Processo alle opinioni

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Si temeva che, una volta desecretato, il dossier sui presunti “putiniani d’Italia” avrebbe screditato o i Servizi segreti che l’hanno compilato e il retrostante governo Draghi, o il Corriere della Sera che l’ha divulgato facendolo proprio con gran fregola. Invece chiunque lo legga si fa una pessima idea sia dei Servizi e del governo, sia […]

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33 replies

  1. Processo alle opinioni

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Si temeva che, una volta desecretato, il dossier sui presunti “putiniani d’Italia” avrebbe screditato o i Servizi segreti che l’hanno compilato e il retrostante governo Draghi, o il Corriere della Sera che l’ha divulgato facendolo proprio con gran fregola. Invece chiunque lo legga si fa una pessima idea sia dei Servizi e del governo, sia del Corriere. Partiamo dal quotidiano più venduto d’Italia: domenica titola a tutta pagina “Influencer e opinionisti. Ecco i putiniani d’Italia”, con le foto segnaletiche dei 9 pericoli pubblici incastrati dall’“indagine del Copasir” su “materiali raccolti dai servizi”. In ordine di mostrificazione: il senatore ex 5S Petrocelli, il professor Orsini, il reporter Bianchi, lo scrittore Dinucci, l’economista Fazolo, la freelance Ruggeri, l’analista Vezzosi, il dentista ex leghista Giordanengo, la giornalista russa Dubovikova. Ieri, bontà sua, il sottosegretario Franco Gabrielli ha divulgato il celebre dossier: 7 pagine intitolate “Hybrid Bulletin. Speciale disinformazione nel conflitto russo-ucraino, 15 aprile-15 maggio” e firmate dal “Dis, con i contributi di Aise, Aisi e Maeci” (i servizi segreti e il ministero degli Esteri). E – sorpresa! – di quei 9 nomi ne riporta solo 3: Fazolo, Bianchi e Dubovikova, peraltro senza l’ombra di condotte men che lecite. Orsini e Petrocelli – gli unici famosi, indispensabili per giustificare un’intera pagina di Corriere (che agli altri 7 avrebbe dedicato un trafiletto) – non sono mai citati, così come gli altri 4. E Gabrielli assicura che i 6 nomi mancanti non sono all’attenzione dei Servizi. Quindi delle due l’una: o esistono altre liste e Gabrielli mente, o quei 6 nomi se li è inventati il Corriere. E in ogni caso avremmo dei noti cacciatori di fake news che, per cacciarle meglio, le fabbricano in casa.

    Ma nel bollettino trasmesso dal Dis al Corriere e poi al Copasir non mancano solo 6 nomi. Manca qualsiasi presupposto che giustifichi il bollettino. Il governo (Gabrielli) e il Parlamento (Copasir) ci assicurano che non indagano sulle opinioni di liberi cittadini sulla guerra, ma solo sulla “disinformazione” a colpi di “fake news” pilotate e coordinate da Mosca per “condizionare l’opinione pubblica italiana” e “orientare, o peggio boicottare, le scelte del governo” (Corriere). Purtroppo dal report emerge l’opposto. Non è citata una sola fake news (a parte Fazolo che stima in “circa 80” i giornalisti uccisi in 8 anni di guerra civile in Donbass, mentre per il Dis “le vittime ammonterebbero a circa la metà”, dove il circa e il condizionale rendono opinabile pure la rettifica): solo opinioni “antigovernative”, “antisistema”, “sovraniste”, “anti-Nato”, “antiamericane”, “antioccidentali”, “antiucraine”, “eurasiatiste” (sic!), “no-vax”, “no-greenpass” ecc.

    Che però non sono reati, ma manifestazioni del pensiero tutelate dalla Costituzione. E soprattutto non c’è uno straccio di prova che i soggetti citati siano pilotati o pagati da Mosca. Anzi, “la disinformazione russa ha subìto un forte rallentamento”. Così, nell’ansia di dimostrare che “il governo non indaga sulle opinioni”, Gabrielli riesce a provare l’esatto opposto: governo e servizietti processano le idee. La frase clou del report, che dovrebbe intitolarsi “Nato dixit” o “Draghi ha sempre ragione” o “Lesa maestà”, è un capolavoro di autoritarismo, ma anche di fantozzismo: “Sono state registrate le seguenti narrative inedite: le critiche all’operato del presidente del Consiglio Mario DRAGHI” (l’opposizione e la critica diventano, comprensibilmente, “narrativa inedita”). C’è financo chi “delegittima l’informazione dei media occidentali” (embè?). E chi segnala “la sfiducia dei soldati ucraini prigionieri nei confronti del proprio esercito” (altra notizia vera, data da tutti i media del mondo).

