Catastrofe dopo catastrofe si sta distruggendo il “Bel Paese”

(Dott. Paolo Caruso) – Con l’arrivo dello scirocco e il conseguente incremento delle temperature, favorito dal clima afoso, la mano dei piromani si ripresenta innescando incendi che inghiottono in poche ore interi boschi e ettari di macchia mediterranea, uccidendo diverse specie animali, minacciando abitazioni e perfino mettendo a rischio l’incolumità delle persone. L’intero Paese ogni estate viene devastato da incendi boschivi per mano criminale ma anche per l’incuria dell’uomo. I fenomeni per le più alte temperature è presente maggiormente nel mezzogiorno d’Italia, dove anche l’incuria gioca un ruolo fondamentale. La Sicilia è stata sfregiata dai roghi che hanno interessato diversi territori e in particolare quelli della provincia di Trapani, da Custonaci a Calatafimi dove le fiamme hanno raggiunto il centro abitato minacciando le abitazioni, e inoltre per il secondo anno consecutivo gli incendi hanno colpito l’isola di Pantelleria, “la perla nera del Mediterraneo”, provocando gravi danni all’ecosistema e minacciando anche qui le abitazioni con la fuga precipitosa di turisti e isolani. Anche la provincia di Palermo è stata messa a fuoco dai piromani; tanti i comuni interessati da incendi dolosi, i più estesi quelli di Carini, di Belmonte Mezzagno, di Montemaggiore Belsito, di Villabate, e nello stesso capoluogo le fiamme hanno raggiunto la borgata di “Borgo Nuovo” costringendo gli abitanti a lasciare precipitosamente le case. Palermo è stata investita dall’odore acre di bruciato mentre in alcune zone i balconi dei palazzi venivano ricoperti da un sottile strato di cenere. Uomini della forestale, vigili del fuoco, volontari, i canadair, sono rimasti impegnati a lungo e tutta la notte nell’opera di spegnimento, mentre arrivavano notizie di altri focolai in diversi territori dell’isola. Un vero dramma quello degli incendi, alberi secolari andati in fumo in poche ore, una storia fauno paesaggistica cancellata per sempre. Serviranno anni e anni per ricostruire l’habitat naturale e far ritornare a vita quello che è stato perso. Una catastrofe ambientale che inciderà successivamente con effetti devastanti in corso di fenomeni meteorologici estremi, con frane , smottamenti, e allagamenti. Del resto la natura ripaga con la stessa moneta. Infatti proprio in queste ore diverse località del Paese sono devastate da trombe d’aria, forti precipitazioni piovose, frane, allagamenti, interruzione delle vie di comunicazione, interruzione dell’energia elettrica, Alla fine di questa emergenza si calcoleranno i danni e inizieranno le solite accuse e i rimpalli di responsabilità mentre i partiti alle prese con “la fiamma” del simbolo della fascio pesciaiola della Garbatella faranno da sfondo a quel panorama spettrale di cenere e di alberi scheletriti divorato da altro genere di fiamme. Tutto ormai è desolazione e la Sicilia continua ancora a bruciare e a pagare come il resto del Paese le scelte scellerate della politica.

5 replies

  1. Sguinzagliare l’intelligence, gli 007, gli spioni a pagamento, la Forestale, i droni , i satelliti e cosi via, e se i piromani beccati in flagranza, applicare 41 bis ed ergastolo. Cosi si risolve in parte.

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  2. Drammaticamente tutto vero. L’indifferenza, l’egoismo e stupidita’, sono il substrato di questo DISASTRO.
    TUTTI dovrebbero capire che in questo modo non c’e’ futuro per l’UOMO.

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  3. “Serviranno anni e anni per ricostruire l’habitat naturale e far ritornare a vita quello che è stato perso”.
    Faccio anche il boscaiolo. La macchia mediterranea sta seccando e scomparirà a breve per la mancanza di pioggia e la temperatura troppo elevata. Poveri boschi miei di trent’anni fa, verde brillante con i fossi che a Novembre correvano. Tutti! Ora neri per il patimento della sete con chiazze color ruggine delle querce e altre essenze già seccate. Che triste senso di perdita. Lo psiconano, poveri noi, promette di mettere a dimora un milione di alberi, però bisognerebbe obbligarlo ad innaffiarli personalmente.
    Per i miei boschi non c’è futuro, mio nipote riceverà in cambio un brullo deserto.
    Umanità fottiti!

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  4. FRANCESCO ERSPAMER
    La verità è che a un’ampia percentuale di italiani del cambiamento climatico non gliene frega assolutamente nulla e quasi tutti gli altri, pur di non preoccuparsi e fare qualcosa (fosse pure un minimo sforzo per informarsi, organizzarsi, protestare, anche solo andare a votare), hanno scelto la facile scappatoia del fatalismo. Tanto, quando i 40 gradi diventeranno la norma da giugno a settembre, quando i prezzi dei prodotti agricoli decuplicheranno (e saranno tutti d’importazione), quando l’acqua verrà razionata per metà dell’anno, quando d’estate si potrà lavorare e dormire solo in locali climatizzati, i giornalisti al servizio delle multinazionali che stanno provocando questa catastrofe diranno che è colpa di Putin (o altro mostro inventato nell’occasione), e se è colpa di Putin la gente è disposta a pagare la benzina più di due euro al litro (e con un po’ di allarmismo in più anche il doppio) benché il greggio di Iran, Venezuela e Russia, sgraditi agli Stati Uniti per motivi ufficialmente molto diversi fra loro ma in realtà perché non disposti ad accettarne i diktat a differenza dei conigli italiani ed europei e di conseguenza strangolati economicamente, sarebbe acquistabile a prezzi stracciati. Mentre se il governo avesse aumentato le tasse sulla benzina di 30 centesimi per, mettiamo, rendere più efficiente il riciclaggio dei rifiuti, sarebbe caduto in due giorni.Bei tempi quelli in cui l’oppio dei popoli erano ideologie complesse e rigorose come le religioni; oggi a drogare i popoli sono i media e a intellettuali e sinistra in genere va benissimo; basta che invochino lo ius soli e la libertà di essere o solo sentirsi quello che si vuole.

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