Se non è un record, poco ci manca. Il sociologo Massimiliano Panarari, ieri su La Stampa, si è soffermato per la quinta volta in meno di quattro settimane su Alessandro Di Battista, i suoi comportamenti e le sue esternazioni. Un’attenzione davvero maniacale, ai limiti […]

(di Federico Sorrentino – Il Fatto Quotidiano) – Se non è un record, poco ci manca. Il sociologo Massimiliano Panarari, ieri su La Stampa, si è soffermato per la quinta volta in meno di quattro settimane su Alessandro Di Battista, i suoi comportamenti e le sue esternazioni. Un’attenzione davvero maniacale, ai limiti dell’ossessione. Ora siamo ad oltre quindici articoli del sociologo dedicati all’ex grillino, sempre sullo stesso quotidiano. Cosa avrà mai fatto di così negativo il povero Di Battista per meritarsi sempre un articolo ad hoc della stessa firma? Cosa muove Panarari dal compiere queste periodiche ricostruzioni sociologiche e psicanalitiche del comportamento dibattistiano? Difficile dirlo. “L’egolatria dell’Alessandro furioso” titolava ancora ieri Panarari, evidentemente infastidito dalle dichiarazioni dell’ex deputato del Movimento Cinque Stelle. Una buona ricetta per spegnere l’eventuale egolatria del Dibba furioso, lo consigliamo a Panarari, potrebbe essere non dare tutto questo spazio mediatico a colui che critica. In fondo, a pensarci bene, Di Battista non fa politica attiva da quasi cinque anni. Quindi perché quest’attenzione morbosa? Alla fine pare quasi che sia più Panarari ad aver bisogno di Di Battista, che non viceversa. La rinuncia dell’ex grillino alle parlamentarie M5S è forse una buona notizia. Con Dibba di nuovo deputato, forse, avremmo rischiato una rubrica quotidiana di Panarari.