La discussione sul Ponte sullo Stretto

(Emanuele Bonora – veritaeaffari.it) – L’ultimo atto porta la data di mercoledì 3 agosto e ha avuto come palcoscenico la Camera dei deputati. Il governo ha rischiato di finire sotto sull’ordine del giorno di Matilde Siracusano (Forza Italia) che impegnava a concentrare tutti gli investimenti per il Ponte sullo Stretto di Messina sul progetto a campata unica già approvato in via definitiva. L’odg ha avuto alla fine 188 voti favorevoli da parte del centrodestra e di Italia Viva e 194 contrari da Pd, M5S e LeU, rimandando la discussione al prossimo esecutivo.

Il parere di Forza Italia e Lega

Ma basta questo per capire quanto la discussione del collegamento tra la Sicilia e la Calabria sia uno dei temi caldi di questa campagna elettorale. Rilanciato da Silvio Berlusconi e appoggiato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Una grande opera che è indispensabile per rendere più unito e più moderno il nostro Paese. Un’opera della quale si discute da molti anni ma che purtroppo non è mai stata realizzata”, ha detto il leader di Forza Italia nei giorni scorsi.

E il numero uno della Lega non si è fatto trovare impreparato sull’argomento. “Dopo troppi anni di chiacchiere, con studi pronti e costi contenuti, la Lega dice fortemente sì – ha affermato Salvini -. Più lavoro per migliaia di persone, meno inquinamento nel nostro mare, un’immagine straordinaria della bravura italiana nel mondo. Pd e M5s continuano a dire no?”. Anche Giorgia Meloni parlando del ponte ha detto che è certamente tra le “cose che si possono fare davvero”. 

Cosa ne pensano il Pd e i 5 Stelle

La posizione del Pd, invece, l’ha spiegata Davide Gariglio, capogruppo Pd della Commissione Trasporti, intervenendo proprio in Aula alla votazione dell’odg. “Il Partito Democratico è convinto della necessità di ammodernare le infrastrutture del Sud e di valutare con attenzione la possibilità di un ponte sullo Stretto sicuro ed ambientalmente sostenibile. I colpi di mano delle destre sono soltanto cartoline elettorali ed operazioni demagogiche che rischiano di affossare l’opera”, ha detto. 

Tiepidi anche i 5 Stelle. Il più determinato è il capogruppo del M5s nel Consiglio regionale della Calabria Davide Tavernise, che ha esordito: “Il centrodestra piuttosto che pensare ad ogni campagna elettorale a costruire ponti sulla sabbia, pensi alle vere priorità dei calabresi. Pensi per esempio a mettere i 3 miliardi, indicati nel Def e destinati alla statale 106 nella prossima legge di bilancio. Si tratta di risorse che non possono non essere utilizzate per una strada che provoca un morto ogni 15 giorni”.

L’ultimo progetto del Ponte sullo Stretto

Ma a che punto era rimasta la soap opera del progetto del Ponte sullo Stretto? Con gli ultimi studi, si era arrivati a prevedere un ponte di un’unica campata di 3300 metri, che diventerebbe così il più lungo ponte sospeso al mondo. Il progetto definitivo era stato poi approvato il 29 luglio 2011. Con la messa in liquidazione della società concessionaria, la Stretto di Messina, il progetto però è decaduto. Nel 2005 il costo del ponte era di 3,88 miliardi di euro e per realizzarlo sarebbero serviti 5 anni e 10 mesi.

