Frasi pro Putin, chiesta la revoca del Premio Ischia per Toni Capuozzo

(ilgolfo24.it) – La sottoscritta associazione eco-culturale “Pan Assoverdi Salvanatura”, riconosciuta, dal 1995, “ente di volontariato”, ai sensi della legge statale 266/1991, L.R. Campania 9/1993, premesso che, nel rispetto del pluralismo democratico, ha sempre nutrito – in passato – sentimenti di stima, ammirazione, simpatia per l’anziano ed esperto giornalista friulano Tony Capuozzo, 73 anni – già inviato di guerra nelle isole Falkland, nella ex Jugoslavia, in Somalia, Afghanistan, ecc. – significa quanto segue.

CONSIDERATO che le gratuite e surreali dichiarazioni (sulla falsariga dei comunicati del Cremino) rese, dall’ex vicedirettore del TG5 – nella serata del 4 aprile 2022, alla trasmissione televisiva, di Rete 4, “Quarta Repubblica”, condotta da Nicola Porro – tese ad ingenerare dubbi sulla strage di Bucha, compiuta dai soldati russi in Ucraina, benché corroborata dall’UE, dai funzionari del Trib. Penale dell’Aja, da decine di testimoni oculari, dai mass media di tutto il mondo e da immagini satellitari, pubblicate dal “New York Times”, hanno provocato l’indignazione dei propri soci e di larghi strati dell’opinione pubblica sull’isola d’Ischia.

RILEVATO che, undici anni fa, il sig. Capuozzo vinse il “Premio Ischia di Giornalismo 2011” (già assegnato a Peter Arnett, Paolo Mieli, Mario Orfeo, Giovanni Floris, Paolo Graldi, Giovanna Botteri, Diego Bianchi, Franca Leosini, ecc.).  Un trofeo destinato a professionisti prestigiosi, i quali hanno sempre onorato i valori deontologici “al servizio della verità oggettiva, della corretta informazione, del progresso civico e socio-culturale della collettività”.

VISTO che le ripetute affermazioni (non verificate, come nel caso dell’eccidio del teatro di Mariupol) di cui sopra – duramente stigmatizzate, in “real time”, dall’ex deputato Daniele Capezzone, anch’egli ospite del programma di Rete4 – creano imbarazzo e sconcerto per la categoria dei giornalisti (se gli ucraini fossero in grado di falsificare immagini così icastiche, meriterebbero il premio Oscar per gli effetti speciali!) e costituiscono un messaggio devastante per le giovani generazioni, che vedevano in Capuozzo “un modello di riferimento di alta credibilità”

C H I E D E

la revoca del “Premio Ischia”, conferito – nel giugno 2011 – al sig. Tony Capuozzo, come “inviato speciale”, poiché gli orientamenti palesati dal giornalista-scrittore il 4-4-22 contrastano coi principi a cui il riconoscimento, promosso dalla Fondazione Valentino, s’ispira.

Ischia, 6 aprile 2022

Dal profilo Fb di Toni Capuozzo: “Pronto a restituirlo. Datemi il tempo di ritrovarlo. DHL va bene ? Chiedo solo piccola rettifica: non erano frasi pro Putin. Pro ricerca della verità, piuttosto.”

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

56 replies

    • Sottoscrivo: stima totale per Capuozzo.
      E mi tappo naso di fronte ad una nauseabonda decisione come quella presa da questa associazione che di culturale credo abbia ben poco da proporre.

      "Mi piace"

  1. ma a che livello siamo arrivati. premi autoreferenziali solo per accaparrarsi qualche contributo per la serata. Ma che se ne fa Capuozzo del vostro premio?

    Piace a 4 people

  2. Potete togliergli il premio Ischia, ma resterà sempre uno dei più bravi giornalisti che abbiamo e tutti coloro che hanno letto i suoi libri ( io ho anche un libro di fumetti) e le sue notizie di guerra gli riconoscono una onestà intellettuale, oggi introvabile in quei giornalai asserviti ai media spala merda, su chi racconta la storia come veramente è, ( vedi il prof.Orsini) e non la story telling preconfezionata da dare in pasto ai mononeuronali che si bevono tutto.
    Sta avvenendo qualcosa di veramente preoccupante, si sta tappando la bocca alle voci discordanti ,cercando di intaccare la libertà di pensiero e di parola che sta alla base della nostra costituzione ed alla base di una società democratica.
    Queste azioni di censura rappresentano esse stesse una vera e propria guerra alla libera informazione, e uno sciacallaggio che spero faccia reagire ed emergere la volontà di non piegarsi ad un indottrinamento che ci ricaccerebbe indietro nel tempo buio del fascismo.

