M5S: in lista Vassallo e Cafiero de Raho, Conte va alla Camera

Altro ramo.  Patuanelli seguirà il leader: via dal Senato. “È un momento cruciale, bisogna scegliere da che parte stare”. Giuseppe Conte consegna ai social due minuti di video messaggio a poche ore dal voto con cui, domani, gli iscritti del Movimento voteranno per le parlamentarie […]

(DI L. GIAR. – Il Fatto Quotidiano) – “È un momento cruciale, bisogna scegliere da che parte stare”. Giuseppe Conte consegna ai social due minuti di video messaggio a poche ore dal voto con cui, domani, gli iscritti del Movimento voteranno per le parlamentarie. Non solo gli auto-candidati, ma anche un listino di 18 nomi che l’avvocato presenterà alla base: big e personalità anche esterne ai 5 Stelle da blindare come capilista e che potrebbero correre in più collegi proporzionali e pure all’uninominale.

La lista completa sarà diffusa a ridosso del voto, ma Conte ha quasi chiuso l’elenco da consegnare agli iscritti per la loro approvazione: due nomi che dovrebbero trovare spazio sono quelli del magistrato Federico Cafiero De Raho e di Dario Vassallo. Il primo, napoletano, è stato Procuratore nazionale antimafia dal 2017 fino allo scorso febbraio e non ha mai avuto incarichi politici. Dario Vassallo è invece fratello di Angelo, il sindaco anti-mafia di Pollica (Salerno) ucciso nel 2010 in circostanze tuttora da accertare, ma la cui matrice è stata fin da subito ricondotta alla camorra. Da anni Dario è impegnatissimo nella sensibilizzazione contro la criminalità organizzata e nella ricerca della verità sulla morte del fratello.

Quel che è certo, intanto, è l’elenco degli auto-candidati per i plurinominali. Ieri sera il M5S ha pubblicato tutti i profili sul proprio sito. Il nome di Conte potrà essere votato dagli iscritti per il collegio romano della Camera, al netto dell’ipotesi che lo stesso Conte possa poi correre anche in altre circoscrizioni. Nessuna grossa sorpresa per gli altri big, del resto vincolati dal principio di territorialità: per la Camera, il massese Riccardo Ricciardi corre in Toscana, il ministro Stefano Patuanelli (attuale senatore) nel suo Friuli, Alessandra Todde in Sardegna, Michele Gubitosa in Campania, l’ex sindaca Chiara Appendino a Torino; mentre sceglie il Senato l’altro vicepresidente Mario Turco, candidato in Puglia; così come la capogruppo uscente campana Mariolina Castellone.

Problema: il listino contiano – voluto per portare in Parlamento alcuni volti noti, vista la mannaia del vincolo dei due mandati – scontenta molti. A partire da un veterano come Danilo Toninelli, senatore in uscita dopo due legislature: “Ma che è la roba del listino bloccato? Vi do un consiglio – ha detto rinvolgendosi ai suoi follower – Votate quelli che ritenete essere i migliori. I listini bloccati lasciamoli al Pd”. Pure Azzurra Cancelleri, due mandati completati al pari del fratello Giancarlo, protesta: “È una decisione indigesta che rischia di provocare altre spaccature”.

A Conte però queste regole sono costate settimane di trattative con Beppe Grillo. I posti in Parlamento saranno pochi e, oltre alle personalità esterne, pure molti fedelissimi in regola col limite dei mandati rischiano il posto se non potranno correre da capilista o in più circoscrizioni.

Oltre ai nomi, però, c’è il programma. Ieri il Movimento ha diffuso le proposte depositate al Viminale. In buona parte ricalcano i 9 punti presentati a Mario Draghi il mese scorso: “salario minimo di 9 euro l’ora”, “rafforzamento del reddito di cittadinanza”, “stop a nuove trivellazioni e inceneritori”, fino alla “stabilizzazione” del Superbonus e al “taglio del cuneo fiscale”. Spazio pure per la cosiddetta “sfiducia costruttiva”: non si può sfiduciare un esecutivo se contestualmente non si dà il via libera a un altro governo.

E mentre gli iscritti 5S voteranno alle parlamentarie, anche gli ex alleati del Pd proveranno a chiudere le liste in un insolita direzione ferragostana. Il principale nodo irrisolto resta quello di Bologna, dove Enrico Letta vorrebbe imporre Pier Ferdinando Casini per l’uninominale del Senato, scalzando l’ex sindaco Valerio Merola (a quel punto buono per la Camera). Ieri altri circoli bolognesi del Pd hanno scritto al segretario ribadendo il No al decano centrista. Ma la composizione delle liste è pratica spietata e già inizia a mietere vittime. Di ieri l’addio al partito del pugliese Dario Stefano, a cui il gruppo dirigente legato a Michele Emiliano ha tolto la terra da sotto i piedi; mentre la deputata Giuditta Pini ha intuito l’aria che tira: “Per quello che so, il Pd sta decidendo che non sia più utile che io faccia la parlamentare. Aspetto l’ufficialità”.