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20 replies

  1. Miliardi per un’opera inutile e pericolosa.
    Nel frattempo, durante l’estate in corso, nelle mie zone è venuta a mancare l’acqua, in minima parte imputabile alla crisi idrica che al sud è stata meno feroce che in Padania, per il resto causata dalla vetustà della rete, intesa come condotte e pompe di sollevamento che si bruciano.
    Ma nel resto della penisola non va meglio.
    Vogliamo parlare dello stato di completo abbandono delle ex strade Provinciali? Oggi sono poco più che mulattiere.
    E l’edilizia scolastica? I genitori mandano ogni giorno i figli a risiedere in strutture che, nel 95% dei casi, sono fuori norma dal punto di vista dell’agibilità antisismica, dei sistemi di riscaldamento obsoleti, delle barriere architettoniche verso i disabili.
    Con una popolazione tendenzialmente sempre più anziana le strutture sanitarie e la rete assistenziale, di personale professionalmente preparato, è pronta a sostenerla?
    Delle società di trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro, ne vogliamo fare accenno? Quelle municipali sono spesso sull’orlo del fallimento, quelle regionali idem.

    E costruiamo questo inutile ponte che sarà utile ad ingrassare pochi, mafia, ndrangheta e politici collusi, con la benedizione del solito general contractor (Webuild ex Impregilo?).
    Nel frattempo si tolgono risorse al superbonus con il suo effetto moltiplicatore nel generare ricchezza diffusa e ritorni in ambito di risparmio energetico.
    Bonus che non ha riguardato solo “le ville”, ma principalmente i grandi condomini delle periferie.

    https://www.edilportale.com/news/2022/07/normativa/superbonus-nomisma-dai-387-miliardi-di-euro-investiti-ritorno-economico-di-1248-miliardi_89794_15.html
    https://www.corriere.it/economia/casa/cards/superbonus-nomisma-l-investimento-avra-ritorno-economico-triplicato/quanto-costa-superbonus-110percento_principale.shtml
    https://www.money.it/costi-superbonus-11-valore-economico-triplicato
    https://www.detrazionifacili.it/articoli-e-approfondimenti/ance-superbonus-quanto-costa-allo-stato/

    Questa misura sta riuscendo a far emergere, e regolarizzare con condoni e accatastamenti, parte dell’abusivismo edilizio che altrimenti sarebbe rimasto sconosciuto al fisco.

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    • Jolly Boy: LA PADANIA NON ESISTE!
      Esiste la Pianura Padana, mentre la Padania è un’invenzione della lega. Geograficamente non esiste. N-O-N—E-S-I-S-T-E

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      • Che OO….
        Era un riferimento sarcasticamente voluto alle passate fregole indipendentiste del capitone sciacallo. Non c”era bisogno di questa tua inutile puntualizzazione.

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      • Mi fa piacere, ma dato il contesto il sarcasmo non era per nulla evidente quindi non sono d’accordo con te: la puntualizzazione era utile. Comunque prendo atto che lo sapevi.

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    • Strano essere d’accordo con lo psicopatico Jolly Geronimo.

      Sì, le provinciali sono mulattiere.

      E non capisco come mai gli italiani non facciano petizioni e scioperi fiscali contro questo schifo, intere frazioni con strade fuori norma e pericolose.

      Ma gli itaGliani sono così idioti, che preferiscono ovviare al problema comprando qualche SUV, anche un Dacia qualsiasi, pur di passarci ugualmente per quello schifo di viabilità.

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  2. Ciò che è veramente indispensabile è potenziare i treni dei pendolari restituendo ai lavoratori e alle loro famiglie il tempo rubato da disservizi e malfunzionamenti. Il Ponte? Se lo ficcassero dove dico io quelli che lo propongono e i costruttori… è così lungo che ce n’è per tutti.

