
(Marcello Veneziani) – Ma non c’è proprio niente da salvare di questi due anni passati in cattività, tra restrizioni, obblighi, paure e divieti? Qualcosa da salvare c’è ma non riguarda la vita pubblica, le istituzioni, la storia e la profilassi; riguarda piuttosto la vita nuda, inerme, con le sue bellezze e le sue tenerezze.
Del lockdown salverei ad esempio la deserta bellezza di Piazza Navona; grazie all’assenza di umani, traffici e bancarelle, era cresciuta perfino l’erba sul selciato e tra i sanpietrini; o la maestosa solitudine del Pantheon restituito agli Dei, senza il brusio, i selfie e il viavai.
Poi salverei la bellezza dei volti femminili castigati ma esaltati dalle mascherine. Ne ho visti e ne vedo di splendidi, che prima non avrei notato: è come se negli occhi superstiti si concentrasse tutto il volto, il sorriso e il dolore, la sorpresa e l’amore. Spesso deludono i volti interi, sono banali, a volte rifatti o rugati; ma i promettenti sguardi che sporgono dai volti coperti, restituiscono agli occhi l’intensità dell’espressione, il senso verace della persona, tornano a brillare le finestre dell’anima. Occhi di ragazza, quanti cieli che ti aspettano…
Salverei pure di questo infame biennio di clausura e paura, che minaccia di protrarsi ancora a lungo, la trepida attesa su un balcone di tre nipotini che vedono da lontano comparire i loro nonni, spariti da Natale a Pasqua, segregati nella loro casa e finalmente rimessi in libertà che vanno a ritrovare i loro figli e nipoti. Ogni passo diceva “vi siamo mancati” e ogni sguardo rispondeva: “ci siete mancati”. E viceversa. L’eccitazione e l’euforia dell’attesa, l’annuncio reciproco di una vita che ricomincia.
Salverei di quei giorni le anime ardenti che si facevano ardite e sfidando i divieti andavano in chiesa a pregare, a volte senza il parroco o contro la sua volontà. Da millenni sapevano che il rifugio dalle pestilenze epocali è in chiesa e non volevano mancare all’appuntamento, come avevano fatto le madri delle loro madri. Salus non vuol dire solo salute ma anche salvezza, e non si può barattare l’una per l’altra. Era bello vederli nelle Chiese del Silenzio; più belli gli altari, gli affreschi e le statue, come usciti dal nostro tempo e rientrati nella loro aura originaria.
Più bello di sempre nei giorni di quarantena era il mare immacolato d’inverno, deterso di bagnanti, lettini, frastuoni. Tutto della pandemia scivolava al mare, non lo toccava minimamente; e a vederlo, magari entrando nel suo freddo ventre, ti immergevi nella sua dimenticanza, cancellando quel che succedeva nel mondo, nei video, con le ambulanze. Il mare restituiva le sirene al mare della mitologia, togliendole alle strade dell’emergenza.
Di quei giorni di primavera ancora sotto sequestro da coprifuoco, salverei anche un tuffo beato in un campo immenso di papaveri; naufragare tra i fiori, lasciarsi cadere in mezzo a quel verde rosseggiante animato dal vento, perdersi alla vista della strada. I papaveri ondeggiavano finalmente liberi da passanti e depredatori. E di quei giorni salvo il profumo del pane che tornò a farsi in casa; a parte gli esiti diversi, fu un ritorno di antica fragranza.
Dei più recenti divieti sono indimenticabili pure i risvolti grotteschi. In un bar del mio paese ho assistito a una scena surreale: entra una coppia di anziani rozzi, primitivi e il barista chiede il green pass, loro lo guardano e si guardano esterrefatti, ripetono Grinpà? Cedà grinpà? Cedà sta nel dialetto locale per cos’è. Ancora più misterioso appariva a loro il tentativo di spiegare, il richiamo ai vaccini, alla card, al certificato. Ma che sta dicendo, suggerivano i loro sguardi incrociati come davanti a un marziano, un frastiero (forestiero). Non erano no-vax ma ante-vax, superstiti ignari di ere precedenti; non erano al corrente di nulla, non so dove avessero vissuto nel frattempo… Ma la loro assoluta estraneità al tempo della pandemia era prodigiosa e perfino invidiabile.