    Piace a 4 people

  3. Che Vergogna! Pazzesco il degrado della democrazia, della libertà e soprattutto dell’intelligenza nel mio Paese. Vi meritate solo quei buffoni prezzolati al Servizio del Padrone americano. Servi maledetti.

    Piace a 3 people

  4. Il mistero gaudioso su come si possa scandalizzarsi della censura putiniana della stampa russa, censurando quella italica, resta insondabile…

    Piace a 2 people

      • Quindi, che so, la chiusura della pagina Feisbuc di Andrea Zhok è un tentativo di screditamento?

        Il solito borghese piccolo, piccolo… (cit.)

        "Mi piace"

      • In ItaGlia s’è levata per caso una vibrante condanna dell’accaduto o qualche fautore del pensiero unico ha avuto un orgasmo invece? Ma poi scusa, te la taglio giù un po’ più fina: sceditare, infangare, delegittimare, sputtanare, qualcuno (cosa ampiamente sperimentata con successo in questi due anni…) e cacciarlo dalla Rai facendogli saltare tutti i contratti precedentemente stipulati (a proposito che il pagare in rubli, non sarebbe rispetto del contratto), trovi che non abbia attinenza con la censura?

        "Mi piace"

    • Hai o non hai fatto un paragone fra censura russa e italica? Io dico semplicemente che, nonostante quanto dici, qui ancora nessuno ti arresta o avvelena se parli fuori dal coro, vorrebbero ma, non so ancora per quanto, ancora te lo lasciano fare.

      "Mi piace"

      • No, infatti, ti lasciano a casa dal lavoro, se ce l’hai; se non ce l’hai non puoi trovarlo: ‘na robetta da niente…

        PS: anche tu credi alla storiella dell’avvelenamento del nazistello russo?

        "Mi piace"

      • ….tra l’altro qui stanno tutti allineati, sanno bene come comportarsi, sono educati, selezionati, accasati.
        Per i “dissidenti” ci sono le cause per diffamazione e le eventuali condanne pecuniarie…..e la morte lavorativa e sociale.
        Chi va fuori dal binario viene direttamente fatto fuori….nel senso proprio di ucciso….esempi ce ne sono parecchi…..

        "Mi piace"

  5. “CONSIDERATO che le gratuite e surreali dichiarazioni (sulla falsariga dei comunicati del Cremino)…”.
    Ah ah ah!
    Il comunicato è ESILARANTE.
    Mettere in dubbio i fatti di Bucha, cosa che non riesce a fare neanche Orsini, o Travaglio stesso, non è “ricerca della verità”, ma complottismo da quattro soldi alla Freccero, o alla Bianchi.
    Comunque sia, VIVA TONI CAPUOZZO!

    Piace a 1 persona

  6. Scusa tuttoguasto sei nato così oppure lo sei diventato dopo aver picchiato la testa cadendo dal primo piano,
    Sei veramente preoccupante, riguardati non si sa mai

    Piace a 1 persona

  7. Sembra proprio che anche questa accozzaglia di associazioni (eco?) culturali abbiano preso la vile abitudine dei nostri sciagurati governanti; si sono ben adattati a loro cristallizzandosi definitivamente dietro questa forma di appiattiment suicida! Altro che baluardo della democrazia…
    Si possono certamente spiegare così le cose ai fedeli, tutti convinti in anticipo, ma le cose non sono così semplici né così semplicemente ponderabili. Né la profonda isteria del politicamente corretto giustificano queste rincorse al massacro delle opinioni eterodosse!

    Questo lo facevano nel Medioevo, e non dovrebbero farlo le democrazie, non dovrebbero, se no qualcosa non funziona.
    E’ un “elemento” alla portata di chiunque questo. “Amicus Plato, sed magis amica veritas”.
    Temo però che non faccia molto al loro caso, che mi ricorda più quello dei moralmente e antropologicamente superiori.

    "Mi piace"

    • Proporrei di cancellare questo ” prestigiosissimo premio Ischia” cancellando anche la ricca dotazione che lo accompagna ( dove sicuramente ci sarà il solito do ut des” italico ! Proposta parlamentare alla prossima sessione… colpiteli nel portafoglio !!