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  3. IO ci stare a costruire il Ponte ma con i soldi dei privati!
    Avanti chi si propone per la costruzione?
    1) Marcegaglia
    2) Mantovani
    3) Berlusconi con milano3
    4) Chicco testa…
    5) Moratti
    6) Crosetto
    7) Briatone
    8) Santanchè
    ecc.ecc…
    Sempre per il bene dell’Italia sarete ricordati per questa costruzione…. senza aver chiesto un € agli Italiani!
    Seeee..Seeeee.Seeee… si costruirà solo con il cubo degli Italiani che pagano le tasse

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    • non è un’idea peregrina,
      anzi andrebbe fatta a tutti quelli che propongono ogni volta, tutte le volte, opere faraoniche, ma non con il projet financing dove le clausole sono tutte a favore del privato, come l’ultima autostrada lombarda, la Brebemi per 62 km, dove è dovuto intervenire lo stato pe 1.5 miliardi altrimenti falliva la società gestita dai privati, ed anche ora, poichè è poco trafficata le provincie e la regione devono appianare le perdite.

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  4. Ma bastaaaaa!
    Ancora il ponte sullo stretto????
    Ma perchè non lo facciamo direttamente sull’Atlantico?
    Tanto le probabilità di realizzarlo sono le stesse, cioè zero.
    E anche ammesso e non concesso che qualche idiota riesca a realizzarlo farebbe la fine del ponte Morandi al minimo sussulto sismico.
    Ma dai…..
    Non se ne può più…..

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  5. Se non avessimo buona parte dei politici in odore di mafia ,ndrangheta e altra criminalità organizzata non ne avremmo più sentito parlare di Ponte sullo stretto!.
    La cosa più risibile sta nel tempo per realizzarlo 5 anni e 10 mesi! Si, esattamente come abbiamo visto con il MOSE a Venezia , opera durata 17 anni per la sua costruzione!
    I siciliani se lo farebbero durare 30 anni o forse più, in modo da mungere la vacca di stato per le infrastrutture. Il CNR nei suoi studi ha rilevato che la Sicilia si sta lentamente allontanando dalla Calabria ad opera delle faglie sottomarine
    senza pensare che, sia la Sicilia che la Calabria sono a forte rischio sismico.
    Immaginate che una volta fatto il ponte, lo si dovrebbe tenere costantemente sotto controllo e quindi sarebbe come la tela di Penelope…. Fine opera mai… un altro pericolosissimo ponte Morandi.
    Basterebbe questo per capire che quei politici che sostengono questa scellerata costruzione non sono altro che dei ladri pronti a rubare, incassarsi mazzette invece di pensare a fare opere necessarie veramente per la popolazione. Smettiamola di votare sempre i ladri cambiamo persone: facciamo la cosa giusta una volta tanto!

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  6. Sono d’accordo per il ponte sullo stretto di Messina.
    a 2 condizioni.

    1. Da cronoprogramma devono essere completate un anno prima della consegna dei lavori del ponte tutte le opere viarie e ferroviarie necessarie a Sicilia e Calabria, a partire da quelle rimaste in sospeso;

    2. Destinazione di 200 finanzieri del Dipartimento per la Tutela della Spesa Pubblica a controllare tutti gli atti concernenti questo programma complessivo di opere.

    La Sicilia e la Calabria diventerebbero il crocevia infrastrutturale degli scambi del Mediterraneo, dell’Africa e dell’Asia. Spiccherebbero il volo dello sviluppo, insieme a tutta l’Italia meridionale.

    Dimenticavo. Gratteri commissario straordinario di questo programma.

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    • Aggiungerei:
      – gara d’appalto a procedura aperta a livello mondiale, aperta a imprese o consorzi aventi un fatturato nei cinque anni precedenti pari ad almeno il triplo dell’importo dei lavori oggetto di appalto;
      – divieto assoluto di subappalto;
      – fornitura di tutti i materiali necessari per la realizzazione da parte di produttori aventi una certa quota di partecipazione statale.
      Detto questo, resto contrario all’opera, in quanto non è mai stato realizzato prima nulla di simile (l’attuale progetto che fu appaltato all’epoca supera di oltre un chilometro la luce di campata dei più lunghi ponti sospesi attualmente esistenti al mondo), ed alle stesse condizioni di azioni dinamiche (vento, traffico, moti ondosi) e di alta sismicità, per cui sarebbe come giocarsi alle slot machine miliardi di euro dei contribuenti, che potrebbero essere più proficuamente impiegati in migliaia di altre opere più utili, o in collegamenti marittimi più efficienti.