    In mancanza di fake news, diventano “disinformazione” e “propaganda” le verità che non fanno comodo a Usa, Nato e Draghi. Tipo “i presunti crimini di guerra degli ucraini in Donbass” (talmente presunti che da 8 anni vengono denunciati da Onu, Osce e Amnesty, invano); i “laboratori biotecnologici in Ucraina” (svelati dalla stampa Usa e Uk nello scandalo di Biden jr.); “le rivelazioni dei Pandora Papers sul patrimonio di Zelensky, rievocate per ricordare la disonestà di colui che rappresenta il volto della resistenza ucraina” (anch’esse autentiche, infatti fino a 4 mesi fa riempivano non la stampa russa, ma quella occidentale); “le immagini di repertorio che ritraggono Draghi mentre indossa una spilla da giacca con l’emblema della Nato” (e quindi?); “la retorica tendenziosa secondo cui la Nato starebbe continuando il progetto di espansione a Oriente” (mentre, com’è noto, non fa che arretrare). Fra le notizie vere e dunque proibite c’è pure la frase del Papa sull’“abbaiare della Nato alla porta della Russia”, che vale a VisioneTv un posto d’onore nella black list per averla “strumentalizzata in relazione alla presunta responsabilità dell’Alleanza Atlantica, definendola ‘brutale critica alla Nato’” (cioè per averla capita). Infine due scoperte sconvolgenti dei nostri 007, che da sole giustificano tutti i miliardi spesi per lo spionaggio e la cybersecurity: “L’account dell’Ambasciata russa ha dato ampia visibilità alle interviste di rappresentanti istituzionali russi” (anziché quelle di rappresentanti malgasci); e l’intervista di Lavrov a Rete4 ha raccolto su Twitter “sia posizioni favorevoli che contrarie” (ma va?). Non per nulla si chiama intelligence: per distinguerla dai coglioni.

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    • I nostri 007 …Quelli che emergono ogni tanto come “deviati” nelle indagini sulle stragi e sugli attentati a Falcone e Borsellino.

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    • E ancora non si è visto niente. Quando la guerra sarà finita e l’Ucraina ne uscirà distrutta i nostri giornalini e i nostri strateghi avranno bisogno di chissà quanti capri espiatori per giustificare il loro fallimento.
      Massimo

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  2. Stupisce lo stupore.

    Anche il (presunto?) assassino di Marco Vannini, ovvero il Ciontoli, è dei servizi segreti.

    Uno che dice, a sua discolpa, di avere poca idea di come spara la pistola che ha in casa e usato da una vita.

    Se questi sono i soggetti, che riescono a sparare in bagno dopo avere disattivato ben 3 sicure, solo per far vedere che è una pistola vera e non una ad acqua o un fucile a tappo…

    Sulle scoperte di Gabrielli lasciamo perdere, a quanto pare quel che conta è solo dire sissignore a questi criminali che stanno distruggendo l’Italia.

    Oggi borsa di Milano a -5,17%. Sarò pure io putiniano a ricordarlo?

    E chi dobbiamo ringraziare per lo sfascio che stiamo vedendo, se non il nostro scellerato governicchio abbottonato sulla NATO (=USA)?

    A proposito:

    tanto per RICORDARE quel che gli USA sono capaci di fare, e noi a rimorchio:

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  3. Le munizioni degli ucronazi stanno finendo, e la guerra se ne va. Putin sta diventando grande, e a Biden non gli va.

    Vauro contro il governo itagliano e il suo supporto alla guerra, la Castellina dice che non si può mettere un piano di pace e al contempo mandare armi in Russia:

    E a proposito di guerre e crimini:

    Perché lo Yemen sta morendo:

    Ovadia: Israele occupa da 60 anni territori non suoi! La Turchia sta massacrando i kurdi: perché non mandiamo le armi anche a loro? Smettiamola con questa retorica: menzogne su menzogne!