      "Mi piace"

  8. Calciolari 68…..la definizione è facile, inizia con la m e finisce con la a. …..però non è marmellata. ….qualsiasi premio dovrebbe essere assegnato a chi pone dubbi, e non a chi spaccia certezze che dopo un invecchiamento di circa 10-11 anni vengono accertate come menzogne! Tardi, troppo tardi. …eppure non abbiamo perso il vizio! Il paese della democrazia mutilata che pretende di dare lezioni di integrità!

    "Mi piace"

  9. hahahha….sentire a chi sono andati i premi precedenti ….mi pare giusto che Capuozzo non gli sia riconosciuto tale premio….questa è pura coerenza a stelle e strisce

    Piace a 1 persona

  10. Ps . In bilancio per ol premio Ischia un sacco di milioni di euro in cambio di una targa da mettere in soffitta!

    "Mi piace"

  11. Premio Ischia di Giornalismo 2011” (già assegnato a Peter Arnett, Paolo Mieli, Mario Orfeo, Giovanni Floris, Paolo Graldi, Giovanna Botteri, Diego Bianchi, Franca Leosini, ecc.).  Un trofeo destinato a professionisti prestigiosi

    Mamma r o Carmine😂😂😂😂😂

    Mi sorprende solo che il Capuozzo non abbia risposto
    “Visti i precedenti e la compagnia è finito da anni nel cesso”

    Piace a 1 persona

    • Scusa @Martello, ma tu, che giornalista pensi sia stato Toni Capuozzo?

      Brevi cenni dalla sua biografia

      – Inizia l’attività di giornalista nel 1979, lavorando al quotidiano LOTTA CONTINUA.
      – Dopo la chiusura del giornale, scrive per il quotidiano REPORTER e per i periodici PANORAMA, MESE ed EPOCA.
      – Successivamente, si occupa di mafia per il programma MIXER di GIOVANNI MINOLI.
      – In seguito, collabora con alcune testate giornalistiche del gruppo editoriale MEDIASET (TG4, TG5, Studio Aperto), seguendo in particolare le guerre nell’ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan e l’Unione Sovietica.
      – Vicedirettore del TG5 fino al 2013.

      Con tutto il rispetto per la sua carriera, mi sembra un curriculum perfetto da affiancare alla compagnia dei vincitori del Premio Ischia.

      "Mi piace"

      • @Santo Tu hai fatto un semplice elenco di cosa è stato, non di come lo è stato. Non è che tutti i giornalisti di Merdaset fanno schifo eh, così come ci sono giornalisti di piccole testate tipo Fanpage che sono bravissimi, o giornalisti, che io definirei pseudogiornalisti, tipo Gramellini o Vespa che hanno un curriculum di 10 pagine. Ma poi, tornando al tuo elenco “seguendo in particolare le guerre nell’ex Jugoslavia, i conflitti in Somalia, in Medio Oriente e in Afghanistan e l’Unione Sovietica” io ci aggiungo da inviato sul posto. Hai detto niente! Mi sembra un curriculum di tutto rispetto soltanto in questo punto non ti pare? E concludendo il discorso, quale delle cose da te elencate potrebbero far pensare che sia a libro paga di Putin?

        "Mi piace"

  12. Per masochismo estremo sono andata a vedere il loro sito.

    Premio ischia 2021:
    Tv a Floris
    Carta stampata ad Agnese Pini (la quota rosa serve sempre, ma Norma Rangeri pareva esagerato)
    E nientedimeno “racconto sportivo” a Barbano. Avete capito chi è? Quello che attaccava Davigo dicendo che dorme con le manette sul comodino.

    Quindi Capuozzo ringrazi pure il dio del sociopatico.

    "Mi piace"

  13. Fondazione “Premio Ischia – Giuseppe Valentino”, un ente dotato di riconoscimento di personalità giuridica, nato per volontà della famiglia Valentino, della Regione Campania e della Camera di Commercio di Napoli, col patrocinio del presidente della repubblica
    ora
    che caxxo c’entra questa ridondante
    associazione eco-culturale “Pan Assoverdi Salvanatura
    se non pubblicità gratuita?

