Covid, l’antibiotico Zitromax esaurito in tutta Italia

Il farmaco più utilizzato contro i sintomi respiratori del virus è da giorni introvabile nelle farmacie. La difficoltà nel reperimento del medicinale è dovuta all’enorme utilizzo negli ultimi due mesi.

(tag43.it) – Lo Zitromax, cioè il medicinale più utilizzato per i malati di Covid sia in ospedale che a casa, in quanto prescritto da tutti i medici insieme alla tachipirina per la terapia domiciliare, è esaurito in tutta Italia. Da giorni l’antibiotico non si trova più nelle farmacie. La difficoltà nel reperimento del medicinale è dovuta all’enorme utilizzo negli ultimi due mesi, legato all’aumento dei contagi, e probabilmente all’accaparramento anche da parte di chi non ha contratto la malattia, ma ha timore del contagio.

Zitromax, introvabili anche i generici con azitromicina

Insieme a Zitromax, che è commercializzato da Pfizer, sono diventati introvabili anche tutti i farmaci generici equivalenti contenenti il principio attivo, ovvero l’azitromicina: nell’Italia della quarta ondata, attanagliata da Omicron, a mancare sarebbe proprio la molecola necessaria per la produzione del farmaco, che viene prescritto in associazione con antiinfiammatori. Zitromax è esaurito su tutti gli scaffali e in tal senso la principale preoccupazione riguarda la carenza del farmaco nella sua versione pediatrica, sotto forma di sciroppo. Tra i genitori dei bambini positivi è scoppiato il panico, come testimoniano i tanti appelli pubblicati su Facebook, ad esempio sul gruppo “StappaMamma”.

Zitromax, l’ombra della speculazione dietro la carenza 

«Al momento non abbiamo avuto note da parte di alcuna azienda per quanto riguarda il ripristino delle forniture. Al momento chi trova qualche pezzo in giro è fortunato», ha detto a Repubblica Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma. «Da cinque giorni l’azitromicina è scomparsa. Sto sentendo tutti i grossisti possibili, i più grandi d’Italia, ma la risposta è sempre la stessa: non c’è», ha dichiarato al quotidiano il dottor Giuseppe Longo, titolare di una farmacia della Capitale, che teme speculazioni: «Non vorrei che l’abbiano tolta dal mercato italiano per venderla all’estero a prezzo più alto». Della carenza del medicinale sarà interessata l’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco: tra le possibilità anche l’indicazione ad un utilizzo di un’altra famiglia di antibiotici al posto di quello mancante.

14 replies

  1. Corsa all’azitromicina. Aifa: ‘Non cura il Covid’
    ‘Troppe prescrizioni’. Pfizer, antibiotico torna a febbrario
    Redazione ANSA ROMA 13 gennaio 202220:28

