
(Marcello Veneziani) – Ogni santo giorno si affaccia in video o in edicola Il Guerriero della sera. Non è un singolo ma una serie, ha un volto mutante, ma dice sempre la stessa cosa: siamo in guerra, non si diserta, faremo economia di guerra, resistenza a oltranza; la sovranità nazionale e l’amor patrio, fino a ieri stracci da gabinetto, sono ora sacrosanti. Diciamo meglio: valgono in Ucraina, mica da noi. Naturalmente il giorno dopo la chiamata alle armi lui non è al fronte ma è ancora là, in video e in edicola, a predicare la stessa cosa.
Il Guerriero della sera è in realtà il terminale periferico di un preciso canone che prevede quattro tappe: 1) il Nemico è per definizione un pazzo criminale, 2) il suo modello unico o antefatto è Hitler, 3) il nostro modello è la Resistenza, 4) andrà colpito con un’operazione di polizia internazionale e processato per i crimini di guerra. Non è una novità: solo per restare nell’arco della nostra vita, dai tempi di Saddam Hussein, poi di Milosevic, Gheddafi, Assad e molti altri leader. Tutti, naturalmente, come Putin, fino a ieri alleati d’occidente, pienamente inseriti nel gioco geopolitico-economico globale. E mi raccomando, si fa la guerra mentre si marcia per la pace…
Cominciamo dal precedente storico. Hitler non c’entra niente; se vogliamo trovare qualche nostalgico di Hitler lo troviamo più dall’altra parte, al di là del falso alibi di Putin di voler denazificare l’Ucraina. Se vogliamo invece trovare un precedente a Putin non allontaniamoci dalla Russia: furono gli zar ad annettersi l’Ucraina e a tenerla per secoli, a obbligarla alla lingua russa. Fu Lenin a incorporarla nelle Repubbliche Socialiste Sovietiche e Stalin a soggiogarla come si deve. Putin, al più sogna di ripristinare la Madre Russia, anche in versione Urss o quantomeno stabilire un dominio sul vicino Paese. Non è il sogno di Hitler di dominare il mondo nel nome della razza ma è l’antica dominazione russo-sovietica. Così, la rivolta d’Ucraina non è una guerra partigiana ma è la rivolta di un popolo, di una nazione per difendere la sua indipendenza sovrana. Se proprio vogliamo forzarla a un paragone, chiamiamola insurrezione, richiamiamo il Risorgimento che si avvalse del sostegno delle grandi potenze straniere (Francia, Inghilterra) in funzione anzi-Impero austroungarico. O la rivolta di Budapest e poi di Praga contro i carri armati sovietici; ma non furono guerre partigiane.
Stabiliti i precedenti storici, poniamoci una questione che tocca più da vicino. Ma i bombardamenti sulle città e sulla popolazioni, su veri o finti ospedali, le vittime di inermi cittadini quali precedenti richiama? Per non retrocedere fino alla seconda guerra mondiale, ricordano molto quelli che furono fatti in Iraq e poi in Serbia e in Kosovo, in Libia e in Afghanistan, e si potrebbe continuare. Ma fissiamo il paragone con l’intervento Nato in Iraq. La motivazione poteva essere anche nobile, punire un dittatore e uno Stato invasore (benché incoraggiato dagli stessi inglesi e americani che già lo avevano usato in funzione anti-Iran nella guerra del Golfo). Quella guerra noi ce la ricordiamo attraverso le immagini della CNN. Abbiamo visto poco o nulla delle città bombardate, dei luoghi d’arte distrutti (Ninive, Babilonia, la stessa Bagdad); nessuno ci ha raccontato le storie delle popolazioni sotto le bombe con migliaia di morti (bambini inclusi, e migliaia) poi sottoposte a un embargo totale, vergognoso, alimentare e di medicinali. Non ci mostrarono lo strazio della gente, le singole storie, i dettagli umani. Furono numeri vaghi di statistiche nebulose.