    "Mi piace"

  14. Autore originale del testo: Franco Cardini
    Fonte: Minima Cardiniana

    DRÔLE DE GUERRE C’È DEL METODO (BEN NASCOSTO) IN QUESTA FOLLIA

    Nella Francia sconvolta dalla débacle del 1940 furono parecchi, magari di opposte simpatìe politiche – da Marc Bloch a Pierre Drieu la Rochelle – a parlare di una drôle de guerre, “una strana guerra” (o “una stranezza di guerra”) a proposito di quella avviata nel settembre del ’39 e la cui prima fase si concluse con l’occupazione di Parigi nove mesi dopo.
    Anche questa, secondo molti, è “una stranezza di guerra”: e può darsi che sia così. La maggior parte degli italiani e degli occidentali non riescono a capire neppure perché sia iniziata, dal momento che (disinformati dai nostri media e dai nostri politici), sono all’oscuro del fatto ch’essa non è cominciata col discorso di Putin il 24 febbraio scorso bensì nella migliore delle ipotesi con il colpo di mano antirusso del 2014, l’accordo tra Unione Europea e l’allora premier ucraino Poroshenko, che preludeva all’allargamento verso est del limite (cioè del “fronte di fuoco missilistico”) della NATO, contro un impegno già contratto 35 anni or sono che assicurava il contrario.
    Allo stesso modo, oggi qualcuno si meraviglia e quasi s’indigna, visto che con l’incontro d’Istanbul “ad est c’è (finalmente) qualcosa di nuovo”, per il fatto che tale sia pur primo e incerto passo verso una pace ancora lontana sia stato fatto attraverso la mediazione – com’è stato denunziato – di tre “dittatori”: Putin, Xi Jinping ed Erdoğan. Al che si potrebbe discutere in due modi. Primo: molti occidentali seguono una bizzarra metodologia nell’individuare i “dittatori”: Saddam Hussein non era affatto tale negli Anni Ottanta quando massacrava i suoi avversari, gasava i curdi e bombardava gli iraniani: lo divenne, e fu “il nuovo Hitler”, tra Anni Novanta e primi anni del nostro secolo, quando se la prese con il Kuwait e con Israele nostri alleati e quando fu accusato di possedere “terribili armi di distruzione di massa”, più tardi rivelatesi invenzione di George W. Bush e di Tony Blair. Secondo: che oggi la futura pace in Ucraina dipenda (fra l’altro) dai più o meno buoni uffici di tre dittatori non dipende dalla loro perfidia, bensì dal fatto che l’Occidente democratico non può mettere in campo nulla di meglio: il che è vergogna dell’Occidente, non dei tre “dittatori”.
    A proposito di Saddam Hussein, ci sarebbe da osservare altresì ch’egli era capo di un governo magari pessimo, ma regolarmente rappresentato all’ONU; era capo di un paese magari non libero internamente, ma indipendente e sovrano: e quella perpetrata nel 2003 dagli USA e dai loro complici, come quella di due anni prima contro l’Afghanistan, fu aggressione allo stesso identico titolo di quella commessa oggi da Putin ai danni dell’Ucraina. Allora però nessuno parlò di crimini di guerra e non si mosse alcuna Corte dell’Aja; né si videro allora bambini colpiti e vecchiette sofferenti, che evidentemente a Kabul e a Baghdad non c’erano mentre abbondano oggi tra Kiev, Mariupol e Leopoli.
    Ma tralasciamo queste considerazioni, della serie (dicono a Roma) “er più pulito c’ha la rogna”. Parliamo dell’oggi. Putin è evidentemente, obiettivamente un aggressore. Ma aveva invitato più volte – l’ultima nel dicembre del ’21 – il governo statunitense a desistere dal suo progetto di allargamento della NATO e dalla sua ostinazione a coprire gli ucraini che bombardavano e seviziavano nel Donbass. La diplomazia di Washington aveva continuato per la sua strada, armando nel frattempo – come si è più tardi ben dimostrato – gli uomini di Želensky, che allora si sentiva baldanzosamente sicuro di questo e perciò provocava impunemente la Russia così come oggi smania accusando l’Occidente di “viltà” in quanto esita dinanzi allo spettro dell’inasprirsi della guerra.
    D’altronde, Putin è caduto nel febbraio scorso in una ben consegnata trappola USA-NATO. Se non avesse risposto con forza alle provocazioni avrebbe allargato lo spazio del suo dissenso interno: e c’era già pronto chi era disposto a una nuova “rivoluzione arancione” (stile Tbilisi 2008 e Kiev 2005) che lo avrebbe detronizzato. Se però avesse risposto alla provocazione con le armi, come quasi tutti ritenevano molto improbabile, avrebbe avuto la sorpresa di trovarsi di fronte non solo nazionalisti ucraini coraggiosi e addirittura eroici (ma dove sono finiti gli altri, i “filorussi”, che pure c’erano? E perché da noi i democratici non se lo chiedono? Si limitano ai due o tre allontanati dalla collaborazione con Želensky o ce ne sono altri, magari finiti sottoterra o imprigionati da qualche parte, in qualche angolo della “democrazia-modello” ucraina?), ma anche un paese armato (e non da ieri) fino ai denti e ben provvisto di “consiglieri militari” – che i soli britannici hanno ufficialmente ammesso di aver inviato – e non solo sostenuto dal punto di vista politico e umanitario. Qualcuno ha detto che l’Ucraina potrebbe trasformarsi per i russi, nei prossimi anni, in un “altro Afghanistan”? E se, in termini di sperimentazione di conflitto tra blocchi antagonisti, essa andasse sempre più almeno per ora somigliando alla Spagna ’36-’39?