Salverei di questi due anni la riscoperta delle trascurate prossimità, quel che ci era intorno e non ci facevamo caso per inseguire ciò che è lontano, grandioso e globale: la porta d’ingresso del tuo quartiere che torna ad essere la soglia tra la sicurezza e la libertà, il negozietto a due passi da casa, la panchina della piazzetta per l’ora d’aria dei reclusi da pandemia, il giardinetto mai notato prima che conserva segrete bellezze, le cose ritrovate in soffitta o in cantina, relitti di vite passate che giacevano da tempo in attesa di resurrezione… La pandemia ha riabilitato i mondi minori, a noi più vicini e pure scordati.
Certo, da salvare di questi due anni ci sono i medici e gli infermieri che si sono prodigati rischiando, i religiosi e i volontari; ci sovvengono tanti episodi di generosità e dedizione, fino al sacrificio di sé. Ma salverei anche qualche piccola trasgressione. Per esempio la sfacciata bellezza di un ragazzo e una ragazza che credendo di non essere visti da nessuno, si sono smascherati e a volto scoperto si sono baciati a lungo per strada – non si fa, non si fa- e hanno ritrovato gli abbracci di prima, i corpi e il fiato l’uno nell’altro. Non sembravano sfidare la sorte ma chiederle indulgenza e complicità: non infierire su di noi, risparmia due bocche che combaciano nella gioia d’amare. È la rivolta della vita ragazza contro lo spirito mortale di gravità. Piccola dose d’incoscienza, ma talvolta anche di quella serve un richiamo.
Si, c’è qualcosa da salvare e da ricordare perfino di questo pessimo biennio da dimenticare.
Panorama
ora, a parte che di inverno il mare era “deterso di bagnanti, lettini e frastuoni” anche prima della pandemia (prova ad andare a Rimini il 20 dicembre a vedere se trovi bagnanti e lettini sulla spiaggia) e che fare il bagno a dicembre immergendoti nel “freddo ventre” del mare, più che farti dimenticare della pandemia ti poteva far venire una polmonite, con conseguente quarantena che te l’avrebbe fatta ricordare, resta il fatto che se a Veneziani sta sul cazzo l’umanità e vuole rimanersene da solo a fare il Grinch, mica è necessario aspettare la pandemia: si compri un eremo in qualche montagna desolata, oppure una casa in un’isoletta sperduta e rimanga a ruminare per i fatti suoi senza rompere il cosiddetti con queste tirate pseudo-filosofico-letterarie, in cui fa sembrare un grande traguardo l’aver trasgredito le prescrizioni a prevenzione del Covid (una volta la destra era per l’ordine e la legalità: ora sono diventati rivoluzionari da strapazzo).
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La polmonite è una malattia dei polmoni solitamente causata da un’infezione dovuta a virus, batteri e altri microrganismi.
non risulta che i bagni freddi causino polmoniti, certamente altre problematiche legate allo shock ipotermico,
ma non polmonite
altrimenti l’usanza di fare l’epifania russa (nella federazione, intendo) farebbe stragi e non casi
episodici come la donna morta nei giorni scorsi (non ho approfondito il motivo), ma hanno altri usi
prima e dopo il bagno
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grazie, hai dimostrato di essere meritevolmente erudito in materia medica, di non avere idea di cosa sia un’iperbole, e di avere tempo da perdere nel replicare a un post con argomenti che non c’entrano una mazza con la sostanza del medesimo.
camice d’oro per te.
clap clap.
