Chi vuole tappare la bocca a chi informa sulla guerra

In un post su Facebook il sottoscritto rilevava che una foto pubblicata da La Stampa un paio di settimane fa e spacciata nella sostanza come opera dei russi era invece l’immagine (tra l’altro pubblicata senza autorizzazione dell’autore) […]

(DI ANGELO D’ORSI – Il Fatto Quotidiano) – In un post su Facebook il sottoscritto rilevava che una foto pubblicata da La Stampa un paio di settimane fa e spacciata nella sostanza come opera dei russi era invece l’immagine (tra l’altro pubblicata senza autorizzazione dell’autore) di una strage appena compiuta da ucraini in Donbass. Il Fatto ne diede puntuale resoconto. Scrissi al direttore Massimo Giannini per deprecare l’“errore” (per niente casuale) e lui spiegò in tv che non gli interessa chi compia “la carneficina” (il titolo a tutta prima pagina della Stampa), ma mostrare “gli orrori della guerra”. E twittò insultando “pseudo storici, sedicenti giornalisti e miserabili lacchè di Santa Madre Russia”, con evidente riferimento al sottoscritto.

Giovedì vado a Piazzapulita di Corrado Formigli, il quale (dopo mezzanotte) mi dà la parola: dopo la prima mezza frase vengo interrotto da un gentiluomo a me ignoto, tale Stefano Cappellini (scopro poi essere addirittura “Capo della Redazione Politica de la Repubblica”). Per un’ora Cappellini non fa che interrompere, comportandosi come uno di quegli “spezzatori di comizi” che affiancavano gli “spezzatori di scioperi” nelle lotte proletarie, secondo la bella definizione di Antonio Gramsci, autore certo poco noto e per nulla praticato da Cappellini. Il quale peraltro non riesce ad argomentare alcun concetto, al di là delle interruzioni a mio danno.

Il giorno dopo il suddetto lancia dei tweet in cui mi inserisce nella categoria dei “rossobruni” (a me finora ignota: in tv mi aveva inserito fra i “terrapiattisti”) e sabato ci fa addirittura un articolo su Repubblica con tanto di mia foto. Sbatti il mostro in prima pagina. Cappellini non è tenuto a sapere che mi sono laureato con Norberto Bobbio con una tesi su “La filosofia della pace”; sono stato allievo e collaboratore di Aldo Capitini, il grande teorico della nonviolenza; e ho sempre scritto saggi, articoli e libri non solo “sulla” guerra, ma “contro” la guerra. Oggi prendiamo atto che Stampubblica (anche più del Corriere) è espressione paradigmatica del pensiero unico e del “maccartismo 2.0”. Se provi a fare analisi, che non possono che essere complesse data la complessità della situazione in cui la guerra si colloca, ti si costringe a premettere che sei contro Putin: tutto il resto, come l’informazione (l’ha testualmente dichiarato il Cappellini da Formigli), non conta. E invece conta. Per fortuna ci sono ancora zone di resistenza del pensiero libero, come il FattoAvvenire e il manifesto, che non hanno certo una linea politica da portare avanti, ma solo lo sforzo di informare a 360 gradi. E, con buona pace dei Cappellini (ma anche dei Rampini e Gramellini…), l’informazione è decisiva, oggi come in tutti i contesti di guerra. Come scrisse il compianto Danilo Zolo, in questi conflitti post-1989, l’informazione non è più neppure “strumento di guerra”: è essa stessa guerra. E perdipiù una guerra ad armi ìmpari. Ma una guerra a cui siamo chiamati, anche se partiamo svantaggiati. La mia opinione è che il popolo italiano sia meno stolto di quanto costoro lo considerino. E, a dispetto delle etichette che incollano al sottoscritto o ad altri (Luciano Canfora, Franco Cardini, Tomaso Montanari, Alessandro Orsini e via seguitando…), insisterò nel mio sforzo di analizzare e argomentare. La storica francese Annie Lacroix-Rix ha scritto pochi giorni fa: “Questa guerra, per quanto deplorevole, è stata annunciata molto tempo fa, e le voci ragionevoli di militari, diplomatici e accademici in Occidente, che non hanno accesso a nessun grande organo di ‘informazione’ privato o statale, sono categoriche sulle responsabilità esclusive e di lunga data degli Stati Uniti nello scoppio del conflitto che hanno reso inevitabile”. Si può dissentire, certo. Ma se i fatti storici sono determinati sempre da tre fattori, il conflitto in Ucraina – che non è la guerra dell’Ucraina, ma tra la Russia e la Nato, e della sorte della popolazione ucraina non importa un accidenti a nessuno – lo conferma: i fattori sono gli individui (la decisione, che condanno, di Putin di attaccare), il contesto (il golpe di Euromaidan, la presenza di forze neonazi in Ucraina, i 15 mila morti in Donbass provocati dagli ucraini tra la popolazione russofona e russofila) e il caso (fin qui non determinante, ma sempre importante). La combinazione dei tre ha condotto alla guerra. E mandare armi, o pensare di inviare soldati, e aderire alla logica delle sanzioni di cui l’Europa (e l’Italia in primis) subirà le conseguenze, sono scelte scellerate. Dobbiamo dirlo. A dispetto dei “lacchè” non di “Santa Madre Russia”, ma piuttosto dei padroni dei media, tra l’altro coinvolti nei giganteschi affari dell’economia di guerra, ossia produzione di armi, mezzi militari, proiettili. Sarà un caso?

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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63 replies

    • Cosa: “che il popolo italiano sia meno stolto di quanto costoro lo considerino” o che “Sarà un caso?”?

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      • É fattuale che certi sondaggi lascino perplessi. Non che il popolo italiano sia sveglio e intelligente in todo, ma certamente, che dopo un martellamento monocorde a tappeto dei media per un mese ,la magioranza risulti contraria all’invio di armi in ucraina, sorprende non poco.

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      • A parte che dubito seriamente che la maggioranza con due G sia contraria all’invio di armi in Ucraina se non forse qui sul blog, che cosa vuol dire @cgg, che se fossimo solo io e lui a pensarla così sarebbe una puttanata? Che la verità e il senno sarebbero prerogative della maggioranza e non, come da sempre, del suo contrario? Rilassatevi democratici ad oltranza: il vostro giocattolo è nato rotto!

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  1. Che della popolazione ucraina non freghi niente a nessuno, eccetto la popolazione ucraina stessa, e’ vero, come e’ vero che a nessuno e’ fregato e frega niente degli yemeniti, dei siriani, degli iracheni, degli afgani, dei palestinesi, dei libici e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

    Giustificare l’invasione dell’Ucraina con presunte provocazioni e’ una idiozia bella e buona.

    Allora adottando la logica dei provocazionisti pure gli ucraini hanno fatto bene a bombardare il Donbass, e dovrebbero passare alla Crimea, perche’ sono stati provocati dai secessionisti, e la colpa dei bombardamenti nel Donbass e’ dei secessionisti che non si sono arresi al battaglione Azov che era andato a denazificarli (come denazificatori quelli del battaglione Azov sono piu’ credibili di Putin).

    Se gli ucraini si fossero arresi dopo 2 giorni di guerra, con ogni probabilita’ a quest’ora gli “storici” dovrebbero cominciare a preoccuparsi di trovare le nuove “provocazioni” di Estonia e Lituania per giustificare le prossime invasioni del mafioso Putin.