    L’uso di antibiotici contro il Covid non rientra nei protocolli né nelle raccomandazioni ufficiali, poichè si tratta di farmaci che combattono i batteri e non i virus.
    Ma sia per le cure a casa che in alcuni ospedali, gli antibiotici vengono comunque utilizzati per contrastare eventuali infezioni batteriche associate o che possono subentrare nei pazienti Covid.
    Le prescrizioni, in particolare ai pazienti curati a casa o l’accaparramento causato dall’aumento esponenziale dei contagi nelle ultime settimane o ancor di più per la paura che cio’ avvenga, ha portato ad una carenza dell’azitromicina nelle farmacie italiane. Mancanza che riguarda anche il farmaco generico, oltre all’amoxicillina in associazione con l’acido clavulanico, pure in forma di antibiotico pediatrico in sospensione, e all’acido acetilsalicilico limitatamente al cardirene. L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha spiegato che “la carenza attuale di azitromicina non deriva da esportazioni o altre anomalie distributive, ma dalla prescrizione del farmaco al di fuori delle indicazioni previste”. Richiamando “tutti, prescrittori e cittadini, alla responsabilità di usare le terapie antibiotiche solo ove indicate. Utilizzare gli antibiotici con attenzione e prudenza – sottolinea ancora Aifa – deve essere un impegno e un dovere per tutti, dai professionisti sanitari alla popolazione generale, come principale arma di contrasto al problema della resistenza agli antibiotici”. Non solo: l’Agenzia ha ribadito che “l’azitromicina, e nessun antibiotico in generale, è approvato, né tantomeno raccomandato, per il trattamento del Covid, scoraggiandone fortemente l’uso”. Federfarma dal canto suo ha scritto al Ministero della Salute e ad Aifa per confermare l’impatto che le carenze, già segnalate dall’agenzia stessa, stanno avendo sul territorio, ed “ha offerto all’agenzia il suo collaborativo supporto per orientare il cittadino ad un uso proprio dell’antibiotico, anche alla luce del preoccupante fenomeno dell’antibiotico-resistenza in crescita su tutto il territorio nazionale”. La Pfizer, casa farmaceutica produttrice del farmaco introvabile nelle farmacie, comunica che la carenza dell’antibiotico Azitromicina è dovuta ad una “elevata richiesta, superiore alle stime e alla consueta domanda”. Il medicinale “tornerà disponibile alla fine del mese di febbraio”.
    “L’azitromicina è un antibiotico antibatterico che serve nella terapia di alcune infezioni batteriche, ma non serve a niente nella cura del Covid”. Così l’infettivologo genovese Matteo Bassetti interviene via social sul caso dell’esaurimento dello Zitromax, l’antibiotico più utilizzato per curare i malati Covid a casa e in ospedale.”La domanda è: serve la azitromicina nella cura del Covid? C’è un dato o uno studio che dica che serve a qualcosa? Che fa guarire prima? Che riduce gli accessi in ospedale? Che riduce la mortalità? Nulla di tutto questo. Sapete a cosa serve? A produrre batteri resistenti, di cui l’Italia è piena più di ogni altro Paese europeo. Nelle infezioni virali come il Covid gli antibiotici non devono essere utilizzati, salvo in alcuni casi molto selezionati. Molto selezionati, meno del 2% del totale. Basta usare l’azitromicina e gli altri antibiotici nel covid. Non servono. Creano resistenze e poi mancano per chi ne ha veramente bisogno”.

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    • Questo fatto dimostra, ma non ce n’era bisogno, l’idiozia dei nostri medici di base e dei cittadini ipocondriaci che gli danno pure retta (e sono tantissimi purtroppo). Personalmente non vado dal medico non so più da quanti anni, ma non perché non abbia problemi, ma semplicemente perché ho capito che non possono né sono in grado di risolverli. Mi ibottirebbero di farmaci inutilmente. La medicina, che che se ne dica e nonostante i molti progressi, è ancora ad uno stato primitivo di conoscenza del corpo umano.

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      • Vero, Luca, ma non tutti i medici sono uguali, anche se, in linea di massima, una volta laureati, non si aggiornano, per mancanza di tempo o indolenza, né sono uguali le condizioni di salute dei pazienti. Io ho tre esenzioni e necessito di farmaci salvavita: senza, sarei morta.
        I nostri medici di base (una coppia, i cui componenti sono “intercambiabili”), non sono affatto propensi a darci antibiotici( né noi a richiederli) o altri farmaci non indispensabili, essendo “new age”, omeopati(!!) e, secondo me, pure boh vax.
        Tant’è che mi era stato consigliato di non fare il vaccino… ma figurati… sono andata di corsa e i medici dell’hub hanno proceduto, a maggior ragione, proprio per via delle mie “fragilità”.
        Non tutti, però, lo riconosco, avrebbero avuto la mia “autonomia”, specie in mancanza assoluta di conoscenze nel campo e sarebbero stati non vaccinati in più, così, non ideologicamente, ma per comprensibile ignoranza della materia… e fiducia.