Stando alla logica del duo Biden-Harris e poi dei loro ripetitori dem nostrani, la comunità internazionale avrebbe dovuto processare per crimini di guerra anche quei presidenti americani, repubblicani e democratici. Ma l’Impero del Bene non si processa, tutto quel che succede, da migliaia di morti in Medio Oriente alle bombe umanitarie e progressiste dei Balcani, sono fatti in nome della libertà contro la tirannide. Si possono frequentare regimi dispotici, dagli arabi sauditi ai tanti dittatori filo-occidentali, avere nella Nato l’autocrate Erdogan che sui curdi e gli armeni non ha parametri diversi da quelli di Putin sugli ucraini e i ceceni, ma tutto rientra nel Nuovo Ordine Mondiale.
La giustificazione giuridica degli interventi militari coincide con la motivazione ideologica: noi siamo per la pace e per la libertà, di conseguenza non facciamo guerra, lasciamo che i popoli si scannino tra loro, e noi riforniamo una se non entrambi le parti in guerra; ma quando interveniamo noi facciamo operazioni di polizia internazionale, ristabiliamo solo la pace e la sicurezza. E il Pazzo Criminale di turno va processato e condannato a morte con un processo ai vinti che da Norimberga in poi è diventato il canone. Il nemico non va combattuto e battuto; va eliminato, vituperato, estirpato dalla faccia della terra. E fa niente se per eliminare lui si dovranno infliggere sofferenze e lutti alla popolazione. Lui o il suo Stato-canaglia è fuori dal diritto, non vigono le leggi della guerra; va solo schiacciato, come un verme.
Bisogna avere l’onestà di dire anche il rovescio: gli Usa instaurano spesso regimi fantoccio a loro disposizione ma non si annettono direttamente i territori; combattono dittature spesso infami, bene o male veicolano la libertà almeno come principio e intenzione originaria. Anche se a volte, come capitò con la Primavera Araba, l’Occidente dette una mano a rovesciare regimi autoritari con cui era stato fino al giorno prima amico e che mantenevano un certo equilibrio in quei paesi; dopo di loro non è venuta la libertà e la democrazia ma la carneficina, le guerre tribali sanguinose, i fondamentalisti fanatici al potere, migrazioni e terrorismo diffuso. La realtà come la storia, ha molte facce, non una sola.
Ma tutto questo il Guerriero della sera non vuole saperlo.
La Verità
“furono gli zar ad annettersi l’Ucraina ”
ma vedi te, se ne impara una nuova tutti i giorni
esisteva una Ucraina e non ne ero al corrente
sino a ieri credevo che parte dell’attuale Ucraina fosse sotto l’impero Austroungarico
parte del gran ducato di Lituania (arrivava sino alle porte di Lubino attualmente in Polonia)
in parte c’erano i Turchi tanto che i russi di allora (nel 1700) ci fecero una guerra
e i fatti del divieto del latino e polacco sono del 1600
quindi in quelle terre c’è stato un gran via vai
pure il regno di Sardegna tentò di metterci mano militare, metà 1800,
insieme agli inglesi, per il possesso della Crimea, se ricordo bene, fallendo per via di malattie varie (>4500 morti)
più che per battaglie (32 morti in azione su 18.058 componenti della spedizione) e
per l’arrivo del solito guastafeste locale, l’inverno e, visto che nessuno si decideva vincere,
firmarono un armistizio e suonò il tutti a casa.
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le uniche cose positive di quella guerra è che ci diede
Florence Nightingale
l’istituzione del regno d’Italia
il film i 600 di Balaclava
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Ossignore aiutaci! “Dal Guerriero della sera” all’Antiguerriero della mattina, Marcello Veneziani, e la sua “Verità…. che non l’ho mica capita, anche se ce la martellano ogni giorno… Dalla padella brace. Ma lei, Veneziani, e la sua “Verità” che volete? che dichiariamo guerra agli USA, sporchi brutti e cattivi? Ah no, lei è contro la guerra, soprattutto quelle dove hanno le mani in pasta gli USA; e dove hanno le mani in pasta gli altri non si cura. Si contenterebbe che l’Ucraina si arrendesse al più presto e diventando di nuovo satellite della nuova URSS putiniana, e l’Italia uscisse dalle alleanze, Nato e Europa, che limitano così tanto la nostra sovranità? Ideona, così chiunque, magari il vittorioso Putin, ci potrà entrare in casa a “liberarci” dei nostri, mafiosi, fascisti , corrotti ecc.. e appiopparci il suo governo fantoccio. Beh, in attesa di capire dove volete andare a parare voi della “Verità” io non ho difficoltà a dire chiaro che :posto che non siamo così forti da poter fare da soli in questo mondo spietato, preferisco stare stare dove sto e difendere quel poco o tanto di libertà e benessere che i nostri predecessori hanno conquistato con tanta fatica per noi. Da Putin non abbiamo niente da imparare nè da guadagnare.