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    • mi sa che in testa ha un nido di vespe invece che neuroni

      ma in sostanza cosa ha scritto, non mi è chiaro…

      che chi ha come santini di riferimento chi si è alleato con i nazisti (quelli originali) e
      tiene foto degli ex padrini, invece che madonne e pornostar, sopra il letto è meno
      filo nazista di chi si è opposto ad un golpe esterodiretto?

      capisco che da noi, in Italia, parlare del fascismo-nazismo è ancora dura, visto che ancora
      10 anni fa c’era chi teneva il busto di mussolini sul comò e nei weekend festeggiava con i camerati
      (visto e sentito da un diretto interessato, non raccontato da terzi) e che la vergogna di ciò che
      è stato fatto non si è ancora presentata alla loro porta, porti alla giustificazione della
      oppressione ed eliminazione di coloro che hanno la colpa di nascere, ed usare una lingua non gradita

      e sulle repubbliche baltiche
      hanno forse bombardato qualcuno? sono all’interno di una qualche forma di tregua tra due parti
      che prevede una de-escalation militare? non mi pare
      sono russofobe, ma sostanzialmente utili solo per piazzarci armamenti nato
      vista la mancanza di praticamente tutto, dalle persone che emigrano, alle energie
      che dovranno elemosinare in EU e che otterranno solo in cambio della loro
      russofobia e cessione di sovranità militare.
      quindi che ‘scusa’/motivazione potrebbe mai esserci…

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    • Scusa ma penso che tu stia applicando una logica sbagliata.
      Qui’ nessuno giustifica o si limita a spiegare la guerra in termini di provocazione e reazione. Qui si tratta di mettere in fila dati ed analisi per capire come sia stato possibile, cosa si possa fare per arrivare alla pace, e come si possa evitare in futuro. La colpa e’ in GRAN PARTE di Putin ma non e’ SOLO di Putin. Non possiamo risolvere un problema multidimensionale concentrandoci su un solo fattore. Assumere che Putin sia il solo responsabile equivale a dichiarare che sia il solo attore con capacita’ decisionale sullo scensario internazionale. Il resto del mondo sarebbe un semplice spettatore.
      Sto forse giustificando Putin nel dire questo?

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    • Nelle repubbliche baltiche non c’è stato un colpo di stato che ha cacciato il presidente democraticamente eletto, non ci sono state stragi da parte di autodefiniti nazisti, non c’è stato un sterminio in intere province russofile autoproclamatesi indipendenti con 15 morti civili che non hanno suscitato nessuna pena nei nostri sensibili commentatori da salotto tv. Quindi se Putin deve essere considerato un criminale, credo che la lista di nomi che precede il suo sia cosi luga da richiedere mesi per essere letta.

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  2. La violenza di questi sinceri democratici (de ‘sto cz) viene esercitata soprattutto in una fascia oraria ben precisa: quella dei talk serali.
    Lo schema è questo:
    •i giornali martellano quasi tutti all’unisono, con una stessa voce, perché hanno una utenza prevalente di vecchi: in pochi usano internet e si affidano al cartaceo
    •i talk/approfondimenti mattutini e pomeridiani sono seguiti da vecchi, perciò la musica è la stessa: ospiti e immagini sono orientati alla uniformità di giudizi/conclusioni, senza alcun contraddittorio degno di questo nome
    •poi arrivano i tg serali, idem come sopra. Il tg è un pacco bello confezionato e consegnato con zero contraddittorio.
    •e poi arriva il bello della storia: la prima serata. Qui la musica cambia, perché molto del pubblico che segue i famosi contenitori serali era assente durante tutto il martellamento della giornata, è un pubblico sveglio, usa più facilmente internet, ha certamente dubbi e bisogno di capire, e quindi i talk sono impostati in maniera che le pochissime voci fuori dal coro risultino ridicolmente solitarie, bastonate e sbeffeggiate, lì, nello studio TV, e nelle edicole il giorno dopo, e quello dopo ancora. Questo è lo schema creato e messo in piedi dagli architetti della propaganda per indurre milioni di persone a pensare come vogliono loro.
    Resta da capire se la cosa sta funzionando come sperano questi manipolatori professionisti.
    Io posso portare un piccolissimo e forse insignificante esempio che le cose magari vanno in altro modo: un paio di giorni fa ho dato una occhiata a un canale YouTube che rientra nel gruppo degli 8/10 più seguiti o perlomeno più conosciuti dalla fascia di età 18/30 (più o meno).
    Il titolare del canale ha fatto un video dedicato a una persona che in questi giorni ha una voce controcorrente riguardo la guerra e ha usato lo stesso metodo di giornali e talk: nei commenti è stato sommerso di m. Letteralmente.

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    • Questo schema infame molto spesso viene alimentato dalle vittime perché accettano di entrare nel tritacarne pur sapendo cosa li aspetta. Il (fu) m5* è cintura nera di masochismo dato che si è prestato al giochino per anni senza fiatare. Idem coi giornali. Ti cercano per riempire un buco con una intervista e poi ti sommergono di m. per il resto dei giorni che mancano alla intervista successiva. Imbecilli. Continuino a fare i moderati e liberali, contenti loro..

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  3. Beh! Vedere un coglione come il cretino in ” prima linea ” come si chiama ? Su la sette ! Beh val bene una messa di tutta la serie di coglioni che ci massacra gli zebedei da mane a sera !! Una banda di idioti guerrafondai senza arte ne parte ma sempre a raccontare la notizia con l invio di un comico della sette con un kway!! Vuoi mettere il rischio che corre sto povero c.. cristiano !

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  4. Perché nessuno vede l evidenza ?gli usa ( nato ) fanno guerre da anni per destabilizzare l europa , gli indiani li hanno gia sterminati e se nutrono ancora venti di guerra li fanno sempre ben lontani dal loro c.. sveglia che è tardi poveri asserviti atlantici!

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  5. Neanche il massacro dei civili apparso in tv ferma le tifoserie di Putin, lo zar carnefice che flirta con certa Europa bianca e cristiana

    L’esperto geopolitico commenta ogni giorno sulla Stampa l’evolversi del conflitto tra Russia e Ucraina

    04 Aprile 2022 alle 01:00

    1 minuti di lettura

    Professor Margelletti, che pensa del video-choc della BBC che prova l’inaudito massacro dei civili sulla strada per Kiev?

    «Certo, l’ho visto. E si tratta di massacri che non hanno alcun senso dal punto di vista militare. Queste operazioni hanno solo un obiettivo: quello di estirpare le persone dai loro luoghi. Non stiamo parlando di un’attività episodica. Si hanno notizie di stupri e massacri da tutto il fronte ucraino in cui sono specialiste le falangi cecene e siriani, i famosi macellai di Aleppo mandate in Ucraina dal Cremlino. Bisogna avere il coraggio di dire che gli omicidi indiscriminati dei civili sono parte della pianificazione russa per piegare l’Ucraina».

    Lei, già da tempo, e non è certamente il solo, ha definito Putin un criminale di guerra. Ma crimini umanitari di questo dittatore si stanno ripetendo con cadenza giornaliera, anzi, pogni giorno alzando l’asticella dell’orrore.

    «Definire Putin un criminale di guerra è ormai totalmente riduttivo. La definizione andrebbe allargata ai principali esponenti militari russi e ai generali che agiscono sul campo. I russi non stanno soltanto uccidendo i civili ucraini, ma la nostra stessa umanità».

    A questo punto l’Europa non potrebbe o dovrebbe intervenire per motivi umanitari senza aver bisogno di appellarsi al famoso articolo 5?

     «Lo abbiamo già fatto in passato, e molte volte: in Kosovo, in Bosnia, in Ruanda. Ma è sempre stata una scelta politica. E viene da dire che ora non lo facciamo perché dall’altra parte c’è un signore che dispone della bomba atomica».

