tabacci, Calenda, Gelmini. E poi si sono ritrovati soli con Di Maio e Tabacci. Hanno compiuto un grande errore politico e dato prova di grande cinismo. Spiace che abbiano gettato al mare questa esperienza progressista e riformista. Ma ne prendiamo atto”, ha affermato.

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7 replies

  1. Senza ombra di dubbio, per quello che hanno potuto fare, per il nuovo che indubbiamente rappresentano, i 5 S sono i SOLI credibili.
    Non rubano, denunciano le malefatte , e questo e’ il loro peggior difetto per TUTTI gli altri, che al tavolo della spartizione, un accordo lo trovano sempre, sulle spalle dei soliti. (Basta vedere ,solo come esempio, hanno ridotto la SANITA PIBBLICA. regionale,burocratica e inefficente e quasi tutta a pagamento.) VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

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  2. Conte è apprezzato, risulta credibile. Anche da me. Meno, molto meno, il M5s. Pertanto per far crescere il consenso deve, e di molto, personalizzare questa campagna elettorale. Paradossalmente l’accusa dei “venduti” ridicoli passati con Di Maio, che il Movimento 5 stelle non c’è più e ora c’è il Partito di Conte, può aiutare a invertire il trend e risalire a percentuali interessanti. Spero in un 15%.

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  3. a parte tutto, io non ho ancora capito che cazzo sia l’Agenda Draghi.
    secondo me sono più tangibili gli unicorni.

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  4. Qualcuno dovrebbe ricordarsi che i 229 miliardi del Recovery Fund, di cui 80 a fondo perduto, sono stati ottenuti da Conte
    e che Salvini e Meloni si opposero.
    Qualcuno dovrebbe ricordarsi che con Conte e in piena pandemia lo spread scese a 90 mentre Draghi lo ha portato a 239.
    Con Draghi l’inflazione è salita a 8,4%, il livello più alto dal 1985.
    Il carrello della spesa è sempre più caro. Il costo dell’elettricità è cresciuto del 136%
    In sette mesi di governo Draghi il debito pubblico è aumentato di 134 miliardi.
    Qualcuno dovrebbe ricordarsi che il miglioramento dell’economia è dovuto soprattutto al Bonus per le ristrutturazioni che è stato introdotto da Conte che Draghi ha cercato di sabotare bloccando i crediti bancari.

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