Via 30 russi: Draghi si allinea. Mosca: “Relazioni deteriorate”

Il premier ieri al Copasir per illustrare le misure per la sicurezza nazionale, a cominciare dalla crisi energetica. “Sicurezza nazionale”: con queste parole Mario Draghi ieri davanti al Copasir ha motivato la decisione del governo italiano di espellere 30 diplomatici russi. […]

(DI WANDA MARRA – Il Fatto Quotidiano) – “Sicurezza nazionale”: con queste parole Mario Draghi ieri davanti al Copasir ha motivato la decisione del governo italiano di espellere 30 diplomatici russi. La stessa locuzione utilizzata dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che aveva dato l’annuncio poco prima. Più tardi, a Torino, il premier ha scandito: il presidente russo, le autorità e l’esercito russo “dovranno rispondere delle loro azioni”. Mentre ha chiarito che l’espulsione è “una decisione presa in accordo con altri partner europei e atlantici”. E non è un caso che il colloquio già previsto da Draghi con Vladimir Putin, dopo quello di mercoledì, sia rimandato a data da destinarsi.

Nell’audizione al Copasir (in programma da un anno) durata due ore (un’ora di esposizione da parte del premier e una per rispondere alle domande) si è parlato a tutto tondo della crisi ucraina. Focus in particolare sull’energia. “L’embargo del carbone – se dovesse entrare nelle sanzioni – non ci creerebbe difficoltà”, ha detto Draghi. Un’affermazione rivelatrice di quanto sia complesso anche per il governo italiano gestire il tema energetico. Né il petrolio (che però dovrebbe arrivare a breve), né il gas entrano nel quinto pacchetto di sanzioni proposto dalla Commissione europea. E se è la Germania a esprimere nettamente la sua contrarietà, l’Italia sa perfettamente quanto “oneroso” sarebbe per il sistema Paese rinunciare alle forniture di gas dalla Russia. Draghi, che lunedì andrà in Algeria all’interno del tour del governo alla ricerca di gas, ha illustrato la strategia per rendere sostenibili le misure energetiche con la diversificazione degli approvvigionamenti a cui si sta lavorando.

Al Copasir ieri il premier si è fatto accompagnare dal sottosegretario ai Servizi, Franco Gabrielli. Nessuna risposta che non avesse già dato in altre sedi pubbliche, racconta chi c’era. Si è parlato anche di cyber sicurezza: l’Agenzia nazionale – ha ribadito Draghi – continua ad allertare siti istituzionali e aziende strategiche sulle minacce in circolazione che finora non avrebbero comunque avuto esiti significativi. A indicare l’attenzione del governo alla tutela degli interessi e del tessuto produttivo nazionale c’è poi la stretta sul Golden power, deciso con il decreto Ucraina, che ha rafforzato il potere speciale nei settori della difesa, della sicurezza e delle telecomunicazioni, dal cloud al 5G.

Adolfo Urso, il Presidente del Comitato, ha parlato di “un clima di piena collaborazione”.

Tra i temi toccati al Copasir, dunque, anche l’espulsione dei 30 diplomatici russi, avvenuta ieri, dopo che il giorno prima lo avevano fatto Francia e Germania. E in contemporanea con Danimarca, Svezia, Spagna e Ue. Mentre la Lituania ha espulso l’Ambasciatore. In tutto, 148 espulsioni in 2 giorni. Si tratta di un’operazione concordata. Alcune valutazioni tecniche erano state fatte a livello di G7: sono state sollevate alcune “criticità”, poi valutate sia a livello di intelligence, che a livello politico. Raccontano fonti diplomatiche che gli espulsi sono persone con il passaporto diplomatico, ma vicine ad ambienti di intelligence e militari. Dopo l’annuncio di Di Maio, immediata la reazione russa. Il ministero degli Esteri ha annunciato una risposta “appropriata” ma è dall’ambasciata di Mosca in Italia che arriva un commento molto duro. “L’ambasciatore (Sergey Razov, ndr) ha esplicitamente espresso la protesta contro la decisione immotivata della parte italiana che porterà a un ulteriore deterioramento delle relazioni bilaterali”. I diplomatici dovranno lasciare il territorio italiano entro 72 ore. Un passo che “non rimarrà senza risposta da parte russa”. A criticare la decisione è Matteo Salvini: “La Farnesina avrà fatto le sue valutazioni ma la storia insegna che la pace non si raggiunge espellendo i diplomatici”. Una entrata in campo che fa salire numerosi sospetti. “Un segnale ai russi che il capo della Lega doveva dare, visti i rapporti”, dicono fonti di maggioranza.

Intanto, al Copasir ieri degli aiuti russi del 2020 non si è parlato. Tutto rimandato a prossime audizioni.

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4 replies

  1. Saranno sostuiti da quelli espulsi dalle repubbliche baltiche, mentre quelli espulsi ,a loro volta ,dai russ,i li manderemo a farsi le vacanze alle isole della sonda. Di Maio se ti prendo,per quando è vero l dio… Il mio più grande rammarico e di aver contributo alla tua elezione. Giuda era un idealista a confronto tuo.

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  2. A indicare l’attenzione del governo alla tutela degli interessi e del tessuto produttivo nazionale c’è poi la stretta sul Golden power, deciso con il decreto Ucraina, che ha rafforzato il potere speciale nei settori della difesa, della sicurezza e delle telecomunicazioni, dal cloud al 5G.

    Adolfo Urso, il Presidente del Comitato, ha parlato di “un clima di piena collaborazione”.

    QUINDI, questa è la cosidetta democrazia occidentale. Di fatto, zero condivisione ma tutto decisionismo.

    GRAZIE GIUSEPPI, che sostieni questo mostro draghesco. Basterebbe dire NO alle armi all’Ucraina per avere il 55% dei pecoroni italiani a favore, ma è troppo facile.

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