(Tommaso Merlo) – Ci mancavano solo le grane giudiziarie. Di questo passo nelle urne il fu Movimento se la giocherà con Italia Viva. Ma la situazione politica è ghiotta e il pachiderma a cinque stelle potrebbe essere costretto a dar segni di vita. In primis vedremo se tratterà Grillo con la severità che ha sempre preteso oppure se farà una eccezione confermando come la coerenza fosse giusto uno dei tanti slogan elettorali. I nemici storici del fu Movimento intanto sparano sterco all’impazzata all’ormai celebre grido liberatorio di “siamo tutti uguali” mentre i tifosi superstiti del Padre Fondatore del grillismo si ricompattano e sfoderano bandiere e sciarpe per rimandare il concime al mittente. Già, anche per la rivoluzione culturale sarà per la prossima volta. Ma la situazione politica è ghiotta e il pachiderma a cinque stelle potrebbe essere costretto a dar segni di vita. Se Grillo farà questa volta per davvero un passo indietro, potrebbero saltare gli equilibri e scattare un salubre “si salvi chi può”. Nessuno nega che Grillo abbia avuto un ruolo importante nell’ascesa del Movimento grazie alla sua popolarità e alla sua capacità di comunicare, ma i veri protagonisti dello tsunami del 2018 sono stati l’idea originaria e i cittadini oltre che i tempi in generale. E una delle disgrazie del Movimento è stata proprio quello di non capirlo, coi singoli protagonisti che si sono egoisticamente creduti gli artefici di chissà cosa. Ma in verità gli idoli li creano le curve, quei famosi cittadini consapevoli che alla prova del fatti si son messi a tifare come tutti gli altri rimandando la rivoluzione anche culturale alla prossima volta. Al di là delle grane giudiziarie, poi, il disastro compiuto da Grillo è tutto politico. Restando in campo ha dato l’impressione di non crederci nemmeno lui all’uno vale uno e alla democrazia diretta e a tutto il resto. E nei momenti chiave si è speso di persona commettendo errori clamorosi come quello dell’adesione alla Corte di Draghi, un errore aggravato dalla barzelletta della transizione ecologica da compiersi con gli alfieri del cemento e del nucleare. Errori nel merito e nel metodo che hanno compromesso la credibilità del fu Movimento. Le periferie e le fasce più dinamiche della cittadinanza volevano e vogliono un cambiamento di sistema e vedendo il fu Movimento asservito nei palazzi del potere, si sentono traditi. Una situazione politica sempre più evidente e pressante e quindi ghiotta. Se Grillo si ritirerà il suo fanclub non gradirà, quello di San Giuseppe Conte un pochino di più ma poi ci sono anche i fanclub degli altri VIP da considerare. Una situazione destabilizzante per il pachiderma. Potrebbero saltare i precari equilibri e scattare il “si salvi chi può”. Essendo passati dallo streaming alle fitte nebbie politichesi e dalle quirinarie alle strategie partitocratiche anni Ottanta. Non è davvero facile capire l’attuale linea politica a cinque stelle. La sua metamorfosi partitocratica e presidenziale ha poi aggravato il tutto. Finora son trapelati giusto frasi fatte in stretto politichese e rigurgiti intestinali di sottofondo. Pare che la maggioranza punti a salvare Draghi e quindi la propria poltrona fino all’ultimo nanosecondo utile, del resto c’è in ballo una bella sfilza di stipendi e magari pure buonuscite e pensioni oltre salvare tutti noi poveri cristi dalla pandemia del millennio. Per quelli che desiderano continuare la carriera, c’è poi da levarsi dai piedi il limite dei due mandati e soprattutto mettersi sotto per riuscire a battere Italia Viva nelle urne. Il tempo stringe, i posti scarseggeranno e nemmeno San Giuseppe Conte pare faccia i miracoli. Obiettivo strategico il ritorno al bipolarismo col fu Movimento saldamente radicato nel centrosinistra a cuccia del Pd. Ottimo per i carrieristi, meno per gli altri che infatti sentono male al pancino. Sta crollando tutto e vorrebbero tentare un estremo tentativo di salvare perlomeno la faccia prima di tornarsene a casa loro. Di Battista intanto sfoga la sua sacrosanta indignazione sul sistema e attende il picco. Grillo o non Grillo ci sono praterie rimaste orfane e una democrazia da ricostruire. Una situazione politica davvero ghiotta.