
(di Alessandro Di Battista – lindipendente.online) – «Essenzialmente, in futuro, il lavoro fisico sarà una scelta. Questo è il motivo per cui penso che sarà necessario un reddito di base universale», parola di Elon Musk. Da anni il numero uno di Tesla, la più grande fabbrica di auto elettriche al mondo, ripete questi concetti. Visitai lo stabilimento Tesla di Palo Alto nel 2018. Alcuni giorni prima Musk aveva annunciato il licenziamento del 9% dei quasi 40.000 dipendenti dell’azienda. In Tesla c’erano i più grandi e moderni robot che io avessi mai visto. Ebbi la sensazione che fossero gli operai ad aiutare i robot a lavorare, non il contrario. Al di là del personaggio Musk in sé e che piaccia o meno l’auomatizzazione è un processo irreversibile che allontanerà sempre più la piena occupazione e questo, ovviamente, avverrà maggiormente nei Paesi più industrializzati. Musk ritiene che la sola risposta all’aumento della disoccupazione provocato da tale processo sia un reddito universale. Io su questo punto la penso come lui. Tuttavia le resistenze sono molte. Ancor di più nel nostro Paese, basti osservare la campagna denigratoria verso il reddito di cittadinanza che politicanti strapagati con denaro pubblico stanno portando avanti in vista delle prossime elezioni politiche per guadagnarsi qualche voto in più sulla pelle dei più deboli. E la mafia ringrazia. Sì, la mafia ringrazia.
Nel febbraio del 2020 la Direzione distrettuale antimafia di Palermo ha intercettato una conversazione tra il boss Giuseppe Incontrera e Andrea Damiano, arrestato per mafia alcuni giorni fa. «E con questa minchia di cittadinanza peggio è!». Queste sono state le parole che Incontrera ha utilizzato per descrivere la difficoltà a reclutare giovani spacciatori. Basterebbe questo – in uno dei Paesi più colpiti al mondo dal crimine organizzato – per comprendere la bontà di uno strumento necessario a far fronte al dramma sociale, necessario ancor di più oggi che l’automatismo allontana la piena occupazione e necessario ad ostacolare il voto di scambio in un Paese dove c’è chi vende il proprio voto in cambio di un buono benzina. E invece no. Il principale nemico da abbattere non è la mafia, non sono i conflitti di interessi, non sono le porte girevoli tra politica e finanza, non è la corruzione, non sono le “maxi-consulenze” assegnate da chi è al potere ai propri amici, nella speranza che questi restituiscano il favore in tempi di vacche magre elettorali. Il nemico principale è il reddito di cittadinanza. Mentre nel mondo si parla di reddito universale, i Renzi e le Meloni descrivono qualche centinaia di euro percepiti da persone in estrema sofferenza, uno spreco o «metadone di Stato».
Ciò che indigna particolarmente è che i protagonisti della crociata contro uno strumento presente in quasi tutta Europa siano i politici, in particolare i parlamentari. Ebbene quello del parlamentare (posto che per me dovrebbe essere un servizio alla collettività da compiere in un tempo limitato, non un mestiere permanente) è l’unico posto di lavoro che ti garantisce lo stipendio anche in caso di assenze prolungate. Sì, agli assenteisti cronici viene decurtata una parte degli emolumenti ma il grosso se lo intascano. I parlamentari hanno ogni forma di benefit possibile ed immaginabile. Hanno viaggi pagati su tutto il territorio nazionale. Treni, aerei e navi, anche in prima classe. E sia chiaro, non gli vengono rimborsati soltanto i viaggi di lavoro, quelli istituzionali o, banalmente gli spostamenti da casa al Parlamento o dal Parlamento a casa. No, ogni viaggio che decidono di effettuare, anche viaggi di piacere, vacanze, fughe dalle o dagli amanti, spostamenti verso resort di lusso, località balneari o termali, baite di montagne o idilliache calette, vengono regolarmente pagati dalla Camera dei Deputati o dal Senato della Repubblica. Dunque, da noi cittadini. Non vi è alcun controllo. I parlamentari non sono tenuti a dimostrare che quel viaggio in business class abbia a che fare con l’esercizio del proprio mandato. Fino alla scorsa legislatura (tale porcata venne abolita dal Movimento 5 Stelle quando il Movimento 5 Stelle si comportava da Movimento 5 Stelle) Camera e Senato pagavano le spese di viaggio (1000 euro all’anno per tutta la vita) anche agli ex-parlamentari.