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53 replies

    • @Marco, Cafiero De Raho ti fa ridere? Ma almeno lo sai chi è? Me lo spieghi gentilmente (perché farebbe ridere) oltre a dirlo a cazzo in un blog?

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  1. Ma chi l’ha deciso che i vari Ricciardi,Gubitosa,Tocce,Turco dovessero essere nominati big?in base a quale criterio?sono solo gli uomini fidati di Conte,di big non hanno nulla,nemmeno i voti

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    • E come vi può venire da ridere davanti a un nome come quello di Dario Vassallo, instancabile e coraggioso fratello di quell’Angelo guerriero, indimenticabile vittima di criminalità organizzata? Solo un homuncio potrebbe farlo…
      Saluti al Miles Pirgopolinice da Marina.

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      • @Marina, seguo la tua domanda e provo a rispondere io.
        1) È Ferragosto e per lo più è difficile mettere in moto il cervello e non si ha un c….da fare
        2)Perché Conte sbaglia prescindere
        Porgo la stessa domanda si Cafoero De Raho, al momento ho un commento in moderazione

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      • @Marina e chi lo sa, idem su Cafiero De Raho, per il quale ho fatto la stessa domanda e ho un commento in moderazione.
        Provo a rispondere per loro
        1)È Ferragosto e non hanno un c….
        da fare
        2) Conte sbaglia sempre tutto a prescindere

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  2. E’ una campagna molto breve, bisogna essere pragmatici e veloci.

    Un ex Procuratore Nazionale Antimafia non mi sembra poco.

    E bisogna stare molto attenti ai cripto-Di Maio … soprattutto della vecchia guardia.

    Quindi, in questo momento do fiducia a Conte.

    Confido che saprà meritarla.

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  3. Marco, Matteo, frankie e tantissimi altri, ma oltre a criticare e/o denigrare tutto quello che sta cercando di fare Conte,ossia cercare di portare un movimento al parlamento che sia qualcosa di più di un pelo superfluo,non siete capaci di fare?
    Si può non essere d’accordo, indubbiamente, ma c’è un limite alle minchiatazze che a volte mi ritrovo a leggere.
    Purtroppo si sono persi per “strada” milioni di cittadini e questa volta, non si ci può permettere di imbarcare cani e porci come accaduto nel 2018.

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    • Però un po’ è contraddittorio non volere il terzo mandato filosefeggiando di nuova linfa, e poi essere i primi a temere di imbarcare cani e porci.

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    • la partecipazione popolare con selezione all’ingresso decisa dal capo di turno…
      almeno ci fosse un collegio a vagliare le candidature…ma scelte personali no. E poi quale sarebbe il criterio la fedeltà a Conte? E se lui non sarà più aderente ai principi del Movimento e al mandato elettorale cosa si fa? Tutti fedeli a lui e si finisce di nuovo all’affaire giudaGiggino. Errare è umano, ma continuare con le raccomandazioni dei cerchi magici è proprio da stronzi.

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      • Bhe la fedeltà a Conte è la fedeltà al m5s da parte di Conte.. anch’io cmq ritengo fosse meglio un collegio a scegliere i candidati,ma poi verrebbe il dubbio sulle possibili spartizioni..insomma è un cane che si morde la coda

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  4. Spazio pure per la cosiddetta “sfiducia costruttiva”: non si può sfiduciare un esecutivo se contestualmente non si dà il via libera a un altro governo.

    CHE CAZZ’ e’ la fiducia ‘costruttiva’?

    Già così è difficilissimo far cadere un governo se non si vuole farlo, adesso bisogna anche cercare un’alternativa per togliere la fiducia?

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      • Significa che un presidente del consiglio non può essere sfiduciato se la maggioranza non ha pronto un altro nome per sostituirlo. C’è in Germania.

        Personalmente non la condivido.

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      • Vale solo quando c’è una RICHIESTA di sfiducia del PDC da parte della maggioranza che lo sosteneva, suppongo… e non nel caso del semplice voto contrario alla fiducia su un provvedimento, tipo ultimi avvenimenti…

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      • Anail, a me sembra un metodo curioso. Se la maggioranza non gradisce più il suo premier, basterebbe fargli una telefonata o mandargli un pizzino e quello il giorno stesso va al Quirinale a rassegnare le dimissioni.
        Se invece si vuole cambiare la maggioranza, occorrerà prima intavolare trattative, di solito lunghe e defatiganti, per concordare la suddivisione “dei pani e dei pesci” tra i partiti che vogliono costituire una nuova maggioranza, un nuovo governo e quindi un nuovo PdC. Tutto lavoro risparmiato al capo dello stato, si dirà. Il quale dovrà solo prendere atto delle cose già fatte da altri. Sicuramente non sarebbe d’accordo Mentana che dovrà rinunciare alla maratona e ai relativi mastodontici introiti pubblicitari. Se fosse solo per quest’ultimo motivo, io ci metterei subito la firma. Pur di evitarmi il solito scassamento di zebedei organizzato da La7 con quella fauna politica regolarmente invitata a spaccare il capello in quattro assieme ai miei rispettabili ma ormai esausti gioielli.

