La farsesca trattativa Stato-Draghi e il Paese lontano

Siamo appena al secondo giorno della trattativa Stato-Draghi e sono già spossato. Cioè, confesso: sarei spossato se seguissi la questione, se mi appassionassi alle varianti, alle trattative, alle ipotesi, al cabaret di basso livello dell’aula, alle battutine dei commentatori […]

(DI ALESSANDRO ROBECCHI – Il Fatto Quotidiano) – Siamo appena al secondo giorno della trattativa Stato-Draghi e sono già spossato. Cioè, confesso: sarei spossato se seguissi la questione, se mi appassionassi alle varianti, alle trattative, alle ipotesi, al cabaret di basso livello dell’aula, alle battutine dei commentatori, alle dietrologie, all’eco delle parole in libertà, ai verbi tenuti al guinzaglio lasco dei condizionali. Tizio avrebbe visto Caio e forse, chissà, risposto alla telefonata di Sempronio, che avrebbe fatto il nome di Gino, gradito a Ciccio, ma fortemente inviso a Lino perché sbarrerebbe la strada del prossimo governo a Pino, che ci terrebbe tanto. Se state guardando gli speciali televisivi di questi giorni, consiglio di mettere lo schermo accanto a una finestra, e ogni tanto guardare fuori, perché la distanza tra quel che avviene attorno ai catafalchi della democrazia (mai nome fu più adatto) e il mondo reale, appare incolmabile, siderale.

Sono pronto a correre il rischio dell’insulto, perché se ti ribelli (parola grossa), o se ti mostri indifferente (ecco, più credibile) al balletto, ti becchi di solito la patente di “populista”, che è ormai l’ingiuria corrente buttata lì da chi sostiene il teatrino, o ne fa parte attiva. E riconosco che il giochetto è abbastanza facile: di qua un manipolo di strateghi da bar che muove le pedine su una scacchiera tra governo e Quirinale, e dall’altra un Paese stanco, stufo, nervoso, incazzato come un cobra che non sa né dove né come riversare la sua rabbia. Potrei essere più preciso: da una parte i sedicenti influencer o kingmaker che sussurrano cretinate a ogni passo (Psst! Frattini! Psst! Casellati! Psst, vedrai che vince Casini. Psst, alla fine sarà Draghi); e dall’altra un popolo (ossignùr, che parola démodé) dove un lavoratore su quattro sputa l’anima per arrivare alla fine del mese, i salari scendono anziché salire, i diritti scolorano, i ragazzini muoiono in cantiere proprio come i lavoratori veri, e i loro amici che protestano vengono manganellati, forse dalle stesse forze dell’ordine che scortavano i fascisti ad assaltare la Cgil.

Di tutto questo, del Paese reale, del suo sangue, delle sue paure, dei salti mortali e dei calcoli al centesimo davanti agli scaffali dei supermercati, non c’è nessuna, nessunissima traccia nello spettacolo indecoroso di questi giorni. Anche le parole sono lontane, lontanissime. Da “Bisogna difendere la ripresa” (eh?) a “Non possiamo permetterci di perdere Draghi” (eh?), e giù per li rami: cose che possono sembrare assurde, e sono invece semplicemente offensive.

Poi – dopo – tutti con le mani nei capelli, oh signora mia, dove andremo a finire, perché l’affluenza alle urne cala, l’astensione si impenna, la gente se ne sbatte e tenta di vivere nonostante. Il rischio – ormai conclamato – è che si dia la colpa alla politica, così, genericamente, mentre è “quella” politica che produce danni, lutti e fantasmi. E forse bisogna ricominciare a pensare che la politica si può fare senza quelli lì, senza burattini, senza pupi e pupari, senza uomini della provvidenza che “non possiamo permetterci di perdere”. Possiamo benissimo, invece, perché forse osservando un Parlamento dove sovranisti ottusi, sedicenti “di sinistra” e liberisti assistiti dallo Stato sostengono lo stesso governo, la parola “extraparlamentare” non è più così peregrina. Ricominciare a pensare che si può fare politica con le nostre vite, il nostro impegno, i nostri bisogni, fuori di lì, mi sembra, al momento, l’unica (flebile, d’accordo) speranza.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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10 replies

  1. Ottimo articolo.

    Siamo ormai in un enorme Truman Show planetario, e la propaganda dei padroni di tutto ha ormai conquistato l’intero sistema di disinformazione di massa.
    Un incubo a occhi aperti.