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Ma questa qui è una PDiota incallita, proprio non riesce a capire che la propaganda infame della rai e dei giornalisti con tanto di padrone
è vomitevole come qualsiasi propaganda infame.
Ma capirai una intelligente come lei corre subito alle conclusioni.
Ma va ca.are sulle ortiche dove crescono belle alte vai che magari forse dopo sarai un pochino più consapevole.
E se metto la bandierina🇷🇺 non è che sono pro Presidente Putin così tanto x puntualizzare.
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Le repliche come questa, volgarmente offensive sul piano personale (che la moderazione evidentemente lascia passare tranquillamente), mi convincono sempre più della bontà delle mie argomentazioni e della pochezza di chi mi contesta.
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Le tue convinzioni: sto bene dove sono gli altri si arrangino.
PDiotismo puro.
Vai a meditare sulle ortiche belle alte…..suona meno volgare non è vero?
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forse un pò di informazione ti servirebbe:
se sei curiosa guarda ed ascola e fatti un’idea
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Grazie, Adriano.
Stimo tantissimo Diego Fabbri: quando parlo di esperti di geopolitica, intendo principalmente lui.
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https://consortiumnews.com/2022/03/11/the-wests-hands-in-ukraine-as-bloody-as-putins/
C’è un tic nervoso discorsivo su tutti i social media in questo momento, anche da parte di giornalisti di spicco come l’ editorialista del Guardian George Monbiot. La richiesta è che tutti non solo “condannino” il presidente russo Vladimir Putin per aver invaso l’Ucraina, ma lo facciano senza riserve.
Qualsiasi riluttanza a sottomettersi è considerata una prova certa che la persona è un apologeta di Putin o un robot del Cremlino e che le loro opinioni su tutto ciò che è sotto il sole – in particolare le loro critiche agli equivalenti crimini di guerra occidentali – possono essere tranquillamente ignorate.
Com’è conveniente per tutti quei leader occidentali che hanno commesso crimini di guerra almeno tanto gravi quanto quelli attuali della Russia.
Ho ripetutamente descritto l’invasione della Russia come illegale; Ho regolarmente chiamato Putin un criminale di guerra (potresti non averlo notato ma l’ho appena fatto di nuovo nei due paragrafi precedenti); e ho costantemente paragonato le azioni di Putin alle peggiori azioni intraprese dall’Occidente negli ultimi due decenni. Ma niente di tutto questo è abbastanza. È sempre necessario di più.
La richiesta di una denuncia inequivocabile è strana, anche se comune, e suggerisce che coloro che insistono su di essa sono disonesti, se non altro con se stessi. La funzione della domanda non è quella di chiarire se una particolare informazione o un argomento sia credibile; è inteso puramente come un meme “gotcha”.
Non ricordo un’insistenza sul fatto che qualcuno condanni Tony Blair o George W. Bush per l’invasione dell’Iraq nel 2003 prima che potessero essere ascoltati o presi sul serio. O che denuncino il rovesciamento sostenuto dagli Stati Uniti del leader libico Muammar Gheddafi che ha fatto precipitare quel paese in un caos omicida. O che deplorano il sostegno materiale dell’Occidente al massacro della popolazione yemenita da parte dell’Arabia Saudita, inclusa la vendita di aerei, bombe e addestramento a Riyadh da parte della Gran Bretagna. O che critichino il sostegno dell’Occidente ai jihadisti che tagliano le teste in Siria (che guarda caso ora sembrano essere alla deriva in Ucraina per diventare di nuovo nostri alleati). O che denigrano decenni di sostegno occidentale a Israele poiché è scomparso il popolo palestinese.