    Eppure ci sono ancora molte persone, a leggere i sondaggi e a sentire certi dibattiti, che sono ancora dalla parte di Putin…

    «Sì e tutto ciò nonostante la guerra in Ucraina sia la più vista della storia grazie ai media e ai social. L’atteggiamento dei filoputiniani ci riporta indietro di 50 anni ai tempi del negazionismo della Shoah. La Storia, comunque la si guardi, non può mettere sullo stesso piano Churchill e Hitler, De Gaulle e Mussolini. E il dramma è che non sono poche le persone che continuano a difendere il carnefice».

    Qual è il motivo secondo lei? 

    «Perché nel corso degli anni la propaganda russa e la connivenza del potere del Cremlino con alcuni partiti politici occidentali hanno diffuso una particolare immagine di Putin: quella dell’uomo forte con le idee chiare che decideva da solo deresponsabilizzando il popolo e difendendo un’Europa bianca e cristiana dal terrorismo islamico. E dire che anche in quegli anni continuava a uccidere indisturbato giornalisti e dissidenti». 

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  6. Gannushkina, l’attivista per i diritti umani: “Che vergogna, noi russi siamo tutti colpevoli”dalla nostra inviata Rosalba Castelletti

    L’ex professoressa, 80 anni, più volte candidata al Nobel per la Pace in Russia dove vive è etichettata come ‘agente straniero’: “Putin è un triste esempio di come un complessato sia diventato un leader monocratico

    04 APRILE 2022
    Mosca – All’ingresso della nuova sede del Comitato d’Assistenza Civica c’è ancora l’insegna di un’agenzia di viaggio. “Ci siamo spostati tre settimane fa, dopo che il Comune ci ha cacciato via dai locali che ci aveva concesso per dieci anni”. Svetlana Gannushkina lo dice con l’aria di chi non fa più caso alle rappresaglie del potere. Ex professoressa di matematica diventata la più nota attivista russa per i diritti umani, più volte candidata al Nobel per la Pace, insignita del Right Livelihood (il “Nobel alternativo”) e decine di altri riconoscimenti per il suo impegno per i rifugiati di tutte le guerre, vanta ben quattro etichette da “agente straniero”, il marchio riservato ai “nemici del popolo” d’era putiniana. E il 6 marzo, giorno del suo 80° compleanno, è stata arrestata. “Sono stata incriminata e multata ingiustamente in base ad accuse inventate. Ma la cosa peggiore è che allo stesso modo vengano montati i processi contro chi rischia il carcere”. Insieme ad altri dieci attivisti e storici dissidenti, tra cui Lev Ponomariov e Oleg Orlov, giorni fa Gannushkina ha creato il “Consiglio dei difensori dei diritti umani” e siglato un “manifesto” per “proteggere le vite, i diritti e le libertà di ucraini e russi”. “L’offensiva in Ucraina è la tragedia peggiore che sia capitata a me e al mio Paese”, dice a Repubblica. “E noi russi siamo tutti colpevoli. Non esistono innocenti”.
    In libreria vedo il suo libro “Anche noi siamo la Russia”…
    “Ho deciso di scriverlo dopo la pubblicazione di un libro intitolato Capire la Russia con Vladimir Putin in copertina. Putin non è la Russia. La Russia è cultura, una cultura che ha influenzato il mondo intero. La nostra filosofia, la nostra attitudine alla vita, si manifesta nella musica, nella letteratura, nell’architettura, nelle icone. Non amo molto la nostra storia perché ha tante pagine di regimi totalitari di cui non possiamo essere fieri…”.
    Come quello di Vladimir Putin?
    “Putin è un triste esempio di come un complessato sia diventato un leader monocratico. Diventa sempre più autoritario, caccia via tutti coloro che dissentono da lui. Adotta uno stile sempre più mafioso. Da Cosa Nostra. Uno stile che descrive anche Fjodor Dostoevskij nel libro Demoni dove, per diventare complici, tutti devono commettere qualche delitto. Sono assolutamente sicura che attorno a Putin ci sia tanta gente che capisce che lanciare una guerra contro l’Ucraina senza dichiararlo, come ha fatto la Russia, sia stata una follia completa. Ma questa gente, pur capendo che cosa non va, è complice di Putin e non può obiettare”.
    E la società civile russa, o quel che è sopravvissuto al ventennio di Putin, come sta rispondendo?
    “Come società civile non abbiamo altra scelta che far capire al potere che quello che sta facendo in Ucraina non è giusto. Non possiamo abdicare. Non possiamo sottrarci. Qui al Comitato vedo tanta compassione per la gente che muore in Ucraina. Molta gente vuole aiutare. Portano vestiti e cibo per i profughi, donano soldi, benché siamo stati dichiarati dalle autorità “agenti stranieri”. Le autorità hanno soppresso l’ong Memorial. Noi continuiamo a lavorare finché non ci sopprimeranno fisicamente”.
    Molti giovani però sono partiti perché si sentivano impotenti…
    “È la cosa che più mi rattrista. Purtroppo è comprensibile. Le nuove leggi approvate possono facilmente mandarti in galera. Prevale la banale paura e autoconservazione. D’altro canto, c’è il peso della responsabilità che ricade su ciascun cittadino russo per quello che sta facendo il nostro Paese e questo peso oramai è diventato insopportabile. Viene voglia di dire (china il capo e poggia le mani sulle tempie, ndr): “Rompo tutti i legami e mi libero di questa responsabilità”. La sensazione di non potere realizzare a pieno i propri diritti da cittadino era opprimente già nei tempi sovietici. Ma non credo che ci siano russi innocenti”.
    Perché Quali responsabilità avrebbero i russi?
    “Io non credo nell’esistenza della “gente semplice”, senza colpe. Per me i cittadini russi sono tutti responsabili di quello che le autorità fanno in loro nome. Una volta il dissidente polacco Adam Michnik disse: “Il patriottismo è definito dal grado di vergogna che l’uomo prova per i reati commessi in nome del suo popolo”. Sono parole che condivido”.
    Il popolo russo dovrebbe sentirsi in colpa?
    “Attorno a me molti provano questo sentimento di vergogna patriottica. Ma sono attivisti. Dopo tanti anni, e persino secoli, il popolo russo è stato abituato a provare nei confronti del potere un atteggiamento distaccato: vede il potere come qualcosa da cui dipende, ma che non può influenzare in nessun modo. Vorrei citare la poesia Le vecchie estoni di Innokentij Annenskij: “Buonanotte carnefici, sorridetevi amorevolmente. Sei così placido che sembra non ci sia nessuno più colpevole di te””.
    Che cosa possono fare i russi?
    “Se milioni di noi fossero scesi in piazza, avremmo potuto ottenere qualcosa. Ma temo sia una prospettiva oramai irreale, a causa delle leggi repressive e della propaganda. La gente ci è cascata. Le autorità hanno sfruttato il cardine del nostro orgoglio nazionale: la vittoria sul nazismo. Ora molti credono davvero che in Ucraina stiamo combattendo il nazismo come fecero i nostri avi durante la Grande Guerra Patriottica. La colpa è anche nostra, della mia generazione. Saremmo potuti diventare leader agli occhi del popolo, ma non ne siamo stati capaci. Anche perché le autorità anno fatto di tutto per accusarci di essere ‘agenti stranieri’ “.

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  7. Chissà se questo nonnino ha ancora intenzione di fare figuracce come l’altra sera a Piazza Pulita dove giustamente Cappellini lo ha affossato, un bel ospizio dove ti servono la mela cotta sarebbe auspicabile…… Un altro ridicolo che scrive sul FattoQ il giornale delle comiche (non tutto

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    • Paolabl
      Di la verità, tu di mele cotte ne sai qualcosa vero?
      Mi raccomando!! Non dimenticarti le pillole,
      PS, meglio per te se invece del FQ ti leggi la Stampa e il messaggero. Più consoni ai cerebrolesi.

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    • Per curiosità: questa tua, cos’era? Acidosi mattutina? Da quel vedo ti è rimasta in gola per metá.