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  4. Eh, son tardo io, chiaramente. Non ci ho capito un granché in tutto ‘sto bordello. Una cosa sola però penso di averla intuita: che il Corriere della Sera sia un giornalaccio demmerda diretto da gente demmerda, che vive di soldi pubblici e che fa caà. Questo mio synpatico giudizio ovviamente si estende anche ai vice direttori e collaboratori varii, dalla G di Guerzonee alla S di Servo-Gnegnè-fisso-dalla-Gruber-ormai-soppiantata-dal-Florees.
    E penso di aver capito anche che il Copasir non avendo una mazza da fare nonostante tutti i milioni che si becca per stipendi e pensioni a fine anno, non serva a una beneamata.
    In compenso il governikkio peggiore del pianeta (dopo quello di Zelusky, beninteso), controlla l’informazione vergognosamente roba cheeee… neanche in Groande Moadre Rousia, ed è talmente il “governo dei migliori” che quattro tizi perlopiù sconosciuti gli incutono un terrore cieco al punto da iscriverli a forza di ceffoni in una sorta di black list, non s’avesse a spargersi la voce che il governikkio dei migliori è in realtà un coacervo di cialtroni fascistoidi ladri e mafiosi. Hai visto mai che un giorno il popolusque si sveglia e si inizia a incazzare sul serio… Hai visto mai!

    PS: Domenica state a casina, al mare, in montagna, insomma, in giro! Non andate nei seggi neanche se vi pagano. Lassatestà!
    “Ci pisciano addosso e ci dicono che piove!” (cit. M. Travaglio, che io ricordi).

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    • “Una cosa sola però penso di averla intuita: che il Corriere della Sera sia un giornalaccio demmerda…”.
      Ammazza che genio!
      Io che ho ben presente cosa è il Corriere della Sera e non m’interessa leggerlo, ti chiedo: se fosse arrivato al FQ un dossier dei servizi segreti come quello arrivato al Corriere, Travaglio & Co cosa avrebbero fatto?

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  5. Ci stanno piglando per il culo da senpre ! Devono solo giustificare i loro lautissimi stipendi per non dire che li prendono solo per pigliarci per il culo ! Governo di pagliacci. Tutti inclusi!

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  6. Il dossier desecretato è un fake, in alternativa il Corriere è un fake ma uno disdice l’altro.
    Quindi la domanda é: chi mente?
    “Mentono tutti” (cit. l’Amico di famiglia).

    Inutile cercare in rete, o in Russia, l’industria della fake sembra essere a casa dello stesso Governo che le vorrebbe combattere, con l’ausilio del suo personale Messo in corriera munito di trombetta che, per ottenere maggior effetto, spara fake ancora più grosse.
    È un po’ come se, il proprietario di una ditta di disinfestazione, nottetempo, si recasse in giro per le case a liberare scarafaggi e topi che poi di giorno verrebbe chiamato a catturare e incolpasse di quelle “calamità” i vicini che non gli danno da lavorare…
    In ogni caso la figuraccia internazionale da Paese di serie B è garantita anche stavolta.

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  7. Ormai si sa che la propaganda russa non c’entra nulla.
    A queste menti sfugge la differenza tra il proclamarsi e l’essere accusato come tale.
    Gli accusatori, quelli che manganellano democraticamente chiunque creda ancora che in democrazia si possa parlare liberamente, sono i primi a sapere che Orsini non è putiniano, come non lo è chiunque formuli un pensiero che vada in una direzione diversa dall’invio delle armi. L’accusa è sempre utile ad abbattere un nemico politico e non importa quanto essa sia vera o verosimile. Persino Conte che al momento sostiene il governo Draghi, per le sue critiche si è beccato l’accusa di intrallazzare con i russi quando sono venuti in Italia a portare attrezzature in piena pandemia. Curioso credere che sia una novità, quando è un sistema così ridicolmente prevedibile come lo sono i soggetti che ci sono dentro.
    Questo è il paese in cui si accusa di fascismo (senza prova alcuna) per operare con metodo fascistoide, così che prima ci si debba difendere dall’accusa e solo poi (da censurati) accusare di rimando.
    Meraviglioso invece come Berlusconi che si definiva amico di Putin, Salvini che andava in giro con la faccia di Putin sulla maglietta e non dimentichiamo lo scandalo fondi russi che riguarda la Lega, siano in pratica robetta e a loro si dedica non liste ma manifesti. Quindi se non critichi Draghi sei atlantista/democratico/europeo/moderato/bel figone, altrimenti sei putiniano/no-vax/fascistello/cesso.
    Non dimentichiamo che criticare l’invio di armi significa fregarsene della morte degli ucraini, questo è l’assioma idiota scolpito sulla granitica tavola dei dieci accomodamenti. Putin è un guerrafondaio, uno che reprime il dissenso col polonio, un vecchio arnese bellico che vive nel passato e dal passato piomba in un tempo che non gli appartiene, perché isolato. Nessuna considerazione sulla guerra esclude questo, tranne quella che va di moda per la maggiore in cui si presuppone che in tutte le altre la si escluda.
    La verità è solo che con il livello d’informazione italiana, a volte sembra che i fatti non vadano raccontati perché accadono, ma accadano perché li si possa usare per accusare qualcuno.