E queste sono cose di cui noi, cioè gli occidentali, siamo direttamente responsabili. Abbiamo eletto i politici che hanno causato questa sofferenza non quantificabile. Quelle bombe erano nostre. Dovremmo chiedere a gran voce che i nostri leader vengano trascinati all’Aia per essere processati per crimini di guerra.
Al contrario, noi, cioè gli occidentali, non siamo responsabili di Putin o delle sue azioni. Non posso votarlo fuori carica. Niente di quello che dico lo farà cambiare rotta. E peggio, qualsiasi cosa io dica contro di lui o contro la Russia semplicemente amplifica il coro senza cervello di commenti ipocriti occidentali destinati a lanciare pietre contro i guerrafondai russi lasciando al loro posto i nostri guerrafondai locali.
Gli occidentali che denunciano Putin non renderanno più probabile il compromesso e la pace. Lo renderà meno probabile. I russi devono evidenziare i crimini di Putin nel miglior modo possibile per portarlo al tavolo dei negoziati, mentre dobbiamo fare lo stesso con i nostri leader per spingerli allo stesso tavolo. Finché la nostra attenzione è su Putin e sui suoi crimini, non è sui nostri leader e sui loro crimini.
Nebbia di guerra
Coloro che insistono sul fatto che sia del tutto possibile denunciare sia Putin che i leader occidentali allo stesso tempo sono proprio le persone che sono state così poco convinte nel chiamare in causa i nostri stessi leader.
Monbiot, notiamo, non ha utilizzato una sola delle sue colonne settimanali al The Guardian per evidenziare la difficile situazione di Julian Assange, rinchiuso in una prigione britannica per aver rivelato crimini di guerra statunitensi e britannici in Iraq e Afghanistan. Questo è il più grave attacco a una stampa libera a memoria d’uomo, eppure Monbiot ha usato la sua colonna più recente per attaccare i sostenitori di Assange, come il giornalista veterano John Pilger, per non essere stato abbastanza loquace nel denunciare Putin.
Coloro che richiedono una condanna inequivocabile di Putin insistono sul fatto che ora – nel mezzo di una guerra – non è il momento di seminare dubbi o minare il morale nella giustezza della “nostra” causa. (Un piccolo indizio che pensano a questo come a una guerra occidentale, non ucraina, con la Russia.)
Ancora una volta convenientemente, questo è esattamente il messaggio che anche i leader occidentali vogliono inviare: basta chiedere al primo ministro britannico, Boris Johnson, il cui scandalo “Partygate” è ormai un lontano ricordo mentre cerca di evocare la gravità di Churchilly nell’affrontare la Russia. Invece, i partiti nel parlamento britannico hanno messo da parte le loro divergenze molto superficiali questa settimana quando il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, li ha radunati con un “discorso storico”.
Che senso ha, in realtà, chiedere agli occidentali di denunciare Putin inequivocabilmente quando l’intera classe politica e mediatica occidentale sta dirigendo il nostro sguardo esclusivamente sui crimini della Russia proprio in modo che gli occidentali non guardino ai crimini occidentali equivalenti?
La verità è che, nella politica di potere, le denunce inequivocabili sono per politici e diplomatici – e segnalatori di virtù. Le condanne possono essere emotivamente soddisfacenti, ma il resto di noi può utilizzare le nostre energie in modo molto migliore.
Per la maggior parte di noi, la soluzione migliore sarebbe spazzare via la nebbia immediata della guerra e analizzare invece il nostro ruolo, ovvero quello dell’Occidente, negli eventi in corso.
Polizza assicurativa della NATO
Anche uno sguardo superficiale mostra che le mani dell’Occidente non sono pulite in Ucraina. Affatto. L’ingerenza – e l’ipocrisia – sono avvenute in due fasi, prima da parte dei politici e poi dei media.