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    • È lo stesso sistema vigente in Germania. Se decidi di far cadere un governo, devi avere pronto quello nuovo. Niente crisi al buio e politica più stabile e riflessiva

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      • Ma lì, evidentemente, si accordano.
        Ora che li metti d’accordo, qui, il PDC fa in tempo a mettere radici, a Chigi…

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  5. Sfiducia costruttiva
    È non mettere a rischio lo scranno faticosamente guadagnato nel caso di elezioni anticipate

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  6. Partiamo dalla fine, lo schieramento che vincerà, si troverà davanti Mattarella che dirà: vi presento Mario. L’immagine si blocca, e diventa una foto.

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  7. Fiducia costruttiva con i nomi della società civile come De raho pronti subito a votare la fiducia a un governo di unità nazionale,tutto già scritto

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  8. Questa volta la inviano la email agli isritti per votare o no ? O la invieranno solo agli allineati ?

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  9. La sfiducia costruttiva mi crea perplessità perché mi pare di capire che anche i più affezionati al M5S non ne avessero mai sentito parlare prima. Che qualcosa piovuto dal nulla venga introdotto nel programma mi puzza.

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    • A meno che non gli sia venuta in mente ora, vedendo Draghi che se l’è data a gambe, nonostante che avesse la maggioranza(dando poi la colpa a noi).
      Forse non potrebbe farlo, con questa legge?

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  10. Al momento solo le autocandidature…quindi fiato sprecato su nomi,proposte ancora non ufficiali.
    Date fiato alle trombe …ne abbiamo bisogno!
    Leggete piuttosto i curricula degli autocandidati.
    Io l’ho fatto per la mia regione!
    Per questo una nota di biasimo per chi si è autocandidato senza mettere il proprio “profilo”

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      • “…Ma adesso basta! ebbe a dire un giorno con piglio deciso una figurina affacciatasi sulla ribalta in aperta competizione con le morbidezze calendarizzate di Carfagna, la languida biondezza normanna di Prestigiacomo, in eterna lizza per battere le ruspanti grazie di ninfe poco più che sedicenni senza velleità di carriera se non sgambettare sulla scrivania di Greggio…”.

        Greggio e gli applausi registati sono le cose che meglio ti rappresentano, non c’è che dire…

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      • Diciamo che dipende tutto da chi è addetto a fare i conti.

        Perché per riuscire a dimostrare che l’acqua privata può costare all’utente meno dell’acqua pubblica, ce ne vuole di malafede.
        Certo.
        Poi se trovi ragionieri che nel conteggio dei costi non ci mette nemmeno quelli per la manutenzione della rete idrica o, quelli, li addossa al proprietario (cioè il Comune) e li scorpora dai bilanci del privato e non da quelli del gestore pubblico…
        E, soprattutto, se non trovi consiglieri comunali svelti di cervello e a far di conto…
        Il patatrac è fatto.

        Comunque se le cose sono andate così e questo decreto mette davvero in pericolo l’acqua pubblica, è fatto grave.

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  11. Facendo finta che votare serva, almeno proviamo a SVEGLIARCI!!! Almeno una battuta d’arresto al disastro possiamo darla…

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    • Adesso aspettiamo il vincitore del “coglioncino d’oro” a dire: e la pace nel mondo? Su, vediamo chi arriva primo in classifica… Un’idea ce l’ho già. Uno dei possibili vincitori che potrebbe sbaragliare tutti è quello che ha postato questa chicca: “Perché non lo racconti ai leoni di non toccare le gazzelline.”.

      Per dire, il talento…

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  12. L’endorsement di Orso grigio per Salvatore Granata, candidato per Sicilia 2, apprezzato anche da Di Battista:

    “Solo due parole su una persona che si candida alla Camera per il Movimento 5S.
    Si chiama Salvatore Granata, ha capacità e passione, ed è una bella persona, lo so per certo.
    Non sempre e non su tutto siamo d’accordo, ma questo non vuol dire niente; mi capita di discutere anche con me stesso, e di avere spesso torto. Però è certo che è di quelli come lui che c’è bisogno per provare a cambiare la faccia e il destino di questo paese.
    Sarà un percorso difficile e lui lo sa bene, ma ha la determinazione e la grinta che servono per provarci, e francamente, per quello che ne capisco, pochi come lui meriterebbero questa possibilità.
    Seguitelo, e dategli una mano.
    Da parte mia, in bocca al lupo Salvatore.
    Ti abbraccio forte.”

    Il post è seguito da una lunga serie di commenti positivi.
    Andando sulla pagina Facebook del candidato, si direbbe un 5s vero, molto seguito e apprezzato. Sicuramente non un infiltrato dell’ultima ora e men che meno un di Maiano, tutt’altro.
    Spero che coloro che possono farlo lo votino.

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