Tutt’ora i parlamentari hanno a disposizione uffici pagati, utenze pagate, telepass, diarie corpose (fino a 4000 euro al mese per vivere a Roma 2,3 al massimo 4 giorni alla settimana). Hanno oltre 3600 euro di spese di esercizio del mandato con i quali pagano i collaboratori. Tuttavia, possono pagare micragnosi stipendi ai portaborse e tenersi metà del rimorso senza dover rendicontare le spese. Inoltre, al termine della legislatura, anche ai furbetti, agli imboscati, viene accreditato l’assegno di fine mandato, una cospicua liquidazione che ammonta a circa 43.000 euro a legislatura. Ripeto, a legislatura. Giorgia Meloni, colei che parla di metadone di Stato riferendosi al reddito di cittadinanza, avendo alle spalle quasi quattro legislature ha accumulato la bellezza di 172.000 euro solo di TFR. Niente male. Casini, se dovesse esser trombato alle prossime elezioni (cosa difficile, dato che un posticino al sole lo trovano sempre) riceverà 440.000 euro di liquidazione. Non è uno spreco intollerabile se si considera già la sostanziosa indennità che percepiscono.
Costoro hanno mai chiesto al proprio partito di rifiutare i bonifici relativi ai rimborsi elettorali, il famigerato finanziamento pubblico alla politica bocciato dal popolo italiano con il referendum del 1993? I quasi 2,5 miliardi di euro intascati dai partiti in barba alla volontà popolare non erano metadone di Stato? Per non parlare della campagna denigratoria che molti giornali – alcuni, tra l’altro, tenuti in vita esclusivamente dal finanziamento pubblico all’editoria – portano avanti contro i percettori del reddito. Ogni giorno scovano un delinquente che non ne ha diritto, un evasore con il Ferrari che lo percepisce, un ex-brigatista che magari ha scontato la sua pena e con il reddito ci campa. Per costoro i conflitti di interessi degli editori o, addirittura i reati, dei loro padroni, non contano. Conta il truffatore del reddito. Sia chiaro, chi percepisce il reddito senza averne diritto deve vedersela con la legge. Servono più controlli? Facciano più controlli. Ma voler abolire una norma che ha tenuto in piedi un pezzo di Paese durante la pandemia perché c’è qualcuno che se ne approfitta è da vigliacchi. È da natiche al caldo con lo champagne in fresco che non capiscono nulla della sofferenza di centinaia di migliaia, probabilmente milioni di italiani. Esistono i falsi invalidi d’altro canto. Si tratta di mascalzoni che fingono per intascarsi un po’ di denaro dello Stato. Qualcuno si è mai sognato di chiedere l’abolizione delle pensioni di invalidità per la presenza di qualche falso cieco? Qualcuno ha mai proposto la soppressione del trasporto pubblico visto che c’è gente che sale sui bus senza il biglietto?
La verità è che oggi proporre l’abolizione del reddito significa strizzar l’occhio a Confindustria. E c’è chi ritiene impossibile arrivare al potere senza baciare la pantofola dei grandi industriali italiani. «Il reddito di cittadinanza è disincentivo al lavoro» tuonava, alcuni mesi fa, Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. La paghe da fame sono il vero disincentivo. Poi, sia chiaro, migliorare lo strumento, intervenire su quel che non funziona, “fare il tagliando” ad una misura che non c’è mai stata nella storia repubblicana è più che legittimo. Direi doveroso. Ma mettere in discussione lo strumento stesso è indecente.

Nel 2005 il 3,3% della popolazione italiana aveva serie difficoltà ad arrivare a fine mese. Oggi la percentuale è triplicata. Da 1,9 milioni di italiani siamo passati a 5,6. Una tragedia immane. La forbice tra ricchi e poveri si è allargata in modo esponenziale. L’inflazione colpisce chi ha poco, così come il caro vita. I conflitti di interessi hanno permesso un accentramento di potere, denaro e appalti in poche mani. La natalità è ai minimi storici. Sempre meno figli, sempre meno case di proprietà, sempre più instabilità economica, sociale e psicologica. Oggi i poveri non sono più soltanto i disoccupati. Oggi può essere povero anche colui che ha un lavoro stabile. Ma il problema è il reddito di cittadinanza per quei politici che ignorano il mondo reale a causa della loro manchevole visione. Aveva ragione Eduardo Galeano. C’è gente così povera, ma così povera, da avere soltanto i soldi.
Grazie Diba ,ma queste cose le hanno mai dette aI CITTADINI CHE LI VOTANO?
Perchè?
Vergogna? Non credo!
Privacy ? E certo!
Grandi maiali!
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Queste cose, anche se forse non tutte insieme, sono conosciute da decenni, solo chi non vuole conoscerle non le sa e continua a votare certi maleodoranti personaggi che pensano solo a intascare prebende e a elargire privilegi vari a se stessi e ai loro famigli ed amici.