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      • Il Ministero delle Infrastrutture aveva già studiato la rinuncia alla campata unica (proprio per i motivi che tu hai segnalato e i rischi connessi) prevedendo un ponte a 2 campate, molto più efficiente, stabile e sicuro.

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  7. Perché il ponte sullo Stretto di Messina non verrà mai costruito

    Proprio al momento mi trovo nella mia casa estiva di Torre Faro posta proprio sull’ingresso tirrenico dello stretto di Messina: un villino ben curato in un ampio e ventilato residence con ingresso diretto sulla battigia. Un luogo di notevole interesse naturalistico situato nella riserva marino-lacustre del Capo Peloro: due mari e due laghi collegati da più canali che amo attraversare in kayak in lungo e in largo.
    Un luogo prima a noi pressoché ignoto e di cui con mia moglie ci innamorammo perdutamente diciotto anni fa, impegnandoci così in un considerevole sforzo economico e lavorativo per farlo nostro.

    Fin dall’inizio ci si pose la questione di quale potesse essere l’incidenza, positiva o negativa, della costruzione del ponte.
    E dunque il conseguente livello informativo è assieme:
    1. diretto, perché svolto a ridosso di ben 36 anni della mia lunga carriera lavorativa a Messina;
    2.. distaccato, perché residente a Catania, la mia città di appartenenza e di origine familiare, ho potuto considerare la questione da esterno, dapprima come pendolare poi con secondo domicilio messinese, dunque sempre più integrato negli ambienti umani e professionali della città dello stretto,
    3. equidistante, grazie ad una casa di campagna/montagna della nonna materna sui Nebrodi, vissuta già da ragazzo per tanti decenni ed equidistante dalle dette due città, nonché pure proiettata più in direzione della Sicilia occidentale (il palermitano).
    Posso affermare seriamente che mi hanno consentito di approfondire la questione del Ponte sullo Stretto proprio tali ben differenti angolazioni di prossimità sul posto. Inoltre se la posizione territoriale in cui il ponte è previsto non è proprio da noi in realtà è a due passi da noi, su Granatari la zona da pianeggiante a collinare a ridosso di Torre Faro che collega con Ganzirri, anche sul litorale, nel cosiddetto elegante “circuito”; dov’è proprio previsto lo sbocco della campata marina siciliana sulla zona jonica di Capo Peloro. Litoranea e lungolaghi che amo percorrere in jogging.

    Così, insomma per diretta e coinvolta frequenza, già da tempo abbiamo capito che quest’opera faraonica, non in sé – attenzione! – ma in stretta proporzione alla realtà quantitativa e qualitativa dei luoghi, nella realtà non può essere prodotta, né pertanto verrà mai prodotta. Semmai la sua ulteriore previsione servirà ad accrescere ancora l’enorme spreco di risorse pubbliche avviato da oltre mezzo secolo a questa parte!

    Le motivazioni sono plurime e ciascuna dotata della sua evidenza, ma bisogna semplicemente constatarle con assoluta intelligenza ed onestà nella loro specificità. E viverle sul posto per ben comprenderle.
    In breve e senza alcuna pretesa di esaustività.

    1. Questioni geologiche. Le colline del versante messinese su cui bisognerebbe disporre i piloni di sostegno sono marne, ossia di pericolosamente instabile consistenza sabbiosa. Le aree interessate sono tutte ad alto rischio sismico. La potenza dei venti sullo stretto, assieme alla violenza anche estrema delle correnti marine è un dato tanto antico quanto proverbiale: chi non conosce il mito di Scilla e Cariddi, i mostri marini che inghiottivano le navi e gli equipaggi che attraversavano le acque perigliose dello stretto messinese?!