      “Figuracce”? Giustamente Cappellini”? Ma che film ti sei vista.

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    • Peccato che tu sia una comica che non fa nemmeno ridere ma piangere dalle scempiaggini che scrivi. Ciao Dottoressa Stranamore, non vedi l’ora che scoppi la guerra nucleare per soddisfare il tuo ego atomico vero?

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  8. Da uno studio di Harvard.
    Consigliato agli ecologisti.

    Sviluppo non convenzionale di petrolio e gas: questo è fracking. Implica la sabbiatura di strati aperti di roccia a grandi profondità sotto un’elevata pressione idraulica utilizzando sabbia, acqua, prodotti chimici e altri additivi. Ciò consente al gas e al petrolio di fuoriuscire e quindi di essere raccolti.

    Il fatto che l’aria, le falde acquifere, i fiumi, i laghi, l’acqua potabile, le piante e gli animali vengano avvelenati nel processo e che la salute delle persone sia danneggiata: tutto questo è noto in tutto il mondo da anni, in realtà. Migliaia di iniziative di cittadini, scienziati, consigli municipali hanno organizzato la resistenza per tre decenni tra la California e il Wyoming, per lo più invano e i media politicamente importanti hanno negato.

    Tutto ciò sarà ampliato dallo sforzo, si fa per dire, dalle società petrolifere usa che si sfregano le mani, di rifornire l’Europa di gas Gnl,

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  9. Leggo il titolo: “Chi vuole tappare la bocca a chi informa sulla guerra”. E mi chiedo.
    Alzi la mano chi di voi conosceva la voce e il pensiero del “gentiluomo” ANGELO D’ORSI.
    Un altro che deve ringraziare il cielo di averlo fatto nascere in Italia e non in Russia.

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    • Esatto. Dateci il rassicurante club dei soliti noti: molinari, giannini, fontana, mentana, minzolini. E vespa spegne la luce.

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      • @giansenio
        Esatto che?
        Angelo D’Orsi, come tanti altri, può parlare liberamente e dire la sua.
        Nessuno lo imbavaglia, anzi, né tantomeno gli offre una tazza di tè al polonio.

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    • Purtroppo invece Santo tu in Italia ci sei nato, ed è veramente una terribile iattura per noi perché ti dobbiamo sopportare con il tuo amore per le guerre mondiali.

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  10. Vorrei capire per quale motivo in Italia ogni santissima questione debba finire in tifo, come se ogni volta si discutesse del rigore mancato e dell’ arbitro cornuto! È una propensione mentale, una tara genetica o il prodotto di un condizionamento perdurante da decenni e funzionale ad un preciso scopo? Perché entrare in questo tipo di modalità reattiva è esattamente opposto alla reale costruzione dell’ opinione, capacità del singolo e di una comunità di ascoltare, capire, ricordare, valutare analisi e parere diversi! Se tizio, che sarà pure un nonnetto, ma ha il sacrosanto diritto di esprimere la propria opinione, si chiama democrazia, ed avrebbe anche il sacrosanto diritto di essere ascoltato e certamente ribattuto o contraddetto nel merito dal suo interlocutore, senza offese e denigrazioni, viene eliminato e giudicato a prescindere, ritenuto inattendibile, per la sua persona, per la sua età, appartenenza politica, etnica o religiosa, questo è pregiudizio e discriminazione, è costruire tifoserie acritiche, affinché non abbiano alcuna opinione né la capacità intellettuale di formarsela! La realtà tragica, pericolosa, non è solo la guerra in Ucraina dove come in ogni guerra muoiono persone, si liberano i peggiori istinti, la feccia che alberga in ognuno di noi, negli ucraini come nei russi, perché non è questione di razza o lingua, ma di origine animale, bestialità e violenza insite in ognuno di noi, la banalità del male, sopite, ma facilmente evocabili, da certe condizioni, la gravità, appunto, è che siamo in modalità fanatismo fazioso, pur in condizione di pace, di relativa tranquillità, adatta all’ ascolto anche del diverso da noi! Invece sono decenni che veniamo condotti sul pericoloso percorso dello scontro pregiudiziale, di fanatici faziosi ignoranti, da media e propaganda, che speculano cinicamente su qualsiasi argomento, dai soldi al dolore e alla morte, fomentano, istigano, dividono per poi versare false lacrime quando i fanatici passano dalle parole agli orrori fattuali della propria intolleranza, discriminazione, odio, indotti! Le colpe dei militari dei fronti avversi in questa guerra, come in ogni guerra, domani potrebbero essere le nostre, i loro orrori i nostri, e non perché Putin ci invade, ma perché siamo fanatici faziosi, violenti ,pronti ad uno scontro tutto interno come storicamente accaduto in passato, con il ventennio fascista o il periodo stragista, quando non invasi da nessuno, ci siamo macchiati di sangue e violenze al pari dei militari russi ed ucraini, e saremmo capaci di fare peggio! Basta vedere quanta intolleranza, discriminazione, pregiudizio, violenza ed odio venga riversato ed istigato ogni giorno, per fare spettacolo ed ascolti ,da chi avrebbe il dovere morale, prima che professionale, di informare ed educare alla pace e alla democrazia! Questa distorsione mentale, questa violenza, carsica, è il presupposto di ogni guerra, ed i popoli si assomigliano tutti nella loro incapacità di emancipazione da questa manipolazione mediatica, culturale e politica che li porta, come un gregge al macello, a combattere una guerra per interesse altrui, motivi economici, finanziari e di prevaricazione imperialista, capitalistica, che nulla ha a che vedere con libertà e democrazia, visto che la libertà esige il rispetto del diverso, di ogni tipo di diversità, e la democrazia si fonda nella sua tutela! Io provo a leggere ed ascoltare le varie opinioni, ed ho certamente qualche difficoltà a credere a certi giornalisti che hanno fatto della menzogna e della mezza verità la stima della loro carriera professionale, se in passato hanno dato prova di falsità, omissione, parzialità, servilismo, incoerenza o evidente ignoranza, perché dovrebbero essere ora degni di fiducia e di credibilità? Se la Stampa pubblica una foto palesemente falsa, è la premessa alle menzogna o alla verità? E chi inciampa su una tale maldestra propaganda può dare lezioni di correttezza?

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  11. Ecco alcuni brani di un’intervista a Romano Prodi, uno dei più lucidi, secondo me, in questo parricolare momento.

    “Del gas russo abbiamo un gran bisogno, su questo non c’è dubbio. Ma i russi hanno molto bisogno di venderlo. Oltre al fatto che se dovessero chiudere il rubinetto, ci vorrebbe molto tempo per riaprirlo. E per loro sarebbe un suicidio».
    “I grandi impianti non funzionano con un interruttore. Guardate al nostro Adriatico: di energia se ne potrebbe prendere parecchia, ma ci vorrà un anno e mezzo per riavviare l’estrazione”. Per questo Prodi dice sì alle sanzioni su gas e petrolio: “Le immagini appena viste rivelano crimini imperdonabili, inaccettabili anche nelle tragedie belliche. Occorre una risposta forte e unitaria da parte dell’Europa”.
    L’economista dice la sua anche sul pagare il gas in rubli: “Apparentemente è una rivoluzione, in pratica è uno strumento di politica interna russa, per il controllo e il rafforzamento del rublo. Oltre a essere un segno di maggiore sovranità, ovviamente. L’interlocutore rimane Gazprombank che è stata esclusa dalle nostre sanzioni, per evitare di essere strozzati. Semplicemente si continuerà a pagare alla stessa banca in euro che li cambierà in rubli, con modalità più complesse e controllate dal governo russo. Se fosse stato davvero un fatto rivoluzionario, il prezzo del gas sarebbe schizzato. Ma così non è stato”.
    Ecco poi un racconto sullo Zar: «Non ho idea di cosa pensi Putin. E non è facile indovinarlo. Ricordo quando gli chiesi di ospitare Emergency in Cecenia e lui mi rispose: “Tu non sei cittadino russo, io non lascio che decidano gli altri del mio Paese”. E non so nemmeno quali siano stati gli accordi o i disaccordi con Xi Jinping nei loro recenti incontri. Continuo comunque a ritenere che solo l’accordo fra Stati Uniti e Cina possa mettere fine alla tragedia della guerra in corso”.
    Infine, sulla costruzione di una Difesa Europea, Prodi ha ribadito l’idea di una cooperazione tra i principali paesi europei, unica via per un reale cambiamento nel breve periodo:
    “Se Macron vincerà le elezioni potrà proporre una cooperazione sulla difesa a Germania, Italia e Spagna”.