    Resta parzialmente libera la rete, e non è poco, e questo sito ne è un esempio.

    La luce in fondo al tunnel è proprio la grandissima potenzialità informativa della rete, che cresce inarrestabile da un paio di decenni, mentre la fiction televisiva perde terreno altrettanto inesorabilmente.

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  2. Questo articolo non lo apprezzo, anzi mi infastidisce: queste trattative e giochi per l’elezione del PdR sono previsti dalla Costituzione che è DEMOCRATICA e anche FORMALE, perché la FORMA in democrazia è SOSTANZA, dunque va seguita.
    E meno male che non c’è l’elezione diretta del PdR!
    I padri costituenti l’avevano prevista e voluta così perché di certe questioni delicate si occupassero 1009 grandi elettori tra i quali si sperava che i farabutti fossero pochi e la maggioranza persone presentabili.

    Se invece la maggioranza dei parlamentari sono FARABUTTI, la colpa è solo e soltanto DO NOI elettori italiani e della ns. cialtronaggine, che raggiunge vette eccelse al momento del voto in cabina elettorale.

    Dunque non ci possiamo proprio lamentare di niente, la colpa è della ns. ignoranza e sufficienza riguardo la politica e l’educazione civica.

    E sono proprio gli articoli come questo che servono a gettare tutta la responsabilità su tutti e 1009 i grandi elettori, lasciando indenni gli elettori italiani da ogni critica e rimandando sempre per costoro un salutare e scioccante esame di coscienza.

    La verità vera è che quei 1009 CE LI ABBIAMO MANDATI NOI IN PARLAMENTO e NELLE REGIONI, e NON TUTTI SONO DEI FARABUTTI.

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    • Sono d’accordo, non se ne può più di questo teatrino, dei burattinai e delle marionette. Possibile che non ci si renda conto del distacco che c’è tra chi bazzica nei palazzi del potere e il mondo reale? È mai possibile che per giorni si debbano esternare fiumi di chiacchiere inutili e inconcludenti? Per far votare 1009 elettori e spogliare le relative schede ci vogliono ore e ore e tutte le televisioni debbano trasmettere senza interruzione pareri e commenti di pseudo esperti e presunti tali di cui non frega una beata mazza a nessuno?
      Senza parla dell’indegno spettacolo delle tante marionette che scrivono nomi a caso sulla scheda elettorale.

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      • Vabbè anche sto blog mi pare faccia schifo. Pubblico un commento e me lo piazza come risposta al commento di un altro partecipante.

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    • ggn66 secondo me perchè i media sono usati a scopo di propaganda e raccontano storie manipolate.
      Chi si informa in tv beve ad una fonte inquinata, e essendo malinformata poi decide e vota male.
      Non è che gli italiani siano particolarmente stupidi, è solo che l’informazione è bugiarda.

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      • Concordo sui giornalisti, ma noi elettori scegliamo di berci ogni cosa che ci propinano perché indagare la verità può essere doloroso, specie se ci si rende conto di aver preso abbagli.
        Politici e giornalisti ci vendono un sogno e a noi piace, perché sappiamo che la realtà è molto più brutta; se qualcuno poi si permette di dire la verità, diventa oggetto di odio e rancore, a maggior ragione se sposta l’asse delle responsabilità vera sugli elettori.
        Finché non ci rendiamo conto che NOI ELETTORI abbiamo ridicolizzato questa nazione e questa ns. democrazia scegliendo nel tempo dei rappresentanti mascalzoni e impresentabili, non ne usciremo.

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  3. Anche i giornalisti, tutti dietro a qualunque pirla in strada o dentro salotti a oltranza, ci fanno il loro figurone a mettere dopo la notizia, vera e grave, di una guerra alle porte. Tanto, dopo, ci spiegheranno loro come è potuto succedere. Il Maratoneta Mentana ha perso 1000punti.

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