    Può anche darsi che Putin, i servizi del quale prima del 24 febbraio non hanno forse lavorato granché bene, abbia sbagliato i calcoli: il suo Blitzkrieg – se era stato concepito come tale – è fallito, la sua strategia di sollecita occupazione della costa del Mar Nero marca il passo. Eppure, anche da noi, osservatori autorevoli come i generali Mini, Bertolini e Li Gobbi (tre fra i nostri ufficiali più preparati), non sono affatto convinti che abbia sbagliato strategia per quanto possa aver fatto qualche errore tattico. Tralasciamo poi la faccenda della malattia fisica di Putin, che fa il tris con le storielle che sia matto o che sia un mostro. E, a proposito di quest’ultimo aspetto della questione, che la smettano i giornalisti di raccontarci la riedizione della favola di Putin-Barbablu: è vero che i bambini sono – a loro insaputa e in spregio alle loro vere e concrete sofferenze – i grandi protagonisti mediatici involontari d’una narrazione mediatica del conflitto tanto disonesta quanto ricattatoria: ma non esageriamo con le carrozzelle sventrate e i pupazzi di pelouche abbandonati per strada, qui ci sono sofferenze autentiche da alleviare: piantiamola con i piagnistei ipocriti e strumentali.
    E allora? Due cose sono certe. Primo: Želensky, dimostrando di non aver capito nulla dei “valori dell’Occidente” (che nella concreta realtà sono la libertà individuale spinta all’estremo, il desiderio illimitato di profitto e di benessere che peraltro riguarda i pochi che possono permetterselo e l’azzeramento della coscienza civica), avrebbe voluto ch’esso scendesse in campo al suo fianco: e ora starnazza perché ha capito che nessuno da questa parte della barricata è disposto a “morire per Kiev” e lui può dar del vigliacco a chi gli apre ma ciò non cambia nulla. Secondo: il signor Biden, il cui linguaggio diplomatico (“Putin è un macellaio”) ce lo rivela buon allievo di Di Maio, può continuar a minacciare il mantenimento della linea dura; liberissimo di sperare di continuar la guerra costi quel che costi, fino all’ultimo ucraino o magari all’ultimo europeo (non gli americani, per carità: Vietnam, Iraq e Afghanistan, con le relative pessime figure, insegnano). Ma dove non arrivano gli sproloqui, arriva la pacata grinta del premier turco, la sua cinica ben calcolata ambiguità e la sua buona regia dell’incontro d’Istanbul: il suo collega ucraino ha già ammesso che gli basta la prospettiva di entrare nell’Unione Europea (e Mosca annuisce), ma quanto a schierarsi con la NATO ammette ignoro con quanta buonafede che per ora non se ne possa/debba parlare; quanto poi all’integrità dei confini ucraini inviolabili e intoccabili, anche il Duce sosteneva che i confini non si discutono ma si difendono, però la storia si è presa carico di smentirlo. E Putin dal canto suo sembra aver rinunziato alla testa di Želensky: forse alla fine si accontenterà di una mezza vittoria (cioè di una mezza sconfitta), accettando un Donbass più indipendente ma non in tutto guadagnato alla Federazione Russa o guadagnato ad esso in condominio e magari con qualche potenza estera come garante. Potrebb’essere questa una linea su cui trattare, cominciando (questo è necessario, questo è fondamentale) col farla finita ora, subito, di ammazzarsi: magari senza aspettare nella concreta sostanza nemmeno la fatidica data del 9 maggio, al di là di qualche fastosa e festosa scenografia da Piazza Rossa. Si può smettere anche subito di sparare e aspettar qualche settimana prima di dichiarare ufficialmente che lo si è fatto.
    Quanto ai presidenti russo e turco, resta il fatto che come tante altre volte nella storia passata, alla fine le questioni orientali le decidono sempre lo zar e il sultano: quando riescono ad accordarsi. Se poi ci si mette anche il Figlio del Cielo, tanto meglio. Il successore dei piantatori schiavisti della Virginia può restare tranquillamente nella sua bella candida residenza coloniale sul Potomac: la sua presenza non è richiesta, anzi forse darebbe perfino un po’ fastidio. Magari può venire di tanto in tanto a visitare le sue floride piantagioni di missili nella nostra vecchia Europa. Non sarà il benvenuto, ma ce ne faremo una ragione.
    FC