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  12. Se nessuno conosceva Angelo D’ Orsi, che comunque è un giornalista che ha scritto mi pare anche per Repubblica, tanti anni fa, ma tutti conoscono Cappellini, Sallusti, Feltri, Vespa, Travaglio, Scanzi, ecc fatti una domanda! E ci sono tanti altri giornalisti, storici, intellettuali che non sono conosciuti, visto che la ” conoscenza” che in realtà è ignoranza passa attraverso la TV! Siccome siamo in Italia e non in Russia, esprimere la propria opinione è diventato un regalo, una gentile concessione, accontentati di poterla esprimere anche se rimarrai uno sconosciuto ai più perché il sistema falsamente democratico, premia un Cappellini qualunque? È questo il tuo concetto di democrazia, di servizio pubblico, di libertà? Se un diritto viene elargito come concessione o regalo, non è democrazia, è la magnanimità del sovrano verso i sudditi! A te piace, a me no, e l’ unica differenza con la dittatura è l’ uso della violenza come arma politica, che comunque non è mancata in Italia in passato lontano e recente! Ogni volta fai lo stesso commento, pensa se fossi stato in Russia. …..pensa se tu fossi stato in Italia nel ventennio fascista, negli anni della strategia della tensione, od attualmente con una informazione al servizio esclusivo del potere dove le voci indipendenti vengono silenziate ed oscurate, e visto quanti fascisti, neonazisti, faziosi, violenti e razzisti ci sono in Italia il passaggio alla repressione fisica oltre che culturale e mediatica potrebbe essere breve e facile!

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    • @Alessandra
      “Se un diritto viene elargito come concessione…”.
      MA CHI TE LO HA DETTO?
      State sempre a frignare.
      D’Orsi, come altri, scrive e va in tv. Orsini è praticamente diventata una star, contesa anche dai cosiddetti giornaloni. Santoro stesso è tornato in auge con le sue posizioni contro il famigerato pensiero unico. Il web è infestato da propaganda russa. Vuoi che continuo?

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  13. E tu stai sempre a ribadire contraddizioni! Il fatto che Orsini venga conosciuto ora, che Santoro torni in auge o che qualche voce alternativa trovi spazio è l’ esatta conferma che evidentemente qualcosa non funziona, perché se Orsini avesse avuto lo stesso spazio ed interesse mediatico del nulla Cappellini avremmo scoperto che aveva anticipato nel 2019 quanto poi accaduto in Ucraina. ….l’ opinione pubblica sarebbe stata informata e forse avrebbe dato diversa lettura di una guerra che si vuole scoppiata adesso, e non anni fa, come da narrazione comoda di aggressore ed aggredito! L’ omissione è funzionale…..Se poi l’ articolo di Manlio Dinucci del 2020 , da me pubblicato due giorni fa, avesse avuto lo stesso spazio ed interesse del nulla Giannini avremmo scoperto che qualcosa di grave stava succedendo in Ucraina, in Europa e mezzo mondo tale da spingere le Nazioni Unite ad una risoluzione di condanna a neonazismo, xenofobia, intolleranza che è stata non VOTATA dal governo ucraino dell’ ebreo Zelensky….in Ucraina dove era in atto un conflitto dal 2014, dove veniva imposta la lingua ucraina, bandito il russo, discriminati connazionali, intestate strade alla gloria di collaborazionista nazisti come Stefan Bandera. …..e se poi il democratico Zelensky che vuole armi ed impegno dell’ Occidente per la democrazia del suo paese contro il dittatore russo, scioglie ogni altro partito, fuorché il suo, e mette fuorilegge i comunisti regolarmente eletti, a me che non sono russa, viene in mente il passato fascista italiano ed i progetti golpisti italiani con protagonisti simili, che al posto di piazza Matteotti avrebbero certamente voluto ed imposto piazza Benito Mussolini. ….e mi basta tutto questo quadro, reale e confermato da fatti storici e documentazione, agli atti, per avere quantomeno dubbi su quanto viene raccontato da chi come te ha invece certezze…..io non frigno, io mi incazzo di tanta ipocrisia, revisionismo storico, falsità un tanto al chilo per pura propaganda che vuole Putin certamente dittatore di un paese non democratico, ma mi vuol far credere che la democrazia sia quella ungherese, polacca, turca od ucraina. …..a me chi mi prende per il culo su certi valori suscita schifo e ribrezzo, una reazione tutt’altro che frignante…..l’ unico che frigna sull’ aggressione di ” democratici ” che esercitano intolleranza, discriminazione, glorificazione di collaborazionisti neonazisti storici o militanti combattenti attuali, da anni , sei tu, io ho già preso le distanze in una condanna senza se e senza per il solo fatto di essere italiana, erede di vicende storiche e politiche che mi riguardano direttamente, senza alcun bisogno di schierarmi in vicende di paesi altrui di cui non ho alcuna appartenenza e conoscenza! Mi riservo ogni dubbio in merito, in autotutela da errori madornali, di cui non vorrei essere responsabile visto quanto è stato difficile conoscere e sapere la verità di vicende tutte italiane su cui è stato posto ogni possibile segreto, da quello di Stato a quello informativo! Frigna sulle tue verità indiscutibili e lascia agli altri la possibilità di incazzarsi sui dubbi. …..ne abbiamo da vendere a tonnellate peccato non siano gas o fonti energetiche!

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    • @Alessandra
      Sai cosa contesto a gente come D’Orsi, e volendo anche a te? Non certo la sacrosanta libertà di esprimere il vostro pensiero. Ma la vigliaccheria di fondo.
      Prendo D’Orsi come esempio. Lui cita la storica francese Annie Lacroix-Rix quando dice: “questa guerra, per quanto deplorevole, è stata annunciata molto tempo fa, e le voci ragionevoli di militari, diplomatici e accademici in Occidente, che non hanno accesso a nessun grande organo di ‘informazione’ privato o statale, sono categoriche sulle RESPONSABILITÀ ESCLUSIVE e di lunga data degli Stati Uniti nello scoppio del conflitto che hanno reso INEVITABILE ”.
      Allo stesso tempo, quando D’Orsi ci fa la lezioncina sui “fattori” che determinano i fatti storici, parte dal fattore “individui”, che nel caso specifico sarebbe “la decisione, CHE CONDANNO, di Putin di attaccare”.
      Allora ti chiedo: in questa “CONDANNA” la leggi anche tu o no, una contraddizione grossa come una casa?
      Io apprezzerei molto di più il professore se avesse il coraggio di dire FINO IN FONDO quello che pensa, e cioè: “la guerra ha un solo e unico responsabile, gli Stati Uniti. Putin, provocato per anni, ha dovuto INEVITABILMENTE invadere l’Ucraina, Paese tra l’altro governato da un giullare ebreo in combutta con un manipolo di feroci nazisti che ha compiuto un “genocidio” nel Donbass. Di conseguenza, io NON CONDANNO Putin, ma lo giustifico”.