Sono state le scelte dei politici occidentali a provocare l’invasione. (Quello che verrà dopo è una spiegazione, non una giustificazione, di quegli sviluppi, per coloro che hanno bisogno di queste cose esplicitate chiaramente).
Le truppe russe sono in Ucraina non perché Putin sia “Hitler”, “pazzo” o “megalomane” – anche se, ancora una volta, l’invasione lo rende un criminale di guerra allo stesso modo di Tony Blair e George W. Bush. Le truppe russe sono lì perché lui ei suoi funzionari hanno ritenuto che l’Occidente agisse in modo malevolo e in malafede nei loro rapporti con l’Ucraina.
La sceneggiatura di Putin come “pazzo” o “Hitler” distoglie l’attenzione dal fatto molto ovvio che i leader occidentali hanno deliberatamente giocato a ruota libera con la sicurezza dell’Ucraina e della sua popolazione.
L’Occidente ha incoraggiato gli ucraini a credere che presto sarebbero caduti sotto l’ombrello di sicurezza della NATO, quando in realtà l’Occidente non aveva alcuna intenzione di proteggerli, come ora è fin troppo evidente. Gli ucraini sono stati portati a credere che quanto più la posizione della Russia diventava bellicosa nei confronti dell’Ucraina, tanto più probabile sarebbe stata la NATO per venire in soccorso dell’Ucraina e agire come sua salvatrice.
Il che, ovviamente, ha incentivato il governo ucraino a continuare a colpire l’orso russo nell’aspettativa che Kiev avrebbe una polizza assicurativa NATO nella manica. Non è successo. Non l’ha mai fatto, come dimostrano gli eventi attuali.
Il motivo per cui Boris Johnson non ha perso tempo nel respingere la pressione emotiva esercitata da un giornalista ucraino in una recente conferenza stampa per imporre una no-fly zone sull’Ucraina è che anche lui capisce che una tale politica sarebbe suicida contro una potenza nucleare come la Russia. Abbattere i jet russi probabilmente ci farebbe precipitare in una replica della crisi dei missili cubani del 1962.
Ma sulla scia dell’inganno della NATO, i recenti leader ucraini hanno fomentato con sicurezza il nazionalismo etnico in patria e quindi hanno giocato loro stessi un pericoloso gioco di pollo con il loro vicino di superpotenza.
Ciò includeva coccolare i fascisti anti-russi a casa e alimentare una guerra civile nella regione del Donbass da parte dei suoi alleati ultranazionalisti contro la comunità etnica russa che viveva lì come un modo per trascinare la NATO direttamente nel conflitto.
Per coloro che accusano chiunque sottolinei l’influenza di lunga data dei gruppi ultranazionalisti in Ucraina di essere un troll di Putin, questo video del 2017 di The Guardian – un giornale ora riflessivamente sprezzante di tutte le critiche all’Ucraina – mostra un campo estivo neonazista per i bambini ucraini, può creare disagio nella visione. I fascisti della Brigata Azov che la gestiscono, così come altri gruppi che la pensano allo stesso modo, sono stati incorporati senza sforzo nell’esercito ucraino che l’Occidente sta armando:
Zelensky non ha abbandonato la sua intransigenza pre-invasione. Si è trincerato, chiedendo che l’Ucraina sia armata di missili nucleari e che la NATO imponga una no-fly zone sull’Ucraina o dia all’Ucraina gli aerei per imporre tale zona stessa.
Che Zelensky voglia che la NATO lo salvi, soprattutto dopo che la NATO è stata responsabile di averlo attirato nell’attuale confronto con la Russia, non sorprende. Ma il grado in cui i media occidentali hanno spinto la linea di Zelensky significa che una forte maggioranza dell’opinione pubblica statunitense ora è favorevole alla linea d’azione di Kiev, anche se probabilmente innescherà una terza guerra mondiale tra potenze nucleari.
Narrativa suicida
Il modo in cui gli occidentali sono schiavi di questa narrativa suicida prodotta dai media può essere misurato dal numero di guerrieri da poltrona in Occidente che accusano chiunque adotti un approccio più cauto non solo di essere apologeti di Putin, ma di negare al popolo ucraino il loro “diritto sovrano” di aderire alla NATO e rientrare sotto la sua protezione.