    Piace a 1 persona

    • La UE sta preparando un nuovo pacchetto di sanzioni, A questo punto la Russia dovrebbe semplicemente vietare l’esportazione di petrolio e gas in Europa. l’Europa crollerà completamente, e intendo davvero Crollo. L’euro stesso sarà distrutto.
      L’Europa non ha modo di importare gas o più petrolio a breve termine, i prezzi dell’energia saliranno alle stelle e ciò raddoppierà le attuali stime di inflazione. La BCE sarà costretta ad alzare molto i tassi di interesse, i paesi dell’Europa meridionale non saranno in grado di finanziarsi sul mercato con tali tassi dati i loro enormi debiti… emergerà una nuova crisi del debito sovrano e con ciò una crisi bancaria in tutta Europa (sono tutti interconnessi) e con ciò una crisi sociale….questa sarà la crisi di Lehman Brothers x100. Le aziende europee verranno distrutte perché non saranno nemmeno in grado di rimanere aperte a produrre senza energia… se ci proveranno il costo di produzione sarà così alto i loro prodotti saranno completamente invendibili sui mercati internazionali visti i prezzi elevati. E trasformeranno quei costi di produzione molto più alti sui prezzi finali creando un’inflazione massiccia anche internamente. Per non parlare del fatto che vietando l’esportazione di cibo in Africa un ingente flusso migratorio verrà dal Sud spingendo l’Europa oltre i limiti. Crollerà completamente.*
      E di tutto ciò potremo ringraziare la von der leyer nipote di un noto generale delle SS, gentiloni draghi gigino giuseppi letta e tutti gli altri al seguito.

      "Mi piace"

      • Biden il democratico e gli USA dei Fondi e dei potentati festeggiano già il tanto agognato epilogo del vecchio mondo!

        "Mi piace"

  15. Catturato un generale usa insieme ai suoi collaboratori e 30 soldati del battaglione azov,
    Forse avevano sbagliato la strada di casa e si erano smarriti.

    "Mi piace"

  16. La democrazia atlantista insegna sempre ai suoi cittadini come si devono comportare: indica la voce che si fa dissenziente e la distrugge; prima la mortifica, poi la ghettizza, poi la uccide. Ci vogliono gli esempi per educare le masse! Già da bambino devi apprendere che se alzerai la testa, se non ti conformerai, se utilizzerai il tuo pensiero critico e indipendenza e se soprattutto metterai in dubbia la versione ufficiale….farai una brutta fine, nel pubblico ludibrio e nello stigma. Capuozzo è l’ennesima utile vittima sacrificale….ma anche lui è parte dello stesso sistema.

    "Mi piace"

    • E chi non sarebbe parte di questo sistema se ci vivi, scusa?
      Capuozzo ha dimostrato coraggio, riconoscerglielo mi sembra il minimo sindacale.
      Chi, nei suoi panni, quel coraggio ce l’avrebbe?

      "Mi piace"

  17. l’ha detto sul serio!!
    prende per il culo le imprese e gli italiani

    “Draghi: “La guerra peggiora le prospettive di crescita. Preferiamo la pace o il condizionatore acceso?”

    "Mi piace"

  18. Trovo la scelta legittima.
    Nessuno sta vietando al vecchio Toni la libertà di parola.
    Il dissenso per il suo modo di fare giornalismo è perfettamente lecito, anche se non condivisibile.
    Per me è anche condivisibile.
    Credo che Capuozzo abbia rosicato meno di quanto voglia lasciar intendere.
    Ma nulla di grave, non fatene un martire come il censurato Orsini, sempre in TV.

    "Mi piace"

    • Orsini in tv va ormai solo a Cartabianca, e gratis. In tv lo abbiamo visto lí e su la7. Dopo due anni di (S)burioni e co che ci hanno sfracellato i maroni a ogni ora, senza possibilità di contraddittorio e voci dissenzienti, ora chi è contro la guerra fa la fine dei NoVax…. Orsini dovrebbe avere stessa dignità e spazio di parola di chiunque invece inciti a maggior interventismo italico e a invio massiccio di armi (più che altro fondi dimenticati di magazzino). E dovrebbe avere stesso diritti di parola anche chi è contrario alle posizioni NATO, a aderire a contratti di fornitura di idrocarburi USA, a appoggiare Zelensky. Si chiama dibattito democratico.