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  8. Niente paura brava gente, dentro il governo abbiamo dei prodi guerrieri che vigilano, i 5* vigilano affinché non gli freghino la poltrona e all’esterno abbiamo brancaleon giuseppi che vigila per vedere se trova un pertugio per entrare in parlamento,
    Tutta brava gente che l’itagglia dovrebbe inviare in ucraina insieme alle armi, così che i russi li sistemino per le feste.

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  9. Durissimo confonto a “L’aria che tira” (La7) tra l’artista Moni Ovadia, da una parte, e i giornalisti Antonio Caprarica, Augusto Minzolini e Fabrizio Roncone, dall’altra.
    Il dibattito è incentrato sulla guerra in Ucraina e, in particolare, sulle polemiche scatenate dalle affermazioni fatte contro Joe Biden dallo storico Franco Cardini in una diretta video con Alessandro Di Battista.
    Se i tre giornalisti sono in sintonia, Ovadia è totalmente agli antipodi: “La categoria della complessità, che qui viene respinta, anima invece gran parte degli studiosi statunitensi delle più grandi università, che fanno analisi complesse e attribuiscono all’Occidente pesantissime responsabilità. Quindi, non è giusto portare tutto alla semplificazione, perché altrimenti possiamo cacciare i grandi professori e gli studiosi che dedicano la loro vita alle analisi geopolitiche e sostituiamoli coi giornalisti italiani”.

    La conduttrice Myrta Merlino obietta che la complessità delle analisi occidentali non devono essere un alibi per giustificare Putin, ma Ovadia rilancia: “Anche noi, semplificando, abbiamo sparato addosso agli altri. Ti ricordo l’Iraq e l’Afghanistan. Ti ricordo che Erdogan e la Nato massacrano i curdi adesso. Ti ricordo che gli yemeniti vengono massacrati dall’Arabia Saudita, alleato dell’Occidente, con armi occidentali. Non facciamo finta che siamo i buoni e gli altri i cattivi. Noi siamo solo più furbi, non più buoni”.
    Prende la parola Caprarica che premette sarcasticamente: “Non so se posso parlare, perché Ovadia ha detto che noi miserabili pennivendoli dovremmo tacere e che va lasciato il microfono ai professoroni e, immagino, anche agli attori. Mi permetto di osservare che, nonostante ci siano i professoroni, ci sono anche i fatti che, come diceva qualcuno, hanno la testa dura. Uno può fare anche sensazionalismo o un titolo dicendo che Biden è l’aggressore, ma chiunque abbia buona fede e onestà intellettuale sa perfettamente chi è l’aggredito e l’ aggressore.
    Caprarica rincara: “In questa discussione, che trovo francamente stucchevole, la cosa per me sbalorditiva è che l’Italia è l’unico Paese europeo in cui c’è questo dibattito pubblico. Solo qui ci sono pezzi importanti del mondo politico e di una intellighenzia sempre pronta a schierarsi per le buone cause, che siano gli iracheni o i curdi o i palestinesi. E per loro gli ucraini non sono una buona causa: gli ucraini possono tranquillamente morire perché ci sono quelli prima di loro e che muoiono negli altri angoli del mondo – continua – Quindi, che muoiano anche gli ucraini. Il nostro Paese è ancora profondamente impregnato di una cultura anti-occidentale e di un anti-americanismo di maniera risalente agli anni ’70. E non ha ancora assorbito la nostra appartenenza a un’alleanza e ai doveri impliciti di un’alleanza. Certo, è molto più comodo dire che l’aggressore è Biden: facciamo sensazione, strappiamo un titolo e buonanotte”.