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>con l’unico fastidio di mostrare il pass, che è come mostrare la patente, il documento d’identità o la tessera sanitaria o le tessere fedeltà quando necessario<
L'unico ventennio di cui puoi parlare e' quello di B., non di M.
E per quello dovevi esibire il possesso di un televisore.
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Ennio,
😆👍🏻
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Il mio ricordo più indelebile saranno i “numeri “. Sicuro sicuro…
Qualche esempio recente:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/01/22/covid-liss-per-i-non-vaccinati-il-tasso-di-mortalita-e-33-volte-superiore-rispetto-a-chi-ha-tre-dosi-il-rapporto-e-529-contro-16/6464908/
https://www.repubblica.it/cronaca/2022/01/16/news/il_booster_ti_salva_la_vita_nei_no_vax_70_volte_piu_alto_il_rischio_di_morire_di_covid-334006605/..
https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/aggiornamenti/emilia-romagna-i-non-vaccinati-rischiano-9-volte-piu-il-ricovero-ospedale-rispetto
https://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2021/novembre/covid-in-emilia-romagna-i-non-vaccinati-rischiano-11-volte-in-piu-di-finire-in-terapia-intensiva
https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/iss-per-non-vaccinati-rischio-terapia-intensiva-25-5-volte-superiore_44096482-202202k.shtml
E vai col liscio!!!
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UNA PREDIZIONE AUTOAVVERANTE- Viviana Vivarelli
Ricordiamo sempre che le parole sono pensieri e i pensieri sono energia, l’energia che muove il mondo, e se le nostre parole e i nostri pensieri saranno frasi fatte o infelici predizioni o forme oscure, attireremo solo il peggio.
Se un Nuovo Mondo dovrà ricominciare, comincerà con un pensiero nuovo, comincerà all’interno di ognuno di noi con una predisposizione nuova.
Cancelliamo da noi stessi ogni pensiero di paura e di sventura e tutto andrà bene!
La nostra energia mentale è un magnete che attira il Bene. Attiviamolo in questo senso!
Diamoci da soli la forza e la luce per ricominciare!
C’è una guerra insidiosa che si combatte anche avvelenando l’essere umano con paure e sospetti e che si vince volgendo il nostro cuore alla speranza e alla gioia.
Combattiamo dalla parte giusta, della vita e non della morte, della ricostruzione e non della disfatta, della luce e non delle tenebre.
Ogni volta che ricadremo nell’oscurità avremo dato spazio al peggio del mondo, lo avremo nutrito con una energia malsana.
Siamo invece noi stessi i creatori della gioia e della speranza e attiriamo gioia e speranza nella vita di tutti, per una ripresa della luce!
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Viviana, sursum corda!
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Viviana:Il ragionamento non fa una piega…Speriamo basti a tener lontano i dobermann.Ci vorrebbe una coscienza per adesso assente solo nelle tv.Forza e volontà aiuterebbero…se vi “svegliaste” perché fino ad adesso avete giocato in serie A ma da dilettanti.A parte il noto “campione” da novella 2000.Non si vede luce nella quadra.
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A proposito di occhi. Sempre siano benedetti gli occhi misti, ma la tipa qui sembra un poco strafatta. Vedi che pupille…
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È il flash…
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Protolito Insulare, io sono ignorantissimo, ma ricordo l’infame “lampetto” che precedeva lo scatto appunto per evitare lo stato miotico punt. Babbe’, TinEye me la trova qua:
https://tineye.com/search/2df3970751dbfb5d3afd8db39bd4b7a9520ea279?sort=score&order=desc&page=1
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Non ho capito niente… sei troppo avanti!
Ps: la mia non era una spiegazione…le cercavo solo una giustificazione, così, a cz, giusto per non accusare (lo faccio d’ufficio…sono l’anticarolino 😉).
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La verita’ e’ che non mi ricordo piu’ di com’erano le mie pupille “prima”. Non capisco mai quando sono troopo piccole o troppo grandi.
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😳 (è proprio la faccina giusta…)
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