      "Mi piace"

    • No Andreaex,
      Il veleno che instilli su Capuozzo cercando di psicanalizzarlo goffamente immaginando un suo “rosicamento”, è quanto di peggio e ignobile tu abbia scritto contro un uomo da quando è iniziata questa guerra.

      Peggio ancora di tutti gli insulti gratuiti che, in buona compagnia (e poi chiedi di guardare alle compagnie degli altri: le tue sono il peggio, guarda bene chi hai a fianco tu ), stai catapultando su queste pagine da quando è iniziata la guerra.

      Dire che Capuozzo “rosica” perché spiazzato da Bucha è peggio che insultarlo dicendo che che i suoi ragionamenti fanno il gioco di Putin, perché alzi la portata dell’insulto arrivando a pretendere di dare un giudizio sulla sua anima, che, secondo te, è quella di un venduto al tuo odiato nemico.

      E allora io ti dico che tu continui a fingere di non capire una cosa semplicissima: Capuozzo e tutti quelli che si pongono domande sui morti di Bucha non sono im malafede come la malafede dei tifosi di Zelesky lascia intendere.

      Semplicemente succede, invece, che quando la Nato e gli angloamericani che stanno dietro all’attore comico in cerca di guerre mondiali, ti piombano in tutti i canali TV per sbatterti in faccia la loro visione delle cose, scatta AUTOMATICAMENTE un autodifesa di tanti spettatori, dovuta NON a scelta di campo come la vuoi rappresentare tu, ma dovuta alla consapevolezza di aver a che fare con i più GRANDI BUGIARDI della Storia contemporanea.

      O vuoi negare anche le grandi bugie dei Blair e i Bush che hanno scatenato guerre con MILIONi di morti, sulla base di BUGIE ignobili che neanche bambini dell’asilo…?
      Nato e Angloamericani storici GRANDI BUGIARDI sulle loro guerre criminali e, aggiungo, BUGIARDI pure nelle vicende interne alla politica dei Paesi della loro zona di influenza.
      E sto parlando di Gladio in Italia ma anche dei loro sostegni a fascisti come Videla e Pinochet per citarne solo alcuni.

      E tu vorresti venire a parlare di rosicamenti di chi si pone delle LEGITTIMISSIME domande sui fatti rappresentati dalle tv al servizio permanente dei BUGUARDI STORICI angloamericani?

      Porsi delle domande è la cosa più DOVEROSA del mondo visto con chi hai a che fare.
      Lo capisci o no?
      O stai semplicemente prendendo in giro come, qui, ama fare chi maschera la propria mancanza di argomenti?

      "Mi piace"

  19. (Toni Capuozzo) – Se provo a distogliermi dalla certezza dell’orrore, la cosa che mi fa male non sono gli insulti, ma certe piccole notizie. A Nikolajevka, oblast russo al confine ucraino, qualcuno ha vergato una Z – simbolo dell’aggressione russa – sul ponte costruito dagli alpini, che ritornano nei luoghi della ritirata facendo del bene. Chi avesse visto lapidi e celebrazioni sa che i russi, parlando dell’invasione subita nella seconda guerra mondiale, scrivono sempre “i tedeschi e i fascisti”, mai gli italiani, come a salvare un affetto che ci assolve. Evidentemente, si avvia a non essere più cosi: risentimenti, sanzioni, espulsioni, la china della guerra. Già, gli insulti di chi combatte da casa.

