Mattarella bis, Financial Times: ce lo chiedevano (anche) i mercati

(Financial Times) – Il secondo mandato del riluttante capo di stato lascia il primo ministro libero di perseguire le riforme finanziate dall’UE

Nelle ultime settimane del suo mandato di sette anni come presidente, Sergio Mattarella ha chiarito che non pensava fosse appropriato servire un secondo mandato come capo di stato italiano. Né desiderava farlo. Scrive il Financial Times.

Ma quando i tentativi dei legislatori di concordare un successore si sono rivelati tossici – minacciando il fragile governo di unità nazionale del primo ministro Mario Draghi – i parlamentari hanno costretto il riluttante ottantenne Mattarella a rimanere. È stato spinto a una vittoria schiacciante sabato sera – l’ottavo turno di voto in un processo di selezione presidenziale iniziato lunedì scorso.

“Il dovere verso la nazione deve prevalere sulle mie scelte personali”, ha detto in seguito il presidente, visibilmente emozionato.

I social media italiani sono ora in fermento con meme del presidente, compreso uno in cui è legato alla sua sedia con una corda spessa. Eppure, nonostante tutte le ambivalenze personali di Mattarella, la sua rielezione ha deliziato gli italiani, specialmente la comunità imprenditoriale, così come i politici e i responsabili delle politiche di tutta Europa.

La sua proroga offre ora a Roma la prospettiva di continuità e stabilità, lasciando Draghi – che era considerato uno dei potenziali successori più credibili di Mattarella – libero di portare avanti le revisioni politiche richieste dal piano di riforme e investimenti italiano finanziato dall’UE per 200 miliardi di euro.

“Il Parlamento ha preso la migliore decisione possibile, certamente quella più desiderata da tanti cittadini e imprese italiane”, ha detto Corrado Passera, amministratore delegato della banca Illimity ed ex ministro delle infrastrutture. “L’attuale governo sarà in grado di portare avanti tutte le riforme e le misure che l’Italia si è impegnata a fare”.

Mujtaba Rahman, amministratore delegato per l’Europa di Eurasia Group, la società di consulenza sui rischi politici, ha detto: “Rispetto a tutte le alternative possibili, è il miglior risultato che l’Europa e i mercati avrebbero potuto sperare… crea una finestra di sei o sette mesi in cui si può fare molto”.

Il risultato permetterà anche a Draghi di partecipare alle discussioni cruciali a livello europeo sulle riforme dell’UE, compresi i cambiamenti relativi al patto di crescita e stabilità del mercato unico, che stabilisce le regole fiscali per la zona euro. Draghi, un ex capo della Banca Centrale Europea nominato da Mattarella l’anno scorso nel mezzo di una profonda crisi economica e sanitaria, “sarà una voce molto influente al tavolo di questa discussione”, ha detto Rahman.

L’elezione presidenziale dell’Italia è arrivata in un momento delicato, con Roma nelle prime fasi di un ambizioso piano di riforme per riavviare la sua economia cronicamente sottoperformante. Nei prossimi sei mesi, l’Italia deve affrontare questioni controverse – compresa una revisione della sua politica degli appalti pubblici e della legge sulla concorrenza – per ricevere la prossima tranche di fondi UE.

La potenziale ascesa di Draghi alla presidenza ha sollevato ansia nella comunità imprenditoriale italiana, nelle capitali europee e nei mercati finanziari, con la preoccupazione diffusa che un successore meno autorevole come primo ministro avrebbe lottato per spingere le riforme attraverso una coalizione di governo frammentata. Gli stessi legislatori italiani hanno temuto di essere spinti ad elezioni anticipate se non avessero potuto concordare un sostituto come primo ministro.

Ma mentre la rielezione di Mattarella ha impedito l’implosione immediata del governo, gli analisti avvertono che Draghi deve affrontare sfide significative nel tentativo di attuare il prossimo ciclo di riforme.

Le elezioni presidenziali hanno messo a nudo le tensioni all’interno del governo di unità nazionale tra i blocchi di destra e di sinistra, in particolare dopo che il leader della Lega Matteo Salvini ha rotto le fila per sollecitare i partiti di destra a sostenere il suo candidato preferito.

Ma ha anche rivelato profonde spaccature all’interno dei partiti, dato che i leader, compreso Salvini, hanno lottato per tenere insieme le loro fazioni.

“La strada da percorrere sarà in salita, non in discesa”, ha detto Daniele Albertazzi, professore di politica all’Università del Surrey nel Regno Unito. “Non ho mai creduto che solo perché sei Draghi puoi fare quello che vuoi. Lui è nelle mani dei partiti politici. Hanno il potere politico, e sono essi stessi divisi – la destra contro la sinistra, fazioni contro fazioni. Tutto questo creerà il caos”.

Ma altri hanno detto che i conflitti interni ai partiti politici potrebbero rafforzare la mano di Draghi, aumentando la sua capacità di spingere attraverso accordi di compromesso.

La sua arma finale, dicono gli analisti, sarebbe la minaccia di dimettersi e staccare la spina al governo di unità nazionale, innescando elezioni anticipate, se i partiti si rifiutano di cooperare.

“C’è un’opportunità per Draghi di estendere ulteriormente il suo controllo sul governo e sulla coalizione di governo e accelerare le riforme”, ha detto Wolfango Piccoli, il co-presidente di Teneo, la società di consulenza sui rischi politici. “Può cercare di sfruttare il totale disordine che sembra prevalere nella coalizione”.

8 replies

    • Quello che chiedono i cittadini lo decidono i giornali, incluso quel che chiede Ruben anche se tu non sei d’accordo.

      "Mi piace"

  1. Ho votato un partito che aveva una visione e un programma rivoluzionari.
    Mi ritrovo con un banchiere insediato al governo, un bi-presidente dopo che è stata silurata una candidatura seria, e liti nel partito tipo checche isteriche: “bisogna chiarire”, “si, l’ho chiesto prima io” ecc ecc
    Ma.. porca paletta, guardate che siete un po’ dispettosi eh!!

    "Mi piace"

  2. Prima ce lo chiede l’UE, ora ce lo chiedono i mercati, quando ce lo chiederanno quelli della Papuasia che dovemo fa’?
    Ce meritiamo tutto quello che ce sta’ a capita’.,

    "Mi piace"

  3. La nostra libertà è molto limitata.
    Appena si è palesato il nome della Belloni – che anche Letta aveva proposto, ma giusto per fare “quota rosa” – Renzi è subito intervenuto a Reti unificate e un attimo dopo c’è stato il Mattarella bis.
    E non riesco a dimenticare gli applausi, alla proclamazione di Mattarella, rivolti a … Letta. Che si è alzato ed ha ringraziato.
    Anche questa volta missione compiuta. Per un pelo…

    Piace a 1 persona