    A Caprarica fanno eco Minzolini e Ronconi, ma Ovadia ribatte: “Ho sempre detto come premessa che io nella Russia di Putin starei in galera. Al di là di questo, che si vuole qui? Si vuole cancellare il pensiero critico? È questo che vogliono i miei interlocutori? La realtà è una e le interpretazioni della realtà sono diverse. E anche le vostre, signori, con tutto il rispetto, sono interpretazioni. Nessuno è padrone della realtà e della verità. In caso contrario, sapete dove si va a finire? Si va a finire al fascismo”. Dal FQ
    Dopo due anni in cui il microfono è stato lasciato a professori, virologi, epidemiologi, infettivologi, ecc perché la scienza richiede competenza, data la sua complessità, oggi ci viene detto che il parere di esperti e professori, definiti in modo denigratorio professoroni da Caprarica, non conta più un ca@@o, come se materie complesse al pari della scienza/medicina, come geopolitica, strategia militare, storia, scienze politiche e sociali, o competenze specifiche su relazioni/rapporti internazionali con ricadute economiche, energetiche, finanziarie e sociali a livello mondiale, fossero alla portata di Caprarica, Minzolini, Ronconi ed Ovadia che al massimo possono esprimere la loro opinione come chiunque altro…..finito nella lista di proscrizione! Insomma la competenza è tale solo quando è allineata, altrimenti non serve, e le opinioni non hanno tutte la stessa legittimità e libertà! Contano i fatti! Allora qualcuno ci spieghi i fatti accaduti in Italia negli ultimi due anni di pandemia, senza la pezza della scienza di quei professoroni dalle cui labbra pendeva Caprarica! Ed ovviamente evitiamo di ascoltare Zelensky, che di lavoro faceva l’ attore, visto che lo stesso Caprarica ha ironizzato nell’ articolo sul microfono in esclusiva a professoroni ed attori…….si Caprarica è andata e va proprio così, il microfono è passato dai professoroni all’ attore…….con i tuoi applausi!

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    • Ma davvero in televisione ancora si dibatte di aggressore e aggredito? Di Iraq, curdi e yemeniti? Davvero si continua ancora a premettere “io nella Russia di Putin starei in galera, però…”? Mamma mia. Nel frattempo l’armata russa e la brigata wagner stanno radendo al suolo il Donbas…
      Buona Myrta Merlino.

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  10. Gabrielli, D’Urso, che menti grigie, tanto vale ripescare Betulla-e- l’elefante. E il Corsera? una prece.

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  11. Pietro il Glande è sempre in compagnia dei due coglioni. …uno giovane, con i muscoli in evidenza, ed uno vecchio con demenza senile. …

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  12. Mano a mano che la maschera cade, scopriamo di vivere non in democrazia, ma in un medioevo moderno, con l’imperatore straniero e lontano, e la nobiltà che gozzoviglia alle spalle del popolo, con sempre meno diritti e sempre più doveri, per soddisfare la fame insaziabile dei padroni.

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    • Una riflessione in rapporto a quanto sono incompetenti e servi sciocchi i vertici europei e quelli nostrani,
      La Russia non ha bisogno di sparare un solo colpo o sbarcare un solo missile sui territori europei per vincere una guerra così totale. I Think Tank in Europa e altrove lo sanno ma non dicono nulla. Sarebbe abbastanza per la Russia chiudere la fornitura di gas naturale, punto. E nemmeno a tutta l’Europa. Potrebbe essere solo, diciamo, in un’area limitata in Germania.

      Ma non devi sopportare niente di tutto questo. L’Europa avrebbe già dovuto imparare dai libri di storia e dai suoi generali a non sottovalutare o discriminare la Russia. Per non parlare di tradirla ripetutamente come ha fatto l’Europa dalla caduta dell’ex Unione Sovietica. Ancora una volta, la storia non sarà gentile con nessuno direttamente o indirettamente coinvolto, compresi noi tutti. Eventi equivalenti si sono verificati in Europa non molto tempo fa e all’inverno non importerà cosa è stato detto dove o perché o da chi. Congelerà e farà morire di fame gli europei senza pietà. Basta chiedere ai tedeschi: dovrebbero ricordare, o ai francesi, a loro piace molto la storia. La guerra di logoramento russa è più efficiente in qualsiasi territorio.

      Meno male che c’è chi ha fatto scorte di fiammiferi.

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  13. Troppo forte per non ripubblicarlo, da sganasciarsi dalle risate.

    Consiglierei un trasporto aereo umanitario di KY e vaselina a Kiev. Perché sappiamo tutti cosa intendono gli Stati Uniti quando dicono “siamo dietro di te fino in fondo”.

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  14. “Invece chiunque lo legga si fa una pessima idea sia dei Servizi e del governo, sia del Corriere.”

    In effetti, sembra una polpettina avvelenata sia nei confronti di Draghi che di Gabrielli che delle due sventurate del Corriere.

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