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Se Conte pensasse, scrivesse e parlasse così….
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Caro Leo , e si certamente .
Già ce li abbiamo tutti contro …se si dicessero queste cose …sai quanti accordi e quali risultati avresti portato a casa ?
NESSUNO!
Ora però si tratta di ripartire!
Ciaooo!
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E si pensa di difendere le conquiste sociali di cui siete stati protagonisti pontificando nei talk show e sulla rete anziché tornando in campo?
Io, come l omonimo che ha commentato, credo che i 5s avrebbero bisogno di Alessandro dibattista, proprio per la difficoltà del momento e della necessità di schiene dritta.
Ma a lui e grillo, è chiaro, le sorti del movimento e del popolo che può rappresentare non interessano più.
Come renzi, calenda, letta, l obiettivo è veder cadere Giuseppe conte e le sue regole di equilibrio politico e di rigore superiore dl loro perché rispettoso della gente, e mai autoreferenziale .
Portati una tessera del rdc in trasmissione, strappati le vesti, distruggi gli interlocutori con lz tua superiorità verbale. Ascolti, like, altre ospitate.
Se il rdc ci sarà ancora,non sarai fatto niente.
Se non ci sarà più, non avrai fatto niente.
Ho sperato tornasse. Sarebbe servito.
Ma non c’è più. Si sono presi anche lui
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“Portati una tessera del rdc in trasmissione, strappati le vesti, distruggi gli interlocutori con lz tua superiorità verbale. Ascolti, like, altre ospitate.”
Esatto! Perché NON VAI IN TV A DIRLO?
C’era una trasmissione ieri, in cui Gubitosa cercava di spiegare il rdc, contro un’ossessa che gli sbraitava addosso.
Invece di scrivere, o meglio, oltre a scrivere, ché la gente legge ben poco, vada a parlare… È la sua forza!
Ma mi sembra di capire che non vuole lottare per questo m5s…
Beh, allora dobbiamo pensare che anche lui non tiene ai programmi, ma ad altro?
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Conte ha difeso il Rdc, il problema poi non è neppure questo. …ma l’ idiozia italiana aggravata da un’ ignoranza spropositata, visto che non si arriva a capire che i 740 euro sono accreditati in una carta che sarà usata dai beneficiari per acquistare beni e servizi…..cioè 740 euro non finiscono nelle banche svizzere, nei paradisi fiscali o in corruzione, altro target di mercato, con 740 euro non ci corrompi neppure il Poro Schifoso , ma nel circuito economico nazionale, cioè commercianti, supermercati, ecc. …..è come se lo Stato aiutasse nello stesso tempo consumatori ed aziende , che senza clienti chiudono! Ci vuole veramente poco per capirlo, poi ben vengano i controlli sulle truffe che comunque su 5 miliardi di euro sono veramente una cifra irrisoria rispetto a 120 miliardi di evasione fiscale e 60 miliardi di corruzione, cioè 180 miliardi annui sottratti alle casse dello Stato, su cui non viene fatto alcun controllo da 70 anni! Se poi il Rdc è un disincentivo al lavoro, magari rendere il lavoro come tale, cioè con giusto salario, diritti e tutele, lo renderebbe proponibile ed accettabile. ….in realtà il Rdc disincentiva lo sfruttamento, la nuova schiavitù, la manovalanza a servizio delle organizzazioni criminali, cioè tutta l’ impalcatura che regge la politica italiana da 70 anni. …..chi ci guadagna ha interesse a che l’ impalcatura rimanga in piedi, risulta invece incomprensibile la guerra al Rdc da parte di chi ha salari appena sopra 740 euro e che, invece di contrastare chi lo sfrutta, bastona i più sfortunati di lui. ….come se lo sfruttamento comune fosse mezzo gaudio!
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Alessandra,
Commento molto molto intelligente.
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Alessandra, tutto giusto quello che hai scritto. Il problema è farlo capire agli utili idioti che vanno a votare sempre le stesse facce di tolla che sbraitano contro il RdC dall’alto delle loro indennità e benefit sottratti alle casse dello Stato e quindi a quegli stessi utili idioti che si bevono ogni cazzata che gli propinano.
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Brava Alessandra.
Su un punto focale, tra gli altri, i 5S non sono sufficientemente comunicativi.
Il RdC va a persone che non hanno alternativa a spenderli subito.
Quindi, istantaneamente, si hanno 2 (non uno solo) grandi benefici:
1. l’aiuto alle famiglie in difficoltà.
