La grande illusione dell’ex Cavaliere, che non esiste più

Non era ancora spirato il governo Draghi che Silvio Berlusconi s’è affrettato a rilanciare il gioco delle promesse mirabolanti e delle fallaci illusioni cui ci aveva abituati nel suo fatidico ventennio. Pensioni minime a 1.000 euro e un milione di alberi a settimana […]

(di Giovanni Valentini – Il Fatto Quotidiano) – “Regna e guerreggia, guerreggia e regna, dài e dài, pareva un po’ invecchiato, dall’ultima volta che l’avevano visto quei guerrieri”. (da Il Cavaliere inesistente di Italo Calvino, Einaudi 1959)

Non era ancora spirato il governo Draghi che Silvio Berlusconi s’è affrettato a rilanciare il gioco delle promesse mirabolanti e delle fallaci illusioni cui ci aveva abituati nel suo fatidico ventennio. Pensioni minime a 1.000 euro e un milione di alberi a settimana, ha annunciato il Grande Venditore, come se avesse la bacchetta magica e dovesse fare un gioco di prestigio. Ma, a parte il fatto che quella promessa sulle pensioni l’aveva già inserita nel programma elettorale del 2001 (1 milione di lire) e poi l’aveva ripetuta in quello del 2008 (1.000 euro), senza riuscire tuttavia a mantenerla completamente, nella sua titanica megalomania Berlusconi non si preoccupa di indicare come e dove reperire le coperture finanziarie. Allora, su una platea potenziale di sei milioni di persone, in realtà i beneficiari si ridussero a poco più di 1,8 milioni a causa dei limiti imposti successivamente (70 anni d’età, reddito non superiore a 6.714 euro l’anno). Oggi un aumento del genere, come ha calcolato l’agenzia di stampa AscaNews, costerebbe alle casse dello Stato circa 18 miliardi di euro.

È l’ideologia pubblicitaria della tv commerciale, quella che crea e incrementa bisogni immaginari, alimentando l’iper-consumismo attraverso messaggi e immagini mirabolanti. Con le tre reti dell’ex Cavaliere schierate a sostegno di Forza Italia e della Lega. Un “Paese dei balocchi”, agli antipodi della stagione di austerità energetica che ci aspetta anche a causa della nostra dipendenza dal gas russo prodotta dai contratti sottoscritti dai governi Berlusconi con la Russia di Putin.

Ora il Cavaliere inesistente, pregiudicato e pluricondannato come ricorda puntualmente il direttore di questo giornale, aspira addirittura alla presidenza del Senato, cioè alla seconda carica dello Stato, al ruolo di vicepresidente della Repubblica. Un argomento che da solo sarebbe sufficiente per non votare Forza Italia. E per raggiungere questo obiettivo, arriva a fare il bis dello sdoganamento a beneficio di Giorgia Meloni, la Dama Nera del centrodestra, dopo aver già sdoganato a suo tempo il partito da cui lei stessa proviene: l’ex Msi ricondizionato in Alleanza Nazionale.

Non fa paura Giorgia Meloni, con tutto il supporto del Tg1, del Tg2 e di Rai News24, a dispetto dei doveri del servizio pubblico e della par condicio. Fa paura, piuttosto, quello che può fare o non fare alla guida del governo. Il vero problema non è se lei è fascista o meno, se è stata o non è più fascista; bensì se è antifascista, come prescrive la Costituzione che non venne firmata dai suoi ascendenti politici. Questo è il Fattore X (incognita) che grava sulla sua autocandidatura alla guida del governo, come il Fattore K che ha impedito per tanti anni l’ingresso del vecchio Pci nella “stanza dei bottoni”. E questa potrebbe diventare la nuova conventio ad excludendum nei confronti di Fratelli d’Italia, soprattutto da parte dei governi stranieri e dell’opinione pubblica internazionale.

L’ex presidente della Repubblica, Sandro Pertini, già partigiano socialista, diceva che “il fascismo non può essere considerato una fede politica; è l’antitesi delle fedi politiche, è in contrasto con le vere fedi politiche perché il fascismo opprimeva chi non la pensava come lui”. Sarà capace la Dark Lady di rinnegare quella discendenza? E sarà capace di recidere il cordone ombelicale con l’ultradestra, a cominciare da CasaPound? La scommessa si gioca sulla pelle di tutto il popolo italiano.

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5 replies

  1. Affermare di non aver paura della Meloni ma di quello che può fare non mi pare una grande analisi;poi:i siamo certi che il problema non sia essere fascista ma antifascista? Non dovrebbe essere il fascismo “anticostituzionale”(posso sbagliare) e non l’
    antifascismo “costituzionale”(lana caprina,lo so, ma mi pare che lo stesso giornalista vi si sia avventurato).Infine, perché votare se chi va nella stanza dei bottoni lo decidono non solo igoverni stranieri ma addirittura l’opinione pubblica internazionale ?PS(non voglio con questo difendere la destra e tantomeno la Meloni, mi piace,a volte,”provocare”)

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  2. Berlusconi fa le sue solite trite e ritrite promesse farlocche… perche’ conosce l’italiano medio meglio di chiunque altro… e sa che centinaia di migliaia di elettori abboccheranno anche stavolta (per quanto strano ed assurdo possa sembrare).
    E queste centinaia di migliaia di elettori si sommano alle centinaia e centinaia di migliaia di evasori come lui (che lui ha sempre spalleggiato), agli intrallazzatori come… lui (altre centinaia e centinaia di migliaia), ai mafiosi come…

    Insomma… alla fine ragrannelera’ il suo BOTTINO di qualche milione di voti di suoi… COMPLICI…!

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