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  14. @Santo Loquasto

    Che ci vuoi fare, ogni paese ha le sue usanze o ne sperimenta di nuove.
    Da noi quelli scomodi si tolgono di mezzo da soli: di solito cadono “volontariamente” o “accidentalmente” da una finestra ad esempio.

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    • @giansenio
      Sono troppo giovane per la storia di Pinelli, se ti riferisci a lui. Un’altra epoca, un altro mondo.

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      • Non mi riferivo espressamente a lui, ci sono casi anche più recenti e di varia natura. Storie di banche (David Rossi, ma anche Calvi, Sindona e il suo caffè al cianuro), P2, un Papa morto improvvisamente .. vasta letteratura.

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  15. Sei troppo giovane anche per leggere? Normalmente si esce dalle elementari con questa capacità! Inoltre che neofascisti e neonazisti siano tollerati, giustificati, vezzeggiati nella ” democratica” italia è storia recente, basta farsi un passaggio di notizie sulla situazione di Verona, Vicenza e Padova, dove da anni agiscono indisturbati gruppi ed organizzazioni di questo tipo in collegamento e collaborazione con altri paesi come Germania, Polonia, Ungheria, Ucraina, Regno Unito, Francia. ……a questi violenti già peraltro condannati, come quello che ha guidato l’ assalto alla sede della CGIL a Roma, basta fornire fucili e mitragliatrici ed abbiamo pronti i nostri battaglioni Azov! Quindi non solo ogni dubbio è lecito, ma utile ad evitare epiloghi come quello ucraino, dove, come la storia insegna, prima c’è la modifica di mentalità, linguaggio e ” cultura” e poi arrivano le armi e la guerra! Se non debelli il passaggio propedeutico e funzionale, poi ti rimane solo la constatazione del presente, la fatalità dell’ orrore come discolpa all’ incapacità di agire in tempo, per la comodità di uso e consumo di frange violente, alla politica degli eletti istituzionali che a seconda dei vari paesi hanno diverso nome e cognome, ma stessa responsabilità! Sputare su chi è storicamente un dittatore, senza condannare, chi agisca nello stesso modo in nome della sua ” democrazia” ,che non lo è affatto, è disonestà intellettuale e pericolosa parzialità che genera immancabimente le fatalità!

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    • Alessandra, le tue pappardelle inutili le confermi anche dopo Bucha? O rileggi qualcosa che ti é sfuggito o magari inizi ad accettare un’altra vera verità che vada oltre il battaglione Azov? Perché così assomigli alla moglie di Orsini o alla figlia di D’Orsi

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      • «“E’ come Sebrenica”: 30 anni di cinema Nato

        “E’ la nuova Sebrenica” titola un giornalone italiota, riguardo alla presunta strage russa di Bucha in Ucraina. Fra i tanti strilli mediatici della disinformazione di massa embedded dentro la Nato, è forse quello che più si attiene alla realtà: infatti Sebrenica fu un un falso storico di cui gli Usa si servirono per poter distruggere la Jugoslavia, bombardare la Serbia, mettere sotto accusa Milosevic e papparsi i balcani. Dopo aver diffuso le voci che immagini satellitari, ovviamente americane, avevano visto fosse comuni, si arrivò a un rapporto della Croce Rossa, (altra branca dell’alleanza atlantica), secondo cui i serbo bosniaci avrebbero ucciso 8000 mila persone nel 1995 : la cifra derivava dal fatto che i serbo bosniaci avevano fatto tremila prigionieri e cinquemila persone risultavano irreperibili. Poi si scoprì che diverse migliaia di persone erano andate via e che avevano trovato rifugio sia nella Bosnia centrale che nella stessa Serbia, ma la Croce Rossa rispose candidamente che non poteva depennare i nomi delle persone rinvenute in vita dalla lista dei cinquemila scomparsi perché (sic!) “non ne avevano ricevuto i nomi”. Alla fine le 8000 mila persone delle fosse comuni si ridussero a 1883, tra cui una sola donna, frutto di tre anni di combattimenti, tanto che quasi la metà dei morti erano serbo bosniaci.

        Per giustificare questo falso storico costruito a tavolino si disse che migliaia erano stati portati via su camion frigoriferi e seppelliti in luoghi segreti. Naturalmente non esiste la benché minima prova di questa favola né dalle testimonianze e nemmeno dai satelliti statunitensi che compivano otto passaggi al giorno sulla zona delle operazioni. Il capolavoro dell’ipocrisia e dell’inganno è che in seguito lo stesso tribunale dell’Aia ha dovuto recedere da tale accusa per mancanza di prove, ma non potendo chiudere il processo riguardo a quello che è diventato un dogma che non poteva essere scalfito, ha tirato fuori una tesi che è una vera e propria eresia giuridica: i serbi non avrebbero commesso determinati crimini solo per paura di essere scoperti, arrivando a sanzionare un crimine dichiaratamente non commesso solo a causa dei motivi che hanno spinto il non-reo a non commetterlo. Di fatto solo la misteriosa morte a sei giorni di distanza di Milosevic e di Babic, i due maggiori imputati, salvò la faccia del tribunale e degli Usa. Come si vede la barbarie giuridica da parte di giudici prezzolati e comunque schierati ha già qualche annetto sulle spalle. Ma la cosa ancora più interessante è che secondo quanto sostiene Philip Corwin, l’alto funzionario ONU che indagò sui fatti, il presidente Clinton chiese esplicitamente al suo omologo bosniaco Izetbegovic “almeno cinquemila morti” per scatenare la rappresaglia contro i serbi. Un vero peccato che le parole non si conservino in frigo come altri sottoprodotti presidenziali.

        Nonostante tutto ancora oggi si parla della strage di Sebrenica come se fosse realmente avvenuta perché chiunque sia interessato alla verità non viene contraddetto, ma viene stroncato: infatti sarebbe davvero troppo scoprire che la Nato si serve di false stragi altrui per compierne in proprio delle vere. Ma è già storia vecchia basta vedere cosa è successo in Siria dove il gas usato dai terroristi “moderati” amici degli Usa è stato attribuito ad Assad. E adesso ci troviamo con i morti di Bucha che sarebbero vittime dei russi, ma la cui esistenza è stata filmata solo quattro giorni dopo che i russi avevano abbandonato la città. Il fatto che i cadaveri lasciati per strada sembrino avere molti giorni o addirittura settimane lasciano il sospetto di esser stati dissepolti. Del resto il fatto che gli ucraini abbiano cannoneggiato il paese dopo la partenza dei russi lascia pensare a una macabra sceneggiata, come quella inscenata all’ospedale di Mariupol dove si erano asserragliati i nazisti per farsi scudo di malati e partorienti. Adesso si è scoperto che le foto che ritraggono una neo mamma portata in barella verso l’ambulanza è puro cinema: infatti nelle varie foto si vede la barella – che doveva fare appena una ventina di metri – che era portata tutte le volte da persone diverse. Scegliete un regista migliore. Persino Jim Jatras politilogo ed ex consigliere di politica estera al Senato Usa ha osservato che le informazioni provenienti da Kiev non possono essere attendibili. Come ha ricordato, è più redditizio per l’Ucraina continuare le attività di propaganda.