2. Incremento della domanda interna (incremento del PIL)
Questo secondo aspetto va comunicato molto molto di più, soprattutto a quelli che affermano che il RdC sia solo una misura sterilmente assistenziale.
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A chi parla di abolire il RdC e a chi parla di flat tax bisognerebbe sputare in entrambi gli occhi… una volta all’ora per il resto della loro parassitaria vita.
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Siete a un pranzo in ristorante, ci sono alcuni che mangiano aragosta, caviale e champagne a fiumi, voi prendete una pizza. Alla fine si paga alla romana. “Alla romana” è la flat tax…. cit…. Approposito di flat tax..
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Ottimo esempio!
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Rass, art. 53 della Costituzione (la più vella del mondo solo quando fa comodo). Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita’ contributiva. Il sistema tributario e’ informato a criteri di progressivita’.
Improntato a progressività è esattamente l’opposto della flat tax, cosa che gli utili idioti che vanno a votare chi la propone non capiscono e non vogliono capire quanto Mokj ha espresso bene con l’esempio del ristorante.
E l’informazione mainstream e non solo non è da meno. Hai sentito o letto da qualche parte che la riduzione delle aliquote IRPEF da 5 a 4 attuata da Draghi è stata in pratica un altro passo verso l’eliminazione della progressività prevista dalla Costituzione? E hai sentito un solo politico criticare quella modofica perchè la Costituzione vorrebbe invece il contrario e cioè più scaglioni?
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Infatti ho visto che in Germania ci sono più scaglioni
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Ma basterebbe applicare un’aliquota a calcolo”continuo”…
Basta un semplice programma, e gli scaglioni sarebbero infiniti, perché l’aliquota salirebbe con regolarità secondo l’imponibile.
È già applicata da qualche parte, non so come venga definita, spero di essere stata chiara nel descriverla…
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Bene ti voterò !
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Rassegnato, io non ho alcun bisogno del Rdc e dovrei correre a votare chi propone la flat tax perché ci guadagno. …invece faccio esattamente l’ opposto, perché la propria etica e coscienza viene prima dell’ appartenenza politica e la indirizza. …..il problema è che in questa società, l’ altro da te non esiste. ..con l’ aggravante di essere poi credenti cattolici che dovrebbero avere interesse e propensione all’ altro come obbligo di fede. ….sarà per questa insopportabile ipocrisia che la stessa etica e coscienza mi impone di essere atea!
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Forza DIBA, abbiamo bisogno di te.
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Dibba lascia perdere, far del bene agli asini si ricevono solo calci,
Prendi Roma la tua città, dopo 5 anni di gestione Raggi dove ha fatto miracoli, dalle buche ai manti stradali trasporti sociale i romani chi hanno preferito? gualtieri e calenda
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Ma almeno i beneficiari del RdC voteranno il Movimento 5Stelle? Se così sarà dovremmo ottenere un buon risultato. Se poi anche tutti gli altri cittadini che hanno beneficiato degli altri ottimi provvedimenti del M5S lo voteranno il successo è assicurato. Ma soprattutto gli italiani intelligenti se leggeranno il programma del M5S e coglieranno i vantaggi per la collettività e, quindi, voteranno in sintonia, la maggioranza è assicurata e il benessere tornerà ad avvantaggiare tutti i cittadini. Se diamo una corretta informazione di tutto ciò, anche gli astensionisti voteranno e lascio a voi immaginare il successo finale del M5S. Forza e coraggio che la coerenza vince sempre. G. Mazz
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Mi spiace deluderti ma gli italiani sono coglioni e masochisti. Conosco un’amica percettori e che dice di essere contro il RDC perché tutti lo rubano.
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Percettrice
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E si pensa di difendere le conquiste sociali di cui siete stati protagonisti pontificando nei talk show e sulla rete anziché tornando in campo?
Io, come l omonimo che ha commentato, credo che i 5s avrebbero bisogno di Alessandro dibattista, proprio per la difficoltà del momento e della necessità di schiene dritta.
Ma a lui e grillo, è chiaro, le sorti del movimento e del popolo che può rappresentare non interessano più.
Come renzi, calenda, letta, l obiettivo è veder cadere Giuseppe conte e le sue regole di equilibrio politico e di rigore superiore dl loro perché rispettoso della gente, e mai autoreferenziale .
Portati una tessera del rdc in trasmissione, strappati le vesti, distruggi gli interlocutori con lz tua superiorità verbale. Ascolti, like, altre ospitate.
Se il rdc ci sarà ancora,non sarai fatto niente.
Se non ci sarà più, non avrai fatto niente.
Ho sperato tornasse. Sarebbe servito.
Ma non c’è più. So sono presi anche lui
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dibba dillo forte forte a lapo elkan
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