Ma l’appartenenza alla NATO non è un diritto sovrano. E non dovrebbe essere visto come una specie di schema glorificato di sorveglianza del quartiere. La NATO è un club militare. Gli stati si qualificano per aderire se gli altri membri concordano di voler impegnarsi a proteggere quello stato.
Se i membri della NATO non hanno la capacità o la volontà di difendere un altro stato, come è il caso dell’Ucraina, è un crimine fingere di sì, proprio per le ragioni che gli eventi che si stanno svolgendo ora dimostrano. In realtà, non è un crimine qualunque, è un crimine contro l’umanità.
Ogni morte nell’attuale guerra – ucraina e russa – avrebbe quasi certamente potuto essere evitata se gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO non avessero guidato l’Ucraina lungo il sentiero del giardino. Se gli ucraini non avessero creduto che con una pressione sufficiente avrebbero potuto forzare la mano della NATO a loro favore, avrebbero dovuto accogliere le preoccupazioni russe ben prima di qualsiasi invasione, ad esempio impegnandosi per la neutralità.
La Russia non avrebbe avuto motivi – o pretesti, a seconda di come si desidera vederla – per invadere. Le sceneggiature “pazzo” e “Hitler” dei media sono ora necessarie per capovolgere la realtà, suggerendo che Putin avrebbe invaso qualsiasi azione intrapresa dalla NATO e dall’Ucraina.
Ma se ciò non è vero – e non ci sono prove che lo sia – allora il sangue delle vittime di questa guerra è sicuramente nelle mani dell’Occidente, proprio come in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, Gaza, Yemen e altrove .
Ipocrisia mediatica
La seconda ipocrisia è quella attuale spacciata dai media occidentali. Vogliono ostentare una falsa preoccupazione morale per le sofferenze degli ucraini attaccati dalla Russia che non mostrano mai nei confronti delle vittime delle bombe e dei missili occidentali.
Per quanto terribile sia la sofferenza degli ucraini, a due settimane dall’invasione, è ancora una pallida ombra dei decenni di sofferenza dei palestinesi a Gaza o degli yemeniti sotto gli aerei sauditi e le bombe fornite dall’Occidente. La priorità di uno rispetto all’altro deve essere spiegata.
I guerrieri dei social media – molto meno sofisticati dei media aziendali – razionalizzano prontamente questa mancanza di interesse per le vittime dell’Occidente liquidandole come “terroristi” o incolpandole di vivere sotto “regimi terroristici”, o semplicemente insistendo sul fatto che siano ulteriormente rimosse da noi, come se britannici e americani in qualche modo sentissero più una naturale affinità con gli ucraini che con i siriani o i palestinesi, o con i russi. (No, a meno che i media aziendali continuino a insistere sull’esistenza di un tale legame.)
Se questa tattica fallisce, si passa alla successiva, sostenendo che qualsiasi tentativo di sottolineare l’assoluta ipocrisia dei media occidentali e la sua preoccupazione del tutto vuota per gli ucraini – piuttosto che per l’Ucraina, come una pedina sulla scacchiera coloniale dell’Occidente – è il cosiddetto “che dire”.
È già abbastanza grave che tale ragionamento sia radicato in un profondo razzismo che considera gli europei bianchi come vittime degne e le vittime marroni o nere come “danni collaterali” del presunto pacificatore occidentale.
Ma in realtà, il marciume è molto più profondo. Non è solo il razzismo all’opera nel trattamento speciale della sofferenza dell’Ucraina rispetto a quella degli iracheni, degli yemeniti o dei palestinesi. Ciò potrebbe essere risolto attraverso l’istruzione e la sensibilizzazione.
No, l’identificazione dei media occidentali con l’Ucraina – e di conseguenza l’identificazione del pubblico con la sua difficile situazione – si basa sull’utilità dell’Ucraina per il progetto imperiale occidentale. Che è esattamente ciò che ci ha portato in questo pasticcio in primo luogo.
