Cecilia Strada: “L’alternativa c’è: i caschi blu dell’Onu”

“L’Occidente non ha investito sulla diplomazia: in questo modo si moltiplicano solo i massacri”. “Non raccogliamo margherite, non abitiamo sulla luna. L’idea che il pacifista sia una persona un po’ singolare è frutto della falsificazione sistematica della realtà”. […]

(DI ANTONELLO CAPORALE – Il Fatto Quotidiano) – “Non raccogliamo margherite, non abitiamo sulla luna. L’idea che il pacifista sia una persona un po’ singolare è frutto della falsificazione sistematica della realtà”.

Il pacifista è visto come il beautiful loser, splendido perdente di ogni guerra.

Si parte da un dato alterato e bugiardo: la Russia di Putin ha invaso e dunque a noi non resta che sostenere l’Ucraina nella resistenza armata all’invasore. Chi non arma è disertore.

Cecilia Strada, vi chiamano il popolo dei né né.

Rispondo tra un attimo a quest’ultima considerazione. Mi faccia dire prima che per aiutare chi giustamente si difende io devo valutare se ho un’altra opzione oltre all’invio delle armi. E se ce l’ho e mi sembra più produttiva, devo farla mia con convinzione.

E quale sarebbe la soluzione alternativa?

Cosa fa l’Onu? Cosa sono i caschi blu?

L’Onu è un’organizzazione disarmata politicamente e impaurita, evanescente.

E perché non decidere che invece era questo il momento di rivitalizzarla? Perché l’Europa non si è battuta per comporre truppe di interposizione?

Perché era una battaglia persa, risponderebbero.

Intanto bisognerebbe farla la battaglia. Invece niente. L’Europa ha deliberatamente evitato di dare impulso a questa strategia, non un minuto si è battuta per chiedere la riunione in seduta permanente dell’assemblea generale.

La Russia ha posto il veto.

Diciamo la verità: la strada segnata era quella delle armi. Armare sempre e di più l’Ucraina.

Obiezione interventista: avrebbe preferito la resa?

Se si arma un’altra nazione lo si deve fare nell’idea che possa vincere il confronto con l’aggressore. In questo conflitto questa eventualità è assolutamente esclusa. Quindi la si arma per cosa?

Di nuovo siamo alla bandiera bianca?

L’Occidente non ha investito un euro nei negoziati. Biden e gli Usa stanno alla larga da ogni ipotesi. Ma se non tratti sai cosa combini?

Cosa?

Moltiplichi il massacro di Bucha per dieci, forse per cento. Allunghi la catena dei morti, rendi ancora più enorme la carneficina. Non tieni viva l’Ucraina, la fai sventrare.

Ma è il popolo che dice no all’invasore.

Anch’io sono contro l’invasore ma nego che si stia facendo del bene in questo modo a chi è sotto attacco. Mi fanno ridere coloro che dicono che è una guerra criminale, oltre i limiti.

La guerra non ha limiti.

Non c’è decenza. C’è solo disumanità, ferocia. Un enorme falò di ogni possibile cattiveria.

Né con Putin, né con Kiev.

Falsificazione pura. L’agnosticismo non ci appartiene. È chiaro che vorremmo vedere davanti al tribunale dell’Aia Vladimir Putin. Ma intanto che ci va cosa facciamo? Entriamo in guerra? Risolviamo con la più terribile delle evidenze la nostra incapacità.

Ma la Russia rifiuta ogni negoziato.

Lei pensa che finora sono state avviate trattative serie?

Eppure per la prima volta i governi europei hanno trovato identità di vedute proprio sulle armi: il principio opposto della vostra tesi politica.

Sono pacifista e disarmista. Ricordo che le armi accumulate da Gheddafi le abbiamo ritrovate in ogni angolo dell’Africa. Mandare armi senza possibilità di governarne il traffico allarga oltre ogni dimensione territoriale la capacità di fuoco.

L’Europa ha diritto all’ingerenza. Il conflitto la riguarda. Lei quando raccoglie in mare i profughi decide un intervento immediato e urgente per salvare quelle vite. Non è che guarda e analizza.

D’accordo, certo. Ma questa sua domanda contiene in qualche modo il portato di una falsificazione dell’attività e dell’immagine del pacifista: non siamo agnostici, semplicemente pensiamo che la strada del riarmo sia la peggiore. La più pericolosa, la più inefficace, la più dolorosa.