        Il fatto è che le truppe russe si erano ritirate da Bucha il 30 maggio [sic! Marzo, ndr.] come segno di buona volontà per il round di colloqui sulla pace che si svolgono in Turchia, ma naturalmente c’è chi assolutamente non vuole sentir parlare di pace. Il portavoce del ministero della difesa russo Igor Konashenkov. ha dichiarato: non sorprende che tutte le cosiddette “prove dei crimini” a Bucha siano apparse solo il quarto giorno, quando ufficiali della SBU e rappresentanti della televisione ucraina sono arrivati ​​in città. Particolarmente significativo è il fatto che tutti i corpi delle persone le cui immagini sono state pubblicate dal regime di Kiev, dopo almeno quattro giorni non si sono irrigiditi, non hanno le caratteristiche macchie da cadavere e c’è sangue che non si coagula nelle ferite. Tutto ciò conferma inconfutabilmente che le fotografie e le riprese video di Bucha sono un’altra produzione del regime di Kiev per i media occidentali, come è avvenuto a Mariupol con l’ospedale di maternità, così come in altre città.».

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      • «Dall’Ungheria al Pakistan porte in faccia a Washington

        Ecco una manifestazione di Jobbik il partito nazista Ungherese arruolato dalla Ue per sconfiggere Orban [didascalia ad una foto, nell’originale articolo, ndr.]

        Probabilmente non ci sono molti punti di contatto tra l’Ungheria e il Pakistan, ma entrambi mostrano come ormai il potere abusivo dell’occidente e dei suoi costrutti di potere, come Nato e Ue, vada sempre più declinando e come ogni azzardo e ogni passo per recuperare presa sul resto del mondo portino invece verso la fine definitiva degli assetti imperiali. In Ungheria Orban e il suo partito hanno stravinto ottenendo il 63% dei consensi, aumentando addirittura il bottino di 4 anni fa, nonostante i milioni spesi dall’Europa, dall’ Open Society di Soros e dalle sue ong, nonostante l’invio di un gruppo di battaglia Nato e un’alleanza tra i partiti di osservanza globalista come quello socialdemocratico e il partito neonazista Jobbikl una cui manifestazione pre elettorale è ritratta nell’immagine di apertura del post . Hanno vinto le posizioni critiche prese da Orban sulla vicenda ucraina, il rifiuto di far passare armi e la rivendicazione dell’autonomia del Paese che viene portata avanti nonostante i parlamentari europei di Fidesz (il partito di Orban) facciano parte della formazione di maggioranza ( tanto per quello che conta il Parlamento europeo…) . Seimila chilometri più a est il parlamento pachistano è insorto contro il tentativo americano di estromettere il primo ministro Imran Khan, attraverso una crisi con aspetti incostituzionali, mentre gran parte dei parlamentari hanno urlato in coro “Morte all’America”.

        Il primo ministro pakistano aveva precedentemente accusato una “potenza straniera” – in un chiaro riferimento agli Stati Uniti – di aver finanziato una “cospirazione” per rovesciare il suo governo democraticamente eletto. Rivolgendosi a una grande manifestazione nella capitale Islamabad la scorsa settimana, Khan ha affermato che la “potenza straniera” ha inviato milioni di dollari ai partiti di minoranza per lanciare un voto di sfiducia contro di lui in parlamento: “Siamo a conoscenza di questa cospirazione da mesi. Sappiamo anche di chi ha radunato e pagato queste persone ma i tempi sono cambiati, questa non è l’era di Zulfikar Ali Bhutto”. Il riferimento è al leader storico del Paese che negli anni ’70 fu minacciato dall’ex segretario di Stato americano Henry Kissinger per il programma nucleare del paese. Oggi invece le ragioni di questo tentato colpo di stato per via parlamentare stanno nel forte coinvolgimento del Pakistan nel sostenere una delle ramificazione della via della seta e i rapporti cordiali intrattenuti con la Russia. Tutte cose insopportabili per l’egemonia americana che ormai lavora principalmente con le quinte colonne interne, create e coltivate da decenni.

        E’ del tutto evidente che i giorni dell’assoluta egemonia americana stanno tramontando: l’anno scorso in Bielorussia e Kazakistan sono falliti i tentativi di cambio di regime di sapore arancionista. Gli Usa hanno fallito anche in Honduras: il colpo di stato del 2009 è stato annullato alle elezioni all’inizio di quest’anno e anche il nuovo tentativo di colpo di stato nella legislatura non è andato a buon fine. Il colpo di stato in Bolivia è stato di breve durata, mentre Lula è ora pronto a vincere le prossime elezioni in Brasile. E oggi i governi che rappresentano buona parte della popolazione mondiale si rifiutano di condannare la Russia e di applicare sanzioni. Insomma tutto un sistema di dominio sta scricchiolando e il fatto di aver costretto la Russia ad intervenire in Ucraina si è alla fine rivelato un boomerang che finirà anche per spaccare l’Europa come la vicenda ungherese e quella polacca stanno dimostrando e come verrà alla luce ancor più chiaramente quando sul continente si abbatterà una tempesta economica peraltro lucidamente preparata prima con la pandemia e poi con la guerra per evitare un collasso di sistema o meglio per dirigerlo verso il salvataggio delle elite di comando e la dannazione degli altri.».

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    • Veramente per conoscere PInelli non è nemmeno richiesto saper leggere.
      Basta essere andati qualche volta al cinema.

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      • Gentile paolapci, conosco benissimo la storia di Pinelli, ho visto documentari, ho letto del processo Calabresi, e pure il testo di Dario Fo, si figuri… Volevo solo dire che non è una vicenda che ho vissuto DIRETTAMEMTE, e sottolineare che nè lui, né Calvi, né altre storie oscure della Repubblica Italiana, c’entrano una beneamata con gli avvenimenti attuali.

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    • Certo che ascoltare al pomeriggio Mentana e Fabbri commentare e ricostruire i fatti di Bucha e dopo leggere il GATTOROGNA viene anche voglia di compiere qualcosa di illegale, ma per fortuna il felino lascia sempre la suspense sugli autori degli scritti

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      • “Certo che ascoltare al pomeriggio Mentana e Fabbri…” bisogna avere un bello stomaco, PAOLABLATTA! Alla sera, quel povero sfigato che hai accanto, emette qualche pigolio o sta muto?

        GATTOROGNA? Buhahahah…

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  16. Non c’è bisogno dello studio di Harvard per saper come avviene l’estrazione per fracking. Non è solo l’estrazione, poi bisogna liquefarlo e stabilizzarlo a circa -160 °C, pronto per essere imbarcato, mantenendo queste condizioni, poi staccarlo e rigassificarlo. Un’enorme dispendio di energia. A spanne, su 2 mc di gas ottenuto dagli sciiti, uno si spende per questi processi. Veramente un’enorme danno ambientale. Ma avete idea di quanto ambientalmente conveniente è il gas russo, quello che grazie al tap, arriva dall’Azerbaigian, quello che si potrebbe estrarre dell’adriatico, in Basilicata, al largo dell’Egitto dal mega giacimento scoperto dall’Eni? Tutte prospettive sempre asteggiate dal movimento delle stalle? Maledetto insetto, solo lui e il semianalfabeta degli esteri potevano proporci i più grandi incapaci della storia. Adesso mai al gnl, che si battistero per incentivare con l’80% il fotovoltaico su ogni tetto, senza nessuna burocrazia, semplicemente con l’ispezione del gestore a conclusione lavori. Ma a degli incapaci poltronari è chiedere troppo. TRA SEI MESI A CASA. Non perdiamo niente!