Sedie musicali viziose
In verità, una linea retta corre tra il trattamento riservato dall’Occidente all’Iraq e il trattamento riservato all’Ucraina.
In Iraq, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno cercato di riordinare la scacchiera intensificando la loro presa sul petrolio mentre il capitalismo occidentale ha iniziato a correre contro depositi in continua esaurimento di combustibili fossili economici e facilmente accessibili e l’emergenza climatica ha reso il modello di profitto senza fine del capitalismo sempre più precario.
Ma sebbene l’analogia con gli scacchi per la politica estera occidentale risalga almeno al 19° secolo, ora potrebbe essere inadeguata a spiegare ciò che abbiamo visto accadere negli ultimi due decenni.
Più precisamente, i pianificatori di Washington vedono il mondo in gran parte in termini di una versione ad alto rischio del gioco di società per bambini, le sedie musicali. Man mano che le sedie scompaiono, è sempre più importante assicurarsi che tu, piuttosto che i tuoi nemici, afferri gli ultimi posti.
I principali nemici sulla scena mondiale – se ti siedi a Washington – sono la Russia e la Cina. Gli strumenti di cui hai bisogno a tua disposizione non sono solo l’ingegno, come negli scacchi, ma i muscoli, come in una versione molto adulta e adatta alla sopravvivenza delle sedie musicali.
Ciò ha richiesto agli Stati Uniti e ai loro alleati di isolare in modo sempre più aggressivo la Russia e la Cina, cercando di seminare divisioni e far sentire ciascuno minacciato e isolato. Il che, poiché Mosca e Pechino comprendono più chiaramente la strategia di Washington, ha spinto questi due improbabili partner l’uno nelle braccia dell’altro.
Il resto di noi deve decidere con quale dei bambini più grandi vogliamo allearsi mentre le sedie continuano a scomparire e il gioco diventa sempre più vizioso.
Guerra di logoramento per procura
Tornati in Ucraina, nel frattempo, gli Stati Uniti ei loro alleati della NATO sembrano fare il possibile per trascinare la guerra il più a lungo possibile.
Inizialmente la Russia sembrava volere una guerra di logoramento relativamente breve per pacificare l’Ucraina, costringendo il suo governo nazionalista ad abbandonare le aspirazioni a diventare un trampolino di lancio per le armi della NATO e imporle invece la neutralità. (Ora che la Russia ha impegnato tesori e vive per la guerra, probabilmente diventerà più avida e vorrà di più. I rapporti suggeriscono che sta già chiedendo l’indipendenza piuttosto che l’autonomia per la regione del Donbass.)
Naturalmente, la conclusione che trarrebbero persino gli occidentali, se non fossimo così propagandati dai media, è che la neutralità per l’Ucraina è inevitabile, a meno che non siamo disposti a rischiare l’alternativa di una terza guerra mondiale. Qualsiasi ritardo nel raggiungimento della neutralità per l’Ucraina come risultato provoca semplicemente morti e sofferenze inutili.
Gli Stati Uniti, al contrario, vogliono una lunga guerra di logoramento per procura, che fornisca apertamente e di nascosto le forze ucraine – indifferenti al fatto che siano “bravi” o neonazisti – per impantanare la Russia in anni di difficile guerriglia e contro- insurrezione. Lo spargimento di sangue alimenterà l’ ostilità (e il razzismo sconsiderato) dell’opinione pubblica occidentale nei confronti della Russia e dei russi, fornendo il pretesto a Washington per sostenere la guerra economica parallela dell’Occidente alla Russia.
Gli ucraini pagheranno il prezzo mentre gli Stati Uniti cercano di logorare la Russia, proprio come siriani, libici, iraniani, yemeniti, venezuelani e palestinesi hanno pagato il prezzo mentre gli Stati Uniti hanno cercato altrove di raggiungere gli obiettivi del loro progetto imperiale mondiale.
Washington comprende che una Russia indebolita potrebbe non essere stata in grado di salvare il governo di Bashar Assad dall’acquisizione della Siria da parte dello Stato islamico occidentale e degli alleati di Al-Qaeda. E in futuro, si spera, Mosca non sarà in grado di sostenere altri che resistono all’egemonia occidentale, in particolare gli stati “paria” di Venezuela, Iran e Cina.