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    • No certo, gli antibiotici non curano il COVID.

      Curano solo le infezioni commensali batteriche che spesso hanno luogo con le infezioni virali.

      Tanto per precisare.

      L’AIFA come sempre, è la più negazionista delle organizzazioni.

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      • E sai quanto ce l’ha menata la scoreggiona nuragica che l’antibiotico non serve a un cazzo contro il virus (ma va? Lo sapeva solo lei…)? Adesso che fa finta di aver scoperto che la stragrande maggioranza dei casi virali ha complicazioni batteriche che, spesso e volentieri, sono la causa principale della morte, aggiusta il tiro e viene a farci le lezioncine di medicina comparata e ci assicura che “La Pfizer, casa farmaceutica produttrice del farmaco introvabile nelle farmacie, comunica che la carenza dell’antibiotico Azitromicina è dovuta ad una “elevata richiesta, superiore alle stime e alla consueta domanda”. Il medicinale “tornerà disponibile alla fine del mese di febbraio”.”: ma guarda un po’ il caso alle volte!

        E tutti con l’anello al naso vissero felici e contenti.

        Fine!

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  2. il dottor Giuseppe Longo, titolare di una farmacia della Capitale, che teme speculazioni: «Non vorrei che l’abbiano tolta dal mercato italiano per venderla all’estero a prezzo più alto».

    Dietrologia del cazzo e per di più sbagliata. Se si vuole vendere a prezzo più alto, si toglie dai mercati degli altri paesi per venderla in Italia!

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    • No, Ras, è un meccanismo purtroppo frequente, che mi è capitato, con alcuni farmaci, di subire.
      Viene addirittura dichiarato nei “bollettini sui farmaci disponibili” a cura dell’AIFA, tant’è che, talora, si autorizza la richiesta dall’estero, da parte delle farmacie.
      Tieni presente che non tutti i paesi hanno un sistema sanitario come il nostro, dove certi farmaci, se dichiarati fascia A, vengono forniti gratuitamente ai pazienti e a prezzi più bassi allo Stato.
      La scorsa estate ho avuto problemi a reperire un farmaco che all’estero si trovava perché venduto a prezzi più alti.
      Qui era di fascia A e fornito dal SSN.
      Mi sono dovuta arrangiare cercando, tramite amici e parenti, in farmacie sparse in tutta Italia, gli eventuali residui di magazzino. Non era la prima volta che accadeva, con quel farmaco, ma, quella volta, la carenza durava da mesi.
      Ad un certo punto, mettono in commercio un equivalente (finalmente), ma, seppur IDENTICO, viene considerato fascia C, quindi a pagamento. E vabbé…
      A quel punto, MIRACOLO: riappare l'”originale”, che costa di più dell’equivalente(allo Stato) e l’altro diventa prescrivibile dal SSN.
      Capito che traffici? Roba da matti.

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    • Carolina, è ricercato anche dai pazienti: 3 pillole efficacissime (1 al giorno) e via (ovviamente cicli ripetibili all’occorrenza), invece dei soliti 5/7 gg, magari con 1 c ogni 12 ore, come l’Augmentin (amoxicillina + acido clavulanico, di cui si parla nell’articolo).
      E, soprattutto, non fa parte della classe dei fluochinolonici, gli antibiotici che “scavalcano” la resistenza, ma che possono dare, specie se associati ad antinfiammatori fans, grossi problemi ai legamenti.

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      • Ps: ovviamente, mi riferisco al principio attivo azitromicina, non allo Zitromax Pfizer, di cui esistono gli equivalenti.
        E, neanche a dirlo, certo NON in riferimento al Covid, che è un’infezione VIRALE, quindi non si giova degli antibiotici, se non in caso di complicazioni batteriche.

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  3. Infatti, ci sono gli equivalenti. È esattamente quello che ho detto.

    ( @ Ennio, cosa ci entrano i farmaci all’ingrosso? Mai sentito parlare di equivalenti e generici?)

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