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  17. Io ho ben presente ogni responsabilità in campo, soprattutto quelle omertose e pretestuose……quello che sarebbe successo in Ucraina era talmente conosciuto che è stato taciuto, chi aveva dato l’ allarme, giornalisti, intellettuali, storici, documenti ufficiali delle Nazioni Unite, è stato ignorato dai media ufficiali, di Stato, che purtroppo formano l’ opinione pubblica, ed ora si dà una lettura del presente di sola accusa da una parte e discolpa dall’ altra…..considerare un solo colpevole, che ovviamente ha le sue responsabilità, e nessuno qui le nega, non significa giustificare gli altri, la colpa presente dell’ aggressore non può e deve corrispondere alla discolpa né dell’ aggredito né di chi ha volutamente ignorato quanto stava accadendo in Ucraina e mezza Europa da anni, dove esistevano aggressioni interne…….le vittime di tali aggressioni non possono essere considerate di serie B solo perché formalmente non è stata usata la parola guerra, altrimenti è la stessa mistificazione di Putin che chiama un’ invasione, operazione, o quella di Usa/Nato delle missioni umanitarie con esportazione della loro ” democrazia” via bombardamenti : io non giustifico Putin, sono gli altri che giustificano chi si è macchiato delle stesse azioni, senza avere l’ onestà intellettuale e morale di affermare che il macellaio è ufficialmente iscritto al club dei macellai uniti di cui fa parte anche chi ha scritto in Costituzione ” ripudia la guerra” . Io non accetto lezioni morali e di democrazia, da guerrafondai, e non considero eroe chi ha permesso nel suo paese repressione, discriminazione e violenza contro una minoranza diversa, a casa mia si chiama FASCISMO E NAZISMO! Ed il problema esisteva eccome, visto che è stato denunciato in tempi non sospetti : novembre 2020 le Nazioni Unite chiedono una condanna del NAZISMO e di ogni sua proposizione, l’ Ucraina di Zelensky VOTA CONTRO insieme agli USA, i paesi NATO si astengono! È un segnale politico! Dicembre 2020 in Germania ed Austria un’ operazione porta all’ arresto di aderenti ad una milizia neonazista paramilitare con scopi eversivi e terroristici! ” per cercare i terreni più fertili del neonazismo, bisogna restare in Scandinavia e nei paesi dell’ ex URSS, si addestrano in Ucraina, a Kiev. …..dal 2014 nella capitale e nel Donbass si avvicendano estremisti di destra di mezza Europa” questo scriveva Paolo Berizzi nel 2021. …..mentre qualcuno mandava armi e

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  18. paolabl, ma sei proprio sicura che i fatti di bucha sono così come ce li hanno presentati?
    Nessun dubbio?

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    • Da quello che hanno dimostrato di essere i bastardi russi non ho quasi nessun dubbio, ovviamente si aspetta la piena chiarezza, notizia di ora, pare che ci sia un’altra zona (bou……. non lo ricordo) soggetta ad uno sterminio simile vedremo. Voi invece siete disposti ad ammettere che credere ai russi sia da decerebrati?

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  19. Paolabl forse a te è sfuggito qualcosa, da anni, da nipote di Maga Mago’ ti istruisci esclusivamente su i cartoni animati, quelli classici del filonazista Disney che finanziava Hitler…..ecco sei rimasta li! Il battaglione Azov è la punta dell’ iceberg……il sommerso agisce in tutta Europa. ….ma quelle come te al massimo si possono preoccupare di quale vestito mettersi in tono con la svastica. ..le tue analisi politiche e storiche come i tuoi commenti non vanno oltre! Ti manca la mentalità libera e l’ onestà intellettuale di chi è in grado di condannare qualsiasi atto di repressione e violenza, e che porti il nome di Putin, di Biden, di Zelensky, o di un battaglione, non fa alcuna differenza, anzi i battaglioni e gli eserciti sono il braccio armato delle stesse distorsioni erroneamente spacciate per difesa dei popoli! Io non ti commento né ti considero, fai altrettanto, le pappardelle ingrassano. …..

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  20. È insopportabile lo sdegno e la finta pietà per le vittime, di chi avrebbe potuto e dovuto impedire una guerra dove ci saranno tutti gli orrori conseguenti, violenze, crimini, fosse comuni. ….si è mai vista una guerra che non li abbia avuti? Allora l’ imperativo morale era intervenire PRIMA quando i segnali erano palesi, chi non è intervenuto per interesse, negligenza, indifferenza, complicità, è altrettanto colpevole dell’ autore materiale, e mandanti e manovalanza sono ugualmente imputabili…..nessuno sarà in grado di scagliare la prima pietra,

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  21. Dal 2014 al 2022 ci sono stati ben 7 anni per intervenire. …la diplomazia occidentale ed europea avrebbe potuto e dovuto vigilare sugli accordi di Minsk, pretenderne il pieno rispetto, condannare qualunque forma di discriminazione, violenza, non solo in quello specifico territorio, ma anche in quei paesi europei dove da anni soffia il vento neonazista, chiedere ai rappresentanti istituzionali, intesi come partiti e parlamentari di isolare le frange estreme senza cedere alla tentazione del loro uso politico ed elettorale che poi sfugge immancabimente al controllo…..l’ Europa avrebbe potuto mettere il naso in quanto accadeva in Ucraina, soprattutto dal 2019 quando era stato eletto Zelensky…..vuoi entrare in Europa? Allora risolvi il tuo problema interno che è una polveriera! Nel 2020 a novembre i paesi Nato avrebbero potuto votare a favore della risoluzione delle Nazioni Unite contro il nazismo, sarebbe stato un segnale politico di contrarietà agli Usa ed una indicazione all’ Ucraina. …..ma soprattutto l’ Europa che è stata devastata da una guerra appena 70 anni fa , avrebbe dovuto imporsi con gli alleati Usa per evitare ogni manovra di armamenti e finanziamento bellico in un paese alle porte della Russia, imporre la sua neutralità in funzione della pace……perché questa guerra farà male non solo agli ucraini, ma anche a tutti gli europei! La politica serve a questo, a trovare soluzioni diplomatiche, evitare il riarmo che è inevitabilmente il prologo di una guerra, basta solo attendere. …..ora c’è una corsa al riarmo, persino la Germania, la Polonia che diventa l’ avamposto militare della Nato. …..c’è da sperare che il conflitto rimanga circoscritto e che si fermi prima di espandersi a tutta l’:Europa che è unita solo per gli illusi. …..con le milizie neonaziste sparse e potenti in ogni paese europeo, il rischio del ripetersi della seconda guerra mondiale è alto, non perché Putin voglia invadere qualche altro paese oltre l’ Ucraina, non gli passa neppure per l’ anticamera del cervello, ma perché i battaglioni armati possono agire all’ interno di ogni singolo paese europeo e rivolgere la propria attenzione a quello confinante, non alla Russia. …..chi pensi possa sedare e tenere insieme i vari nazionalismi come quello ungherese, polacco, rumeno, ecc. …gli incapaci seduti al parlamento europeo che hanno dormito per 7 anni? Gli Usa che hanno tutto da guadagnare da una guerra in Europa? Speriamo si accontentino di guadagnare solo dalla ” guerra” non convenzionale economica e finanziaria che li renderà più ricchi, più ricche le loro multinazionali, prima quelle del farmaco, ora è la volta di quelle belliche, poi quelle del gas e dell’ energia, poi la ricostruzione dell’ Ucraina, soldi e capitali che fioccano, se viene distrutta pure mezza Europa, piatto ricco, capitale Usa mi ci ficco. ..già fatto. …basta solo ripetere la storia! Stavolta i milioni di morti sarebbero un numero talmente alto da rischiare di affossare il capitalismo stesso, sarà solo per questo che magari desistono, non certamente per la salvezza dei popoli di cui non importa una cippa a nessuna potenza capitalistica che parli russo, inglese o cinese è differenza esclusivamente linguistica. ….e si capiscono comunque al volo!

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      • E meno male che l’hai capita,
        Ti c’è voluto qualche settimana ma pazienza, meglio tardi che mai.
        Prendi le medicine e fatti cambiare il pannolone dalla badante.

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      • ma chi te l’ha detto che sei un essere umano?

        Con quegli zoccoli ti riesce proprio difficile digitare cose sensate, vero?

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