È un’ambizione enorme per una piccola élite con sede negli Stati Uniti impegnata nell’arricchimento infinito di se stessa imponendo un pensiero binario tra il pubblico occidentale che oscura le vere ragioni delle crisi globali che dobbiamo affrontare.
Se avrà successo, la macchina da guerra dell’Occidente continuerà a rotolare sui corpi dei poveri e degli emarginati, spingendoci sempre più velocemente verso il collasso ecologico.
Jonathan Cook è un ex giornalista del Guardian (1994-2001) e vincitore del Premio Speciale Martha Gellhorn per il giornalismo. È un giornalista freelance con sede a Nazaret. Se apprezzi i suoi articoli, considera di offrire il tuo supporto finanziario .
Questo articolo è tratto dal blog dell’autore Jonathan Cook.net .
Le opinioni espresse sono esclusivamente quelle dell’autore e possono riflettere o meno quelle di Consortium News.
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Troppa grazia , signore! bastava molto meno per concludere che si sta dalla parte di Putin e, dulcis in fundo, si chiede dopo cotanto sfoggio “di offrire il tuo supporto finanziario se apprezzi..”! Sarà anche un ex giornalista del Guardian questo Cook , ma ha confezionato un polpettone immangiabile in cui ha messo insieme qualche pezzo di verità con tante bugie e tutto l’armamentario delle giustificazioni addotte da Putin per mascherare la sua immonda guerra di invasione, e tutto il livore antioccidentale che , nella stampa e nella opinione pubblica, taluni hanno coltivato con un furore autolesionistico e suicida per me inspiegabile. Di critiche alle politiche di taluni stati dell’Occidente, a suo tempo, e nei vari casi specifici citati, per quanto gravi ma con molti più responsabili anche non occidentali, ne abbiamo fatte tante. Ma l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin è il più chiaro caso di crimine contro l’umanità che sia verificato, e con un solo responsabile. Punto.
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Questo articolo è tratto dal blog dell’autore Jonathan Cook.net .
” il tuo supporto finanziario se apprezzi i suoi articoli lo chiede Consortium News, non il giornalista
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DIALOGO TRA SORDI
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Signora non ce la fa proprio a capire ! É una vera causa persa , io la manderei alla Nato…vede mai che si renda utile a fare la majorette monostante l età!
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La standing ovation è per lo splendido articolo postato da Tracia.
Se qualcuna lo trova troppo lungo, complesso e di difficile lettura, non certo per il linguaggio, ma per i concetti che NON CONDIVIDE, sempre che li abbia recepiti, eviti di commentare o entri nel merito, senza semplificare, o meglio banalizzare, riducendo argomenti complessi a beghe da stadio.
Ci fa una figura migliore.
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Anail, la Nato si sta già preparando a liberare Ucraina. Sara il nuovo Afghanistan in Europa. Oramai è chiaro che non ci sarà nessuna pace . I segnali ci sono. Tempo una settimana e vedremo la Nato entrare in Ucraina . Spero di sbagliarmi ma ho poche speranze .
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😱
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Ero un pò demoralizzata
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Standing ovation! 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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The Guardian 2017
In Ukraine, the far-right Azov militia is fighting on the frontline – and running a summer camp for children. The Guardian visited the camp and followed 16-year-old Anton through his experiences. Is Azov really a modern Hitler Youth organisation, or is it trying to prepare young
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Tracia,
nell’apparente normalità, il vero orrore.
Questi non sono forse bambini abusati?
Non sono vittime?
Come la gioventù hitleriana, cresciuta con un mito di violenza e morte, nascosto sotto il velame degli alti ideali del “patriottismo”, che è solo nazionalismo…
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giorno di lutto per la libertà di stampa
“Julian Assange è più vicino all’estradizione negli Stati Uniti. E’ stato infatti respinto il ricorso del fondatore di WikiLeaks alla Corte suprema del Regno Unito”
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