    2. Questioni logistiche. L’asse viario della città, che dovrebbe fare da servizio ai vari eventuali operatori di tale costruzione, è inesistente e quello sussistente è già insufficiente per la normale circolazione cittadina. Peraltro è anche stato da sempre reso problematico dalla proverbiale inettitudine dei politici locali a portare a compimento definitivo e pienamente funzionale le più varie strutture utili all’ordinario assetto,. Figuriamoci se funzionali allo straordinario trasporto di materiali strutturali di enorme consistenza che richiedono grossi mezzi e strade adatte. Strade non solo inesistenti ma neppure riferibili quanto a fattibilità alle peculiarità di territori ed abitati: ex-villaggi di pescatori trasformati per lo più in case-vacanza ed ampliati enormemente a scopi turistici negli spazi prima adibiti ad attività agricole. Insomma spazi viari per lo più strettissimi e a troppo vicino ridosso di due laghi e delle dette colline marnose. L”assurdità di proposte “creative” di certi pseudo-tecnici quanto meno ignoranti dei luoghi o di strumentalmente interessati buontemponi circa l’uso di navi o aerei per tali trasporti strutturali si commenta da sé.

    3. Questioni territoriali. L’economia dei luoghi, durante questo impegno temporale previsto in maniera fin troppo generosamente breve, sarebbe semplicemente sconvolta se non distrutta da forme abnormi di circolazione viaria e dalla pesante invasività del costruendo sull’abitato preesistente sottostante e circostante. A pesante rischio ambientale e geologico, sicuramente distruttivo degli equilibri della meravigliosa Riserva Naturale del Peloro!
    In particolare anche il continuo servizio di traghetti ed aliscafi, in mano peraltro a personaggi eccellenti locali che difficilmente si faranno disarcionare mettendo in crisi un locale attivissimo comparto economico.

    4. Questioni criminogene. Che mafia e ndrangheta siano già interessate e direttamente coinvolte in appalti e sub-appalti è cosa ampiamente denunziata dalle autorità competenti. Che la politica siciliana se ne possa servire in collusione più o meno diretta è cosa ben nota nelle aule giudiziarie e presso i più affidabili organi inquirenti. Che mafia e ndrangheta abbiano oramai assunto dimensioni da holding nazionali ed internazionali è cosa di più recente altrettanto nota.

    5. Questioni politiche locali. Proprio nell’abitato che dovrebbe essere espropriato e demolito è voce diffusa ma mai giudiziariamente verificata che politici locali più o meno noti abbiano comprato immobili a prezzi stracciati. Nei fatti in tali zone l’ampliamento costruttivo di abitazioni e di strutture di servizio abitativo e turistico, anche con fondi europei, si è negli ultimi tempi notevolmente incrementato.
    A che gioco si vuol giocare allora? Col ponte diverse di queste aree andrebbero di necessità dismesse e con conseguenti grandi opere di demolizione e nel frattempo le incrementiamo con residence, hotel, ville più o meno lussuosamente ristrutturate, ristoranti e luoghi di ritrovo vari?!

    6. Questioni politiche nazionali ed internazionali. Perché le società internazionali più quotate nella costruzione di ponti così importanti se la son fatta tutte alla larga dalla partecipazione alle gare pubbliche di appalto? In definitiva favorendo pool di aziende nazionali di esperienza certamente non superiore né paragonabile?! L’esperienza disastrosa del crollato ponte Morandi di Genova messo in mano ai magliari Benetton non è servita proprio a niente?

    Questo ed altro andrebbe certamente bene approfondito anche a cura di tecnici super partes di comprovata ed elevata esperienza, ossia non direttamente ed economicamente coinvolti nel battage sull’opera. Ma questo sarebbe da farsi in un’Italia divenuta regno del conflitto di interessi e della mala politica collusa con la criminalità organizzata? Suvvia!

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