    Il più gentile è Capezzone, e gliene sono grato. Ma c’è anche chi, come un certo Giuliano Cazzola (una vita nella Cgil, poi nel Partito socialista, poi nel Partito della Libertà), dice di provare disprezzo per me. E, per qualcuno che contesta con rispetto, tanti che mi accusano di percepire rubli, o peggio. “Porco”, “servo viscido del Cremlino”: la brigata del Bene è affamata di unanimismo, di conformismo, di silenzio. Bullismo di combattenti da tastiera, e un misto di ingenuità, ignoranza del passato, bisogno di credere qualcosa, qualsiasi cosa, e paura del dubbio. Non sarà questo a farmi perdere, da vecchio, il vecchio vizio di dire le cose che penso. L’ho fatto in ogni redazione in cui sono stato, in ogni conflitto che ho seguito: difficile reclutarmi. Sono fermo a un giudizio: la Russia è l’aggressore, l’Ucraina è l’aggredito. Sul come ci siamo arrivati, ci sarà tempo di discutere. Sono fermo a un obbiettivo: la guerra va fermata, bisogna negoziare. Ero contrario all’invio di armi, ma resto perplesso vedendo i vecchi carri cechi che viaggiano verso l’Ucraina: sono tombe ambulanti. Sono fedele a un principio: dubitare sempre, anche quando ti accusano di intelligenza con il nemico, anche quando sei solo: l’ho fatto con i miskitos del Nicaragua, l’ho fatto con i marielitos di Cuba, l’ho fatto con le foibe o con i marò, con Abu Ghraib e Fabrizio Quattrocchi, con i bambini uccisi in Libano e con la Chiesa della Natività. E dovrei adesso fare meno di chiedere come mai nelle foto satellitari del New York Times, che vogliono essere del 19 marzo, non c’è la neve, che quel giorno a Bucha c’era ? Dovrei rinunciare a interrogarmi sulla conservazione stupefacente di quei cadaveri per più di venti giorni sull’asfalto ? Dovrei non meravigliarmi che il 2 aprile l’operazione del battaglione speciale Safari viene presentata come un pulizia di sabotatori e collaborazionisti ? La scoperta dei morti di Bucha (non quelli delle fosse comuni, note da tempo, e delle vittime dei russi durante gli scontri e l’occupazione, no i morti che hanno sdegnato il mondo, presentati come il sanguinoso ocngedo dei russi in ritirata) incomincia il 3 aprile e diventa globale il 4.

    Ieri tgcom24 ha echeggiato una specie di gioco al massacro denunciato dal sindaco di Bucha: hanno fatto un safari con i civili. Paragone strano perché Safari è il battaglione speciale che come vedete il 2 aprile inizia un’operazione sì, di bonifica esplosivi e quant’altro ma anche di repulisti di sabotatori. Dove sono finiti i sabotatori ? Non ne hanno trovato nessuno ? O forse solo quel cadavere che ieri è apparso sullo schermo alle spalle di Giordano, ma lui non se ne è accorto, che ha ancora il bracciale bianco dei filorussi ? E’ una fonte ucraina, quel giornale, non la Tass. SE c’erano sabotatori che fine hanno fatto ?

    Ho solo un sospetto, e quello, invece, non è dimostrabile. Che ci stiano reclutando a una guerra lunga e costosa – in termine di vite, innanzitutto, e questo richieda -come dire ? – una spinta su spalle riluttanti. La Gran Bretagna ha rifiutato di discutere Bucha in Consiglio di Sicurezza, come aveva richiesto la Russia. Ho la sensazione che Bucha sia usurata da troppi dubbi, e la stampa inglese già ci abitua al nome di Borodyanka. Ma proprio così vecchi dobbiamo mandarli i carrarmati ? Ma siamo così insensibili all’orrore ? La guerra è questo: orrore tirato per la giacca. escalation strappata ai cuori. Ovviamente non posto l’immagine di un uomo riverso con un fazzoletto bianco al braccio, perché non so da dove venga, e come sia stato ucciso. Né le immagini di una uccisione in punta di coltello di un prigioniero russo o un civile, si capiscono solo le urla. Né i 267 marines ucraini che si sono arresi a Mariupol. Dove secondo alcuni vi sarebbero ufficiali Nato intrappolati con il battaglione Azov. E l’altra propaganda, in fondo.

    "Mi piace"

  20. Tutto smentito ieri sera dallo stesso Capuozzo, quindi scimmiette di putin tanto casino per nulla….ricordo ai primati invasati del macellaio russo che anche il fatto che la terra sia piatta è stato sconfessato!

    "Mi piace"

    • Non si direbbe proprio, testa di Cazz…

      Non mi trattengo, invece, dal fare altre domande. Perché non è stata coinvolta, sulla scena del massacro di Bucha, la Croce Rossa Internazionale ? Lo sanno tutti che è il primo passo per denunciare un crimine, fare i rilievi, raccogliere testimonianze indipendenti. Una svista ? Il timore che vedessero, ad esempio la scena che vi ho descritto prima ? O che facessero domande indiscrete ?

      Ho postato ieri il giornale ucraino che il 2 aprile annunciava un’operazione dei corpi speciali per stanare sabotatori e collaborazionisti dei russi. Com’è finita ? I giornalisti andati sul posto lo hanno chiesto, se lo sono chiesti ? Nessuno risponde-

      "Mi piace"